Castelvecchi
Intelligenza artificiale e pensiero umano. Filosofia per un tempo nuovo
John Rogers Searle
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 208
Le macchine scrivono, traducono, risolvono equazioni, sostengono conversazioni sempre più sofisticate
L'ombra del salice
Michela Andriolo
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 192
In uno dei quartieri più desolati di Palermo, Sofia cresce in una famiglia sgretolata dal peso della malattia e del silenzio
La dorata. D'Annunzio a Marina di Pisa
Andrea Pellegrini
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 200
Marina di Pisa, domenica 9 luglio 1899
Il primo voto. Elettrici ed elette
Patrizia Gabrielli
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 274
Nel discorso di fine anno del 2025, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio chiaro: la Repub
Il cosmopolitismo postcoloniale. L'emergenza di un nuovo paradigma
André Murgia
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 172
Il cosmopolitismo postcoloniale prende le mosse dalla critica agli assunti di carattere storico e spaziale che contraddistingu
La confederazione kantiana
Luigi Caranti
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 120
Questo saggio introduce il lettore alla teoria kantiana della pace e la situa nel contesto più ampio della filosofia critica
Quando l’universo diventò infinito. Shapley, Curtis e...
Gianluca Masi
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Louis Lebret. L'economia umana: il progresso sociale come ascesa
Michele Dau
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 408
Economista e uomo d’azione, il domenicano Louis Lebret si impegnò per un’economia al servizio dell’uomo e del bene comune. Sindacalista tra i pescatori bretoni, collaborò con i governi del Terzo mondo, e poi con Paolo VI per aprire la Chiesa a nuovi popoli e culture, fino alla Populorum pro¬gressio. Protagonista di una visione dello sviluppo come progresso umano, sociale e spirituale. Attraverso l’analisi delle sue opere, delle fonti archivistiche e del contesto storico, Dau rievoca il lavoro e il pensiero, originali e attualissimi, di una voce potente della domanda di giustizia sociale del nostro tempo, in cui si intrecciano analisi sociale, impegno civile e una fede insieme religiosa e laica.
A vita piena
Roberta Abbondanza
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 100
Esistenze in cerca di una vita piena che non gridano ma si incrinano: Mara, tradita da una lettera che svela mille giorni d’amore finiti altrove, tenta di ricomporsi fino a scivolare fuori fuoco. Giuditta attraversa la città e misura la distanza tra un ponte e un manifesto funebre, scoprendo che i giorni si contano meglio quando diventano pochi. E c’è M., che per giungere alla scrittura cerca un varco tra ricordi che cambiano forma. Fino ai racconti sulla maternità, nei quali crescere un figlio «è una serie infinita di ora-non-più» ma ogni sequenza porta con sé una verità nuova, inaspettata. Storie cucite da uno sguardo che sa vedere nei dettagli minimi – un armadio pieno di abiti, un vecchio giradischi, un paio di sandaletti, una tazza riposta in un cassetto d’ospedale – ciò che delle vite rimane quando passa la piena: il momento esatto in cui il punto di rottura diventa anche rivelazione.
Maya
Matteo Della Rovere
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 176
All’inizio c’è un uomo che parte. Non perché voglia scoprire il mondo, ma perché non sa più come restare. Da Roma a Istanbul, poi Kabul, infine l’India: un viaggio a ritroso nella propria oscurità, attraverso il corpo stanco, la polvere, il caldo, il fumo, l’odore del fiume. Maya è il diario crudo e commosso di una discesa – o forse di un’illuminazione – raccontata, quarantacinque anni dopo, dallo stesso uomo, sopravvissuto alla perdita, alla psichiatria, alla vergogna e al desiderio. Il tempo si aggroviglia attorno a ricordi e ossessioni, fino al nome di una donna: Maya, corpo e simbolo, promessa e abisso. Con una lingua precisa e visionaria, Matteo Della Rovere mette in scena la fragilità maschile senza retorica: la paura del contatto, la fame di senso, la goffaggine del desiderio, l’ambiguità delle dipendenze, la pietà e la confusione che accompagnano ogni caduta.
Se non io chi altri
Stefano Bufi
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 188
Edvard ha ventotto anni quando la Russia invade l’Ucraina. Tenente nell’aviazione svedese, forti radici in Italia per una nonna napoletana che ha vissuto tutta la sua vita nel paese scandinavo, un mese dopo lo scoppio della guerra si dimette dalle forze armate e parte volontario per Kiev, contro il parere dei genitori e della famiglia tutta. È un giovane idealista, mosso da un imperativo morale e da una profonda pulsione interiore; sceglie di fare quello che secondo lui è giusto. Stefano Bufi racconta una storia vera che inizia nella cornice di un ricongiungimento tra il ramo italiano e quello svedese della famiglia, da Uppsala a Sorrento, e si addentra fin nel cuore più oscuro e drammatico della guerra sul fronte del Donbass; una storia raccontata anche attraverso le parole dei parenti italiani, dei genitori, dei commilitoni. Una storia europea, che ci mette di fronte al dramma della guerra e ci parla di responsabilità civile e di coraggio, di aspirazione all’immortalità e di dolore.
Titanic
Benjamin Fondane
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2026
pagine: 112
Composto negli anni Trenta e pubblicato nella sua versione definitiva nel 1937, Titanic è uno dei vertici della poesia di Benjamin Fondane. Il naufragio del grande transatlantico diventa la metafora di una civiltà in rovina: la nave è la Terra stessa che cola a picco «fuori dello sguardo dell’essere», trascinando con sé l’illusione del progresso e le certezze della ragione. Fondane trasforma la catastrofe in un viaggio metafisico attraverso la Storia, l’esilio e la solitudine dell’uomo moderno. Il poeta-viaggiatore attraversa città, oceani e memorie per interrogare la perdita di senso, la violenza della modernità, il destino degli erranti e dei perseguitati. La parola poetica, contaminata e visionaria, diviene l’unico strumento di resistenza contro la disumanizzazione e l’oblio. Nel ritmo vertiginoso dei versi, la voce di Fondane si leva come un canto d’insurrezione e di pietà, un «grido perfezionato via via che lo si emette». Il suo Titanic non è soltanto il poema di un naufragio, ma la testimonianza estrema di una fede nella poesia come ultimo spazio di verità e di salvezza. Con uno scritto di Monique Jutrin.

