Castelvecchi: Eliche
Come il cambiamento climatico potrebbe salvare il mondo
Ulrich Beck
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 70
La questione ecologica si impone ormai come una sfida ineludibile. Visioni catastrofiste e negazioniste si alternano nel decretare il futuro del pianeta. Poco prima della sua scomparsa, alla vigilia dell’Agenda ONU 2030 e dell’enciclica “Laudato si’”, Ulrich Beck pubblica un articolo profetico, in cui invita i lettori a non interrogarsi sugli effetti negativi della crisi ambientale e a coglierne invece il potenziale emancipativo. La domanda «come può il cambiamento climatico salvare il mondo?» diventa allora il punto di partenza per un «pensiero costruttivo della catastrofe», orientato alla riparazione di un mondo devastato dagli eccessi del capitalismo. Una rinnovata visione cosmopolita, basata sull’imperativo «cooperare e condividere oppure non cooperare e perire», è la migliore speranza per la nostra società al collasso. Motori della politica cosmopolita sono le città globali, attori e architetti «che immaginano nuove aperture in e per un mondo a rischio», pionieri di forme di governance orizzontale e leggi transnazionali. A dieci anni dalla pubblicazione, questo breve manifesto mantiene viva la forza visionaria di Beck, che qui pone le fondamenta di una politica ecologica globale come unica via d’uscita dalla crisi climatica, contro ogni nazionalismo sovranista. Introduzione di Danilo Selvaggi.
Verso un nuovo Manifesto
Theodor W. Adorno, Max Horkheimer
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 192
«Tutti sanno che il mondo di oggi è l’inferno» afferma Theodor W. Adorno nel 1939, mentre il patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica getta un’ombra cupa sul futuro e l’Europa precipita verso la guerra. Nel 1956 – l’anno in cui Chrušcëv denuncia i crimini di Stalin, la rivolta d’Ungheria è soffocata nel sangue e il Partito Comunista di Germania viene sciolto – Max Horkheimer prosegue l’amara diagnosi: «Il mondo è impazzito. L’intera storia dell’umanità non è altro che una falena attratta dalla luce, destinata inevitabilmente a bruciarsi». Eppure, proprio in questi momenti di buio, i due filosofi si ritrovano per discutere la stesura di un nuovo Manifesto, ispirato a quello del Partito Comunista. Rileggono Marx, per mostrare «che è possibile essere comunisti e al tempo stesso condannare i russi». Riflettono sulla storia come promessa di salvezza o come catastrofe, in un dialogo ideale con Walter Benjamin. Con uno slancio quasi teologico arrivano persino a ipotizzare che «andrà tutto bene». Ma a chi rivolgersi? Quale linguaggio adottare? Come ricucire il legame spezzato tra teoria e prassi? Tra aforismi, battute e intuizioni visionarie, i due francofortesi continuano a cercare una risposta, fino ad accarezzare l’idea di un appello per la fondazione di un nuovo partito. Le loro conversazioni del 1939 e del 1956 sono qui raccolte e tradotte per la prima volta in italiano, accompagnate da un ampio saggio di Nicola Emery che ne ricostruisce la genesi e ne illumina i temi centrali.
Il capo in democrazia. Politica e carisma
Jean-Claude Monod
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 240
Capi politici carismatici hanno incarnato speranze e guidato rivoluzioni, ma anche trascinato interi popoli verso la catastrofe. Nata per arginare il potere personale, nemmeno la democrazia ha mai reciso davvero il legame con il leader: lo ha piuttosto trasformato, rendendolo insieme necessario e problematico. Dietro l’ideale del governo del popolo si celano infatti inevitabili meccanismi di delega e rappresentanza, decisioni individuali e forme patologiche di personalizzazione. Il filosofo Jean-Claude Monod indaga questa contraddizione attraverso la categoria di carisma politico, dalle prime ipotesi sull’orda primitiva alle riflessioni di Rousseau e Weber, fino alle tragedie totalitarie del Novecento e alle metamorfosi populiste del nostro presente. In una ricca trama di esempi storici e interpretazioni filosofiche, il capo politico emerge come figura intrinsecamente ambivalente: può essere voce di un popolo in cerca di trasformazione o ridursi a pura caricatura demagogica, incarnare un cambiamento collettivo o degenerare in culto della personalità. Monod illumina la natura problematica – e tuttavia ineludibile – del capo in democrazia, smascherando la mistica del leader e il mito del “grande uomo” a cui affidarsi nei momenti di crisi, e ripensa le coordinate di un carisma autenticamente democratico: un carisma di resistenza e di liberazione, di giustizia, di uguaglianza.
Trumpismo. Un mito politico
Chiara Bottici
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 92
Il fascismo non è un reperto del passato: come un fiume carsico attraversa le nostre società, pronto a riemergere in forme sempre nuove. Chiara Bottici legge il trumpismo come una delle sue manifestazioni più evidenti, capace di ridisegnare il panorama politico statunitense e globale. Attraverso una rilettura originale della psicologia delle masse – da Freud ad Adorno, fino alle critiche femministe e decoloniali – Bottici mette a fuoco il legame libidico che unisce il leader ai suoi seguaci, fulcro delle dinamiche autoritarie. Il trumpismo appare così come un movimento che intreccia nazionalismo esasperato, maschilismo, culto del capo e continua invenzione di nemici percepiti come minacce esistenziali. Emblema di questa costruzione simbolica è lo slogan MAGA (Make America Great Again!), divenuto icona di una mitologia politica che condensa nostalgie identitarie e razziste. I social media ne amplificano la forza, moltiplicando immagini di un’America considerata ideale: bianca, cristiana, patriarcale. Trumpismo è un invito a riconoscere come i nuovi populismi autoritari non siano deviazioni accidentali, ma possibilità insite nelle stesse democrazie.
Memoria dell'utopia. Gramsci e noi
Angelo Villa
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 332
In un tempo in cui il futuro appare incerto e il presente si dilata senza prospettive, la figura di Antonio Gramsci riemerge come segno vivente di un pensiero rivoluzionario ancora possibile. La sua biografia continua a suscitare stupore e ispirazione, non solo per il ruolo cruciale svolto nella vita politica e culturale dell’Italia, ma anche per le sue singolari qualità umane. Basti pensare alle toccanti parole indirizzate al fratello Carlo durante la lunga prigionia nel carcere fascista: «Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio». Un’esortazione che rivela quella «pulsione al futuro» – una delle tante forme del suo inconscio utopico – che lo portò a rifuggire ogni nostalgia, anche nei momenti più duri. Con la sensibilità propria dell’analista, Angelo Villa ci guida tra le pieghe della vita intima di Gramsci: dall’infanzia segnata da un corpo sofferente agli anni di studio a Torino, fino ai viaggi in Russia e alla carcerazione. La storia privata di “Nino” affiora così tra le righe della sua vita pubblica e dei suoi scritti, insieme all’amore per la lingua, la politica, il Partito. Prende forma la «cronaca di una vita» sempre attuale, attraversata da pulsioni, fantasmi e desideri: quella di un uomo che ha lavorato affinché la rivoluzione fosse, prima di tutto, una trasformazione dell’essere umano. Sempre solare, nonostante l’esperienza del tragico, la «rivoluzione gramsciana» è la testimonianza di una potenzialità dell’inconscio – personale e collettivo – protesa verso il futuro e capace di reinventare una storia ancora aperta al divenire.
Compassione. Un'antropologia politica
Franco La Cecla
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 180
Parlare di compassione oggi può sembrare ingenuo, in un mondo che mette continuamente in mostra la cattiveria umana. Ma cos’è la compassione? Un sentimento da coccodrilli già sazi della preda, o un lusso riservato a chi può permetterselo? Franco La Cecla rintraccia nella storia umana le tracce di una compassione che non si esaurisce nell’emozione, ma si traduce in un impulso all’azione: dalla Grecia dei retori all’India di Ashoka, nel III secolo a.C., dagli slum di Delhi ai rapporti di parentela nelle società indigene. Queste testimonianze, espressione di una visione della società fondata sull’urgenza di soccorrere l’altro, si contrappongono a logiche di violenza ed esclusione del vicino, dello straniero, di chi semplicemente “non è dei nostri”. Mostrano però che sono esistite – e continuano a esistere – strade alternative alla crudeltà e al conflitto, dove la compassione nasce da pietà e indignazione, da un moto dell’anima che ci spinge a intervenire di fronte al dolore e all’ingiustizia, perché in essi riconosciamo il riflesso del nostro stesso volto.
Cercare la pace con ragione e con passione
Ernesto Balducci
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 118
La “cultura di pace” è il filo conduttore di questa raccolta di scritti e conferenze di Ernesto Balducci, che si distingue per la passione e la lucidità con cui interpreta i segni dei tempi. Attraverso un’analisi acuta e profetica, Balducci invita il lettore a riflettere sulle possibilità concrete di costruire la pace in un mondo segnato da guerre, violenza diffusa e arroganza dei potenti. Con il suo inconfondibile sguardo pedagogico, l’autore affronta temi cruciali come la non violenza, la salvaguardia della natura e questioni geopolitiche, mostrando come la pace non sia un’utopia, ma una responsabilità collettiva. Ancora di più, Balducci avverte che, senza il radicale e scandaloso comando evangelico dell’“amore per i nemici” — nei rapporti tra culture, classi sociali e Stati — l’umanità si dirige inesorabilmente verso la propria autodistruzione. Una prospettiva che, purtroppo, risuona oggi con inquietante attualità. Gli interventi qui raccolti, frutto dell’ultima fase della vita di Balducci, testimoniano la coerenza del suo pensiero e la radicalità della sua ricerca, sempre volta a superare i confini ideologici e religiosi per promuovere un’idea di umanità riconciliata. Prefazione di Marco Guzzi.
L'uomo è un algoritmo? Il senso dell'umano e l'intelligenza artificiale
Paolo Benanti
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 60
Il mito di Ulisse ci insegna che la ricerca umana di senso è guidata dall’intelligenza, nelle sue due declinazioni: νοῦς e μῆτις, intuizione e pratica. Dalla sinergia di queste facoltà sono nate le grandi invenzioni che segnano la nostra specie, a partire dalla «grande invenzione del linguaggio». Oggi però il linguaggio non sembra più una prerogativa esclusivamente umana: l’Intelligenza Artificiale, nelle vesti di ChatGPT e dei Large Language Models (LLM), ha introdotto una lingua computazionale che riconfigura in modo nuovo parola e pensiero. Paolo Benanti ci accompagna in una breve e suggestiva riflessione etica sul paradosso della tecnica, pur riconoscendone le potenzialità: questa estensione della nostra «naturalità artificiale» sembra infatti sempre meno orientata a mappare la realtà e sempre più propensa a confonderci. Muovendosi tra informatica, filosofia e spiritualità – da Turing a Searle, da Scheler a Jonas – Benanti avanza una proposta semplice ma dirompente, capace di restituire centralità alla dimensione umana. Recuperare oggi un «pregiudizio umanista» non significa infatti ripudiare il progresso, ma riaffermarne la sfida più autentica: vivere una vita buona e consapevole. L’intelligenza algoritmica deve tornare a essere uno strumento nelle nostre mani, al servizio della piena dignità umana. È alle università, oggi, che spetta il compito fondamentale di creare nuovi «paesaggi culturali», dove ritrovare il senso delle nostre creazioni e delle nostre vite.
Contro l'Occidente. Trascendenza e politica
Eugenio Mazzarella
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 182
Un diario di guerra “domestico”, scritto all’indomani dei conflitti che, dal 2022, hanno scosso profondamente anche le nostre coscienze: Ucraina e Palestina non sono più guerre lontane, ma eventi che ci riguardano direttamente, che bussano alle porte dell’Europa e interrogano l’Occidente sul suo ruolo nel mondo globale. Eugenio Mazzarella affronta questi scenari con la lucidità del filosofo e l’urgenza del cittadino, proponendo una riflessione pubblica che intende rompere l’indifferenza e contrastare l’inerzia morale e politica. Contro l’Occidente denuncia l’illusione persistente dell’Occidente – generata dopo la caduta del muro di Berlino – di poter mantenere un ordine mondiale unipolare, fondato sulla supremazia americana. Un’illusione che oggi mostra tutte le sue crepe, mentre nuove potenze rivendicano legittimamente spazio e voce. Un invito a ripensare nel profondo le basi culturali e geopolitiche dell’Occidente, nella consapevolezza che solo un nuovo equilibrio potrà restituirgli una leadership legittima nel mondo interdipendente della globalizzazione.
L'eterno nel tempo. Dall’«homo sapiens» all’«homo spiritualis»
Antonella Lumini
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 176
Quanto siamo disposti a fermarci, ad accettare consapevolmente certe rinunce? In quale tempo sono io? Qual è l’ora che sto vivendo?». In questo volume, frutto di quarant’anni di raccoglimento spirituale, Antonella Lumini offre alcune delle sue meditazioni più folgoranti e mistiche, in cui prende forma un cristianesimo «incarnato», radicato nella concretezza delle nostre azioni e nel tempo di ciascuna vita. Con sensibilità affine a quella di Simone Weil, Lumini attraversa le quattro dimensioni del tempo – storico, escatologico, liturgico e catartico – dimostrando come un’«economia della grazia» possa fiorire già qui e ora. Solo riconoscendo questo flusso divino potremo armonizzare l’energia maschile e quella femminile, il progresso tecnologico e la biosfera, il corpo e l’anima. L’homo sapiens, incline a dominare il creato e a manipolare le risorse naturali, rischia di toccare un punto di non ritorno. Di fronte a questo bivio, l’unica via è il ritorno all’homo spiritualis, rivelato nella divina umanità di Gesù, testimonianza vivente dell’azione costante dell’eterno nel fluire del tempo.
Dieci storie qualsiasi
Elvio Fachinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 112
Nel 1952, appena arrivato a Milano, Elvio Fachinelli si immerge nei circoli di giovani intellettuali non allineati: Franco Fortini, Elio Pagliarani e Giancarlo Majorino. Proprio la madre di quest’ultimo, firma storica di «Annabella» – il settimanale femminile animato da autori come Soldati, Zavattini e Scerbanenco – lo invita a collaborare alla rivista. Nasce così una serie di racconti che, a settant’anni di distanza, conservano intatti l’acume e la freschezza nel ritrarre i costumi italiani tra il secondo dopoguerra e il boom economico. In questa raccolta inedita, i personaggi di Fachinelli sorprendono per la leggerezza quasi calviniana con cui attraversano spaccati tragicomici dell’esistenza, e per uno stile dialogico che già lascia intravedere la sensibilità del futuro psicoanalista. Emergono qui i temi che diventeranno centrali nella sua opera: l’immaginario, l’eros, la malinconia, il trauma del ricordo. Un incontro fra un impiegato e un’universitaria a un comizio elettorale, una crisi coniugale, le illusioni di un’attricetta, un pomeriggio all’Autodromo tra un uomo maturo e un’adolescente à la Zazie: sono episodi che sfociano in finali aperti. Nel matrimonio mancato si riflette non solo l’erotismo effervescente di un decennio complesso, ma anche una tensione più profonda, intima, verso l’altro. Che cos’è, in fondo, il ricordo di una breve storia estiva – come quella narrata in Discorso interrotto – se non il ritorno inatteso di un amore antico e rimosso, riaffiorato, venticinque anni dopo, nella sagoma fuggevole di una donna? Postfazione di Matteo Marchesini.
Fuori moda
Francesco Masci
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 112
La moda è dissipazione, pura apparenza di forme effimere che si affermano nel loro stesso svanire. Attività socialmente futile e spesa economica irrazionale, è costituita da una serie di «catastrofi permanenti» sottratte alle leggi dell’arte e della morale. Con passo letterario e rigore teoretico, Francesco Masci affronta la moda come oggetto filosofico, smontando le retoriche progressiste e sociologiche che cercano di assegnarle una funzione nella nostra società. Un pamphlet affilato e spiazzante, che restituisce il vero volto di un’istituzione che da secoli ci illude con la pretesa di una «bellezza atemporale»: un luogo in cui i numerosi paradossi prodotti dalla modernità sembrano inabissarsi nel nulla.

