Rubbettino: Saggi
La matrice teologica della società
Pierpaolo Donati
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2010
pagine: 233
Ogni società, in ogni epoca storica, si pone la domanda "dov'è Dio?" e dà una risposta che indica un modo prevalente di intendere la religione. Questa è la sua "matrice teologica". La società moderna ha dato una risposta altamente ambivalente, non sapendo reggere la distinzione fra immanenza e trascendenza di Dio. Oggi, c'è chi è compiaciuto e chi rimane deluso da come la religione viene configurandosi in Occidente, ma un fatto è certo: né l'attuale danza degli dei, né il riemergere dei fondamentalismi possono caratterizzare la matrice teologica della società in via di globalizzazione. La tesi del libro è che la società dopo-moderna dia una risposta tanto semplice quanto enigmatica: Dio è nella relazione perché è relazione. La matrice teologica della società dopo-moderna è all'insegna di una trascendenza che non è solo un "andare oltre" (un oltrepassamento), ma anche e soprattutto uno "scendere fra", nel senso di andare alla radice delle relazioni umane e sociali.
Lo stile del drago. Processi e modelli della politica estera cinese
Paolo Rosa
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2010
pagine: 279
Il libro analizza i fattori determinanti della politica estera della Cina e il suo stile diplomatico. Nella prima parte sono analizzate le variabili che influenzano la politica estera cinese, suddivise in variabili internazionali (anarchia, interdipendenza economica, istituzioni multilaterali); variabili societarie (cultura nazionale e politica interna); variabili governative (attori, ruoli e processi di formazione della politica estera); variabili individuali (sistemi di credenze dei leader dominanti - Mao Zedong, Deng Xiaoping, Jiang Zemin e Hu Jintao). La seconda parte descrive i comportamenti internazionali concreti che risultano dall'influenza dei fattori determinanti individuati. Sono ricostruiti i modelli di comportamento della Cina nei settori dei negoziati diplomatici e della politica economica estera e l'atteggiamento verso l'uso della forza militare.
La Cenerentola d'Europa. L'Italia e l'integrazione europea dal 1946 ad oggi
Antonio Varsori
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 473
Il giudizio sulla scelta europea dell'Italia ha spesso oscillato fra retoriche affermazioni circa la fedeltà all'ideale e all'impegno europeisti, e la dura critica o il rammarico per la scarsa influenza esercitata nel processo di integrazione e nei rapporti con le istituzioni e i partner europei. Il volume accantona queste visioni fondate spesso su luoghi comuni. L'autore ha ricostruito, sulla base di una vasta ricerca presso archivi pubblici e privati, in Italia e all'estero, nonché sulla base della produzione storiografica esistente, l'evoluzione della scelta europea dell'Italia, dall'adesione al Piano Marshall sino ai più recenti dibattiti circa la posizione del Paese all'interno dell'Unione europea. Dallo studio condotto emerge un quadro variegato e complesso, fatto di luci e ombre. Accanto a fallimenti e ad ambizioni frustrate si situano successi e risultati. Tutti questi elementi hanno contribuito, non solo a delineare i caratteri dell'azione internazionale dell'Italia, ma anche a determinare le sorti dell'economia, a influenzare profondamente le trasformazioni della società e il dibattito interno fra le forze politiche, sia nell'ambito della "prima" repubblica, sia nel periodo successivo alla crisi dei primi anni '90.
L'altro illuminismo. Politica, religione e funzione pubblica della verità
Sergio Belardinelli
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 191
Contrariamente a quanto oggi si crede, l'Illuminismo e la cultura politica moderna sono figli di una ragione appassionata alla verità, non di una ragione fondamentalmente scettica e relativista. La tesi di questo libro è che il recupero del pathos illuministico per la verità costituisce la migliore strategia per sottrarre il dibattito pubblico tra credenti e non credenti alla sua deriva di incomunicabilità e per ridare il giusto vigore al pluralismo, alla libertà e alla stessa laicità. Tanto più le questioni sono spinose e tanto più occorre ragionarci sopra con il rispetto di tutti, spregiudicatezza, ma anche con la fiducia che i buoni argomenti prevalgano su quelli meno buoni. Questa dovrebbe essere la consapevolezza di un Illuminismo che riesca a far tesoro della secolarizzazione, mettendosi nel contempo al riparo dalla sua deriva più estrema: il nichilismo.
Bioetica senza dogmi
Luisella Battaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 358
Un orizzonte popolato dai nostri progetti di vita, dalle nostre utopie, ma anche dalle nostre anticipazioni della felicità: molte sono le figure che caratterizzano l'ideale di una "fioritura", di un'esistenza realizzata in tutte le capacità che un essere umano considera degne di attuazione. L'idea di una "buona vita", di antica ascendenza aristotelica, ma oggi riproposta dall'approccio delle capacità in una prospettiva liberale, ci aiuta a comprendere ciò che ci accomuna tutti ma, insieme, ci fa prendere coscienza del carattere irriducibilmente personale delle scelte che ognuno è chiamato a compiere. Se la categoria di capacità appartiene, per la sua apertura universalistica, a ogni cultura e rinvia, in senso forte, a un'identità di specie, è in grado di salvaguardare nel contempo il valore delle differenze linguistiche, religiose, culturali, giuridiche - in un mondo globalizzato. "Prendere sul serio le differenze" - a partire da quelle di genere - consente di aprire nuovi percorsi nella bioetica, di ripensare il rapporto tra i "diritti" e la "cura", di guardare al nostro prossimo oltre la prossimità spaziale, temporale e di specie. L'estensione delle richieste della giustizia al di là delle frontiere geografiche, delle barriere tra le generazioni e verso gli animali non umani asseconda una spinta etica intrinseca allo stesso umanesimo e configura il nuovo scenario aperto all'esercizio della nostra ragion pratica.
Dalla periferia all'Europa. I partiti etnoregionalisti e l'Unione Europea
Nicoletta Di Sotto
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 243
Il processo di integrazione europea ha portato alla creazione di nuove interazioni tra gli attori politici locali, nazionali ed europei che non sempre sono state lineari, più spesso si sono modificate nel corso degli anni. Il volume si interroga su una questione che ha maggiormente interessato la scienza politica odierna: l'euroscetticismo e l'europeismo dei partiti. Questi ultimi rappresentano un punto di collegamento fondamentale tra le istituzioni europee ed i singoli Stati membri, ancor di più lo sono se si intende analizzare la realtà politica degli enti sub-nazionali. Partendo quindi da studi già affermati, l'analisi si concentra sui partiti etnoregionalisti che, ad oggi, hanno avuto poca attenzione dagli studiosi nonostante la loro rilevanza in termini di rappresentanza politica, sia nazionale che locale e la creazione di una rappresentanza regionale a livello europeo. Dato che questi partiti nascono all'interno della frattura centro-periferia come difensori della periferia, come reagiscono alla creazione di un nuovo centro? Se in un primo momento i partiti etnoregionalisti hanno manifestato una certa perplessità verso il processo di integrazione europea, in seguito hanno assunto una posizione favorevole. Per cogliere le regolarità e i cambiamenti nella posizione prò o anti-europea dei partiti etnoregionalisti, la ricerca ha adottato una prospettiva diacronica, partendo dalle prime elezioni per il Parlamento europeo del 1979.
Ernesto Rossi. Un democratico europeo
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 655
Ernesto Rossi (1897-1967) è una delle più interessanti figure che l'Italia contemporanea annovera nella tradizione antifascista, liberal-democratica, laica e federalista europea. Il contributo di autori di diversa generazione e provenienza (storici, economisti, critici letterari, giornalisti, politici, rappresentanti delle istituzioni) offre un'ampia panoramica sui diversi aspetti del suo percorso biografico, intellettuale e politico (dall'antifascismo alla battaglia per gli Stati Uniti d'Europa; dalle proposte di "abolire la miseria" all'impegno per un'Italia più civile attraverso l'attività di militante politico, manager pubblico, economista, pubblicista, scrittore e promotore culturale), approfondendo aspetti poco noti e aprendo nuove prospettive di ricerca su un pensiero ancora vivo e attuale.
La rivoluzione conservatrice nella Germania della Repubblica di Weimar
Ernst Nolte
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: XI-76
In questo agile saggio, Ernst Nolte traccia un quadro delle figure rilevanti della rivoluzione conservatrice nella Germania di Weimar: da Mann a Spengler, da Klages a Schmitt fino a Moeller van den Bruck, Jiinger, Winnig, Niekisch, Woltmann, Scheler, Stadtler, Otto e Gregor Strasser. Un movimento che poggiò la sua architettura filosofica sul rifiuto della concezione lineare della storia, sulla connessione dell'idea di popolo e nazione, sulla critica alla decadenza dell'Occidente. Tutte questioni contaminate dalla presa di potere rivoluzionaria dell'ottobre del '17 in Russia. Per Nolte, i rivoluzionar-conservatori, pur se stimolati dal tentativo di far riconquistare alla Germania una dignitosa collocazione nel mondo, non furono però né anticipatori, né un'alternativa, né vittime del nazismo perché al loro interno si agitavano una serie impressionante di atteggiamenti culturali. Questi intellettuali non spianarono la strada al nazismo anche se molti di loro, su singoli aspetti, ebbero posizioni più radicali di Hitler.
Socialisti democratici. Giuseppe Saragat e il PSLI (1945-1952)
Michele Donno
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 541
La storia del socialismo democratico italiano è parte di quella del socialismo europeo. La figura di Giuseppe Saragat risulta centrale nella maturazione in Italia delle idee socialdemocratiche, ispirate all'insegnamento di Filippo Turati e dei socialisti riformisti italiani. In questo processo, decisiva fu nel 1947 la costituzione del Partito socialista dei lavoratori italiani, nato dalla scissione di Palazzo Barberini e divenuto portatore di quelle idee, proprie del socialismo democratico europeo, che, partendo dal ceppo antico del marxismo, interpretavano, nella moderna società capitalistica, la lotta per la giustizia e il progresso sociale, attraverso la realizzazione costante di istituti e di una legislazione a vantaggio non solo dei ceti proletari, ma anche del vasto settore dei ceti medi, trovando spesso l'incontro con i principi della cultura liberale. Nella difficile temperie culturale della sinistra italiana nel dopoguerra, i socialisti democratici italiani furono impegnati in una dura battaglia, fatta anche di grande respiro e resistenza morale. Saragat ne fu il portabandiera, promuovendo l'incontro con Alcide De Gasperi e il mondo cattolico per salvaguardare le istituzioni della rinata democrazia liberale.
Il «consenso» imperfetto. Quattro capitoli sul fascismo
Ferdinando Cordova
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 348
Il plebiscito del 1929, secondo alcuni studiosi, segnò l'avvio di una stagione di consenso al fascismo, destinata a durare fino al 1940, allorché Mussolini decise di entrare in guerra al fianco dell'alleato nazista. In quel lungo periodo, l'uso dei mezzi di comunicazione di massa e la politica sociale e di potenza del regime avrebbero ottenuto l'adesione degli italiani, destinando l'opposizione a un ruolo marginale e irrilevante. Ma fu proprio così? E, soprattutto, può il cosiddetto consenso configurarsi come un vasto mantello, che finisce per coprire venti anni di dittatura con una generica accettazione dei suoi riti e dei suoi simboli? I lavori raccolti in questo volume avanzano, sulla base di una ricerca accurata e di una documentazione inedita, più di un dubbio e suggeriscono al lettore che, nei sistemi politici moderni, consenso e dissenso si intrecciano in maniera inestricabile, così che è necessario approfondire le loro articolazioni, per tentare di cogliere le misure e le motivazioni di entrambi.
Il mito della democrazia sociale. Giovanni Gronchi e la cultura politica dei cattolici italiani (1902-1955)
Maurizio Serio
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 180
L'autore illustra il percorso politico di Giovanni Gronchi, intellettuale cattolico, sindacalista, esponente di spicco prima del Partito popolare di don Sturzo e poi della Democrazia cristiana. Finora poco studiato, Gronchi è figura di raccordo tra le istanze sociali cattoliche e la dialettica democratica repubblicana, tanto da essere eletto presidente della Repubblica da un vasto fronte di centro-sinistra. Indagare, al di là delle contingenze parlamentari, le ragioni della convergenza sul suo nome di quell'ampio schieramento politico a metà degli anni Cinquanta, significa ripensare la natura dei programmi sociali di movimenti e partiti usciti dalla Resistenza e confluiti nella Costituente, e in particolare riflettere sulle componenti sodali-corporative di un comune atteggiamento democratico. Affiancando al taglio politologico l'impiego di fonti storico-documentarie, l'autore opera una disamina della collocazione del pensiero sociale cattolico nel contesto dei dibattiti e delle esperienze di intervento sociale maturati tra gli anni Trenta e Cinquanta, seguendo lo strutturarsi del percorso di un "mito politico" che avrebbe portato Gronchi alla presidenza della Repubblica italiana.
Il partito dei cattolici. Dall'Italia degasperiana alle correnti democristiane
Vera Capperucci
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 709
Prendendo le mosse dalla ricostruzione del sistema politico italiano all'indomani della caduta del fascismo, il libro analizza il processo di formazione e di trasformazione della Democrazia cristiana nel delicato passaggio tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. L'avvento di De Gasperi alla guida del partito, e la sua successiva nomina alla presidenza del Consiglio, avrebbero fortemente ancorato l'evoluzione della dialettica interna al partito dei cattolici alle esigenze della stabilizzazione repubblicana. L'unità politica dei cattolici, garantita non solo da riferimenti ideali, ma anche da logiche di difesa del sistema, avrebbe definito i confini all'interno dei quali il confronto tra le diverse tendenze del cattolicesimo politico si sarebbe articolato. Con il 1953 gli equilibri sarebbero cambiati. Iniziava la sperimentazione di un modello di partito nuovo: nel rapporto tra la società e le istituzioni, e nel diverso ruolo che i partiti andavano conquistando, le correnti democristiane diventavano i canali attraverso i quali mantenere la centralità di tutto il partito, in una logica di gestione del potere che avrebbe finito, con il tempo, per modificare anche le ragioni della spinta unitaria.

