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Passigli: PASSIGLI POESIA

Selva creatura leggera

Selva creatura leggera

Rosa Gallitelli

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 103

"Selva creatura leggera" si muove catarticamente attraverso accavallate realtà, che tutte convergono nel vissuto come in un caleidoscopio che a volte avvicina e a volte allontana, colorando con forza o dolcemente sfumando il molteplice paesaggio che ne forma la cosmogonia. La dualità che appare subito evidente è il raffronto complesso tra il luogo reale della Selva vergine del Costa Rica (dove l'autrice ha abitato a lungo) e la selva dei ricordi originali e degli inediti simboli sorti da questa singolare e travagliata esperienza. In queste selve perennemente osmotiche, celate e svelate da un'ancestrale alternanza di apparizioni e perdite, il tempo e la natura risuonano con tutta la loro universale potenza, nell'insanabile contrasto con una modernità che sembra condannare all'estinzione la loro inviolata bellezza. La testimonianza di una purezza primigenia e della sua silenziosa scomparsa si esprime nei contrari precipizi di oscurità e di corporea letizia, che nei testi si alternano in sequenze fotografiche attraverso l'uso di punteggiatura e inarcatura come volano dell'espressione. Un libro che fonde reale ed irreale attraverso suoni e visioni autenticati da una peculiare ricerca linguistica e ritmica, i cui versi appaiono sempre sul punto di traboccare in altri che li rammentano o li attraggono, coniugando l'attitudine onirica ed ermetica dell'autrice con la ricca polisemia delle parole e la versatilità dei concetti.
14,00

Trittico del distacco

Trittico del distacco

Pasquale Di Palmo

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 81

"Fin dal titolo, 'Trittico del distacco' ci immette nella materia più oscura e paurosa della vita di un uomo: il tempo in cui dobbiamo lasciare le cose del mondo, discendere 'in un gorgo / che sempre più ti attira / verso il fondo / verso il fondo / verso il fondo', come leggiamo nell'undicesima stazione della seconda sezione (Centro Alzheimer), interamente dedicata al padre del poeta. [...] Eppure, in queste pagine che stanno al centro del libro, è la tenerezza a prevalere nel rapporto di un figlio 'diventato padre di mio padre', di un padre 'diventato figlio di tuo figlio' (X, 1-2). 'Adesso ti xe un albero, papà, / un albero grando / sensa nome / dove le seleghete va a ripararse / quando ghe xe vento / e la vita se desmèntega de la vita': così il prologo in dialetto - la lingua paterna - introduce il tema-chiave della sezione, forse del libro stesso: in quel desmentegar non è solo il destino del padre, e di tanti come lui rinchiusi nel Centro Alzheimer del titolo, ma è anche il ritmo della natura stessa. In quel padre che diviene albero, 'uno de quei alberi / che no gà più bisogno de niente', in quella perdita di nome e di parole intellegibili, in quella inconsapevolezza (XII, 7-8) della vita che si abbatte su di lui come sui suoi compagni, è come se si affermasse una legge di natura di cui l'uomo è solo una patologica - provvisoria - eccezione." (dalla prefazione di Giancarlo Pontiggia). Postafazione di Maurizio Casagrande.
12,50

Minimalmente

Minimalmente

Antonio Iacopetta

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 160

"(...) Non è facile parlare compiutamente di questo volume che raccoglie esperienze varie e si esercita sulle più svariate tematiche. E come se Antonio Iacopetta volesse saggiare se stesso suonando musiche facili e difficili insieme e volesse farci intendere che la sua anima è stata sempre infuocata, sempre in movimento, arricchendosi sempre più di connotazioni sublimi ma mai rinunciando alla semplicità e alla bellezza espressiva che mi sembrano i dati più evidenti di un percorso privilegiato per una serie di motivi. Il primo è che Iacopetta vuole lasciare traccia della sua anima per la qualità dei suoi sentimenti; il secondo è dimostrare la perizia del verso per fare intendere che nulla nasce dal nulla; il terzo e non ultimo quello di far sentire il palpito di un universo che parte da minime cose (da non confondere né con quelle crepuscolari né tantomeno con quelle del minimalismo lombardo) per approdare a una libertà di movimenti e di affermazioni che hanno, starei per dire, del miracoloso. (...)" (Dalla prefazione di Dante Maffìa)
18,50

Tempo ordinario

Tempo ordinario

Enrico Fraccacreta

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 128

"... Questo libro è un taccuino di viaggio e di caccia. Mentre il tempo, i treni, le ideologie, le stagioni passano, il poeta cercatore si muove tra visioni e gemme di alberi, tra abissi e indizi. E soprattutto l'indizio del padre, della figura che spinge alla vita anche ora che non sempre è visibile (...) Tra gli indizi di quel controtempo nel tempo ordinario ci sono i volti degli amici, i loro dialoghi, e l'apparire del disegnatore Andrea Pazienza anch'egli in rapporto con il padre - come figura arcaica, che chiede perché è stato lasciato solo, o dell'"abruzzese che ha un passo più antico dell'Occidente", i treni in cui i ragazzi cambiano le età, le mandrie mutate in pompe di benzina contro albe di cenere, le ginestre "ancora fredde" in aprile. Questo cercatore di indizi è un ottimo poeta, sa incrementare con la finezza e la forza della sua visione la vita reale che viviamo. La sua opera, il suo fervido e sapiente poiein, ci dona un mondo - e una precisa geografia che diventano emblema e occasione di riconoscimento per tutti." (Dalla Prefazione di Davide Rondoni)
12,50

L'ombra chiara

L'ombra chiara

Biagio Salmeri

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 63

"L'ombra trattiene, assorbe, elabora cromie nelle nervature della propria essenza; l'ombra incarna il fascino del mistero, eppure, in un prodigio o con un sotterfugio può tramutarsi in 'bagliore', in chiare connotazioni. Ma è proprio così? O un alone imperscrutabile, ancorché struggente, permane ad alimentare il divenire di ogni grumo? Dette suggestioni (che non osiamo definire: metafore? similitudini? allegorie?...) mi hanno stimolato i testi di questa introspettiva raccolta di Biagio Salmeri. Già il titolo, plastico, è viatico di un percorso dove la ricerca di una identità, che affranchi dalle temperie consuete e immanenti, è costellata da una sapienza che trasuda malinconia esistenziale, mai affossata dalla compiacenza o dalla sicumera: brilla la caligine del dubbio come coscienza e conoscenza nello schiudersi di evenienze. Il passo è affidato alle modulazioni del pensiero, mai protervo, ma snocciolato come sequela interminata di un cammino dov'è inesorabile perdersi o ritrovarsi, giacché tenebre e chiarori afferrano." (Dalla presentazione di Angelo Scandurra)
10,00

Inquietudine da imperfezione

Inquietudine da imperfezione

Evaristo Seghetta Andreoli

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 135

"In questo poemetto, in cui il poeta dà voce a 'un'inquietudine per imperfezione', la suddivisione in capitoletti è anche una guida alla lettura. Nella prima parte è compreso un viaggio nelle stagioni dove l'homo viator coglie aspetti di grande nitore, dal vivo, con lo sguardo del poeta, sempre attento ai dati originali e originari del 'viaggio' nella natura. Direi che in questo primo capitolo prevale il logos dell'emozionato pensiero poetante. Un pensiero poetante in cui mito e realtà si fondono felicemente. Nel secondo capitolo il poeta affronta, con maggiore leggerezza che non esclude picchi e punti fermi, il tema dell'eros. Passa poi nel terzo capitolo a trattare dell'uomo nel suo essere e divenire nella dimensione anche didascalica dell'ethos, per soffermarsi in quello successivo, nelle scansioni dell'epos. Passa infine a mettere in luce il poeta e la poetica per concludere con 'l'inverno dell'uomo', ovvero il pathos che sfiora il thanatos. Andando oltre si può dire che il primo capitolo vede l'uomo che muove nelle quattro stagioni, mentre gli altri capitoli trattano della quinta stagione, quella, appunto, della vita umana. E dunque ne deriva che il poemetto è a struttura modulare dove l'originario dato emozionale viene ripreso per approfondimenti concettuali che non possono vivere separatamente dal tutto." (Franco Manescalchi). Introduzione di Giovanni Panella.
15,00

Madre terra

Madre terra

Monia Gaita

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 96

"C'è controtempo, una specie di controcanto interiore nella poesia di Monia Gaita. Qualcosa, come onde pietrificate di voce che inquietano da dentro il flusso che potrebbe impetuosamente e, verrebbe da dire, meridionalmente scorrere con i suoi flutti arricciati, le saporite spezie di una lingua, i silenzi irrimediabili. Insomma, potrebbe essere la buona, e solita raccolta di poesie di donna innamorata (di un uomo, di una terra, di un cielo) scritta in una lingua che mai rinuncia a farsi sentire come piacere (e dolore) della lingua. Ma c'è quel controtempo. Quel controcanto. E allora finisce quel che ci si aspetta, quel che si pensa di sapere, quel che in parte abbiamo già visto, magari disseminato con minore perizia o minore convinzione anche in altri testi di poeti e poetesse, ed inizia invece il mistero della poesia di Monia Gaita..." (Dalla prefazione di Davide Rondoni)
12,50

Comprensione del crepuscolo

Comprensione del crepuscolo

Luca Nicoletti

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 112

"(...) Anche per Nicoletti in principio è il Verbo, a patto però che sia originato da una solida genealogia poetica, prosodicamente disposta ora a distendersi in volute ritmiche ampie e ariose: 'i rami fermi nel bianco / un canto immenso / emerso da un sogno di neve, / le colline tornate a un racconto / anteriore ai colori', ora invece a contrarsi in notazioni scarne ed essenziali... ... È un libro davvero originale e davvero poetico, questo di Luca Nicoletti, intriso di un'umanità profonda e - di questi grami tempi rara. Ed è un libro generoso, dove la poesia si riconosce in una matrice che è di tutti e per tutti, di là da ogni ipotesi di mero sperimentalismo tecnico-formale e a favore piuttosto di un principio attivo di ecologia poetica, psicologica, mentale...". (Dalla prefazione di Alberto Bertoni)
14,00

La tribù dell'eclisse

La tribù dell'eclisse

Giulia Perroni

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 169

"Dal monologo interiore, che è tale sempre da preferire il calore e da non volere laccioli, 'La tribù dell'eclisse' ottiene il dono della varianza. Ora il verso è ipermetro e s'assimila alla prosa, ora il verso s'accorcia e le sue misure rientrano nella norma prosodica; ora la cadenza è sciolta, discosta dalle figure della ripetizione, ora nessi rimici e assonanze di ritorno ripristinano le logiche della simmetria e del parallelismo. Non diversamente, in una silva, alberi e arbusti ora s'approssimano e si intrecciano fitti, ora le forme vegetali si distendono prendendo aria; ora l'intrico si mostra difficilmente sbrogliabile, ora il sottobosco si dirada e s'appiana. E, come nelle silvae, così nella Tribù dell'eclisse le ombre, quando rabbuiate intensamente quando virate verso il grigio, e le luci, filtrate dai rami e pervenute da schiuse del cielo per perimetrare porzioni di suolo e di pagina, si conducono liberamente in alternanza." (dalla prefazione di Marcello Carlino)
20,00

Brina

Brina

Silvia Martufi

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 114

"(...) 'Brina', la quinta raccolta di versi di Silvia Martufi, apre le porte delle proprie residenze invernali, per condurre il lettore dentro una magnifica, gelida camera degli specchi. Bellezza e strazio si corrispondono. Notti invernali, cielo sereno e calma di vento: un decalogo per imparare a non avere paura del calore accumulato che si disperde nel ground zero delle nostre emozioni... Un affascinante e tormentato teatro della mente. Poesia d'amore, certo, sul trono e nella polvere, alternativamente, ma poesia d'amore, sia chiaro, del tutto fuori dalle righe: 'Dio che mi cerchi / e che io cerco'..." (Prefazione di Ernestina Pellegrini)
14,50

L'abitudine degli occhi

L'abitudine degli occhi

Monica Martinelli

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 105

La ricerca di un'armonia, prodotta anche da un'esigenza speculativa - tra la ragione e i sentimenti, tra Dio e l'uomo, tra l'uomo e la natura, tra la natura e i suoi elementi - e la ricerca di una riconciliazione di questi perenni contrasti determina il principale percorso poetico e riflessivo di Monica Martinelli, e il suo tentativo di affidarsi al cuore con la testa, laddove il cuore, oltre ad essere il centro del corpo, ne costituisce la forza motrice, mentre la testa, e in particolare gli occhi, ne rappresentano l'abitudine, perché non ci accorgiamo effettivamente di usarli. "L'abitudine degli occhi" scandaglia, in sette sezioni relative ad alcuni rami delle scienze (fisica, chimica, geologia, ecc.), gli stati d'animo e del corpo di quell'umanità che con sincerità e passione si offre e si "svuota" senza infingimenti e senza paura di rischiare. Perché la poesia è anche, forse soprattutto, un mettersi in gioco e una sfida, e rivela il tentativo di comunicare proprio laddove la comunicazione pare impossibile. Prefazione di Davide Rondoni.
14,00

L'adolescenza e la notte

L'adolescenza e la notte

Luigi Fontanella

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 80

"L'adolescenza e la notte" è un dittico le cui ante si richiamano a vicenda come due famiglie d'immagini diverse e affini, come due paesaggi sospesi e fluttuanti tra realtà e sogni, fra la lucidità e le brume della memoria. Una delle figure più originali e persuasive della poesia di Luigi Fontanella è quella del cammino condotto nei territori della memoria a passi erratici, a zigzag, sul filo del discontinuo e del contrappunto. Il tempo perduto non è, qui, un paese di certezze raggiungibili con qualche magica madeleine. Se la poesia è un tentativo di avvicinare ciò che sfugge, la natura rischiosa, aleatoria del tempo ne fa un gioco d'azzardo o una sfida al Labirinto. Malgrado questo margine irriducibile di dubbio, il poeta cerca, raccolta dopo raccolta, di estrarre dal lento disfacimento dell'esistenza delle figure capaci di irradiarsi in una specie d'ipertempo, di formare un tessuto di luci refrattarie al peso dell'ombra. Anche nei testi che compongono questa nuova, intensissima silloge in due parti egli mette anzitutto in scena un incontro-scontro coi fantasmi del suo passato remoto, tra l'infanzia e la prima adolescenza, per liberarli dalla nebbia della distanza, per restituirli nella loro umile e fiammante verità creaturale." (Dalla prefazione di Paolo Lagazzi)
12,50

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