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Passigli: PASSIGLI POESIA

Orografie

Orografie

Sauro Albisani, Sauro

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2014

pagine: 127

"Sauro Albisani è uno dei pochi poeti puri - puri e dolorosi - del nostro Novecento: come Corazzini, come Betocchi, verrebbe da dire; poeti che recingono le loro pagine come spazi chiusi, solitari, perimetrati, ma per fare in modo che la vita ci s'invischi, si fermi lì con le sue figure di verità e di errore, di atti mancati, di fallimenti, di desideri che si consumano in stanze chiuse e troppo dimenticate, e che il poeta resuscita per salvare qualche verità minima, forse inessenziale, ma in cui riconosciamo - proprio nel suo manifestarsi così labile, inerme, frammentario - il senso della nostra vita." (Dalla prefazione di Giancarlo Pontiggia)
15,00

I desideri della fiaba

I desideri della fiaba

Antonietta Dell'Arte

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2014

pagine: 106

"L'uguaglianza tra poesia e fiaba: entrambe rendono possibile l'impossibile, rivoluzionano tempi e spazi, donano un mentale e fisico emozionale senso di libertà. E lo fanno trasportando poeta e lettore nell'universo altro del silenzio. Della parola non detta secondo ogni facile utilitarismo semantico. Sono considerazioni messe in evidenza dalla stessa autrice di I desideri della fiaba nella sua nota introduttiva che, per coloro che conoscono la scrittura di Antonietta Dell'Arte, può darsi come una vera e passionale e irrinunciabile (infine per chiunque) dichiarazione di poetica. Certo, osserva la stessa Dell'Arte, entrambe queste esperienze della voce e della scrittura si differenziano attraverso la natura dei ritmi formali. Tuttavia questo assunto, stilisticamente assai ragionevole, può non essere del tutto vero in quanto se la fiaba si dichiara entro l'andante imprevedibile di una assurda narrazione, la poesia in realtà nasconde nell'ambiguità (ovviamente pur essa paradossale) di un tormentoso moto dei sensi e della mente, una vicenda non detta...". (dalla prefazione di Gio' Ferri)
14,00

L'inafferrabile presente

L'inafferrabile presente

Achille M. Chiappetti

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 121

"Achille Massimiliano Chiappetti adotta le migliori lenti, quelle di Eschilo, di Sofocle, di Euripide, attraverso cui osservare e giudicare il senso etico e il grado di moralità di questa società. Tutte le sezioni della sua terza, ponderosa raccolta, propongono, perciò, con consapevolezza dei propri mezzi linguistico-espressivi, un impianto poetico di sguardo fermo sul male, sul dolore, sulla morte; ma anche di pietà profonda sulla condizione dell'uomo di questo tempo, non disgiunta dalla coscienza dello splendore della vita e della speranza, richiamando così i poeti a riassumere il ruolo che dovrebbero svolgere. Chiappetti si è tenuto estraneo ai fuochi pirotecnici dannunziani, al pastello dei crepuscolari, alle tentazioni fono-simboliche care al "fanciullino" pascoliano, come alla religione assoluta della poetica della parola, fiorita sui tavolini fiorentini alle Giubbe Rosse, tra gli ermetici entre deux guerres, stabilendo un contatto d'atmosfera non già linguistica, con il mito negativo della "città moderna come deserto o bordello" di Sbarbaro, a sua volta influenzato da Baudelaire e dalla cultura poetica francese, ancorché fittamente coniugata con Leopardi. Tuttavia, mentre Montale ci avvertiva che nell'opera sbarbariana (Trucioli, in particolare) 'tira un vento di malattia; ma calma, quasi sorridente, quasi compiaciuta di sé', in Chiappetti la parola chiave è kairos, ovvero il tempo favorevole, nel quale ogni cambiamento è possibile..." (Dalla presentazione di Gino Rago)
14,50

Dietro le quinte

Dietro le quinte

Stefano Vincieri

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 77

"Nella piazza indistinta e trasognata che apre questo libro, un'esplosione di luce assorbe in un istante tutti i suoni, che si schiantano contro i muri di calce e cadono a terra. È un incubo di luce. Al risveglio, nella stanza, si sente ancora l'alito leggero delle parole che evaporano dalla mente. Poi, di nuovo, il buio assoluto. Sono i pensieri che lottano e si uccidono l'un l'altro all'inizio di ogni giornata, provocando una violenta assenza di significato ed aprendo una voragine in cui tutto rifluisce come attratto da un destino di oscurità. Come medicare questa ferita quotidiana, l'infezione dei giorni che si accartocciano come foglie secche prima ancora di iniziare? In questo suo ultimo libro Stefano Vincieri, da dietro le quinte, assiste al crollo del corpo nel tempo e quello della parola nel silenzio, leggendo questo doppio movimento come un'unica danza verso il nulla, da cui è necessario risollevarsi. Come una ballerina che avesse inciampato durante uno spettacolo e dovesse ripartire sotto gli occhi di tutti, la caduta del poeta è il suo ritrovarsi in un insopportabile silenzio, con l'adrenalina dei sensi che si risvegliano e protestano tutti insieme. Passando dalla prima sezione sull'annullamento dei suoni (Camera anecoica), alla seconda (Tanzgedicht) il cambio è netto: escono sul palcoscenico le parole 'scatto', 'corsa', 'volo', 'nuoto', 'affogo', 'precipito' fino a 'danzo l'istinto'!" (Prefazione di Valerio Nardoni)
12,00

La Grecia è morta e altre poesie

La Grecia è morta e altre poesie

Fabio Scotto

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 96

"... Si deve riconoscere a Fabio Scotto una notevolissima competenza tecnica, che lo porta a concertare nel respiro lungo ed elaborato di un volume davvero ricco di spunti, di temi, di intonazioni, a volta a volta la partitura del poemetto eponimo, 'La Grecia è morta', dove presente (anti)europeo e mito antico s'intrecciano in un gioco serratissimo di sovrapposizioni e giustapposizioni molto appassionante e attuale...; e l'ampiezza spontaneamente europea delle Tessere che compongono il Quaderno di Bruxelles, radice diaristica del libro, in perfetta sintonia con un'inclinazione profonda e antica della poesia di Scotto al 'qui e ora' di un'esperienza in atto. A un simile 'botta e risposta' d'inizio, si devono poi sommare la brevitas nient'affatto sentenziosa o esotica di haiku invece perfettamente necessari nell'alternanza di affanni sincopati e di silenzi, concepiti per di più come didascalie cinematografiche tutte funzionali al loro destino filmico e sospesi perciò fra acustica e visione; la tensione narrativa delle due intense prose 'Oltre, il muro' e 'Curvilinee', con la varietà prensile e sensibile di un punto di vista sempre in movimento, mai di sé soddisfatto; e i molti, diversi gradi di coinvolgimento amoroso cui danno vita i fitti dialoghi lirici 'io/tu' che animano i restanti capitoli del libro, nient'affatto petrarcheschi, né immobili o contemplativi, ma vibranti di un coinvolgimento integrale dei corpi e delle loro percezioni sensoriali..." (Dalla prefazione di A. Bertoni)
12,50

Amazzonia l'ultima arca. Testo portoghese a fronte

Amazzonia l'ultima arca. Testo portoghese a fronte

Márcia Theóphilo

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 119

"Nell'"Ultima Arca" di Marcia Theophilo c'è una barca che attraversa i fiumi dell'Amazzonia ma non è l'arca. Semmai è proprio quella barca piena di uomini a rendere necessario di nuovo il ricorso alla mitica imbarcazione di Noè da parte dei pochi "animali" che sono degni della salvezza. Trasporta gli "americani", chi sta in alto, gli invasori, coloro che sfruttano le risorse della natura fino al loro totale consumo in nome dello sviluppo... Il titolo minaccia con due parole molto eloquenti: sarà per l'ultima volta: non sarà offerta più un'altra occasione. Non so quasi nulla della letteratura brasiliana classica o moderna, immagino che sia ricca la letteratura locale o mondiale sull'Amazzonia, e allora mi limito a indagare nel poema di Marcia Theophilo. C'è sotto gli occhi la sua poesia, versi che dicono una cosa ma richiamano dieci interpretazioni. Sono tutte benvenute, tutti convengono da ogni vicenda individuale in questo luogo devastato per resuscitare una condizione che non è il passato, bensì il bensì il presente, se si sa vedere e udire." Dalla prefazione di Walter Pedullà
16,50

E la colpa rimane

E la colpa rimane

Paolo Lisi

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 79

"... Uno dei cardini poetici di 'E la colpa rimane' risiede nell'incombenza allusiva a un pregresso, a un passato in contrapposizione a un divenire ('quando tutto è ormai stato' recita il titolo di una sezione), evidenziato sin dalla congiunzione 'e' che inaugura il titolo e che riporta con immediatezza il lettore a un vissuto, anche esistenziale se si vuole, ma di primo impatto definibile quasi come generazionale... Il poeta, nel suo continuo interrogarsi, sempre sostenuto con levità sul pedale dell'autoironia e della leggerezza, sembra ormai aver 'preso le distanze', aver 'sconfinato verso un dove / che non misura i passi'. In altre parole è andato oltre se stesso dopo aver 'capovolto la clessidra / e guardato gli anni / tuffarsi / nel tonfo dell'esistenza'. Ed è in questa interrogazione sullo scorrere del tempo in relazione alla propria esistenza che Paolo Lisi inaugura in 'E la colpa rimane' un rinnovato capitolo del proprio fare poetico provando a imprimere sulla 'tela del divenire' tutti i colori dell'essere." (Dalla prefazione di Francesco Napoli)
12,00

A. B. C. Chievo

A. B. C. Chievo

Alessandro Niero

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 73

"Anche se, o proprio perché, brandisce nel titolo la parola 'Chievo' questo è un libro di poesia e non, semplicemente, la raccolta dei versi di un tifoso. E anche questo, certo, ma innanzitutto è un piccolo romanzo poetico, un 'Bildungsroman' o romanzo dell'apprendistato di un nativo che riconosce se stesso, o insomma il suo decorso esistenziale, doppiando la parabola di una squadra di calcio che gli è, per così dire, consustanziale. Nel senso che l'autore non l'ha scelta, e nemmeno avrebbe potuto, ma l'ha trovata lì nella sua 'couche', alla periferia di una periferia, nel quartiere di una piccola città, nel Campetto incastrato fra un canale e un raccordo stradale, o infine nello spazio progressivamente miniaturizzato in cui si imbatte chi provi a rovesciare il cannocchiale dei ricordi..." (Dalla Prefazione di Massimo Raffaeli)
12,50

Incerti umani

Incerti umani

Domenico Brancale

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 81

"Senza riprendere mai fiato. Si dice soprattutto dell'impossibilitato amore, del verso spezzato - incontro a un tu, nella distanza mantenuta promessa della cenere. Nell'immediato tracciato della voce. Raggiungere un "prima del respiro", "l'incerto umano". Questa estremità, per quella svolta della voce nel punto che muore... che il poema canta le cose mancate da e per sempre, dove la parola soffocata e rifiatata è condannata all'erranza, a un precipizio su cui è possibile affermare il proprio frammento d'incertezza... che il resto è poesia in cui soffia la creta smarrita."
12,50

Corpo di scena

Corpo di scena

Gianfranco Palmery

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 79

Impure confessioni e pura musica: strofe di tre, quattro e cinque versi, e canzoni, sonetti, arie, odi, scherzi e variazioni - un manto rimodellato ma anche "strapazzato" di decoro classico per dire senza pudore, di sé, di un destino personale e generazionale, quella "generazione d'ombra" che sono i nati nel 1940 e stretti dintorni. Un libro nero, certamente, questo di Palmery, un "autoritratto con tenebre", come recita una sua poesia - tenebre del poeta e tenebre dei tempi; nero però quale si dà in pittura: il colore che comprende tutti i colori. Così la poesia di "Corpo di scena" ha in sè cupezza e lievità, pena e ironia, furia e tenerezza. E dunque è solo un apparente paradosso - si pensi a Dante, ma anche a Shakespeare o a Baudelaire concludere che è la musa comica, e tragicomica, grottesca, a levare qui più alta la sua voce. Vi è in questo "Corpo di scena" di Palmery, che è allo stesso tempo un corpo in scena, una teatralità di gesti e una pluralità di toni che ne fanno forse il suo più estremo e veritiero ritratto.
12,50

La vita, nonostante

La vita, nonostante

Aldo Forbice

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 105

"In questa raccolta di versi continuo un percorso, iniziato da molti anni, di approfondimenti e riflessioni sulla libertà, le violazioni dei diritti fondamentali degli esseri umani in ogni parte del mondo. Ho sempre esplorato questi terreni di denuncia con altri mezzi (saggi, articoli, trasmissioni radio-televisive), ma la poesia mi è stata sempre congeniale, per esprimere anche sentimenti ed emozioni personali. Continuo a pensare che i versi costituiscano un mezzo di espressione 'semplice', diretto, anche per gli adolescenti, perché non ha bisogno di mediazioni particolari. Ho potuto sperimentare che a volte pochi versi colpiscono più di tanti articoli e saggi, emozionano ed aprono spazi immensi di fantasia. La mia poetica, se così vogliamo definirla, non ha obiettivi ambiziosi, ma si propone semplicemente, a volte in modo invisibile, di far capire che quel mondo in cui viviamo è fatto di gabbie dorate, ma anche di violenze, di orrori e di oppressioni, ma che nascondono una grande forza liberatoria che può essere sprigionata. Dobbiamo solo volerlo." (Dalla nota dell'autore)
14,50

Blumenbilder. (Natura morta con fiori)

Blumenbilder. (Natura morta con fiori)

Giorgio Linguaglossa

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 85

"Sono trascorsi venticinque anni dalla stesura di queste composizioni. Ora esse sono defunte veramente. Adesso soltanto posso consegnarle ai lettori perché sono parole morte di un autore anch'esso scomparso tanto tempo fa da rendermelo, oggi, ad un tempo, familiare ed estraneo, irriconoscibile ed intimo. Penso che adesso, soltanto adesso, queste parole possono anelare a un'altra vita, seppur larvale, di una vita che fu, ed ora è compiutamente defunta. Anche lo stile con il quale sono state cementate queste parole è uno stile defunto. Oggi non riuscirei a scrivere così neanche sotto tortura". Sono parole di Giorgio Linguaglossa. Possiamo definire "Blumenbilder" (opera scritta tra il 1988 e il 1990) una colonna sonora, una Sinfonia del Tramonto dove strumenti ritmici, a percussione, e violini estenuati producono effetti timbrici stradanti ed ammalianti; un énchantement, un lungo tripudio ed epicedio del Tramonto, tematizzazione di un movimento di danza, di un valzer, in onda sonora, in costellazione metaforica e fantasmagorica. Un concetto di poesia inteso come finzione, recitazione e danza apotropaica dove gli attori intrecciano movimenti algidi e sensuosi, pronunciano parole sibilline e luttuose... Prefazione di Andrej Silkin.
12,50

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