Psicologia
Psicologia di massa del fascismo
Wilhelm Reich
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: LXV-429
"Il fascismo, nella sua forma più pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio. Il sociologo ottuso, a cui manca il coraggio di riconoscere il ruolo predominante della irrazionalità nella storia dell'umanità, considera la teoria fascista della razza soltanto un interesse imperialistico, per dirla con parole più blande, un "pregiudizio". Lo stesso dicasi per il politico irresponsabile e retorico. L'intensità e la vasta diffusione di questi "pregiudizi razziali" sono la prova che essi affondano le loro radici nella parte irrazionale del carattere umano. La teoria della razza non è una creazione del fascismo. Al contrario: il fascismo è una creazione dell'odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata. Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano, spagnolo, anglosassone. L'ideologia razziale è una tipica espressione caratteriale biopatica dell'uomo orgasticamente impotente"
Le emozioni che fanno guarire. Conversazioni con il Dalai Lama
Gyatso Tenzin (Dalai Lama), Daniel Goleman
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 258
Come interagiscono cervello, sistema immunitario e stati emotivi? La meditazione può produrre effetti positivi sulla salute? Quali emozioni si accompagnano a una migliore qualità della vita? In che misura le condizioni psicofisiche di un individuo traggono beneficio da una crescita dell'autostima? In occasione degli incontri della terza Mind and Life Conference, svoltasi nel 1991 a Dharamsala, in India, alla presenza del Dalai Lama, illustri scienziati occidentali e maestri buddhisti hanno cercato di rispondere a questi e ad altri interrogativi di carattere scientifico ed etico. Daniel Goleman ha raccolto alcuni degli interventi e dei dibattiti più significativi della conferenza.
La dimensione spirituale in psicoterapia. L'apparire della luce interiore
Giuseppe Tirone
Libro: Libro in brossura
editore: Psiche
anno edizione: 2009
pagine: 192
Ragazzi sregolati. Regole e castighi in adolescenza
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2008
pagine: 144
"Ma perché non mi ascolta e fa quello che vuole lui?", si chiede una mamma alle prese con il figlio di dodici anni che rientra in ritardo e lascia la camera in disordine. "Ma perché bisogna fare come dici tu?", ribatte il ragazzo con aria sinceramente stupita. Questo il tema di cui si parla in questo libro, dove non si tratta di ragazzi violenti, trasgressivi, socialmente disordinati o pericolosi e neppure di giovani senza principi, cattivi, delinquenti o disponibili ad esserlo saltuariamente. Si tratta invece di normalissimi figli di famiglie regolari, studenti a volte di buon profitto, sportivi, devoti volontari eppure sregolati, incapaci di riconoscere l'esistenza di regole e perciò di rispettarle. Sono i ragazzi "senza regole", di cui da tempo si sente parlare tra gli adulti che hanno a che fare con gli adolescenti e che lamentano il loro "non avere rispetto" dei codici, delle istituzioni e delle generazioni che li precedono. Mamme, papà, figli preadolescenti e i loro insegnanti prendono la parola in queste pagine e danno la loro opinione sulla questione di come vengono create e fatte rispettare le norme oggi, fornendo un quadro particolareggiato e a differenti livelli, arricchito dall'analisi psicologica e dalla riflessione sui cambiamenti che hanno caratterizzato in modo profondo i processi educativi e la gestione dell'autorità.
Decisioni intuitive. Quando si sceglie senza pensarci troppo
Gerd Gigerenzer
Libro
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2008
pagine: 270
Casi clinici
Sigmund Freud
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2008
pagine: 733
"Sono qui raccolti in un unico volume - scrive Michele Ranchetti nella sua Presentazione - tutti i casi clinici pubblicati da Freud, i casi "esemplari". Freud stesso li ha più volte ripubblicati, a ribadire che a essi si doveva fare riferimento come alle testimonianze originarie della ricerca, le diverse 'scene primarie' da cui la psicoanalisi era partita e a cui ritornava, nel suo lungo cammino di scienza e di cura. Su questi casi la critica si è esercitata da sempre, sin dal loro primo apparire. E in modi diversi. Infatti, qualunque cosa si voglia o si possa dire su Freud e la psicoanalisi, non si potrà mai prescindere dai casi clinici che Freud ha pubblicato, perché essi costituiscono la "prova" l'esempio, la proposta: sono per così dire le parabole della dottrina di Freud, e come le parabole evangeliche, sono passibili di prospettive e di intelligenze diverse, secondo la stessa crescita dottrinale, all'interno e al di fuori della psicoanalisi. Sono strumenti di conoscenza e di ricerca, momenti di un processo di conoscenza della malattia prima, dell'uomo poi, fasi di un'antropologia che Thomas Mann saluta come liberatoria dagli spettri del non sapere, del non conoscere, dalle forze irrazionali all'opera nella società e nella storia".
L'immagine del mondo nella testa
Valentino Braitenberg
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2008
pagine: 171
Valentino Braitenberg, tra i pionieri della cibernetica, non è nuovo alle provocazioni intellettuali. Ne ha dato prova, già nel 1984, con un libro in cui proponeva di costruire semplici robot per "sintetizzare" comportamenti complessi che un osservatore esterno avrebbe attribuito a stati mentali come la paura, l'aggressività, la curiosità. Era un primo passo verso una modellazione "in silico" del vivente. La stessa originalità di impostazione, la stessa verve iconoclasta e lo stesso gusto per le contaminazioni interdisciplinari caratterizza le sue ricerche sul cervello, nelle quali ha sempre mirato a collegare le funzioni cerebrali ai fenomeni della psicologia. Gli è però rimasto pendente un debito: l'inserimento del mondo dei segnali e dei messaggi, dei cervelli e delle idee in una visione più generale, senza soluzione di continuità fra le cose biologiche e quelle inanimate. Colmare tale lacuna è un compito per il quale forse non siamo ancora maturi, ma sembra lecito affrontare il problema con un approccio che Braitenberg stesso definisce "presocratico".
Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé. Riscrittura e continuazione
Alice Miller
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2008
pagine: 144
A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottili violenze è capace l'amore materno? Per l'autrice, il dramma del "bambino dotato" - il bambino che è l'orgoglio dei suoi genitori - ha origine nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, l'indignazione, la paura, l'invidia) che risultano inaccettabili ai "grandi". In tal modo, viene soffocato lo sviluppo della personalità più autentica, e il bambino soffrirà di insicurezza affettiva e di una sorta di impoverimento psichico. Da adulto, sarà depresso, oppure si nasconderà dietro una facciata di grandiosità maniacale. Numerosissimi esempi documentano la sofferenza inespressa di questi bambini e, al tempo stesso, le difficoltà dei genitori, incapaci di essere disponibili verso i figli.
La gatta. Una fiaba sulla redenzione del femminile
Marie-Louise von Franz
Libro: Libro in brossura
editore: Magi Edizioni
anno edizione: 2008
pagine: 132
Oggi le fiabe vengono studiate da molte angolature. Se ne occupa la letteratura, il folklore, l'etnologia, la sociologia... Ma il loro significato più recondito e senza dubbio più rilevante deriva dallo studio in termini di psicologia del profondo. La capacità di riconoscere nelle trame delle fiabe, nei re e nelle regine, nei viaggi avventurosi degli eroi, nel mondo animale e vegetale, nelle crudeltà senza pari così caratteristiche di questo genere di racconto, l'immenso mondo degli archetipi, sovrani assoluti della psiche umana, equivale a comprendere i processi psichici che sottendono la personalità dell'uomo. E così diventa chiaro che le avventure dell'eroe non raccontano altro che la nostra lotta interiore per diventare noi stessi.
L'aggressività femminile
Marina Valcarenghi
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori Bruno
anno edizione: 2008
pagine: X-181
Sembra essere successo qualcosa in tempi molto lontani che ha indotto la compressione dell'aggressività non di una ma di tutte le donne, qualcosa che potrebbe essere una mutazione istintiva legata a uno stato di necessità, forse a esigenze conservative della specie. I sintomi di questa artificiale repressione si esprimono in comportamenti deficitari o eccessivi come: autolesionismo, abitudine al lamento, senso di colpa, dipendenza, insicurezza o ansia di controllo, prepotenza e atteggiamenti insofferenti e collerici. L'istinto aggressivo femminile è ammalato perché non riesce a esprimere una conveniente autodifesa dello spazio fisico, psichico e sociale e non risulta quindi capace di affermare e proteggere con efficacia l'identità soggettiva. Affrontando l'antico stato di necessità, riconoscendo il dolore per una lontana e comune ferita all'istinto e collegando quella ferita ai sintomi di oggi, diventa progressivamente possibile riscoprire l'energia aggressiva e con essa il desiderio e la capacità di affermare quella forma del pensiero e del sentimento che costituisce il modo femminile di stare nel mondo, un modo ancora in larga misura sommerso, ormai necessario non solo all'equilibrio della personalità femminile, ma forse anche alla salvezza del genere umano.
L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa?
Philip G. Zimbardo
Libro
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2007
pagine: 769
Cosa fa sì che i buoni diventino cattivi? Philip Zimbardo, noto come l'ideatore dell'Esperimento carcerario di Stanford, racconta qui la storia di questo studio. A un gruppo di studenti furono attribuiti a caso i ruoli di "guardia" e "detenuto" in un ambiente carcerario simulato. Dopo una settimana lo studio fu interrotto perché quei normalissimi studenti si erano trasformati in guardie brutali e in detenuti emotivamente distrutti. Zimbardo descrive come certe dinamiche di gruppo possano trasformare in mostri uomini e donne perbene e ci permette di comprendere meglio fenomeni di estrema crudeltà, dalla disonestà delle multinazionali a come soldati americani prima degni di stima siano giunti a perpetrare torture su detenuti iracheni ad Abu Ghraib.

