Cinema, televisione e radio
Fantozzi!!! Un mito italiano
Guido Andrea Pautasso, Luca Bochicchio, Sara Tongiani
Libro
editore: Edizioni E.ART.H.
anno edizione: 2025
pagine: 92
Pixel. Una biografia
Alvy Ray Smith
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 688
Dietro alla storia di un cowboy giocattolo che fa amicizia con un astronauta di plastica, a un tramonto fotografato in vacanza per essere condiviso sui social e al videogioco con cui ammazziamo il tempo mentre aspettiamo il bus, c’è un’unica incredibile «molecola», capace di sintetizzare in sequenze di numeri l’immaginazione umana: il pixel. Alvy Ray Smith, cofondatore di Pixar e due volte premio Oscar, ce ne racconta l’evoluzione, dalle prime teorie informatiche alle animazioni digitali del futuro. Ripercorrere la storia del pixel significa ripercorrere la storia delle immagini per come le conosciamo oggi. Smith ci porta a osservare da vicino quel momento rivoluzionario in cui tutto ciò che rappresentava la nostra cultura visiva e il suo supporto – inchiostro, carta, pellicole, tempere, fotografie, film, televisione – si è trasformato in un oggetto immateriale composto di bit e pixel, mostrandoci come questo passaggio abbia mutato radicalmente il nostro modo di pensare, vedere e creare. Partendo dalla descrizione delle onde di Fourier, dal teorema di Kotel’nikov e dalle macchine di Turing – i tre pilastri da cui nasce il pixel – questa biografia ci conduce, tappa dopo tappa, attraverso i laboratori segreti dove si assemblavano i primi colossali «calcolatori» e gli studi dove si realizzavano cartoni animati a ritmo continuo, fino ad arrivare alla nascita di Pixar, DreamWorks, Blue Sky e al leggendario Toy Story, il primo film d'animazione interamente in computer grafica. Pixel è una straordinaria avventura di inventori visionari e intuizioni brillanti, aneddoti divertenti e dettagli tecnici sviscerati con perizia: di persone convinte che per rendere visibili e concrete le proprie fantasie e quelle degli altri bisognasse passare da qualcosa di così invisibile e incorporeo da assomigliare a un sogno.
Tutto Woody Allen
Enrico Giacovelli
Libro: Libro in brossura
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2025
pagine: 656
I libri di e su Woody Allen si susseguono da più di cinquant’anni, numerosi quasi quanto i suoi film. Ma questo – un dizionario che vuol essere anche un libro di piacevole lettura – è almeno in Italia il più ampio e completo. Include le schede approfondite non solo di tutti i film del regista newyorkese, ma anche dei suoi libri, delle sue commedie, dei suoi spot pubblicitari. E inoltre varie schede trasversali, che trattano sia argomenti scontati ma imprescindibili (da Groucho Marx a Diane Keaton, dal jazz a New York) sia argomenti insoliti, come le corse finali e i sosia del Woody Allen bambino, la pioggia e gli ottovolanti, il pollo di Tresky e la lista di Manhattan (quella delle cose per cui vale la pena vivere) commentata. In una vastissima appendice sono poi raccolti – accanto a centinaia di dichiarazioni di Allen stesso sulla vita, sul mondo, sul cinema, sui suoi film, e a un elenco completo dei brani musicali utilizzati nelle colonne sonore – più di 500 dialoghi e battute non solo dai suoi film ma anche dai suoi libri, dalle sue commedie e dai suoi spettacoli di stand-up comedy. Per la prima volta, tutti questi testi sono riportati nella traduzione letterale dagli originali americani (che riserverà più di una sorpresa a chi è abituato alle traduzioni e ai doppiaggi italiani, talvolta anche spiritosi, ma quasi sempre infedeli). Non si tratta però di un’agiografia, bensì di un testo critico, che pur nell’ottica oggettiva e ricca di informazioni tipica dei dizionari enciclopedici, cerca di evidenziare luci e ombre, umane e artistiche, del personaggio trattato, secondo un taglio che ad alcuni potrà sembrare ovvio, ad altri provocatorio: Woody Allen è stato un genio del comico e della commedia, ma un mediocre regista e scrittore di opere gialle e/o drammatiche. Lui sognava di diventare un nuovo Tennessee Williams, invece è stato molto di più: un nuovo Chaplin, un nuovo Molière.
Firenze. Ciak, si uccide. Il mostro sul grande e piccolo schermo
Massimo Moscati
Libro: Libro in brossura
editore: Shatter
anno edizione: 2025
pagine: 280
Nel 1968, nelle campagne intorno a Firenze, un uomo e una donna furono assassinati in un'auto da un killer misterioso che la stampa avrebbe ribattezzato “Mostro di Firenze”. Quell'omicidio fu seguito da una lunga scia di sangue: tra il 1968 e il 1985 almeno sedici persone, perlopiù giovani coppie appartate, furono uccise con modalità sempre più efferate, fino alle mutilazioni introdotte a partire dal 1974. Raccontare questa vicenda significava anche confrontarsi con la sua scarna trasposizione cinematografica: appena cinque film, due serie televisive (Sky nel 2009, Netflix nel 2025) e, tra essi, solo l'opera di Cesare Ferrario realmente incentrata sul tema (e per questo qui intervistato).
Sophia Loren
Alberto Scandola
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 124
Sophia Loren è una delle star più longeve, produttive e amate del secondo dopoguerra. Analizzarne la carriera significa ripercorrere oltre mezzo secolo di cinema e di stardom, interrogandosi sui significati di un'immagine divistica complessa, tesa tra conservazione e modernità, e sul suo contributo alla produzione di senso dei testi filmici. Esaminando le performance e i discorsi legati alla ricezione della diva, il volume traccia il profilo di un'attrice che, sbocciata all'inizio degli anni Cinquanta come una bellezza irregolare e smisurata, ha incarnato un femminino tanto urbano quanto rurale, alternando la Storia con la fiaba e il registro della commedia con quello del (melo)dramma sino a conquistare non solo le vette della celebrità, ma anche il riconoscimento della critica internazionale.
Duilio Del Prete, il cavaliere ardente
Roberto Baravalle
Libro: Libro in brossura
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2025
pagine: 124
Il cinquantesimo anniversario dell'uscita nella sale di Amici miei ha portato una qualche attenzione alla figura di Duilio Del Prete che, com'è noto, vi interpretò il personaggio del barista Necchi. Sarebbe però riduttivo delimitare l'attività di Duilio nel recinto di una cinematografia certamente vasta, ancorché discontinua nei suoi esiti artistici, comunque condotta sovente sotto la direzione di registi illustri, italiani e stranieri: due fi lm con Bogdanovich non sono di certo un'avventura alla portata di tutti. Duilio fu un ottimo attore di teatro, che visse di teatro, arrivando anche ad essere capocomico, con compagnia sua. In teatro interpretò ruoli importanti, con grandi registi come Ronconi, calcando le tavole dei palcoscenici più importanti d'Italia: dal Piccolo di Milano a quei teatri di provincia che formavano un tempo l'ossatura della cultura teatrale nel nostro paese. Duilio aveva una grande passione per la canzone d'autore, in specie francese. A lui si deve la traduzione delle opere complete di Jacques Brel. Fu egli stesso autore prolifi co di canzoni, sempre in contesti cruciali: dall'esperienza di Cantacronache, all'esperienza della canzone d'autore, a quella politica, al musical. Padroneggiava il francese e l'inglese. Era in grado di recitare nelle due lingue. Ballava come un professionista, era brillante, simpatico, bello. Ardeva per le sue passioni, incluso un impegno sociale e politico mai sottaciuto, anzi sottolineato ad ogni occasione. . Uno di quegli attori, di una scuola forse riconducibile a un De Sica - è stato detto -, che formarono a lungo l'ossatura del cinema italiano. Questo libro tenta di focalizzarne la biografi a umana e artistica, dalla riposta Cuneo, dove nacque nel 1938, alla "grande" Roma dove, prematuramente, morì nel 1998. Tra queste due date, vi è l'intensa cavalcata di un personaggio non secondario nella cultura e nell'arte del nostro Paese.
Il cinema secondo me
François Truffaut
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 384
"Il cinema secondo me" raccoglie gli articoli di critica cinematografica che François Truffaut ha scritto per la rivista Arts negli anni cinquanta prima di iniziare la sua carriera dietro la macchina da presa: un racconto del «primo mestiere» di uno dei più influenti cineasti del Novecento attraverso le pellicole che lo hanno conquistato, infastidito, emozionato, ispirato. Nel 1952, dopo una travagliata esperienza nell'esercito, Truffaut viene accolto a Bry-sur-Marne dall’autorevole critico e intellettuale André Bazin, che da quel momento diventerà il suo punto di riferimento sia affettivo sia professionale. Lì il giovane trascorrerà mesi tra letture e cineclub, fino a quando non sarà raggiunto da un’illuminazione improvvisa: «Credo che potrei scrivere sul cinema». Così Truffaut inizia la sua attività di critico, inaugurata con un feroce pamphlet contro l’eccessivo tradizionalismo del cinema francese. Presto le sue recensioni taglienti e polemiche diventeranno celebri tanto quanto i suoi luminosi apprezzamenti: dall’amore per Alfred Hitchcock, capace di introdurre anche nelle pellicole più leggere «un prolungamento d’ordine metafisico», al disprezzo per il «dilettante» John Huston; dalle lodi per Roberto Rossellini alla crescente benevolenza verso Federico Fellini, fino alla stroncatura di Vittorio De Sica, «caricaturale e condiscendente»; dall'inatteso interesse per un feuilleton come Lola Montès alle invettive contro l’intero cinema inglese: «Dire che è morto sarebbe eccessivo, dal momento che non è mai esistito». In questa raccolta assistiamo non solo alla formazione dello sguardo di un grande artista del Novecento, ma anche alla bruciante passione di uno spettatore qualunque. Perché in fondo, come ci mostra Truffaut, quando ci sediamo su quelle poltroncine, davanti a quello schermo, siamo tutti uguali: vulnerabili ed esigenti, come ogni innamorato.
Il ragazzo del futuro. Ritorno al futuro e il mio viaggio nel continuum spazio-temporale
Michael J. Fox, Nelle Fortenberry
Libro: Libro rilegato
editore: TEA
anno edizione: 2025
pagine: 192
A 40 anni da "Ritorno al futuro", Micheal J. Fox torna in libreria con un libro che svela i dietro le quinte della pellicola che ha reso immortale l'indimenticabile personaggio di Marty McFly. All'inizio del 1985, Michael J. Fox era già una delle star più amate della televisione americana grazie alla celebre sitcom "Casa Keaton". Ma la sua carriera stava per compiere un salto straordinario grazie a un'occasione irripetibile. La produzione di un film d'avventura sui viaggi nel tempo, "Ritorno al futuro", stava attraversando una fase critica, finché il regista Robert Zemeckis e il produttore Steven Spielberg non presero una decisione drastica: sostituire l'attore protagonista e affidare proprio a Michael J. Fox il ruolo di Marty McFly. Da quel momento, la sua vita divenne un tour de force senza precedenti: di giorno sul set di "Casa Keaton", di notte su quello di Ritorno al futuro. Per mesi, ogni giornata fu un vero e proprio viaggio nel continuum spazio-temporale, passando da un personaggio all'altro, da una storia all'altra. Così, la sfacciataggine di Alex, il carisma di Marty e il talento comico di Michael si fusero in un mix unico, destinato a entrare nella storia del cinema e della televisione. Il ragazzo del futuro intreccia il racconto in prima persona di Michael J. Fox con testimonianze inedite degli altri membri del cast e della troupe che resero possibile questa incredibile impresa creativa. Il risultato è un memoir emozionante e irresistibile, ricco di aneddoti e arricchito da 60 fotografie mai viste prima, che celebra la storia straordinaria – e vera – di uno dei film più amati di sempre.
I fratelli Coen. I registi iconici
Dan Jolin
Libro: Libro rilegato
editore: Il Castello
anno edizione: 2025
pagine: 224
Gangster movie, western, noir, commedia romantica, film demenziale, musical e persino l’epica biblica: sono pochi i generi non affrontati dai visionari fratelli Joel ed Ethan Coen. A partire da "Sangue facile" del 1984 gli imperscrutabili registi hanno tracciato il proprio percorso cinematografico realizzando pellicole audaci, eleganti e spiritose, dal sapore frizzante e dallo stile inconfondibile. Questa è la guida definitiva a quel percorso, che esplora i loro lungometraggi, i temi, le gag, i volti familiari e che al contempo racconta curiosità e aneddoti legati ai Coen. Dal Texas al Minnesota, da Omero a Shakespeare, dai cappelli perduti ai gatti in fuga, in questo libro c’è tutto ciò che è “coeniano”... e non solo.
Quentin Tarantino. I registi iconici
Dan Jolin
Libro: Libro rilegato
editore: Il Castello
anno edizione: 2025
pagine: 224
Che si tratti di partecipare a una sparatoria nel profondo Sud o di "fare a fette" un malavitoso giapponese, Quentin Tarantino resta sempre un regista capace di portare nei suoi film una visione artistica estrema e a dir poco originale. Con approfondimenti sulle ispirazioni del regista e dettagli affascinanti sui backstage delle riprese, ecco una guida indispensabile all’appassionante e talvolta controversa opera di Tarantino. Il libro analizza il suo esordio bruciante, "Le iene", così come il film che ha segnato un’epoca, "Pulp Fiction", nonché "Django Unchained", che ha stravolto il genere, oltre ad altri classici moderni. Sopra ogni altro aspetto, questo testo è però in primo luogo la celebrazione del cineasta che più di ogni altro ha avuto un impatto innovativo sulla cultura pop e sul cinema contemporaneo.
Asini che volano. Elogio degli italiani tra cinema e realtà
Giovanni Floris
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2025
pagine: 239
Natale sul Nilo: è la notte dell’ultimo dell’anno e Christian De Sica deve sedurre la fidanzata del figlio (sua ex amante), in modo da dargli una scusa per lasciarla, ma la moglie lo coglie in flagrante. È il caos. Natale a Biella: è la notte dell’ultimo dell’anno e un onorevole spara accidentalmente al genero della guardia del corpo del sottosegretario; quest’ultimo cerca di sostenere di non aver visto nulla perché - a mezzanotte - era andato a buttare la spazzatura. È il caos. Quale delle due è la trama di un cinepanettone e quale la realtà? Nessuno potrebbe dirlo. Un tempo la commedia si ispirava alla vita, ora è il contrario: i «mostri» di cui una volta ridevamo ora sono al potere e non hanno vergogna di niente. Eppure, per decenni abbiamo capito meglio l’Italia e noi stessi grazie a trame corrosive o surreali, a battute rimaste nella storia, a personaggi indimenticabili. Ci piacevano, quei personaggi, con tutti i loro difetti, e ci facevano ridere. Oggi che invece ci fanno paura, è il momento di riscoprire le caratteristiche dell’italiano rappresentato in quelle pellicole: spesso arrivista, arruffone, un po’ vigliacco, ma anche umano, comunicativo, creativo. Magari campanilista, ma capace di viaggiare e di farsi capire. A volte ignorante, ma con il rispetto di quella cultura che non possiede. Giovanni Floris dà fondo a una competenza enciclopedica sulle commedie e sui cinepanettoni che gli deriva dall’averli visti tutti, alcuni più volte. Ne emerge un ritratto degli italiani sincero ed esilarante, che ci farà ripercorrere alcune delle pellicole più amate da tutti noi. E che contiene un’ombra di nostalgia, e di riflessione: perché quella «medietà» che ci sembrava il male oggi la rimpiangiamo. E perché i personaggi da film dovrebbero tornare a farci ridere (e pensare) anziché governarci.
Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati
Ruggero Adamovit, Claudio Bartolini
Libro: Libro in brossura
editore: Bietti
anno edizione: 2025
pagine: 363
"Il più bel libro che sia mai stato scritto sul mio cinema gotico": così Pupi Avati in persona definisce il libro di Bartolini e Adamovit, diventato ormai un classico nel suo genere e ora alla sua terza riedizione, dopo svariate ristampe. Pupi Avati scandisce - nel vivace e ricco dialogo con gli autori, iniziato nel 2009 e di volta in volta aggiornato - le tappe del percorso misterioso che ha punteggiato la sua agrodolce filmografia di regista e produttore, con ricorrenti incursioni nel gotico. Il viaggio prende le mosse dalla fertile fantasia dei contadini emiliani e romagnoli, inesauribili fucine di paure e custodi di superstizioni ancestrali. La formula a dialogo consente di comprendere a fondo le dinamiche filmiche e narrative attraverso le quali il regista ha costruito e veicolato la paura in quasi 60 anni di cinema, dal film d’esordio Balsamus, l’uomo di Satana al dimenticato Thomas... gli indemoniati, dai cult La casa dalle finestre che ridono (di cui nel 2026 ricorreranno i 50 anni dall'uscita) e Zeder al bizzarro Tutti defunti... tranne i morti, dal capolavoro L’arcano incantatore fino ai brividi del nuovo millennio: Il nascondiglio e Il signor Diavolo. In questa nuova edizione aggiornata, si aggiunge L’orto americano, ultima e per molti versi definitiva opera nera di Avati, gioiello di classicità ed ennesimo ritorno a ossessioni e incubi che non smettono di tormentare l’animo del loro creatore. A corredo dell’edizione, un archivio di testimonianze di enorme valore memoriale e aneddotico che raccoglie, film dopo film, le parole di attori e tecnici della “factory Avati”, un unicum nella storia produttiva del cinema italiano; oltre a fotografie di set e documenti del tutto inediti, a disposizione di Bartolini e Adamovit.

