Il Mulino: Percorsi
La scala immobile. La stratificazione occupazionale italiana, 1985-2005
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 413
Il volume illustra la nuova scala di stratificazione occupazionale per l'Italia, denominata Sides05. Come la precedente scala (del 1985), costituisce il modello per la costruzione della nuova gerarchia occupazionale, che ordina oltre 400 occupazioni, raggruppate in 110 categorie, sulla base del giudizio di circa 2000 intervistati. Ciò che emerge è la sostanziale stabilità nel tempo dell'ordinamento delle occupazioni: posizionando le occupazioni su una scala che misura il prestigio di ciascuna di esse, costruita sulla base del giudizio degli intervistati, si ottiene oggi un ordinamento che in grandissima parte coincide con quello ottenuto nel 1985. In modo significativo, sulle valutazioni fornite dagli intervistati non influiscono né la posizione sociale, né l'età, né il genere, né il titolo di studio, confermando anche in questo caso quanto emerso in analoghe indagini internazionali: la gerarchia occupazionale risulta essere un "oggetto" sociologico percepito nello stesso modo da tutta la società, senza peraltro che questo implichi una condivisione dei criteri sulla cui base questa stessa gerarchia si struttura. Inserendosi nel quadro degli studi internazionali sulla stratificazione occupazionale, il volume intende delineare un modello teorico capace di unire le tradizioni di studio basate sui concetti di prestigio, status e distanza sociale e di indagare i meccanismi che consentono la legittimazione e la riproduzione delle disuguaglianze a livello micro-sociale.
Migrazione economica e contratto di lavoro degli stranieri
Laura Calafà
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 231
Confine è la rappresentazione del "solco", la forma della sovranità dello Stato nazione nato dalla disgregazione degli imperi coloniali, chiuso all'interno di frontiere proprie. Confine ha molte connotazioni; con riguardo alla migrazione economica è l'altra faccia del movimento o, se si preferisce, della mobilità e può essere tradotto in istituti giuridici diversi. È al paradigma del confine come metafora della barriera che s'ispira questa ricerca, sviluppando le suggestioni di segno opposto alla virtuosa relazione tra cittadinanza e lavoro, a livello dell'Unione europea e a livello nazionale. Il tema trattato rende evidente che le questioni lavoristiche classiche (il contratto di lavoro, il funzionamento del mercato della manodopera) non possono essere disgiunte dalla valutazione di contesto europeo di riferimento, non tanto e non solo per le trasposizioni di direttive più recenti da portare a sistema (direttiva rimpatri, sanzioni, permessi). Ma soprattutto perché la prima, concreta, fase d'influenza del diritto dell'Unione sul diritto nazionale in materia di migrazione per ragioni di lavoro può considerarsi aperta e consentirà di misurare l'impatto delle cosiddette "politiche di prossimità" elaborate a livello sovranazionale anche con il concorso dei governi nazionali che si sono succeduti dal 1999, anno delle Conclusioni di Tampere, ad oggi.
Il trattamento «giusto ed equo» degli investimenti stranieri
Fulvio Maria Palombino
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 216
Il contenuto delle norme internazionali in tema di investimenti stranieri è solo parzialmente definito. Ad eccezione di alcuni principi di natura certamente consuetudinaria, molti aspetti della materia rimangono infatti controversi, con la duplice conseguenza di impedire l'adozione di un trattato multilaterale che la disciplini e di provocare al contempo la stipulazione di numerosi accordi su base bilaterale o comunque ristretta. Tra gli aspetti problematici emersi nel dibattito dottrinale vi è quello relativo al contenuto di uno degli standard generali più diffusi di trattamento degli investimenti, vale a dire lo standard del trattamento "giusto ed equo". Attraverso un'analisi stringente e approfondita, il volume mira a fare chiarezza su tale contenuto, individuando i singoli elementi che contribuiscono a definirlo.
Retoriche dei giuristi e costituzione dell'identità nazionale
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 476
Nei discorsi dei giuristi le celebrazioni retoriche dell'appartenenza e le costruzioni dei nessi tra diritto e legge statale permettono di seguire il tormentato passaggio dalle patrie regionali allo Stato unitario e di cogliere la costruzione e la legittimazione di istituzioni, leggi e giurisprudenza nel Regno d'Italia. Raccordando presente e passato e prospettando il futuro, la retorica dell'appartenenza tende a uniformare contenuti spesso diversi tra loro: il richiamo al diritto "veramente italiano" ora celebra la perfetta unione tra nazione e Stato, ora reclama il compiersi del destino manifesto della nazione. La rappresentazione identitaria diviene più esplicita ma non più univoca: la legittimazione del nuovo Stato unitario ha bisogno di storia e di tradizioni, ma la definizione dell'italianità della storia del diritto offre un passato dai tratti mutevoli. Dopo la prima guerra mondiale nazionalismo e fascismo impongono un quadro unitario fondato sull'identità razziale e sulla cancellazione di ogni divergenza tra politica e diritto. La retorica identitaria assorbe e falsa i miti risorgimentali e vede il diritto fascista come culmine della storia nazionale. I giuristi non sembrano porre alcuno schermo allo Stato e alla politica fascista, se non per rivendicare sommessamente le caratteristiche della loro ricostruzione tecnica. Nel dopoguerra, sarà questa fragile "barriera formale" a essere usata dai giuristi per affermare l'identità italiana non travolta dal fascismo.
Rimetti a noi i nostri debiti. Forme della remissione del debito dall'antichità all'esperienza europea
Arrigo D. Manfredini
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 358
Vuoi per cinico calcolo "affaristico", vuoi per "humanitas", vuoi per valutazioni di ordine pubblico, creditori e governi hanno spesso battuto strade alternative per fronteggiare l'insolvenza, alternative alla messa a morte del "perfido debitore", al carcere e ad altre pene infamanti: le strade del buonismo e del perdonismo, costellate di dilazioni, moratorie, sconti, benefici vari. E anche cancellazioni. Oggi il consumatore "dalla vita a rate", dai pagamenti virtuali con carta di credito in rosso o del tipo "revolving" non può essere messo fuori gioco dall'insolvenza, perché l'economia di consumo, che caratterizza buona parte dei paesi industrializzati, ha bisogno di lui e deve offrirgli una seconda possibilità. Ciò significa ammettere, in una certa misura, la cancellazione del suo debito. O l'esdebitazione, come si dice con espressione tecnica. Se nell'immaginario comune - e nella sua coscienza bibliografica - la storia dell'insolvenza è principalmente una storia di sanzioni, questo libro assume come punto centrale di prospettiva la non-sanzione, ovvero la remissione del debito nelle sue molteplici forme: nell'antica Roma, le leggi sulla cancellazione, le "indulgenze" fiscali e le dilazioni per rescritto del Principe; nell'Europa medievale e moderna, con i "respiri" concessi attraverso le lettere sovrane; nell'Europa contemporanea, i termini di grazia nelle loro svariate declinazioni, fino alla controversa materia del sovraindebitamento del consumatore.
Ius monetarium. Diritto e moneta alle origini della modernità
Eugenio Barcellona
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 359
Lo studio della moneta di quel periodo d'Europa, che dall'età comunale conduce alle soglie della modernità, costituisce l'occasione per una duplice riflessione: non solo sull'essenza del diritto del mercato, ma ancor prima sulle origini della società occidentale. Una società che si istituisce sulla soppressione di ogni gerarchia fra uomo (servo) e uomo (padrone) è destinata ad erigere quale nuovo "dio" il trittico diritto, mercato e moneta. Fra uomini eguali, l'unica signoria tollerabile è quella impersonale del diritto chiamato ad assicurare la tenuta di uno scambio mediato attraverso la moneta. Ma il diritto del mercato rivela una natura da Giano bifronte. Ad una istanza di "razionalità economica" diretta ad assicurare la calcolabilità monetaria di uno scambio fra eguali si contrappone una "razionalità politica" diretta, al contrario, a preservare la superiorità degli uni rispetto agli altri. Quelle gerarchie, di cui la modernità celebrava la definitiva soppressione, inevitabilmente ritornano sotto forma di privilegio elargito ad un ceto di mercanti "amici del principe". E fra i mercanti cui il diritto accorda questo privilegio (garanzia di diseguaglianza) la posizione d'onore spetta a quelli più vicini al misterioso processo di produzione della moneta: i mercanti banchieri. Questo libro si occupa di quell'età tardo-medievale che, pur in un contesto di frammentazione politica, già esperisce una forma di globalizzazione economica non dissimile da quella attuale.
Senza frontiere. La libera circolazione delle persone in Europa
Ettore Recchi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 264
L'integrazione europea ha prodotto un risultato senza precedenti nella storia: permettere a mezzo miliardo di persone di muoversi a piacimento da un capo all'altro d'Europa, come se non vi fossero frontiere tra stati. In un continente in cui per secoli si sono combattute innumerevoli guerre per difendere o spostare confini, la libera circolazione dei cittadini europei sconvolge la logica politica della divisione del mondo in stati-nazione. Non a caso, secondo le periodiche indagini Eurobarometro, la "libertà di viaggiare, lavorare e studiare" è ciò che più comunemente viene associato all'immagine dell'UE. Il diritto di libera circolazione "è" l'Unione Europea nella mente degli europei. Il volume ricostruisce genesi e storia di questo diritto, analizza le politiche in cui si sostanzia e descrive la popolazione che ne fa uso per vivere in un altro stato membro. Attualmente si contano circa tredici milioni di "europei mobili". Chi sono? Cosa fanno? Quando e perché hanno lasciato il loro paese d'origine? E soprattutto: possono aiutare l'UE a rafforzarsi? Sulla base di dati originali raccolti dall'autore nell'arco di un decennio, il libro risponde a tali domande tracciando il ritratto accurato di una minoranza strategica nel processo di europeizzazione delle società nazionali.
Le politiche sociali nelle regioni italiane. Costanti storiche e trasformazioni recenti
Andrea Ciarini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 250
Negli ultimi anni il welfare italiano è stato interessato da un crescente processo di regionalizzazione, che ha acuito le differenze interne non solo in termini di dotazione di servizi ma anche di organizzazione della governance delle prestazioni sociali territoriali. Inutile dire che tale ambivalenza è stata ulteriormente aggravata dalla debolezza con cui lo stato centrale ha accompagnato lo sviluppo del decentramento. La domanda che il volume si pone è se tutto ciò sia soltanto conseguenza di trasformazioni recenti o non, piuttosto, di processi storici di più lungo periodo, di tradizioni amministrative regionali, di persistenze istituzionali precedenti all'avvio del corso regionalista, che hanno influito sulla natura dei rapporti centro-periferia all'interno del welfare italiano. Per rispondere a tale domanda, l'autore mette a confronto un gruppo di regioni italiane: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Puglia; delineandone le traiettorie storiche e analizzando i processi istituzionali che hanno influito sul permanere delle tradizioni amministrative regionali e sulle loro trasformazioni nel tempo, così come sui fattori che a seconda dei casi ne hanno impedito o rallentato il consolidamento. I risultati dell'analisi comparativa si inseriscono nel dibattito sulle trasformazioni del welfare in Italia, offrendo spunti di riflessione intorno alla prospettiva della convergenza tra i sistemi di welfare regionali.
Disegnare il futuro con intelligenza antica. L'insegnamento del latino e del greco antico in Italia e nel mondo
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 535
Gli studi classici sono stati spesso oggetto di posizioni contrastanti, oscillanti tra il rifiuto di una tradizione ritenuta obsoleta e reazionaria e l'apprezzamento del loro valore come strumenti per lo sviluppo cognitivo e per l'arricchimento formativo. Se nel panorama europeo odierno il liceo classico italiano sembra essere un'eccezione, è altrettanto vero che in tutti i paesi del mondo, dall'America all'Estremo Oriente, le scuole più apprezzate propongono, anche se per pochi, lo studio delle lingue classiche. A dimostrazione che il patrimonio linguistico e culturale della civiltà greco-latina esercita ancora un suo fascino indiscutibile e continua a presentare un'irrinunciabile valenza formativa. Il libro si propone di ricostruire e confrontare le diverse esperienze di insegnamento delle lingue classiche nei paesi europei, in Cina e in America, per offrire spunti e idee didattiche nuove ai docenti di tali discipline, con la consapevolezza comunque che, nella deriva del mondo moderno, è ancora necessaria una guida antica per superare la falsa percezione di un'antitesi tra umanesimo e tecnica. In questo senso il libro, che contiene un'ampia sezione di proposte didattiche innovative, si conclude con una sezione filosofica che riconosce la rilevanza del classico anche nella storia della scienza, smentendo la presunta contrapposizione tra le "due culture".
Lingue antiche e moderne dai licei alle università
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 270
Le lingue antiche hanno un futuro, accanto alle lingue moderne, nel più inclusivo concetto di "educazione linguistica"? I saggi raccolti in questo volume intendono fare il punto della situazione ed esplorare questa possibilità. Partendo dall'analisi del contesto sociale italiano ed europeo di ieri e di oggi, i percorsi di lettura, rigorosi ma accessibili, si snodano in un intreccio appassionante tra classico e moderno, filologia e linguistica, umanesimo e scienza. Il volume offre in tal modo una sintesi dei più innovativi orientamenti della ricerca didattica contemporanea tra scuola e università, presentandosi come uno strumento valido e originale per la formazione e l'aggiornamento di docenti.
In pegno. Oggetti in transito tra valore d'uso e valore di scambio (secoli XIII-XX)
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 407
I saggi raccolti in questo volume, frutto di un ciclo di seminari, ruotano attorno al tema e alla pratica del pegno. Spaziando su un fronte cronologico assai ampio, le ricerche mettono a fuoco i molteplici significati e funzioni del pegno tanto dal punto di vista culturale quanto da quello economico. Indissolubilmente legata allo sviluppo della mercatura e del credito, la pratica del pegno fa emergere un mondo sotterraneo poco conosciuto e poco esplorato, l'universo degli oggetti e del loro utilizzo "immateriale". Il negozio delle cose stabilisce legami, evoca relazioni, richiama consuetudini, solleva interrogativi etici. Oggetti preziosi, biancheria, utensili ci riconducono così alle necessità della vita quotidiana, alle abitudini e alle esigenze di consumo e di credito dei ceti meno abbienti. Gli oggetti parlano, generano storie in uno scambio continuo fra cose e monete, fra bisogno e speranza che dura da secoli e continua ancora oggi.
La geografia immaginaria di Salgari
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 187
Nel 1911 moriva suicida a Torino Emilio Salgari, il più importante autore di romanzi d'avventura che l'Italia abbia avuto. A cent'anni dalla sua tragica morte (e a centocinquanta dalla sua nascita, avvenuta nel 1862) si è assistito a una fioritura di iniziative che lo hanno riportato alla luce della ribalta: sono uscite nuove edizioni di romanzi salgariani, si sono allestite mostre e realizzati documentari. Questo volume, che raccoglie gli scritti di italianisti e "salgaristi" emeriti, ripercorre le vicende delle sue alterne fortune umane e letterarie, approfondendo fra l'altro il tema del suo presunto anticolonialismo. Il saggio di Piero Boitani, in particolare, colloca la produzione letteraria di Salgari nel contesto più ampio del romanzo esotico-popolare del secondo Ottocento. Non manca una mappa delle molte trasposizioni cinematografiche e televisive dei romanzi salgariani.

