Il Mulino: Percorsi
I contratti di licenza di trasferimento tecnologico in ambito accademico. La licenza d'invenzione universitaria fra diritto e prassi
Claudia Del Re
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 293
La scienza giuridica si è sinora scarsamente dedicata al fenomeno del trasferimento tecnologico universitario, delegando ad altre discipline un ruolo che le è proprio. È dunque quanto mai urgente esaminare tutti gli accordi, le strategie e gli strumenti giuridici tramite i quali si veicola l'introduzione e la disseminazione di elementi di innovazione nel mercato, permettendo di sviluppare sia la ricerca fondamentale sia quella applicata e supportando, di conseguenza, la commercializzazione di nuovi prodotti e/o di nuovi servizi. Questo volume analizza in particolare la licenza d'invenzione accademica, lo strumento giuridico più diffuso ed efficace per meglio sfruttare l'invenzione brevettata o il know-how/segreto industriale trasferito. Partendo dall'analisi della specialità del contratto di licenza d'invenzione accademica nel contesto europeo (con particolare riferimento all'Italia) e statunitense, l'autrice prospetta le possibili soluzioni giuridiche contrattuali e le "best practices" operative che potrebbero contribuire a potenziare questo eccezionale strumento di crescita della ricerca e del progresso scientifico.
Made in Italy. Una lettura critica fra eredi virtuosi e dissipatori
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 194
Il made in Italy è un brand che si colloca nelle prime posizioni a livello mondiale ed è associato a valori positivi quali creatività, estetica, qualità e ricercatezza. Divenuto ormai sinonimo di "saper fare bene", è un valore aggiunto per il nostro sistema produttivo: una sorta di asset collettivo, un patrimonio di enorme valore che è stato ereditato. Per le nuove generazioni è dunque un marchio a costo zero, una sorta di rendita di posizione; ma, come tutte le rendite di posizione, non potrebbe continuare a funzionare nel lungo periodo. La tesi sostenuta in questo libro è che sia ormai giunto il momento di mettere a punto una reale strategia di sviluppo per il made in Italy, operando un distinguo fra "eredi virtuosi" e "dissipatori", vale a dire fra quanti contribuiscono a difenderne il valore e quanti invece semplicemente se ne appropriano, causando al contrario una dispersione di valore. I temi attorno ai quali si articola il dibattito vanno dalla contraffazione - e relativa tutela -, alle problematiche connesse all'"italian sounding", alla presenza di operatori stranieri in Italia - il cosiddetto "Made in Chitaly" -, all'acquisizione di brand italiani da parte di marchi esteri, alle problematiche legislative connesse al "Full Made in Italy" e alle filiere multilocalizzate.
La responsabilità «penale» degli enti. Dieci proposte di riforma
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 301
I saggi qui raccolti, firmati da studiosi e professionisti italiani e stranieri, analizzano da diverse prospettive il tema della responsabilità penale degli enti introdotta in Italia con il d.lgs. 231 del 2001 e si interrogano, anche alla luce dell'esperienza applicativa, sull'efficacia della disciplina vigente. L'analisi ricomprende l'esame dei passaggi nodali della responsabilità delle imprese, anche in riferimento all'esperienza di altri Paesi. L'obiettivo, con un approccio critico e al contempo costruttivo, è quello di rappresentare gli aspetti problematici del sistema attuale, fornendo al legislatore percorsi di riforma praticabili. In chiusura, viene quindi proposto un decalogo per ripensare il modello normativo.
La formazione della classe dirigente nel Sei-Settecento
G. Paolo Brizzi
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 316
Il tema di questa ricerca, pubblicata per la prima volta nel 1976, si inserisce nel più vasto filone di studi sulla classe dirigente italiana in età moderna e in particolare sul ceto nobiliare, che proprio in quegli anni aveva assunto rilevante consistenza storiografica con i contributi di Chabod, Berengo, Ventura e altri. La forma di governo tipica delle città italiane, grandi o piccole che fossero, quella cioè del reggimento chiuso, l'esistenza di uffici di corte spesso paralleli a quelli cittadini, posero con urgenza alla nobiltà il problema di una formazione dei propri membri che fosse funzionale alle esigenze dei ruoli che essa veniva ad assumere, spesso per la prima volta, nei posti chiave della burocrazia e dell'amministrazione dello Stato. La risposta inadeguata delle Università favorì il moltiplicarsi di istituzioni che si proponevano di affrontare organicamente il problema della formazione dei nuovi quadri della classe dirigente. Tali erano i "seminaria nobilium" che, grazie alle pressioni della nobiltà locale, all'intervento finanziario dei principi e soprattutto all'attivismo dei Gesuiti, vennero istituiti in numerose città europee. L'analisi delle formule educative, dei modelli culturali e degli stereotipi comportamentistici proposti ai convittori di questi collegi, assume un valore fondamentale per una migliore comprensione dei meccanismi che consentirono alla nobiltà di mantenere pressoché inalterato il proprio ruolo sociale e politico dal Cinquecento alla crisi settecentesca.
Milano e territori contermini. L'ordinamento amministrativo 1750-1923
Elisabetta Colombo, Emanuele Pagano
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 322
Dalla riforma teresiana delle comunità (1750) al progetto fascista della "grande Milano" (1923) i rapporti intercorsi fra la città murata, dapprima fiscalmente protetta, e i territori contermini, "vittime" predestinate della sua espansione, tuttavia capaci di opporre la resistenza di proprie identità e istituzioni, disegnano una storia amministrativa che, entro spazi determinati, è appunto storia di amministrazione, politiche finanziarie e interessi economico-sociali in conflitto. Nel lungo periodo finirà col prevalere l'azione accentratrice dello Stato (asburgico, napoleonico, di nuovo asburgico, italiano unitario), magari condotta sotto il segno dell'egualitarismo. Si tratterà sempre, però, di un'azione intermittente e contradditoria, che, da un lato, non riconoscerà e persino cancellerà le comunità via via assorbite e, dall'altro, non restituirà un territorio della "metropoli" razionalizzato nelle dimensioni e, anche nelle prestazioni dei servizi pubblici, articolato in funzione paritaria. Così, ad esempio, il Comune "anulare" dei Corpi Santi, che, istituito nel 1781, annesso alla capitale nel 1808, ripristinato nel 1816, infine viene incorporato nel 1873 senza lasciare traccia di sé.
La ricerca dell'ordine perduto. Scritti scelti
Mario Dogliani
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 511
Questo volume raccoglie una selezione di scritti di Mario Dogliani che testimoniano la vastità dei suoi ambiti di studio e il suo essere scienziato del diritto costituzionale rigoroso e appassionato. L'obiettivo - lo si comprende già dal titolo - è di porre in rilievo uno dei tratti più caratteristici e ricorrenti della sua opera: l'instancabile ricerca di un ordine - nella classificazione dei concetti di costituzione, nella sequenza cronologica dei periodi costituzionali, nella manutenzione del libro delle fonti, nella ricostruzione delle teorie e delle definizioni di interpretazione, di rappresentanza, di indirizzo politico - che appare perduto, perché sistematicamente trascurato, quando non consapevolmente tradito e sovvertito, dalla scienza giuridica, dalla prassi legislativa e giurisprudenziale, dalla politica, e tuttavia mai irrimediabilmente. Alla descrizione del disordine e dei suoi sintomi, infatti, Mario Dogliani fa sempre seguire la tensione ricostruttiva dell'ordine. Ciascun saggio di Dogliani è preceduto da un'introduzione di un suo allievo o di un più giovane amico e collega, a conferma della profondità del suo insegnamento.
Investire nel sociale. La difficile innovazione del welfare italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 393
Questa ricerca coordinata da tre sociologi che da sempre si occupano di tematiche legate al welfare, rappresenta una riflessione su una questione più che mai attuale: è ancora possibile innovare il welfare italiano in modo che risponda in maniera efficace alle esigenze dei cittadini, oppure dovremo rassegnarci alla sua inevitabile decadenza? Per rispondere a questo interrogativo il volume esamina i settori dove l'innovazione è cruciale per assegnare al welfare una funzione di investimento economico e sociale: le politiche per l'infanzia, le politiche attive del lavoro (con un focus sui programmi di alternanza-lavoro e sull'apprendistato) e le politiche per la casa. Ciascuno di questi settori è analizzato partendo dai dati di sfondo per poi approfondire le innovazioni in corso, nonché le opportunità e i limiti in cui si dibattono. Nel capitolo conclusivo è presentato un riepilogo dei risultati empirici più rilevanti, evidenziando i problemi ancora aperti e le sfide che ne provengono per la trasformazione del welfare italiano.
I Monti frumentari e le forme di credito non monetarie tra Medioevo ed età contemporanea
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 457
Ancora in tempi recenti il credito non monetario era considerato un elemento marginale ai fini della riflessione storico-economica. Nuovi studi hanno però dimostrato che le forme di anticipazione e di credito "in natura" sono invece state uno strumento di vitale importanza nelle comunità rurali e, più in generale, nei contesti in cui gli istituti di credito e la circolazione di moneta scarseggiavano. In quest'ambito la vicenda dei Monti frumentari appare esemplare: essi sono stati per secoli una presenza diffusa nelle comunità minori della penisola italiana e, come i più noti Monti di pietà, hanno abbinato l'erogazione di credito a una peculiare dimensione etica. Partendo dalla letteratura esistente, i saggi raccolti in questo volume propongono una riflessione più completa sulle forme di credito non monetario in generale e sui Monti frumentari in particolare, con speciale attenzione alle pratiche di erogazione-restituzione - peculiarmente legate ai tempi del mondo agricolo - e alla loro diffusione e persistenza in Italia, a partire dal XV secolo.
Un piemontese in Europa. Carlo Denina (1731-1813)
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 310
Carlo Denina è stato un poligrafo piemontese di respiro europeo. Nella sua lunga e produttiva esistenza di scrittore si occupò di letteratura e di storia, ma anche di giornalismo e di editoria. Le sue opere, ancora in vita l'autore, ebbero un repentino successo e gli diedero una fama internazionale. Egli stesso fu marcatamente cosmopolita: visse in tre grandi capitali europee dell'epoca - Torino, Berlino e Parigi - ed ebbe a che fare, oltre che con il sabaudo Vittorio Amedeo III, con Federico II di Prussia e con Napoleone Bonaparte. La sua opera più conosciuta, "Delle Rivoluzioni d'Italia", può essere definita un evento editoriale del Settecento e del periodo della Restaurazione. Pietra miliare della storiografia italiana pre-unitaria, conobbe oltre venti ristampe e traduzioni in inglese, francese e tedesco prima di cadere, insieme al suo autore, dietro a una spessa coltre di oblio. Il volume intende contribuire sia alla scoperta di questa opera sia soprattutto a chiarire gli spazi internazionali nei quali Denina visse.
Pensiero critico ed economia politica nel XIX secolo: da Saint-Simon a Proudhon
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 461
Questo volume raccoglie gli esiti di un lavoro decennale di studi, presentati e discussi da specialisti spagnoli, francesi e italiani in due successivi incontri scientifici che si sono svolti presso le Università di Zaragoza e di Verona. Dopo l'apertura, con una riflessione di Gian Mario Bravo sul socialismo utopico, l'opera si compone di due parti: una prima che fa perno sul pensiero di Saint-Simon e su tutti quei pensatori che negli stessi anni si occuparono dei cambiamenti sociali, politici ed economici, nel tentativo di rispondere alle sfide che questi ponevano. La seconda parte, invece, si sofferma in particolare sull'opera di Pierre-Joseph Proudhon, ripercorrendone le intuizioni, le contraddizioni, le visioni e mostrandone le influenze su altri pensatori. I diversi capitoli affrontano gli aspetti filosofici, politici, economici e sociali di Saint-Simon e di Proudhon e, sullo sfondo dell'opera di Karl Marx, offrono una lettura ampia e approfondita dei problemi insoluti dell'economia politica classica, ipotizzando soluzioni che, già nel XIX secolo davanti ai primi esiti del sistema capitalistico, rappresentavano una parte importante di quel pensiero critico, del quale ancor oggi percepiamo la straordinaria attualità.
Nel silenzio del diritto. Risonanze canonistiche
Salvatore Berlingò
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 422
La XIV Assemblea del Sinodo dei Vescovi ha rappresentato un significativo punto di svolta circa le problematiche relative alla famiglia. Per lungo tempo la normativa della Chiesa si è mostrata "silente" rispetto ad esse. Tuttavia ci avverte Salvatore Berlingò - occorre non scambiare il silenzio delle leggi con il silenzio del diritto, il cui sostrato essenziale, ma spesso occulto, tocca agli interpreti fare emergere. Ripercorrendo un itinerario di ricerca inteso a gettare luce sulla dimensione familiare o domestica ("economica") del diritto canonico, l'autore evidenzia, con gli scritti raccolti in questo volume, la graduale rivalutazione del mistero trinitario, che si presta a essere trascritto in termini giuridici, quale "famiglia di Dio" rispecchiata nel sacramentum magnum di ogni famiglia umana, a cominciare dalla famiglia "umana" per eccellenza che è la Chiesa. Siffatto itinerario di riscoperta del "diritto canonico silente" interseca le risultanze dell'Assemblea sinodale e l'indizione del Giubileo straordinario, che si propongono di rianimare nel cuore della Chiesa e di ogni uomo la dimensione di un Dio relazionale, fonte di carità e amore, senza di cui non vi è vera giustizia.

