Giunti Editore: Dossier d'art
Previati
Sileno Salvagnini
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 48
Andrea del Castagno
Ludovica Sebregondi
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 48
Arte e alchimia. Dall'antico al contemporaneo
Mauro Zanchi
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 48
Banksy
Duccio Dogheria
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2021
pagine: 48
Lo scopo della Street Art è quello di trasformare un angolo di città in un terreno di confronto e riflessione su temi sociali ed esistenziali. In questo senso si può affermare che il più noto, efficace, controverso e dibattuto protagonista del genere è Banksy (Bristol 1974). Come per Elena Ferrante, fama e incertezza sull’identità anagrafica possono felicemente coesistere. La vera identità di Banksy, al di là delle molte illazioni, non è nota. Resta la sua capacità di far parlare di sé attraverso le proprie opere. Graffiti eseguiti con lo stencil sparsi in mezzo mondo – dal muro che separa Cisgiordania e Israele a Venezia, a New York – diffondono le sue immagini che, in modo chiaro e leggibile a chiunque, parlano di violenza urbana, ingiustizie sociali, guerre, libertà violate, consumismo. Sempre con una vena di ironia e con una particolare capacità di adattare il messaggio al supporto, facendolo diventare parte dell’opera stessa.
Tiepolo
Filippo Pedrocco
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
La presente pubblicazione è dedicata a uno dei più rinomati frescanti del Settecento in Europa: Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 - Madrid 1770). Una grande abilità compositiva, sfarzose, illusionistiche scenografie, un sapiente sfoggio di un colorismo acceso e luminoso lo rendono celebre e richiesto in tutta Europa: Milano, Udine, Würzburg, Madrid e naturalmente Venezia.
L'età di Adriano
Sergio Rinaldi Tufi
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
Tra il 117 e il 138 d.C., alla guida dell’Impero Romano siede Publio Elio Adriano, nipote di Traiano e, come il predecessore, di origine iberica. È il periodo d’oro dell’impero. Sotto Traiano Roma aveva conosciuto la sua massima espansione territoriale, con Adriano consolida le proprie frontiere, riorganizza la propria struttura politico-amministrativa e vede la nascita di opere grandiose come il Pantheon, Villa Adriana a Tivoli e l'omonimo vallo in Britannia. L'imperatore – del quale traccerà un ritratto letterario vivissimo Marguerite Yourcenar – viaggia incessantemente, e ovunque annoda legami culturali che costituiranno il tessuto di fondo della “romanitas”; in particolare, coltiva un’ammirazione illimitata per la Grecia e l’Egitto, fonti alle quali attingeranno le arti del suo tempo e non solo.
Arte azteca
Antonio Aimi
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
La nascita, lo sviluppo del grande impero della Mesoamerica e la sua tragica fine per mano degli spagnoli nel XVI secolo (evento del quale ricorre il cinquecentenario). La storia di una civiltà vissuta più di duemila anni, complessa e ancora oggi misteriosa per il suo sistema sociale, la sua lingua e la sua cultura. Le vicende di un popolo antichissimo che ha immaginato forme artistiche e tecniche che hanno influenzato profondamente anche l'Occidente. Il prossimo dossier racconta l'arte degli Aztechi a partire dall'architettura dei grandi templi piramidali, alla grande varietà di sculture, legate alle credenze religiose, alla mitologia, al simbolismo cosmico e alla peculiare visione del mondo di quel popolo; fino alla ceramica e all'oreficeria.
Blake
Renato Barilli
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
Sorolla
Maurizia Tazartes
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
Uno dei talenti migliori della pittura impressionista è il finora poco conosciuto Joaquín Sorolla, spagnolo di Valencia (1863-1923). Disegnatore prodigioso fin da bambino, si forma in Spagna, poi a Roma e a Parigi. Torna in Spagna a ventisei anni e nel suo studio madrileno dà forma al “luminismo” che ne caratterizza la pittura: una luce abbagliante costruita con una tavolozza chiara, una pennellata rapida e sicura di sé che gli valgono un successo enorme, soprattutto negli Stati Uniti. I suoi soggetti spaziano dal paesaggio mediterraneo al ritratto, dalle scene domestiche e paesane ai bagnanti e soprattutto a meravigliosi giardini carichi di fiori.
Morisot
Maria Teresa Benedetti, Perin Giulia
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
Berthe Morisot (Bourges 1841 - Parigi 1895) apparteneva a una famiglia agiata: era la pronipote di Fragonard e la sua casa era frequentata da artisti e scrittori. Il suo precoce accostarsi alla pittura quindi fu agevolato da una situazione favorevole, seppure in un mondo che difficilmente era disposto ad aprire a una donna le porte della professione artistica. I maestri non le mancarono, ma Berthe rimase tuttavia colpita soprattutto da Manet, ricambiata. In breve diventò una protagonista delle attività del gruppo impressionista. Ammirata e rispettata realizzò opere dai colori leggeri e luminosi, dal tratto sicuro, che solo i pregiudizi sociali del tempo cercarono di relegare a un contesto “femminile” e domestico.
Grosz
Antonello Negri
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2020
pagine: 48
L'immagine cupa della Germania anni Venti deriva in gran parte dal lavoro del berlinese George Grosz (1893-1959). Pittore, disegnatore e insegnante si forma negli anni Dieci del Novecento secondo i modelli, allora in voga, di matrice futurista e cubista. Aderisce poi all'espressionismo che si diffonde in Germania in seguito al disastro della prima guerra mondiale. Le sue opere presentano uno stile duro, violento, con figure rigide e scomposte come burattini, le sue ambientazioni urbane sono popolate di relitti umani e tronfi uomini di potere, ogni sua opera manifesta una critica senza remissione della società del suo tempo. Con gli anni Trenta e l'avvento al potere del regime nazista la sua opera è classificata tra le manifestazioni artistiche ritenute “degenerate” e nel 1933 Grosz si rifugia negli Stati Uniti, per rientrare a Berlino solo nel 1958.

