Rubbettino
L'altro Francesco. I retroscena di un pontificato scomodo
Gian Franco Svidercoschi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 88
Svidercoschi, decano dei vaticanisti italiani, ci mostra Papa Bergoglio per com’è, per cosa fa e dice. Racconta senza veli un pontificato decisamente controcorrente, ma, anche per questo, controverso; un pontificato volutamente provocatorio, ma, anche per questo, divisivo. Vengono ripercorsi i momenti positivi, il rivoluzionare la figura pontificia, l’affrontare pubblicamente temi scomodi, il riportare alla purezza il messaggio evangelico; e poi, il difendere i poveri della terra, il sostenere le ragioni della pace. Ma – perché ci sono – vengono narrati con estrema franchezza anche i momenti non proprio esaltanti, come certe uscite fuori luogo, l’aprire processi che poi lasciano le riforme a metà, l’ostinazione nel cambiare leggi, tradizioni e pratiche senza consultarsi, senza gradualità, senza pensare alle conseguenze; e poi, la sua visione del mondo così apertamente squilibrata verso il Sud, il voler mantenere a ogni costo un’equidistanza (insostenibile nel caso dell’Ucraina) tra Kiev e Mosca. Sono vicende e situazioni che anche in altre pubblicazioni sono state raccontate, ma come? Com’è stato raccontato Francesco? E, prima ancora, com’è stata raccontata la storia di un Papa che rinuncia, si fa chiamare “emerito” e prende casa in Vaticano? In questo libro l’autore ripercorre il “pontificato rivoluzionario” con obiettività e semplicità, fornendo al lettore le chiavi per avere una propria opinione sulla base di fatti oggettivi.
Luigi Pirandello - Leonardo Sciascia. Una conversazione (im)possibile
Matteo Collura
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 68
Luigi Pirandello e Leonardo Sciascia insieme, uno di fronte all’altro. Infrangendo le barriere del tempo, in una dimensione sospesa fra sogno e memoria, protagonisti di un dialogo sincero, illuminante, chiarificatore. È quanto ha ideato Matteo Collura, biografo di entrambi, in questa “Conversazione (im)possibile”, in cui si immagina Sciascia finalmente a colloquio con uno dei suoi autori preferiti, forse la più determinante delle sue bussole letterarie; Pirandello, di fronte a lui, sconosciuto personaggio misteriosamente impostosi all’attenzione del venerato Maestro. Ed è nel corso della conversazione, ora resa possibile dalla fantasia di Matteo Collura, che l’autore dei “Sei personaggi” (per ragioni anagrafiche totalmente all’oscuro di quanto scritto da Sciascia), battuta dopo battuta, uno svelamento dopo l’altro, impara a conoscere il suo inaspettato interlocutore e il senso della sua straordinaria opera letteraria.
Antitotalitari d'Italia
Massimo Teodori
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 116
Il totalitarismo nero e rosso sconfitto nel XX secolo è ricomparso nel XXI, se pure in altre forme. In Antitotalitari d’Italia Massimo Teodori si chiede come mai il termine “antitotalitario” sia stato bandito dal linguaggio storico e politico italiano mentre si parla molto di fascismo e antifascismo, elevati a concetti generali che pretendono di esaurire tutte le tendenze ideali. Con la pratica dello storico e la passione dell’intellettuale l’autore propone una memoria dei leader, dei gruppi e dei movimenti che nella Repubblica hanno animato la scena politica: liberali e socialisti, radicali e cristiani, conservatori e riformatori. Tra i precursori spiccano Croce, Salvemini e don Sturzo, tra i politici si incontrano De Gasperi, Einaudi, Sforza e Silone, quindi Saragat, Malagodi, Spinelli, Pannella e Craxi, e tra gli intellettuali Montale e Sciascia. Infine si ricordano Nicola Chiaromonte della Libertà della cultura e George Orwell di 1984, due tra le figure più significative dell’antitotalitarismo internazionale a cui durante la Guerra fredda furono rivolte le sprezzanti critiche di Togliatti.
Tito. L’artefice della Jugoslavia comunista
Vojislav Pavlovic
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 118
Josip Broz scelse il comunismo come la via per la propria ascensione sociale e seppe sopravvivere alle purghe per diventare Tito, il leader dei partigiani jugoslavi e il miglior discepolo di Stalin. Le sue ambizioni territoriali lo portarono alla rottura con Stalin nel 1948 e lo spinsero a cercare di riformare il regime comunista jugoslavo. L’autogestione come versione jugoslava del socialismo e la creazione del movimento di non allineati creò l’immagine di Tito come leader riformista. La sua ingegnosità a rinnovare il regime per assicurare la propria longevità non aveva come obiettivo di cambiarne la natura dittatoriale perché solo questa era in grado di assicurare che il suo potere rimanesse indiscusso. In questa ottica scelse di attuare le riforme politiche ed economiche rendendo possibile e accettando fondi provenienti dai Paesi capitalisti, solo fino a quando questi non avessero messo in pericolo la sua posizione personale.
Di lune e di falò. Cesare Pavese: antropologia del romanzo dell’addio
Piercarlo Grimaldi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 166
È possibile fornire un'interpretazione antropologica del romanzo "La luna e i falò" di Cesare Pavese? Se ampia è la critica letteraria dell'opera pavesiana, parziale è lo sguardo antropologico. Lo scopo di questa ricerca è quello di sostenere che l'ultimo romanzo di Pavese è l'autobiografia dell'addio, "La luna e i falò" è lo specchio romanzato della sua storia di vita, metaforico testamento poetico, scientifico ed esistenziale che contiene e spiega le ragioni della maturata morte. Cesare Pavese vive a cavaliere tra le affettive native colline di Langa della tradizione e la strumentale città della complessità sociale. Il romanzo è l'inesausto tentativo di riappaesarsi alle colline delle giovanili radici perdute nel rumore del conoscere e dell'interpretare le spaesate strade del mondo. Una trasparente, approfondita ricerca del paese, della condizione contadina, delle tradizioni che narrano il suo ritorno in collina, volto ad acquisire una coscienza attiva della comunità. Commutatore sociale e culturale dell'esistenza dello scrittore tra la campagna e la città è l'amico Pinolo Scaglione, il falegname del Salto, il Nuto de La luna e i falò, mentore, mediatore, contadino solco diritto che porta Pavese per mano a scoprire e a riscoprire i miti e i riti della Langa del Belbo. Il tentativo dello scrittore di scollinare verso la terra delle origini per recuperarne le radici, per costruirsi una memoria di paese che gli permetta di sopravvivere a qualche "giro di stagione", è un doloroso viaggio verso la drammatica impossibilità di costruire una memoria che lo appaesi, che lo faccia sentire parte sostantiva della comunità.
Agosto
Rocco Carbone
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 154
Con tutta la sua carica esplosiva torna il romanzo d’esordio di Rocco Carbone, che così veniva annunciato: «Una torrida estate metropolitana: un giovane cronista galleggia tra i relitti di una città abulica. Divide le sue giornate tra il tepore fradicio del letto e i luoghi dove lo conduce la marea stanca delle notizie di “nera”. Intorno a lui prendono forma e subito si liquefanno brandelli di storie, brevi destini, avventure che si consumano tra l’indifferenza. Mentre la vita del giovane si prosciuga nella ripetizione di gesti che sono via via più incomprensibili, appare una ragazza. Sarà lei a far esplodere il torpore di quell’estate. Con uno strano miscuglio di sensualità e castità, Rocco Carbone costruisce un avvincente romanzo di formazione e perdizione, un ritratto acido e incisivo di un mondo chiuso in un insondabile e livido egoismo». Prefazione di Edoardo Albinati.
Sulle orme di Leonardo Sciascia
Antonio Motta
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 112
Una raccolta di brevi saggi in cui ogni testo è connotato da una figura o da un tema, ma sulla scena è sempre Sciascia: la sua erudizione e la sua curiosità, la sua umanità e la sua intuizione. Dall’amicizia con la scrittrice e traduttrice russa Cecilia Kin alla scoperta delle relazioni di un ufficiale impegnato nella lotta al brigantaggio in Puglia nell’Ottocento, dal rapporto con Danilo Dolci all’amore per Stendhal fino al lavoro a un’antologia scolastica. Leonardo Sciascia colto in momenti e aspetti poco noti da Antonio Motta, cultore dell’opera dello scrittore di Racalmuto e fondatore a San Marco in Lamis del Centro Documentazione Leonardo Sciascia-Archivio del Novecento. In appendice le lettere che Sciascia scrisse a Motta fra il 1976 e il 1989.
Ti ho vista che ridevi
Lou Palanca
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 216
Negli anni ’60 un’emigrazione individuale femminile raggiunge dal Sud il territorio delle Langhe, che le contadine stanno abbandonando per trovare la propria emancipazione nelle città. È un’emigrazione matrimoniale, che porta le “calabrotte” all’impatto con una lingua e un sistema di relazioni sociali differenti da quelli dei paesi d’origine. Ti ho vista che ridevi racconta una di queste storie. Dora è costretta ad emigrare da Riace per sposare un contadino delle Langhe e lascia alle cure della sorella il figlio che non doveva nascere. Quando scoprirà la verità, Luigi si metterà alla ricerca delle origini, della propria madre, dell’autenticità della propria biografia. Sarà un bacialé, un ruffiano che combinava questi matrimoni, il mediatore narrativo tra le pagine calabresi e i capitoli ambientati in Piemonte, dove Luigi cerca la propria madre naturale e incrocia una catena di figure femminili che da Dora conduce alla figlia, alla nipote militante No Tav e quindi ad una profuga siriana. Un romanzo corale, nel quale ciascun personaggio attraversa la propria solitudine scoprendo il senso della sua vicenda nella relazione con l’altro. Come scrive Carlo Petrini nella Prefazione: sono sempre gli altri che ci salvano.
Il diavolaro
Saverio Strati
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 240
Il protagonista del romanzo che Saverio Strati scrive fra il 1977 e il 1979 si aggiunge ad altre sue emblematiche figure e ha un nome fortemente significativo: il diavolaro. Il diavolaro è l’esemplare e infaticabile creatore di un percorso di riscatto, fuori dall’abbandono e dalla miseria, è un individuo vitale, mai arrendevole, visceralmente legato alla sua terra e al suo ambiente, testardo e arrogante quanto vitale e generoso. In perfetta sintonia con un Sud sfruttato e mal compreso, è persino costretto a patire sulla propria pelle le contraddizioni dello sradicamento, adattandosi a una vita altrove, con tutta la sua famiglia, e scalpitando per riprendersi l’identità originaria. Il destino del diavolaro è quello di vedere riflessi nella parabola di tutta un’esistenza i suoi stessi errori. Ne deriva sì un inevitabile confronto fra le generazioni, ma anche un incentivo alla rivisitazione della memoria, nella convinzione, tutta di Strati, che il suo Sud debba imparare a cambiare, a partire dall’antica divaricazione fra chi resta e chi se ne va. Solo un grande scrittore come Saverio Strati, convinto del dialogo diretto fra le generazioni, avrebbe potuto offrirci una prova tanto lungimirante, autocritica e profondamente attuale. Prefazione di Luigi Tassoni.
L'era del lavoro libero. Senza vincoli né barriere. Siamo pronti a questa rivoluzione?
Francesco Delzìo
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 128
C’è una straordinaria rivoluzione in corso nel mondo del lavoro, di cui pochi finora hanno colto la reale portata. L’affermazione dello smart working e dei nuovi modelli di lavoro ibrido, l’incredibile ondata della great resignation, i nuovi equilibri tra occupazione e vita privata invocati dalla Generazione Zeta e ricercati anche dalle generazioni più mature, le nuove strategie di engagement e valorizzazione dei dipendenti nel segno della sostenibilità perseguite da grandi e medie aziende, segnano una svolta epocale che manda definitivamente in soffitta il modello fordista, ridisegnando le modalità di lavoro e il valore stesso dell’occupazione. Sullo sfondo infine la possibilità di realizzare un’economia della partecipazione, che offra ai lavoratori la possibilità di un coinvolgimento molto più profondo rispetto ai destini della propria azienda. Fenomeni così diversi tra loro hanno un punto in comune. È la progressiva “liberazione” del lavoro da gran parte dei vincoli, delle barriere, dei pesi economici e sociali che lo hanno caratterizzato a partire dalla Rivoluzione Industriale. Non è un sogno ad occhi aperti: è un trend che diventerà sempre più visibile nei prossimi anni, assecondando la nuova coscienza del lavoro che si sta formando a partire dalle generazioni più giovani. Stiamo entrando nell’era del Lavoro Libero. In questo nuovo paradigma, l’occupazione non ha più un luogo di lavoro fisico esclusivo ma vive di connessioni. Non ha più un datore di lavoro per tutta la vita, ma è fluida e flessibile come le nostre vite. Non è più in netta contrapposizione con la cura della famiglia e la gestione del tempo libero, perché questi aspetti stanno diventando parte integrante della qualità del lavoro stesso e della sua produttività. Non è più dominata, infine, dalla guerra tra profitto e salario, perché imprenditori e collaboratori sono sempre più protagonisti di un progetto comune. Il futuro del lavoro è già presente tra di noi. Siamo pronti a questa rivoluzione?
Una posizione sociale
Giose Rimanelli
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 200
Confinato nel microcosmo molisano di Casacalenda, il giovane protagonista Massimo Niro cerca di «dare un senso alle voci dell'infanzia» attraverso una scrittura fatta di flashback, monologhi interiori, cantilene, testi di musica jazz improvvisati dal nonno (ombrellaio girovago) in ricordo dei tempi americani, quando era stato testimone dell'eccidio di New Orleans. Un teatro di passioni terragne dove scorrono personaggi eccentrici e vicende peccaminose, forestieri enigmatici e padri inadeguati. Dove è costante la febbrile ricerca di un ruolo e di una dimensione dello stare al mondo. Anche se poi, «quando si è raggiunta la coscienza di ciò che si è, quindi il terrore della completa vuotaggine, del non-senso, anche la posizione sociale – difesa o ambita – si sfascia ai nostri occhi».
E allora, la felicità, prof?
Giancarlo Visitilli
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 190
Trentuno storie di ragazze e ragazzi, raccontate da un professore di Lettere del nostro Sud, che crede la scuola sia il luogo dove imparare a sbagliare, per non smettere di farlo alla fine di un percorso scolastico. Semmai, uscendo dai cancelli della scuola, con la Maturità, le studentesse e gli studenti sono più consapevoli che avrebbero sbagliato diversamente, se non avessero intercettato la scuola. Qui ci si forma come cittadini, avendo ben chiara l’idea che l’unica arma a disposizione di tutti, per cambiare la propria esistenza, è la conoscenza. Lo sguardo curioso e appassionato verso gli studenti ne restituisce in questo libro la voce vera, di un candore e di un’esattezza che sorprendono, commuovono, fanno sorridere. Si tratta di storie reali, contestualizzate in un gruppo di quinta classe superiore. Gli adolescenti che Visitilli racconta si rivelano spesso lontani dagli stereotipi, in grado di pensare e dire cose «inaspettate» (su politica, famiglia, tifo sportivo, religione…). Visto attraverso i loro sguardi, il mondo degli adulti diventa un «invito al massacro» e la scuola una «palestra per abituarsi al peggio della vita». Vistilli, professore inconsueto, ha come riferimenti privilegiati Milani e De Andrè, perciò si indigna a causa dell’ottusità con cui talvolta la scuola giudica, o valuta considerando le persone numeri, voti, il risultato di “crocette”. A ciò si aggiunga l’indolenza e la mancanza di coraggio da parte di una categoria, quella dei docenti, che spesso non sceglie “essere” prof, ma lo fa per ripiego, sommando frustrazioni a infelicità. Vistilli, invece, crede che educare significhi prima di tutto spingere i ragazzi alla ricerca del ben-essere, della felicità.

