Quodlibet
Stile tardo. Poeti del Novecento italiano
Luca Lenzini
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 260
Invenzioni nella psicosi. Unica Zürn, Vaslav Nijinsky, Glenn Gould
Céline Menghi, Chiara Mangiarotti, Martin Egge
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
In questo volume la questione delle psicosi o della cosiddetta follia è affrontata indagando tre casi celebri ed esemplari: l'artista Unica Zürn, il ballerino Vaslav Nijinsky e il pianista Glenn Gould, ovvero tre vittime della violenza di quel pulsionale senza norme che Lacan ha chiamato il "reale del godimento", folli e al contempo geni. Nelle loro vite la genialità è servita per costruire delle invenzioni artistiche che costituiscono per il folle, e non solo per lui, una modalità di affrontare l'angoscia, lo smarrimento e l'impossibile dell'esistenza. Una riflessione, dunque, su quanto di ciascun essere umano è singolare, non tutto preso nelle maglie del discorso comune, non liquidabile tramite risposte prefabbricate, ricette comportamentali, o tanto meno attraverso un univoco richiamo alla salute mentale.
Democrate secondo, ovvero sulle giuste cause della guerra. Testo latino a fronte
Juan G. de Sepùlveda
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 262
Scritto negli anni quaranta del Cinquecento in polemica con i critici delle violenze iberiche nel Nuovo Mondo, il "Democrates secundus" di Juan Ginés de Sepúlveda (1490-1573) è considerato una delle principali testimonianze dell'approccio tragicamente autocentrato che per secoli ha dominato i rapporti tra l'Europa e il resto del mondo. In quest'opera, l'umanista Sepúlveda - fine lettore dei testi di Aristotele e di Cicerone - si serve della sua vasta erudizione per giustificare le ragioni dei conquistadores, usando argomenti filosofici, giuridici e teologici che culminano nell'affermazione della "barbarie naturale" degli indios. In un momento in cui la cultura occidentale è impegnata in una riflessione a tutto campo sulla propria identità coloniale, il testo di Sepúlveda ha assunto di fatto una nuova attualità e per questo lo si propone per la prima volta ai lettori italiani in una traduzione commentata, corredata del testo originale, che inaugura la collana Societas hominum, specificamente dedicata ai rapporti tra guerra e diritto e agli incontri - e scontri - tra civiltà.
Il tempo della mente. Linguaggio, evoluzione e identità personale
Erica Cosentino
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 208
Questo libro è un tentativo di indagare il costituirsi dell'identità dell'essere umano e delle facoltà di conoscere e dì parlare sulla base del rapporto cardinale fra il tempo e la mente. Da un lato si parte dall'assunto che la "ricerca del tempo perduto" è sempre una ricerca di sé. I ricordi esprimono un Io e, dunque, accedervi significa accedere al senso di chi siamo, alla propria identità. Ma chi saremmo senza l'immagine di un futuro in cui coltivare i nostri sogni, le speranze, i progetti? Il futuro àncora il senso di identità almeno quanto il passato, perché se è vero che la vita deve essere compresa guardando indietro è anche vero, come ci ricorda Kierkegaard, che deve essere vissuta guardando in avanti. Noi abbiamo un senso, e ci diamo un senso, perché possiamo inseguire quel torrente di immagini e sensazioni passate e future; noi abbiamo un noi perché possiamo fare con la mente ciò che ci è precluso con il corpo: viaggiare nel tempo.
Cento capolavori della letteratura cinese
Edoarda Masi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 432
Per un apparente paradosso, una delle più grandi e antiche letterature del mondo - quella cinese - è per gran parte sconosciuta in Italia ai non specialisti. Alcuni testi poetici, qualche romanzo, qualche capolavoro del pensiero antico - messaggi isolati e privi di collegamento -sono tutto quanto arriva al pubblico, ancora oggi, del più ricco patrimonio letterario della storia umana. Con questo libro Edoarda Masi si propone di avvicinarci alla straordinaria bellezza di questa letteratura nei generi in cui eccelle: la poesia lirica, dall'alta antichità ai grandissimi dell'epoca Tang (618-907), fino agli ultimi sviluppi; il pensiero filosofico, ortodosso o eretico; la storiografia e la narrativa.
Il paradosso antropologico. Nicchie, micromondi e dissociazione psichica
Massimo De Carolis
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 160
Al contrario delle altre specie viventi, l'animale umano non dispone di una sua nicchia ecologica ed è esposto perciò senza filtri biologici all'infinita contingenza del reale. È un vantaggio evolutivo ma, nello stesso tempo, un onere paradossale che grava su ogni cultura umana, costretta a tracciare un confine tra ordine e disordine, interno ed esterno, fatti e rappresentazioni a partire dalla loro indistinzione. Ne discendono così due istanze opposte ma ugualmente imprescindibili: proteggersi dal disordine del mondo, perimetrando una nicchia artificiale, o esporsi, al contrario, alla contingenza illimitata, per riconoscervi l'unico ambiente veramente adatto all'uomo. Di questo paradosso antropologico, illustrato dai rituali arcaici non meno che dalla moderna opposizione tra civiltà e barbarie, il libro rincorre la traccia in alcuni degli aspetti più attuali e più inquietanti dell'esistenza contemporanea: la disgregazione delle forme tradizionali di unità politica, il proliferare di ogni genere di nicchie e micromondi, la diffusione di un modello di identità psichica basato sulla dissociazione dell'Io e sul diniego della realtà esterna. Fenomeni in apparenza puramente negativi, che letti invece come manifestazioni del paradosso antropologico svelano una ricchezza e un potenziale innovativo fino ad ora del tutto insospettati.
Il corpo di Diotima. La passione filosofica e la libertà femminile
Patrizia Caporossi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 360
La figura di Diotima emblematicamente appare come il corpo politico del pensiero femminile sull'orizzonte della cultura occidentale e getta il suo sguardo privilegiato sul mondo. Tra visibilità e invisibilità, si staglia così il Movimento delle donne, che può e deve essere protagonista del presente. Grazie alle fondate e documentate ricostruzioni qui proposte (da Saffo alla maternità di Maria, da Olympe de Gouges a Carla Lonzi, fino al pensiero di Simone Weil e di Arendt), la passione filosofica femminile si fa sostanza politica e, nel nome e nella pratica della libertà femminile, porta tutti i segni del suo vissuto fin dalle origini. Quasi a specchio riflettente, il disegno, dialogante con le posizioni, le questioni e le circostanze che lo hanno espresso, permette di porre una prima cornice al quadro, spesso frammentato o circoscritto, della soggettività femminile in relazione e ancora in fermento continuo per un'autodeterminazione personale e politica, mai così scontata.
Cause e nozioni comuni nella filosofia di Spinoza
Francesco Cerrato
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 280
Il saggio illustra la strategia, articolata e complessa, adottata da Spinoza nell'elaborazione della propria idea di razionalità. Una strategia che muove da due elementi cruciali: il concetto di causa e quello di nozioni comuni. Le nozioni comuni sono la condizione strutturale (le coordinate) della conoscenza razionale, mentre la categoria della causa è successiva, è la forma razionale più adatta a comprendere e descrivere le relazioni che si istaurano tra idee, tra corpi, ma anche tra individui e soggetti sociali. Dunque non la volontà o le idee morali muovono i comportamenti, ma la necessità naturale determina le idee e gli stati affettivi degli uomini, così come le scelte e l'agire dei popoli. Il volume fa risaltare l'originalità di questa posizione, capace, sin dal XVII secolo, di aprire a una riqualificazione, laica e secolarizzata, dei rapporti tra scienza, religione ed etica.
La fine dell'avanguardia
Cesare Brandi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 194
Il saggio che dà il titolo al presente volume è del 1949, e costituisce uno di quei felici casi in cui non solo un testo dopo tanti anni non ha perso smalto e vigore interpretativo, ma addirittura non smette di abbracciare ambiti del reale non prevedibili per lo stesso autore. Parlando di "fine dell'avanguardia" Brandi chiama in causa un paradigma dell'opera d'arte e della funzione dell'artista che fa risalire al romanticismo - l'arte come rivolta, come rottura, la metafisica del nuovo a tutti i costi - che per l'appunto con le avanguardie novecentesche raggiunge il suo punto di estenuazione e che, a quanto pare, non sembra più lasciare spazio a nuove modalità espressive degne del titolo di "arte". Gli accenti sono sovente quelli del pamphlet (esemplari a riguardo le pagine sull'America, il proibizionismo, l'isolazionismo, l'ambiguo rapporto da un lato col jazz e dall'altro con la madre Europa), ma i pamphlet spesso guardano al passato per castigare il presente; in questo caso la voce di Brandi avvolge soprattutto ciò che viene dopo, ciò che ci ha riguardato negli ultimi decenni e da cui ancora non si può dire si sia preso commiato.
Contraddizione e melanconia. Saggio sull'ambivalenza
Marco Mazzeo
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 272
Basta una breve indagine sulle forme di vita contemporanee per constatare che esse sono spesso contraddistinte da quel che la logica e la psicologia chiamano "ambivalenza" (amo mio padre anche se, verso di lui, nutro un profondo sentimento di astio. Vado in guerra, armato di tutto punto, perché impegnato in una missione di pace...). Al riguardo il libro propone una tesi forte: l'ambivalenza non è un dettaglio irrilevante per la nostra specie ma un fenomeno chiave per comprendere, oggi più che mai, l'incastro tra biologia e storia che contraddistingue la natura umana. Quelle che, spesso con aria di sdegno, vengono definite "credenze contraddittorie" indicano, innanzitutto, stati di incertezza, una mancanza di orientamento automatico, spaziale ed emotivo, che è il dato di partenza biologico che caratterizza la struttura del nostro comportamento. La struttura biologica che distingue l'Homo sapiens dalle altre forme di vita non è infatti una particolare dotazione istintuale. Per comprendere il comportamento umano, con le sue incertezze e la sua razionalità, è necessario indagare a fondo, una nozione diversa, quella di "pulsione": è un istinto non giunto a maturazione, un indirizzo all'azione che non ha una direzione prestabilita. L'ambivalenza rappresenta, dunque, l'espressione logica primigenia che è la struttura primitiva della grammatica del nostro corpo.
Cinema e psicoanalisi. Tra cinema classico e nuove tecnologie. Atti del convegno (Roma, 27-28 ottobre 2006)
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2008
pagine: 232
I saggi qui presentati costituiscono un passo in avanti nel campo della teoria del cinema in chiave psicoanalitica, una prospettiva sempre più importante e produttiva. Il paradigma interpretativo psicoanalitico viene impiegato nell'analisi del dispositivo cinematografico, dei suoi cambiamenti, ribaltamenti o disinneschi; nel rapporto tra schermo e spettatore; viene poi indagata l'ipotesi del cinema come riproduzione artificiale di una serie di processi in parte o del tutto inconsci: il sogno, l'ipnosi, l'identificazione, il feticismo e il voyeurismo. Un approccio che muovendo dalla magia e dagli enigmi del cinema muto giunge fino alla crisi della referenzialità e della malattia del linguaggio nel cinema contemporaneo.


