Quodlibet
Introduzione alla critica dell'economia politica
Karl Marx
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2010
pagine: 136
L'introduzione alla critica dell'economia politica contiene il più esteso pronunciamento di Marx sulle questioni metodologiche. Le riflessioni sulla concezione della storia, sull'individuo sociale, sulla produzione e sullo sviluppo ineguale tra i rapporti economici e quelli artistici, elaborate in questo scritto, lo hanno reso uno snodo obbligato per tutti gli interpreti e i lettori di Marx. In una fase in cui Marx, messo da parte dopo il 1989, viene riscoperto, mentre le categorie politiche e storiche che emergono dalla sua opera riacquistano importanza per la comprensione delle dinamiche del modo di produzione capitalistico, questo testo accompagnato da un innovativo commentario - che ne ripercorre la genesi sulla scorta delle recenti scoperte filologiche della nuova edizione in lingua tedesca - costituisce un prezioso strumento critico per l'analisi del presente e una chiave di accesso al suo pensiero, anche per quanti non hanno avuto ancora modo di avvicinarsi ai suoi scritti.
Descrizione della Cina
Matteo Ricci
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2010
pagine: 184
Scritto fra il 1609 e il 1610, poco prima della morte dell'autore, il testo di Matteo Ricci che qui pubblichiamo per la prima volta in forma autonoma è stato per secoli il veicolo principale attraverso cui l'Occidente ha conosciuto la Cina. Esso è parte integrante del resoconto scritto dal gesuita al termine della sua trentennale missione in Cina, che lo portò fino alla corte dell'imperatore Wan Li della dinastia Ming. Suddiviso in brevi capitoli, esso descrive l'Impero celeste nei molti suoi aspetti che stupirono, e ancora stupiscono, il lettore occidentale: dalla scrittura per ideogrammi all'arte della stampa, dalla "scoperta" dei ventagli alla medicina cinese, dalla complessa organizzazione dell'impero e della corte alla cerimonia del tè. E ancora: il ruolo dell'esercito, il confucianesimo, le sette religiose e gli eunuchi, il giudizo sulla poligamia, fino alla pratica disinvolta dell'infanticidio (soprattutto delle femmine), e alla mutilazione del piede delle donne, le quali addirittura non ricevevano un nome ma venivano designate con un numero. Per la vastità dei temi affrontati, l'efficacia dello stile che unisce concisione, parsimonia nel giudizio e concretezza anche brutale nelle descrizioni, ed evoca illustri precedenti quali Erodoto, Tacito o Tito Livio, questo libro può essere considerato uno dei capolavori dell'etnografia premoderna. Con una prefazione di Bernardo Valli e un saggio di Filippo Mignini.
Le vie della distruzione. A partire da «Il carattere distruttivo» di Walter Benjamin
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2010
pagine: 196
Imparare da Las Vegas. Il simbolismo dimenticato della forma architettonica
Robert Venturi, Denise Scott Brown, Steven Izenour
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2010
pagine: 230
Quando questo libro venne pubblicato nel 1972 scatenò immediatamente un vero e proprio putiferio: che cosa mai si può imparare da Las Vegas, la valvola di sfogo organica al puritanesimo americano nonché il territorio legalizzato gestito per anni dalle peggiori mafie del paese? Forse a giocare d'azzardo, frequentare prostitute e gigolò, a bere, mangiare e fumare smodatamente magari ascoltando canzonette come Viva Las Vegas di Elvis Presley? Venturi, Scott Brown e Izenour decisero semplicemente di studiare da vicino una città che era cresciuta a una velocità mai vista prima nel bel mezzo del deserto del Mojave come una "città-miraggio". I cartelloni pubblicitari illuminati dal neon e la sua bassissima densità urbana lasciavano immaginare che Las Vegas fosse il primo esemplare di città virtuale - specie di notte - tanto che Tom Wolfe, in uno dei suoi primi reportage, scrisse che "le insegne sono diventate l'architettura di Las Vegas" anticipando di fatto la teoria progettuale del "decorated shed" qui avanzata dalla coppia di Filadelfia. In realtà in pochi decenni la capitale del vizio, nota anche come Sin City, si trasformerà in una città molto più tradizionale circondata da campi da golf, ma questo studio resta paradigmatico perché gli autori hanno avuto il coraggio di guardare negli occhi il drago del capitalismo trionfante a scala urbana, gettando luce su alcune delle forze che sono alla base delle trasformazioni più dirompenti anche delle vecchie città europee
Viaggio in Gran Garabagna
Henri Michaux
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 122
In Francia Henri Michaux è già un classico consacrato nella "Plèiade", anche se è un classico piuttosto inclassificabile. "Viaggio in Gran Garabagna" (1936) è uno dei suoi primi libri, e forse il più felice tra quelli che ha scritto. È un viaggio in una terra che non esiste, attraverso popolazioni immaginate, che corrispondono ognuna a un umore, una mania, un tic. Gli Hiviniziki (ad esempio) sono la nevrastenia, la precipitazione e la fretta fatte popolazione; gli Emangloni sono tardi, contemplativi e facili al pianto come certi nostri stati d'animo depressivi. Un libro rasserenante per chi lo legge, e avventuroso; lontano erede dei "Viaggi di Gulliver" e del "Gargantua".
Lacan e il femminismo contemporaneo
Luisella Mambrini
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 152
Jacques Lacan ha operato una rivoluzione nella teoria e nella clinica rispetto al tema della femminilità dal momento che l'ha estratta dal quadro edipico in cui era stata confinata fino a quel momento. Per Lacan la donna non è la madre e la sua essenza non è riconducibile alla castrazione ma le si apre un orizzonte che va al di là dell'Edipo. Nonostante questo va detto che il femminismo non ha sempre riconosciuto la rivoluzione operata da Lacan; si può dire invece che a lungo il suo nome ha destato sospetti in ambito femminista se non una vera e propria levata di scudi. Oggi che Lacan non è più coperto da interdizione, ma assurge a interlocutore negli scritti di molte femministe, si può davvero dire che la sovversione del suo approccio sia stata colta? E che cosa viene espresso nei confronti di Lacan dalle due posizioni "tipo" nei confronti della femminilità e cioè dall'approccio essenzialista, che guarda alla femminilità come essenza irriducibile, e da quello costruzionista, che guarda al genere come costruzione simbolica?
Dell'amicizia
Matteo Ricci
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 212
"Dell'amicizia" (Nanchang, 1595) è la prima opera in cinese composta da Matteo Ricci. Per mezzo di essa, presentando in 100 sentenze tratte dai classici antichi il pensiero dell'Occidente sull'amicizia, Ricci intendeva mostrare che la civiltà cinese e quella europea coincidevano su temi fondamentali. L'opera stupì la Cina e conobbe un grande successo: Ricci aveva compreso che la sua missione e il tentativo di accendere il dialogo tra Oriente e Occidente potevano costruirsi unicamente sul saldo fondamento della conoscenza reciproca e dell'umana amicizia. È per questo che egli si presentò al mondo cinese stringendo in una mano il mappamondo e la geometria di Euclide, nell'altra il Dell'amicizia. In questa edizione vengono pubblicati - oltre alla ristampa fotografica dell'edizione cinese a stampa con traduzione italiana a fronte il testo autografo della redazione italiana di Ricci da poco ritrovato alla British Library di Londra.
Avventure dello stampatore Zollinger
Pablo D'Ors
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 137
Il giovane August Zollinger, in cerca del suo destino, abbandona il paese natale e per sette lunghissimi anni prova tanti mestieri. Fa il casellante della ferrovia su una linea sperduta, e qui si innamora della voce dell'impiegata che ogni mattina al telefono per avvisarlo dell'unico treno gli dice "pronto?", e lui risponde "son pronto"; sulle variazioni minime di quel pronto... son pronto, si svolge tutta una storia d'amore appassionata ed evanescente. Poi fa il soldato, diserta, e nella solitudine dei boschi si conforta della compagnia dei grandi alberi quieti, fino al miracolo, alla rivelazione. Scoprirà alla fine la dignità dei mestieri umili: come timbrare coscienziosamente le carte in un ufficio comunale; poi fare coscienziosamente il calzolaio; e infine lo stampatore, come aveva sognato fin da bambino, perché era questo si vede il suo destino. Una storia delicata, una piccola parabola filosofica, di un autore sconosciuto in Italia.
Creatività
Emilio Garroni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 196
Fare o dire qualcosa di nuovo, di imprevisto, di sorprendente: in che cosa consiste questa capacità tipicamente umana? Come spiegare la trasformazione radicale delle nostre forme di vita e dei nostri modelli teorici? C'è qualcosa che unisce l'invenzione di un utensile da parte del cacciatore preistorico ai dipinti di Michelangelo nella Cappella Sistina? Sono queste alcune delle domande alle quali tenta di rispondere Emilio Garroni, uno dei pochi filosofi originali del Novecento italiano, in questo saggio. Per chiarire in che modo riusciamo a variare la nostra prassi e i nostri discorsi, Garroni mobilita molte discipline diverse: la biologia, la teoria dell'evoluzione, la linguistica e, naturalmente, l'estetica. L'autore traccia un'agile storia del concetto di creatività, da Platone a Chomsky, ma propone, al tempo stesso, un'ipotesi teorica rigorosa e acuminata. A suo giudizio, lungi dall'essere un lusso, il comportamento creativo svolge una funzione essenziale nel modo in cui la nostra specie si adatta all'ambiente. L'arte non è altro, quindi, che l'espressione specializzata di un'attitudine comune a ogni essere umano, senza la quale non sapremmo orientarci nel mondo.
Costellazioni. Storia, arte e tecnica in Walter Benjamin
Giovanni Gurisatti
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 384
A settant'anni dalla sua tragica scomparsa, l'opera di Walter Benjamin continua a suscitare un fervido interesse, soprattutto per le sue rivoluzionarie aperture nei confronti di un nuovo modo "politico" di concepire la storia, l'arte e la tecnica, al tramonto dei tradizionali paradigmi filosofici di comprensione dell'esistente. Ma proprio in quanto assume le forme del saggio, dell'articolo, della recensione, essa è rimasta spesso vittima del suo stesso carattere frammentario, che ne ha ostacolato la collocazione perspicua nell'ambito del pensiero. Con l'intento di sopperire a tale difficoltà, questo libro fornisce una lettura selettiva ma unitaria della produzione di Benjamin, individuando la "costellazione" che ne costituisce la struttura portante - quella di Barocco, Moderno e Avanguardia -, e delineando la "costellazione di pericoli" contro cui essa, a detta dello stesso Benjamin, storicamente si è mossa, quella del nazismo e dei suoi supporters. Ma questo studio è anche un contributo alla storia dell'estetica contemporanea. Sia perché a tema, in esso, sono l'arte, la pittura, la poesia, la letteratura, l'architettura, come furono concepite da Benjamin e dagli autori con i quali, e contro i quali, la sua opera ebbe a che fare. Ma anche perché Benjamin ci ha insegnato a considerare un problema estetico non solo l'arte, ma anche la tecnica in sé e la tecnologia delle immagini, nonché, tutte le forme concrete della cultura urbana.
Patria e psiche. Saggio su Ippolito Nievo
Alejandro Patat
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 132
Questo libro inizia dalla fine. Comincia, cioè, con l'analisi dell'ultimo capitolo delle Confessioni d'un Italiano d'Ippolito Nievo per poi affrontare problemi che attraversano tutto il testo. Sotto una nuova prospettiva storico-culturale, ci si propone di riconoscere nella storia di Giulio e, quindi, nell'ideologia di Nievo, un concetto d'italianità in rapporto con l'America dell'Indipendenza. Quindi, non solo a partire dal consolidato sistema di pensiero degli intellettuali del Risorgimento - cui il romanzo attinge in modo sorprendentemente eclettico -, bensì in funzione di un modello eroico che trascende le anguste frontiere localistiche e territoriali per immergersi in un'avventura sudamericana di espiazione individuale e di libertà collettiva.
Forma e figura. Sul problema della rappresentazione in Ernst Cassirer e Paul Klee
Carmen Metta
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2009
pagine: 148
Forma e figura sono le "parole originarie" di Cassirer e Klee e le parole-specchio per un'inedita comparazione tra la teoria delle forme simboliche di Cassirer e la teoria della figurazione quale precipitato dell'opera teorica e artistica di Klee. Il confronto, così istituito, tra "pensiero configurativo" e "pensiero figurativo" è un confronto diretto, vivo: non avviene solo sulla base di fonti estetiche comuni - le letture incrociate di Leibniz e Goethe - di contenuti teoretici convergenti, di tracce, di suggestioni, di parentele, anche lontane, ma entra nelle strutture profonde della "rappresentazione", si cristallizza sulle strutture-chiave del Linienzug, il "tratto di linea", dell'Ausdruckswahrnehmung, la "percezione d'espressione", dell'Urphänomen, il "fenomeno originario", del Werk, l'"opera", del Kunstwerk, l'"opera d'arte".Il libro di Carmen Metta giunge così a formulare una sorta di identità degli archetipi della "simbolica" già percettiva e della "figurazione" già espressiva.

