Passigli
Cento sonetti d'amore. Testo spagnolo a fronte
Pablo Neruda
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2000
pagine: 239
I "Cento sonetti d'amore" rappresentano lo sviluppo, in forme di accentuata originalità e autonomia, di un motivo che viene di lontano. Il filone da cui scaturisce quest'opera affonda non solo in Stravagario, ma anche e soprattutto nei Versi del Capitano, documento di un'epoca turbolenta in cui l'amore si manifesta in raffiche improvvise, appare dominato da accese note di passione, insidiato da furori e gelosie, agitato da rinunce e ritorni, da condanne e proteste disperate, fino alla definitiva affermazione. Matilde equivale, per Neruda, alla terra; il bacio dato alla donna rappresenta l'unione con il mondo. Per il poeta l'amore è elemento che ravviva il mondo, miracolo che si verifica attraverso la presenza della donna.
Il diavolo
Lev Tolstoj
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 112
Il lungo racconto “Il diavolo”, composto nel 1889, venne pubblicato postumo un anno dopo la morte di Tolstoj, avvenuta nel 1910, seguendo dunque la stessa sorte di “Padre Sergio”, un altro dei suoi racconti che per non pochi aspetti a questo si avvicina. Il diavolo infatti è, anche qui, la tentazione dei sensi: tema fondamentale nell’arte di Tolstoj, che si trova sviluppato in numerose sue opere e in particolare anche in un altro famosissimo racconto lungo, “La sonata a Kreutzer”, pubblicato proprio nel 1889. Un unico filo conduttore lega dunque questi tre piccoli capolavori; e se in “Padre Sergio” il tumulto dei sensi cede alla prepotente nascita di una vocazione religiosa e ne “La sonata a Kreutzer” sfocia infine nel delitto, ne “Il diavolo” assistiamo al progressivo sviluppo della morbosa passione del protagonista che lo trascina fatalmente verso l’abisso della pazzia. Tutti e tre i racconti sono pubblicati in questa stessa collana.
Il ritorno di Gustav Mahler e altri scritti musicali
Stefan Zweig
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2017
pagine: 103
Quello di Stefan Zweig con la musica non è un rapporto occasionale, ma in qualche modo costitutivo della sua stessa ispirazione letteraria. Stefan Zweig, viennese, crebbe con gli idoli della Vienna della sua gioventù: "Scorgere Gustav Mahler per strada era un evento da riferire ai compagni come un piccolo trionfo personale, e quando un giorno, fanciullo, fui presentato a Johannes Brahms e lui mi batté giovialmente sulla spalla, rimasi per alcuni giorni sconvolto dallo straordinario evento". E proprio Mahler ritorna in uno degli scritti musicali qui raccolti, l'appassionato omaggio a questo grande maestro di un'intera generazione di intellettuali, ricordato nell'ultimo periodo della sua vita ma anche, soprattutto, nell'eco profonda che la sua scomparsa lasciava su chi aveva avuto la fortuna, se non di conoscerlo, almeno di ascoltarlo e di assistere alle sue direzioni d'orchestra. Sono d'altra parte ben note le frequentazioni che Stefan Zweig ebbe con musicisti come Max Reger che aveva messo in musica le sue prime poesie, Maurice Ravel, Béla Bartók, Alban Berg, oltre a Bruno Walter, Ferruccio Busoni e Arturo Toscanini, che ritroviamo in questa nostra edizione; e, insieme a questi, un grandissimo musicista di un'altra epoca, Georg Friedrich Haendel, cui Zweig dedica un vero 'racconto musicale', ricostruendo la genesi di uno dei suoi massimi capolavori, il Messiah (1741): una lotta tra vita e morte, tra suono e silenzio, fino al trionfo, a quel "miracolo della volontà" che rese questo celeberrimo oratorio un 'unicum' nella produzione artistica dello stesso compositore, tanto che Haendel volle destinarlo ai fanciulli abbandonati.

