Passigli
Metaverso. Mercato e regole
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 278
Il Metaverso rappresenta una nuova frontiera tecnologica in grado di cambiare in modo radicale il nostro modo di comunicare, studiare, lavorare, divertirci. L’entusiasmo iniziale per il Metaverso si è attenuato, ma la sua evoluzione continua. In luogo di un’adozione di massa improvvisa, l’ipotesi di sviluppo attualmente più probabile pare quella di una sua integrazione graduale in diversi aspetti della società e dell’economia, con applicazioni in settori come il gaming, lo shopping, la formazione, il lavoro. Il Metaverso si svilupperà congiuntamente a tecnologie come la realtà aumentata, l’intelligenza artificiale e la blockchain, attraverso l’opera di attori come le comunità di gaming, gli artisti, gli educatori e le imprese. Questa ricerca, promossa dalla Fondazione Astrid, ha visto impegnato un ampio gruppo di qualificati studiosi. Essa esamina innanzitutto le caratteristiche distintive del Metaverso e del suo vasto e variegato potenziale che – trattandosi di un ecosistema complesso e articolato – può trasformare nel prossimo futuro l’industria, il commercio, l’istruzione, il gaming, nonché determinare un cambiamento delle modalità di interazione tra utenti, servizi e piattaforme digitali. La “fusione” che così viene a determinarsi tra mondo reale e mondo virtuale pone il legislatore di fronte a nuove sfide, soprattutto con riferimento agli specifici ambiti della privacy, della proprietà intellettuale e della concorrenza: la ricerca le analizza, affrontando diverse problematiche di natura industriale e regolatoria derivanti dallo sviluppo del Metaverso. Lo scopo è di fornire certezza giuridica in relazione ai rapporti economici e sociali che si determinano all’interno di tale spazio, ove sempre più gli utenti, attraverso i propri avatar e identità digitali, potranno muoversi e interagire liberamente.
Il lampo che non cessa. Poesie d’amore
Miguel Hernández
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 160
«… Due eventi circoscrivono il concepimento della raccolta “Il lampo che non cessa” (El rayo que no cesa): il fidanzamento con Josefina Manresa, nell’autunno del 1934, e la morte dell’amico Ramón Sijé, avvenuta il 24 dicembre 1935. Un periodo di poco più di un anno, per molti aspetti fondamentale per Miguel: Madrid ha preso il posto della natale Orihuela, il lavoro per Espasa Calpe è subentrato a quello di pastore, i più importanti intellettuali dell’epoca – Pablo Neruda, Vicente Aleixandre, Rafael Alberti, Federico García Lorca – gli permettono di liberarsi dell’egida di Sijé, di un cattolicesimo ormai da lui lontano, del moralismo e del perbenismo di provincia; la passione per Maruja Mallo travolge il fidanzamento con l’umile sartina lasciata al paese e gli fa conoscere l’amour fou; María Cegarra rimarrà sempre un amore platonico, l’ultimo tentativo prima di riallacciare, definitivamente, il rapporto interrotto bruscamente con Josefina. Il periodo si chiude, simbolicamente, con la morte dell’amico che più e meglio rappresentava il suo passato. “El rayo que no cesa” è da intendersi come il ritratto poetico di questa convulsa fase della vita di un uomo e, allo stesso tempo, il momento più alto della poesia amorosa di Miguel Hernández. La poesia diventa l’espressione disperata e sconvolgente dell’amore che Miguel vive, materialmente e integralmente. Miguel dà dunque spazio alla sua realtà, che è fatta d’amore e di campagna, piante, animali, frutti, fiori, pietre, strumenti di lavoro nei campi, fatica e sudore. Con una voce lacerata e “impura”, racconta la vita, il dolore e l’amore… Miguel rinchiude il suo smisurato slancio amoroso, la tempesta di passioni che lo tormenta e la crisi interiore che gli squassa il cuore in una struttura geometricamente precisa, dominata dal rigore e in versi impeccabilmente perfetti, con una precisione architettonica…» (Dalla prefazione di Arianna Fiore)
18 poesie- 18 poems
Dylan Thomas
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 144
«...18 poesie consente di circoscrivere un preciso momento nell’elaborazione stilistica di Thomas (…) È da quel momento che Thomas inizia a elaborare la sua peculiare “poetica del processo”, secondo l’ormai nota definizione del critico Ralph Maud, che ne mutuò il nome dalla poesia Un processo nel clima del cuore, inclusa in 18 Poesie. Tale poetica si fonda, da un lato, su una precisa visione della natura, dell’uomo e dei processi vitali; dall’altro, su una stringente resa formale che ne veicola il senso profondo. Per Thomas l’universo è caratterizzato da una sostanziale unità, che si attua e si manifesta nei continui processi di mutamento che investono tutti i suoi elementi, e a cui presiedono le due forze simultanee di creazione e distruzione. I contrari convivono, riunificati nell’esperienza ed espressi dalle immagini poetiche giustapposte e polarizzate… Da qui deriva anche la nuova e radicale compressione formale di queste poesie, unita all’utilizzo sistematico della strofa regolare e della rima. All’uscita di 18 Poesie questo aspetto non fu compreso e la critica fu semmai abbagliata dal caleidoscopio di immagini visionarie esibito nelle poesie. È un equivoco che ha tenuto lungamente in scacco Thomas – l’idea semplificatoria e falsa di una poesia delirante, nella migliore delle ipotesi associata agli automatismi psichici del surrealismo, nella peggiore a pretestuose derivazioni biografiche – e che ha adombrato la lucidissima e per niente allucinata elaborazione formale che rende le sue poesie così dense e impenetrabili. Si tratta invece del tentativo ad altissima intensità di serrare in unità linguistica gli opposti, di articolare la loro inconciliabilità logica entro argini ritmici e metrici, di tener dietro al processo di metamorfosi verbale attraverso una sintassi spezzata, che salta i passaggi logici intermedi e frantuma le categorie grammaticali…» (Dalla prefazione di Federico Mazzocchi)
Luna di pioggia
Colette
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 80
Alla ricerca di una segretaria che possa battere a macchina i suoi manoscritti, Colette incontra Rosita Barberet, un'anziana signorina che, casualmente, vive in un appartamento dove Colette stessa aveva abitato molti anni prima. Proprio questa circostanza, e la presenza accanto a Rosita di una sorella più giovane, Délia, tutta chiusa in se stessa per una delusione amorosa – e nella quale Colette si rivede giovane e malata d'amore in quello stesso appartamento – spinge la scrittrice ad interessarsi della storia di queste due donne, fatta di intimità e insieme di guerre sotterranee che non escludono neppure l'uso di fatture segrete, con un pizzico di occultismo che tinge di nero l'epilogo della vicenda… Apparso per la prima volta nel 1940 – insieme a "Camera d'albergo", pubblicato in questa stessa collana – "Luna di pioggia" è un racconto al tempo stesso intenso e delicato, un'altra grande prova della capacità di Colette di penetrare le più riposte pieghe dell'animo umano.
Garibaldi. Una vita a più immagini
Denis Mack Smith
Libro: Libro rilegato
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 144
Negli oltre 160 anni della sua storia unitaria l'Italia non ha mai conosciuto una figura più popolare ed amata di Giuseppe Garibaldi. Non vi è città che non ospiti un suo monumento, o casa dove Garibaldi si sia fermato anche solo per una notte che non mostri una lapide a ricordo della sua sosta. Al grande storico Denis Mack Smith, che all'Italia ha dedicato la massima parte dei suoi scritti, è apparso dunque giusto ricordare con un ritratto a più voci colui che, con la Spedizione dei Mille, dell'Unità fu forse il massimo artefice, e del Risorgimento il simbolo più noto e ammirato. L'eccezionalità della figura di Garibaldi fu infatti immediatamente compresa in tutta Europa. Ed è proprio questo aspetto che ha ispirato questo volume, la cui originalità risiede nella sua impostazione: non la solita biografia, ove predomina il giudizio a posteriori dello storico, ma una illuminante raccolta di testimonianze e giudizi dei suoi contemporanei che restituisce più di qualsiasi analisi lo spirito del tempo e le difficoltà che nel cammino verso l'Unità e l'indipendenza incontrarono “gli uomini che fecero l'Italia”. In questa raccolta la storia di Garibaldi, i suoi successi e le sue sconfitte, viene così tratteggiandosi non solo attraverso i suoi scritti o discorsi, ma soprattutto grazie alle lettere, articoli, comunicazioni diplomatiche, o altre testimonianze che vanno dalla giovinezza al periodo sud-americano, dalle prime lotte risorgimentali al trionfo dell'eroe vittorioso nella sua visita in Inghilterra, dall'entusiasmo o talvolta dall'ostilità dei suoi concittadini alla venerazione con cui l'Europa guardò all'esule di Caprera nei suoi ultimi anni. Come afferma nella sua prefazione a questo volume l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, «Ricordare la figura di Garibaldi significa ripercorrere le tappe della nostra storia unitaria… Un legame profondo unisce i valori del Risorgimento agli ideali di libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà sui quali è stata edificata la Repubblica». Arricchisce il volume un importante apparato iconografico che copre le varie epoche e i principali eventi della vita di Garibaldi. Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi.
Dopo le parole. Poesie scelte 1965-2015
Nicole Brossard
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 192
«L’opera di Nicole Brossard non è del tutto sconosciuta in Italia, paese con il quale peraltro ha da sempre avuto varie frequentazioni anche attestate dai suoi scritti (qui si vedano, ad esempio, le pagine di Je m’en vais à Trieste). Mancava tuttavia al catalogo un volume che desse conto anche da noi in modo ampio e articolato del percorso poetico di quella che è stata definita da Judith Fitzgerald “la maggiore poetessa canadese vivente” (…) Nicole Brossard è infatti poeta che pur attraversando le nebbie e gli orrori del nostro tempo sempre sa aprirsi, senza illusioni, all’“enorme trasparenza della speranza” (Tutto), se è capace di cristallizzare in versi folgoranti e indimenticabili come “dio è un’oliva ingoiata da un cane” (Treno AVE) la sua arte verbale. In Brossard, fondamentalmente estranea al biografismo e all’aneddoto, agisce, come ben afferma Pierre Nepveu, “l’aspirazione all’emozione, al delirio, all’energia integrale”. Proprio in questa inesausta e laica fede nella poesia risiede la forza della sua parola, mai appagata e sempre tesa verso un dopo le parole che pur alla parola mai rinuncia e cui strenuamente, confidente, malgré tout s’affida». (Dalla prefazione di Fabio Scotto)
Megatrend globali, rivoluzione tecnologica digitale, assetti geopolitici. Europa e Italia nel passaggio al nuovo millennio
Rainer Masera
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 118
Il volume, con taglio scientifico ma non monotematico, si rivolge a un pubblico non soltanto accademico, proponendosi di affrontare i fenomeni complessi che sospingono e modificano il mondo e che impongono riflessioni e policies innovative. Il fil rouge analitico dei saggi qui contenuti si collega alle opere di due grandi accademici e scienziati sociali del secolo scorso – Kenneth Boulding e John Naisbitt – identificando i Megatrend globali come fenomeni e processi complessi e interattivi, che producono cambiamenti nel breve-medio-lungo periodo, travalicando l’economia e intersecandosi con scienze politiche, sociali, giuridiche, statistiche. Tali fenomeni impongono quindi ricerca, dialogo e scelte multidisciplinari per affrontare la sfida dello sviluppo sostenibile nelle sue diverse accezioni. I Megatrend sui quali si focalizza l’attenzione sono: spinte demografiche e riflessi geopolitici ed economici; global warming e rischi per il Pianeta Terra; stabilità monetaria, finanziaria e crescita reale – come affrontare la normalizzazione delle politiche monetarie ed economiche; il radicamento nel territorio e le banche locali nella prospettiva della digitalizzazione; società, politica, governi; esigenza e difficoltà di una governance globale in un mondo che continua a frammentarsi. Particolare attenzione è rivolta all’Unione europea.
Un'alba americana
Joy Harjo
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 240
«Un’alba americana (An American Sunrise) inizia con la data del 28 maggio 1830, giorno in cui il Presidente Andrew Jackson “firmò illegalmente lo Indian Removal Act per la deportazione delle popolazioni sudorientali dalle nostre terre verso l’Occidente… Dovemmo vedere immigrati che entrarono nelle case con fucili, Bibbie, masserizie, intere famiglie, per prendere quello che era stato nostro, mentre eravamo circondati da soldati e trascinati via come bestiame sotto la minaccia delle armi”. Nonostante il titolo sembri auspicare un rinnovamento in un contesto contemporaneo, risulta subito evidente come l’esplorazione della storia e della colonizzazione procedano attraverso un percorso particolare per incorporare il passato nel presente. Ecco perché questi componimenti si fanno potenti veicoli di memoria, svelamento di eventi e di verità storiche essenziali. Harjo avverte nel profondo l’imperativo della testimonianza, costruendo immagini e accadimenti in una continua accensione memoriale per raccontare di nazioni, popoli, vite individuali che non devono essere spinti fuori dal tempo e dalla storia, come la scrittrice dichiara, “perché siamo di fronte a un’immane macchinazione della stessa storia, tenuta nascosta per proteggere dall’offuscamento il Sogno Americano”. (…) La voce poetica di Harjo evoca paesaggi e luoghi dove la vita è sentita in tutta la sua sacralità, manifestazioni, esseri infinitesimali, singole esistenze mai perse nella memoria e con le quali intesse un dialogo. Sono presenze di una potenza vivificante, nel senso profondo della continuità di un legame e non recupero archeologico e spettrale del passato»... (Dalla prefazione di Laura Coltelli)
Ebrei di campagna
Israel Joshua Singer
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 120
La famiglia Shapir è da generazioni proprietaria della tenuta di Krinivitz, nella campagna polacca allora parte dell’impero zarista. A causa della morte di Uri Levi Shapir, l’anziano padrone, uomo di grande dottrina e umanità, la proprietà passa nelle mani del figlio Ozer, che dal padre non ha ereditato affatto la capacità di ricavare un qualche guadagno da quella terra arida e povera. Mentre il mondo all’esterno cambia radicalmente a causa prima della Grande guerra, che annienta popoli e nazioni, e, successivamente, del radicarsi dell’antisemitismo, la famiglia Shapir va incontro a una sventura sempre maggiore, che la porta a crollare nella sua incapacità di adattarsi alla nuova realtà. Apparso inizialmente su «Forverts» come gli altri racconti di Singer presenti in questa stessa collana, in “Ebrei di campagna” l’autore riesce a scolpire nel breve spazio di un racconto la decadenza di una famiglia, tema assai ricorrente nella sua narrativa, e, pur con una narrazione che scivola piacevolmente in un’aura di leggerezza e di ironia, l’inquietante destino verso cui stava andando incontro la comunità ebraica in Polonia.
Fuochi di Lisbona
Paolo Ruffilli
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 176
Arrivato a Lisbona per partecipare a un convegno su Fernando Pessoa, il protagonista si trova a vivere, nell’affascinante città del grande scrittore portoghese, un’intensa passione per Vita, conosciuta al principio del suo soggiorno. L’amore travolge entrambi al di là di ogni considerazione razionale e lentamente va a intrecciarsi, nei ricordi che affiorano anche attraverso citazioni di versi e di scritti, con la relazione che Fernando Pessoa ebbe con la giovane Ophélia Soares Queiroz. Come dice Antonio Tabucchi in una nota di lettura che aveva stilato ancora sul dattiloscritto e che accompagna ora questa prima edizione, “Fuochi di Lisbona” «è un romanzo sull’amore e la passione, oltre che d’amore e di passione, come conoscenza viva delle cose negli universi opposti di un uomo e di una donna». Il libro è anche l’espressione dell’amore che Paolo Ruffilli nutre da sempre per uno degli scrittori più geniali ed enigmatici del Novecento, costantemente rincorso in queste pagine al punto da diventarne uno dei personaggi principali o addirittura il deus ex machina stesso dell’intera vicenda.
Il poeta sotto esame. Con due importanti inediti di Dino Campana
Paolo Maccari
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 112
L’importanza della scoperta e della pubblicazione di questi due scritti inediti di Dino Campana non può passare inosservata. Da un lato, infatti, l’autore è senza dubbio una delle figure più enigmatiche e più complesse del nostro Novecento; dall’altro, questi due testi – il primo in italiano, il secondo in francese, qui presentato con la traduzione italiana a fronte – non sono piccoli frammenti spuntati casualmente come spesso avviene: sono due scritti compiuti che sviluppano altrettanti temi di grande interesse per l’autore dei “Canti Orfici”: in italiano, il suo rapporto con l’odiosamata Firenze; in francese, sulla scorta di una riflessione sul ‘pentimento’ nella letteratura d’Oltralpe, una pur veloce ma personalissima panoramica dei poeti più amati. Ma c’è un altro dato che rende questi scritti di grande importanza: la loro data. Appartengono infatti all’anno 1911 – periodo particolarmente oscuro nella biografia del Poeta – e sono stati originati dall’infruttuosa partecipazione di Campana ad un concorso che avrebbe potuto abilitarlo all’insegnamento del francese nei ginnasi italiani. Mentre si sapeva, ormai, grazie alle ricerche di Cacho Millet, del tentativo compiuto in quello stesso anno da Campana di diventare “alunno delegato di Pubblica Sicurezza”, nulla sapevamo invece di questo suo precedente tentativo, peraltro molto meno stravagante del secondo e molto più importante, così che la delusione dovette essere molto più cocente. Il lungo saggio di Paolo Maccari che introduce la pubblicazione dei due inediti punta proprio a ricostruire, oltre che chiarire con precisione le circostanze dell’esame, quel periodo travagliato nella vita del Poeta; e, insieme, a situare l’importanza di questi due scritti in relazione alla poetica di Dino Campana e a quei “Canti Orfici” che stavano ormai, anch’essi dopo travagliatissime vicende, per venire alla luce.
Oppiario
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 88
Se l’Ode marittima, pubblicata in questa stessa collana, rappresenta il culmine dell’esperienza futurista di Álvaro de Campos, uno dei più geniali e innovativi eteronimi di Fernando Pessoa, Oppiario e Ode trionfale ne costituiscono il debutto letterario, sempre sulla rivista «Orpheu», nel marzo del 1915. Ma mentre in Oppiario Pessoa atteggia il suo poeta a principe del decadentismo, dandy svogliato e oppiomane, nell’Ode trionfale apre già verso il successivo passaggio ‘futurista’, in particolare come canto della civiltà contemporanea. Fu infatti proprio l’Ode trionfale – insieme a 16 di Sá-Carneiro, apparso su quello stesso numero di «Orpheu» – a destare lo scandalo maggiore, con grande divertimento di Pessoa: un recensore di «O Capital» arrivava ad accusare Pessoa-de Campos di cantare «le cose meno delicate e meno poetiche del nostro tempo con espressioni spaventose, a volte fin pornografiche». In realtà, come osservava il poeta Ángel Crespo, autore di una bellissima monografia su Fernando Pessoa, la «stupenda» Ode trionfale era senza dubbio «la cosa più nuova e viva di questo numero iniziale della rivista ‘Orpheu’». Completano questo nostro volume altre tre poesie che rappresentano altrettante tappe dell’evoluzione creativa di Pessoa-de Campos: le due Lisbon revisited, rispettivamente del 1923 e 1926, nelle quali si assiste a una sorta di processo di immedesimazione dell’autore e del suo eteronimo: se lo stile, infatti, è quello di Álvaro de Campos, i riferimenti, in particolare nella prima, rimandano ad aspetti biografici della vicenda umana di Pessoa, tra i quali la rinuncia al matrimonio con Ofélia e il senso sempre più forte di isolamento. Infine, la bellissima Tabaccheria, del 1928, rappresenta quasi il testamento spirituale di Pessoa-de Campos: Non sono niente. / Non sarò mai niente. / Non posso voler essere niente. / A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo.

