Manzoni Editore
Allegro appassionato
Antonio Ghislanzoni, Carlo Collodi, Luigi Capuana
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 213
Dieci racconti di autori italiani dove la musica è protagonista, ognuno dei quali introdotto da un breve commento e associato alla riproduzione fotografica di un'opera d'arte che abbia relazione con l'argomento narrato: questo in sintesi il contenuto del libro. I dieci racconti coprono un arco temporale che va dal 1874 al 2020 e sono opera di alcuni fra i massimi esponenti della letteratura italiana di questo periodo: A. Ghislanzoni, C. Collodi, L. Capuana, G. Verga, A. Fogazzaro, L. Pirandello, A. Campanile, C. Pavese. Accanto a questi, due scrittori viventi, a simboleggiare la continuità del racconto a tema musicale sino ai giorni nostri: M. Birattari e G. Gandini (Premio Chiara 2020). Il commento si appunta sugli aspetti più propriamente musicali delle vicende narrate, al fine di rendere piena la comprensione, inserendo i racconti all'interno del panorama artistico dell'epoca, chiarendo alcune particolarità tecniche della prassi esecutiva strumentale che viene rievocata, fornendo lo sfondo storico o biografico (nel caso in cui i protagonisti siano personaggi realmente vissuti) della narrazione.
L'opera italiana del Seicento
Piero Mioli
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 800
È l'alba, il mattino di un genere il cui meriggio avrà i nomi di Rossini e di Verdi. Dagli ultimi anni del Cinquecento all'anno 1700, questo Seicento segue il criterio già adottato nel Novecento: dopo alcune riflessioni e osservazioni di carattere generale, a prendervi posto sono i periodi e i centri, i grandi autori e le loro opere principali, gli argomenti e i personaggi delle opere citate, e quindi tante delle scene, arie, particolarità e curiosità connesse col genere. Dunque il melodramma con le sue convenzioni e anticaglie, le sue ricchezze e vaghezze, la sua drammaturgia sempre uguale e sempre nuova, la sua musicalità senza fine, quei pesanti scrigni di gioielli che luccicano in Monteverdi come in Cavalli, in Mozart come in Puccini. Di qui una «terna», una «quaterna», addirittura una «dozzina» di elementi che presiedono al genere, e che si conoscono da sempre ma non sempre si riconoscono nella pubblicistica o nella critica musicale d'oggi impegnate soprattutto sul fronte documentario e biografico. Il melodramma italiano è destinato a chiunque, amato e applaudito dovunque al mondo, ma a sviscerarne certi segreti e valori perspicui forse serve anche cercare e registrare e «impastare» assieme una bella melodia, un buon concertato, una scena o un episodio originale, un interprete capace e memorabile, uno spettacolo accattivante e affascinante. A proposito appunto di un Seicento che di tutto cuore si vorrebbe importante come il Sette, l'Otto e il Novecento.
Beethoven
Giovanni Carli Ballola
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 556
Beethoven di Giovanni Carli Ballola fu pubblicato per la prima volta, per i tipi di Sansoni Accademia, nel 1967, e fu accolto subito da un grande successo, testimoniato dai commenti ammirati di quasi tutta la critica e dalle numerose ristampe alle quali ha seguito, nel 1985, una nuova edizione (Rusconi) che comportò una significativa revisione: ed è appunto questa ultima versione che il nostro volume ripropone. Chiedersi oggi il perché di tanto successo è doveroso. La prima risposta è semplicissima: perché è un bellissimo libro, che negli anni non ha perso nulla della sua validità. Ma in tale definizione si celano anche motivazioni più sottili, che il tempo si è incaricato di rendere più evidenti. Il volume ha infatti il duplice pregio dell’assoluto rigore e, al tempo stesso, dell’altrettanto assoluta mancanza di pedanteria. Gettata a mare in un sol colpo tutta la bolsa retorica sul “titano di Bonn”, l’autore affronta l’uomo e il musicista Beethoven senza quella partigianeria che è da sempre difetto primario di tutte quelle monografie, anche di autori insigni e documentatissimi, nelle quali lo scrivente, per un motivo o per l’altro, finisce per immedesimarsi con il biografato giustificandone alla fine mediocrità e manchevolezze. In questa serena spregiudicatezza di giudizio, ad ogni passo sostenuta da una competenza enciclopedica, va ricercato un altro dei motivi del successo del libro. Il quale insomma cerca di unire sempre l’attendibilità scientifica delle informazioni alla chiarezza divulgativa: sostenuta e avvalorata, quest’ultima, da una scrittura di grande eleganza.
La felicità è qui, adesso. La letizia del cristiano nella prosa di Thomas Traherne
Flavio Villa
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 222
Scrittore religioso e poeta nel tumultuoso sedicesimo secolo inglese, Thomas Traherne (1637–1674) è uno di quei grandi autori che, per svariate circostanze, rimangono a lungo ampiamente sconosciuti al grande pubblico. Incerti gli anni di nascita e di morte, più che scarse le notizie sulla vita, Traherne fu rettore di una piccola parrocchia nel sud dell’Inghilterra e in seguito cappellano del Lord Guardasigilli. Un’esistenza quasi certamente priva di grandi eventi ma con intensi contatti culturali ed un intelletto brillante e dinamico. La sua prosa poetica, religiosa e filosofica, sfolgora nell’apparente semplicità delle grandi opere. Parimenti, le sue Centuries, una parte delle quali è contenuta nel presente volume in una delle poche versioni in italiano disponibili, mirano ad un obiettivo gigantesco eppure chiaro: la felicità, per il cristiano, si raggiunge già qui sulla terra.
L'ouverture italiana tra Mozart e Rossini
Roberto Perata
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 327
A seguito di una rappresentazione della rossiniana Pietra del paragone, il compositore Giuseppe Mosca accusò Gioachino Rossini di aver plagiato il crescendo della sua opera I pretendenti delusi, rappresentata alla Scala l’anno precedente: ma a distanza di due secoli, tutti continuiamo a chiamare quell’espediente compositivo crescendo rossiniano. In realtà, l’aneddoto finisce per sviare l’attenzione dal fatto che il repertorio operistico composto tra la morte di Mozart, nel 1791, e la consacrazione di Rossini, intorno al 1815, è oggi uno dei meno conosciuti e dei meno eseguiti negli attuali teatri d’opera. Un periodo di profonde trasformazioni, in cui cambiamenti sociali, politici ed economici portarono a significative innovazioni nel mondo dell’opera italiana e del suo impresariato, stabilendo nuovi metodi e tecniche nella composizione musicale, con un ruolo crescente di formule e convenzioni. Partendo da un famoso saggio di Philip Gossett, questa ricerca investiga l’evoluzione di una specifica forma all’interno del mondo operistico – l’ouverture – permettendo di focalizzarsi sugli aspetti musicali piuttosto che sui libretti. Mentre viene identificata una morfologia dell’ouverture molto più specifica e dettagliata di quanto dichiari la trattatistica teorica tanto antica che moderna, seguire la sua evoluzione attraverso venticinque anni circa permette anche di ristabilire una certa verità storica e ricostruire il « linguaggio comune » dell’opera italiana del tempo, rendendo possibile una migliore comprensione del contributo di ogni compositore e, in definitiva, del senso più profondo dell’autorialità.
La corona ferrea. Fede e potere attraverso i secoli
Francesco Antolini
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 77
Quindici secoli di storia e tradizione si susseguono nel mito della corona di ferro, reliquia della cristianità e icona dell'incoronazione dei Re d'Italia e degli Imperatori del Sacro Romano Impero. Realizzato il ferro interno con un chiodo della croce di Gesù, nulla si conosce del diadema in oro posto tutt'intorno. E se la tradizione vuole che la corona fu collocata sull'elmo dell'imperatore Costantino e poi tramandata di regnante in regnante, nella storia accadde che essa giacque dimenticata per quasi trecento anni, e non più se ne parlò né come emblema del potere, né come reliquia e dono di San Gregorio a Teodolinda, regina dei Longobardi. Ci volle Napoleone per riscoprirla e noi non faremo sgarro al suo monito «Dio me l'ha data, guai a chi la tocchi» se qui racconteremo la sua storia.
I maestri comacini. Breve storia artistica di mille anni
Giuseppe Merzario
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 81
Architettura, scultura, pittura: l'ingegno dei Maestri comacini fu declinato in ogni variante artistica che richiedesse abilità e specializzazione, doti che venivano spesso tramandate da padre in figlio, di famiglia in famiglia. E se l'appellativo comacini potrebbe far pensare a un'origine e a un'applicazione limitate al solo territorio lariano, è invece da rilevare che con tale definizione si intende una provenienza estesa da Como fino al Canton Ticino (in generale in Lombardia) e un esercizio diffuso dalla Pianura Padana alle regioni del centro Italia, fino alla Germania e oltre. Il presente volume si propone di rispondere agilmente alle domande più diffuse sulla storia di questi straordinari maestri dell'arte, nonché di tracciare una breve guida per chi volesse seguire un itinerario di esplorazione sulle loro tracce, tra le bellezze d'Italia e non solo.
La melodia di Dio
Flavio Villa
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 75
Gerard Manley Hopkins (1844–1889), gesuita e poeta, virtualmente sconosciuto in vita, verrà riscoperto solo nel ventesimo secolo ed è oggi annoverato fra i più affascinanti ed originali poeti inglesi. Questo volume esplora alcuni aspetti delle sonorità della poesia di Hopkins e la loro funzionalità alla visione religiosa dell’autore.
Il Calamo di Euterpe. Letteratura e musica in Italia tra Otto e Novecento
Giovanni Pasqualino
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 290
È un cappello a tre punte, questa raccolta di saggi: la musica, la letteratura, la Sicilia. Da tempo la poesia per musica è oggetto di un settore della musicologia, e in tal senso Pasqualino ha fatto scelte precise: narratori, librettisti, critici, musicisti, scrittori nell’accezione più ampia dal romanziere al poeta. I personaggi sono spesso noti, da Boito e Verga a Montale e Vigolo via Pirandello, ma raramente sono altrettanto noti sotto il profilo dell’interesse e della competenza musicale. Delle figure affrontate l’autore ha abbondato in citazioni, da stralci di prosa a passi in versi. Dunque, scrittori e la musica: chi la amava, chi la conosceva quasi per sentito dire, chi ne aveva un’idea intelligente o chi la avvicinava per sfruttarla o per lavorarvi sopra; anche chi la praticava da musicista, dilettante o professionista. Musicista era Bruno Barilli, penna sopraffina e uomo difficile, e proprio musicista non fu Eugenio Montale, che però, studiando canto da giovane, poteva diventarlo (baritono!!). Di alcune «sciocchezze» aveva gran paura Massimo Bontempelli: dell’armonia e del contrappunto, mentre Vitaliano Brancati esagerava un po’, ma non aveva mica tutti i torti: la musica è cosa sensuale, corporale, viscerale, che ti conquista nel basso ma forse ti lascia indifferente nell’alto. Federico De Roberto dava fiducia solo al poema sinfonico, a una musica polistrumentale che non vuole fornicare con la vile parola, mentre il povero Giuseppe Vannicola, marchigiano vissuto fra Otto e Novecento che passava dall’archetto alla penna, la musica la voleva assoluta da tutto, diversa dalle altre arti e a tutte superiore. È questo un volume colmo di curiosità da scoprire. Bastava andarle a cercare, e con la sua buona volontà e ottima cultura Giovanni Pasqualino si è messo in moto.
La ballata. Storia di una forma letteraria e musicale
Federico Volpe
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 200
Che cosa possono avere in comune Guido Cavalcanti e Robin Hood? Che cosa può assimilare la poesia araba a quella tosco-umbra? E come si può cominciare un racconto con Omero e finirlo con Fabrizio De Andrè? Ricostruire una storia della ballata, come forma letteraria e musicale, permette di dare delle risposte a queste strane domande e rappresenta lo scopo di questo libro. In un viaggio senza frontiere nel tempo e nello spazio, dall’età antica al Novecento, dalla penisola iberica al mar Baltico, l’autore ripercorre le principali tappe dell’evoluzione della ballata, presentandone i vari protagonisti, riportando alcuni testi significativi tratti da diverse letterature e proponendo un approfondimento particolare sulle ballate per pianoforte di Chopin. Il volume offre una sintesi e una veduta d’insieme degli studi che, nel corso dei decenni, sono stati condotti sul genere della ballata e vuole portare il lettore a delle riflessioni sulle radici comuni delle culture europee e sul carattere “interdipendente” ed “internazionale” che possono talvolta assumere le ricerche letterarie e musicologiche e, in generale, storiche e artistiche. In allegato CD con le 4 ballate di Chopin nelle interpretazioni di Samson François e Claudio Arrau.
Racconti: Una visita a Beethoven-La fine di un musicista a Parigi-Una serata felice
W. Richard Wagner
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2021
pagine: 72
Al di là della sua ponderosa produzione operistica, non si può che restare stupiti dalla vastità dei lavori letterari a cui Richard Wagner (1813–1883) si dedicò nel corso della sua carriera. Le grandi opere teoriche quali Das Kunstwerk der Zukunft o Oper und Drama costituiscono indubbiamente l'anima centrale della sua arte creatrice in veste di scrittore, ma non va dimenticato che buona parte del suo esercizio letterario ebbe come esito brevi saggi e novelle. Si è scelto dunque di proporre quattro articoli redatti sotto esplicita richiesta della Gazette Musicale de Paris. Si tratta delle tre novelle, Una visita a Beethoven (1840), La fine di un musicista a Parigi e Una serata felice (1841), con l'aggiunta del breve saggio L'Artista e il pubblico; testi che ci svelano, attraverso l'espediente di un alter ego, tutte le frustrazioni di un giovane compositore alla ricerca del successo, e i pericoli nei quali ogni artista è destinato a scontrarsi.
L'Elmo di Lohengrin. Wagner in Italia (1852-1883). Documenti e testimonianze
Mario Panizzardi
Libro: Libro in brossura
editore: Manzoni Editore
anno edizione: 2020
pagine: 350
Il nome di Mario Panizzardi appare citato nei lavori di molti studiosi della vita e delle opere di Wagner. Giornalista pubblicista, dedicò numerosi articoli al Maestro e ne scrisse una biografia in lingua italiana. Il suo Wagner in Italia si divide in due parti: la prima rivolta alle note biografiche e la seconda alle «pagine di storia musicale». In questo lavoro abbiamo deciso di riproporre il primo dei due studi, datato 1914 e dedicato alle notizie di stampo biografico, tratte non solo dall'autobiografia del Maestro, ma anche dalle testimonianze che l'autore raccoglie dai personaggi che ebbero a che fare con Wagner durante i suoi soggiorni in Italia. Ciò che risulta non sono solo le manifestazioni più celebri del suo lato di artista, ma anche gli aspetti della sua vita privata nel rapporto con famigliari e amici, che il Maestro non disdegnava di ravvisare anche in pasticceri e gondolieri, evitando scrupolosamente i pianisti. A tratti si profila una dolcezza nell'uomo che non è solita associare all'immagine del Maestro, mentre se ne ritrova tutta la rigorosità negli scritti da lui dedicati ai colleghi compositori italiani. Un volume, questo, che si pone lo scopo di avvicinare il lettore all'esperienza di Wagner nel Bel Paese, attraverso una serie di punti di vista complementari: dalla pura biografia alle testimonianze, dalle lettere agli scritti, dalle recensioni alla raccolta delle rappresentazioni complete delle sue opere; una materia tanto complessa che non sarebbero sufficienti migliaia di pagine per poterla esaurire, ma che qui trova un equilibrio puntuale per chi voglia indagare, tra racconti e fonti, la vita di un uomo che, nonostante siano trascorsi oltre cent'anni dalla sua morte, ancora riesce a dividere il pubblico tra wagneriani e antiwagneriani. Con una nota di Guido Salvetti.

