Mandragora
Museo di anatomia patologica dell'Università degli Studi di Firenze. Catalogo
Libro: Libro rilegato
editore: Mandragora
anno edizione: 2020
pagine: 246
Con i suoi 1945 numeri di ordine, organizzati per denominazione e relativa descrizione originali, il catalogo del Museo di Anatomia Patologica dell'Università di Firenze rappresenta la memoria scientifica e didattica non solo di un'istituzione, ma anche di una intera generazione di medici e studiosi, variamente impegnati nella conservazione dei preparati biologici e nell'esecuzione di modelli anatomici in cera. Proprio i modellatori del Museo si richiamarono nei loro duplicati alle esperienze e alle tecniche già praticate nell'Officina di Ceroplastica del museo La Specola. I modelli realizzati – e qui riproposti nella loro prima catalogazione, cominciata nel 1834 – testimoniano con rigore scientifico e formale le più importanti patologie del XIX secolo. La collezione di cere anatomiche comprende numerose riproduzioni, opera soprattutto di Giuseppe Ricci, Luigi Calamai ed Egisto Tortori. I pezzi patologici, poi, mostrano – nei vocaboli desueti che ricorrono nelle descrizioni delle loro storie cliniche – i segni dell'evoluzione del linguaggio specifico del settore medico. Il testo originale è completato da un indice analitico e biografico dei medici citati nel catalogo, un'accurata bibliografia di riferimento e un inserto con gli scatti di Lorenzo Mennonna a testimonianza del livello artistico raggiunto da questi maestri della ceroplastica.
Da Genova a Siena all’ombra di Barnaba da Modena e Taddeo di Bartolo. Esegesi di una testimonianza giovanile di Gregorio di Cecco
Andrea De Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2020
pagine: 32
Una tavola dei primi anni venti del XV secolo raffigurante la Madonna allattante il Bambino fra san Giovanni Battista, san Pietro, san Paolo e sant'Antonio abate ci restituisce la misura di un maestro senese capace di recuperare il prestigio antico della crisografia bizantina, riversandolo in un'opera di grande e sperimentale poesia: Gregorio di Cecco di Luca, pittore raro e squisito, morto giovane nel 1424. Socio di Taddeo di Bartolo nella policromia del polittico della Madonna del Magnificat di Sant'Agostino a Siena, già iscritto col nome di entrambi, si affermò nella sua opera principale: il polittico per l'altare della Visitazione nel transetto destro del Duomo di Siena, finito nel 1423. Nel volume Andrea De Marchi sconfessa l'appartenenza della tavola all'ambiente genovese – influenzato da Barnaba da Modena – per riconsegnarla al suo autore, trovando in quest'opera di Gregorio di Cecco il discrimine tra il debito verso il magistero di Taddeo di Bartolo e uno stile personalissimo. La delicatezza di Gregorio di Cecco, infatti, sfuma i caratteri di asprezza del maestro, cercando di conferire maggiore leggerezza alle forme attraverso una pittura dai delicati impasti cromatici. I personaggi severi che caratterizzano i dipinti di Taddeo, sono sostituiti da figure dal chiaroscuro più soffice, dove più sottile è l'indagine psicologica.
Valguarnera. Una storia barocca
Stefano Antonio Marchesi
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2020
pagine: 160
Agosto 1629. Nel porto di Lisbona giunge finalmente a destinazione, dopo un lungo ritardo, la nave Feliz Aventureiro con un ricco carico di diamanti provenienti dall'India. In attesa, i legittimi proprietari, facoltosi commercianti, possono contare su un loro agente sul posto per recuperarli e portarli loro a Madrid. Tuttavia delle pietre si perdono ben presto le tracce. Incaricato del loro ritrovamento è Fabrizio Valguarnera, gentiluomo palermitano, uomo eclettico e dall'ingegno poliedrico, permeato di slanci morali e aspirazioni intellettuali, e tuttavia attraversato da una viva sensualità. La seduzione della ricchezza non tarderà a incontrare e fomentare in Valguarnera un amore irresistibile per l'arte, dando inizio a un appassionato percorso di conoscenza dove la passione collezionistica diviene la porta di accesso alle profondità dell'esistenza. Basato su un personaggio realmente esistito, a cavallo tra verità storica e invenzione romanzesca, il romanzo si configura come un viaggio nell'arte barocca tra Spagna, Francia e Italia, sulle tracce di una collezione di opere in cui furono presenti i più grandi artisti che nel XVII secolo marchiarono a fuoco il Barocco romano: Giovanni Lanfranco, Andrea Sacchi, Nicolas Poussin, Valentin de Boulogne, Pietro da Cortona.
80.2020.40 I numeri raccontano storie-Numbers tell stories
Libro: Copertina rigida
editore: Mandragora
anno edizione: 2020
pagine: 160
Nel 2020 Diesse Diagnostica Senese, produttrice di innovativi sistemi di diagnostica in vitro, compie quarant'anni e si prepara a un nuovo rilancio. Da qui un titolo volutamente numerico, "80.2020.40", per un volume che intende celebrare, insieme a quella dell'azienda, la storia del Polo senese di Scienza della Vita, che in oltre un secolo si è imposto come uno dei principali distretti di ricerca e di sviluppo a livello nazionale e internazionale e un'eccellenza mondiale nel settore dei vaccini. Il libro, dove immagini storiche dell'Istituto fondato all'inizio del secolo scorso da Achille Sclavo, pioniere della ricerca scientifica in ambito senese, convivono con quelle suggestive e recenti dei laboratori di Diesse, rende conto di un luogo che ha sempre continuato a investire in modelli innovativi, puntando sulla qualità dell'approccio, portando avanti questa missione con passione e determinazione, ripartendo dalla tradizione che la caratterizza. Andrea Paolini apre il volume presentando la storia secolare del distretto, dall'opera di Achille Sclavo alle numerose aziende che oggi operano nell'area. Mario Plebani offre un compendio sull'evoluzione della Medicina di laboratorio con particolare attenzione agli sviluppi avvenuti negli ultimi cinquant'anni. Quindi i Soci fondatori di Diesse ripercorrono i successi dell'azienda, dai primi passi all'affermazione internazionale. Infine Massimiliano Boggetti, CEO di Diesse, traccia un breve profilo difficoltà e soprattutto delle opportunità che incontra chi quotidianamente opera nel mercato dei dispositivi diagnostici. Infatti, oggi ci proiettiamo in una nuova era della medicina, quella di "precisione", dove la misura dei parametri vitali dell'individuo, uniti al monitoraggio continuo dei suoi stili di vita e abitudini rendono possibile una comprensione dell'Uomo mai tentata prima, al fine di ritardare, se non annullare, l'insorgenza delle patologie a cui risulteremo predisposti.
Il dittico bizantino in micromosaico. Atti della giornata di studi
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2020
pagine: 96
Il volume, frutto della giornata di studi svoltasi a Firenze, si presenta come una riflessione storico-artistica, ma al contempo tecnica, sul Dittico bizantino in micromosaico esposto al Museo dell’Opera del Duomo. Un manufatto incredibile per dimensioni e tecnica di esecuzione. La preziosità dei materiali e la sottilità del mosaico, eseguito con tessere microscopiche, rendono infatti il Dittico uno degli oggetti bizantini più celebri e uno dei pochi per i quali si possa ipotizzare l’origine dalla capitale imperiale. I soggetti rappresentati riproducono il Dodekaorton, ossia la sequenza degli eventi evangelici corrispondenti alle più importanti feste dell’anno liturgico. Il profilo altissimo dei dettagli consente quasi di accostare l’opera all’arte dell’oreficeria più che della pittura. Ai saggi che indagano il manufatto, la sua realizzazione e la sua diffusione – comprendendo una riflessione sulla conservazione dei mosaici parietali – segue il resoconto tecnico del restauro e delle analisi scientifiche correlate. Il volume è arricchito da un atlante fotografico che consente di leggere le singole scene, cogliendone lo straordinario realismo.
Brunelleschi. Il genio della cupola
Stefania Cottiglia
Libro
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 32
Raccontare ai ragazzi della scuola primaria il fervore della culla del Rinascimento attraverso l'architetto che ne ha disegnato il simbolo: Brunelleschi e la sua Cupola. Ecco l'ambizione di questo libro, scritto da una professionista del settore come Stefania Cottiglia, che da anni traduce ai più piccoli i misteri dell'architettura, e impreziosito dalle accurate illustrazioni di un maestro del disegno quale Andrea Orani. Seguiremo le imprese di Filippo, da apprendista orafo a vincitore del concorso per la nuova porta del Battistero, passando da Roma e fino alla geniale realizzazione della Cupola per la cattedrale di Firenze, che lo consegnerà alla storia. Passo passo viene spiegato e mostrato come essa abbia rappresentato un nuovo modo di concepire il mondo, e grazie al modellino da comporre all'interno i piccoli lettori potranno ricostruirla, diventando protagonisti attivi della rivoluzione culturale quattrocentesca. Età di lettura: da 7 anni.
Brunelleschi. Il genio della cupola. Ediz. inglese
Stefania Cottiglia
Libro
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 32
Raccontare ai ragazzi della scuola primaria il fervore della culla del Rinascimento attraverso l'architetto che ne ha disegnato il simbolo: Brunelleschi e la sua Cupola. Ecco l'ambizione di questo libro, scritto da una professionista del settore come Stefania Cottiglia, che da anni traduce ai più piccoli i misteri dell'architettura, e impreziosito dalle accurate illustrazioni di un maestro del disegno quale Andrea Orani. Seguiremo le imprese di Filippo, da apprendista orafo a vincitore del concorso per la nuova porta del Battistero, passando da Roma e fino alla geniale realizzazione della Cupola per la cattedrale di Firenze, che lo consegnerà alla storia. Passo passo viene spiegato e mostrato come essa abbia rappresentato un nuovo modo di concepire il mondo, e grazie al modellino da comporre all'interno i piccoli lettori potranno ricostruirla, diventando protagonisti attivi della rivoluzione culturale quattrocentesca. Età di lettura: da 7 anni.
Ferdinando Tacca's high altar for Santo Stefano al Ponte and its bronze
Anthea Brook
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 34
La studiosa Anthea Brook ricostruisce tramite un'accurata analisi dei documenti la commissione dell'altare maggiore di Santo Stefano al Ponte allo scultore Ferdinando Tacca. L'opera, sistemata lungo la parete sinistra della chiesa durante l'Ottocento, rimane comunque il lavoro più significativo conservato nella chiesa, grazie soprattutto al bassorilievo bronzeo con la Lapidazione di santo Stefano, realizzato dal Tacca tra il 1651-1655. Sul pannello è rappresentato l'episodio così come narrato negli Atti degli Apostoli. Con meticolosa precisione, la Brook rintraccia i percorsi dell'artista fiorentino tramite i documenti che ne testimoniano incontri e ascendenze, sottolineando le influenze dei più grandi scultori del passato, da Ghiberti a Donatello, a Raffaello, al Giambologna. Il libro rappresenta l'ultimo grande lascito di Anthea Brook, una delle più grandi studiose della scultura fiorentina del XVII secolo, che proprio su Ferdinando Tacca aveva redatto la propria tesi di dottorato.
«... che stia nella loggia». Leonardo, il David, l'Opera del Duomo (Firenze, 11 settembre-3 novembre 2019). Ediz. italiana e spagnola
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 80
In occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, all’interno della mostra “… che stia nella loggia”, a cura di Antonio Natali, sarà esposto il verbale di una disputa che ha avuto luogo nella Firenze rinascimentale sulla più appropriata collocazione del monumentale David di Michelangelo. È il 25 gennaio 1504, il David di Michelangelo è quasi concluso. Il comune organizza un dibattito convocando politici e uomini d’arte della città perché esprimano il proprio parere riguardo al luogo più conveniente dove collocare il “gigante”. La trascrizione del verbale della disputa è oggi conservata nell’Archivio dell’Opera, e rappresenta un documento eccezionale. Nella disputa, i numerosi interventi – e si parla del fiore dell’arte cittadina: Andrea della Robbia, Botticelli, il Perugino, Leonardo, Filippino Lippi, Giuliano da Sangallo – sono ricchi di sfumature e dettagli capaci di rivelare tutto il fascino del dibattito artistico cittadino.
Sguardi globali. Mappe olandesi, spagnole e portoghesi nelle collezioni del granduca Cosimo III de' Medici. Catalogo della mostra (Firenze, 6 novembre 2019-29 maggio 2020). Ediz. inglese
Angelo Cattaneo, Sabrina Corbellini
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 244
Il volume "Sguardi globali. Mappe olandesi, spagnole e portoghesi nelle collezioni del granduca Cosimo III de' Medici" che accompagna il percorso espositivo presenta per la prima volta le immagini a colori di tutte le 82 carte di Castello così chiamate perché, dalla fine del Settecento fino all'arrivo nel 1921 alla Biblioteca Medicea Laurenziana, avevano decorato le stanze della villa medicea di Castello, nei pressi di Firenze. In occasione del grand tour (1667-1669) che lo aveva condotto in vari paesi d'Europa, il giovane granduca Cosimo III aveva acquistato, durante il primo viaggio nei Paesi Bassi sessantacinque carte geografiche e vedute di città manoscritte, e nel secondo e più lungo, giunto a Lisbona, copie di carte marine. La collezione delle carte e vedute coloniali olandesi, portoghesi e spagnole, permette di assistere al delinearsi del mondo globale di metà Seicento, alla circolazione di uomini e saperi. Il catalogo descrive e analizza accuratamente ciascuna carta, fornisce notizie sui luoghi raffigurati e sul contenuto delle didascalie che, se presenti, li descrivono in modo puntuale. I saggi ne approfondiscono la storia, dal momento dell'acquisto da parte del granduca fino all'arrivo in Laurenziana.
The Pittas Collection. Volume Vol. 3
Libro: Libro rilegato
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 455
La collezione Pittas ha il dono di coprire tutta la storia dell’arte, dall’antichità all’arte contemporanea, e il grande merito di permettere a chi vi si avvicina di estrarre percorsi tematici ampi e avvincenti. Le 100 opere presentate in questo volume riflettono una delle grandi passioni del collezionista: la mitologia greca e romana, conseguenza diretta delle sue origini nel Mediterraneo orientale. Sono opere che vanno dalla scultura greca all’affresco murale romano, dalla pittura europea rinascimentale a quella moderna, fino ai contemporanei Paul Delvaux, Mersad Berber e Yorgos Kypris e sono ordinate non cronologicamente ma per soggetto: ogni divinità rappresenta un capitolo a sé che viene affrontato ed esplorato insieme a i vari soggetti che lo hanno reso celebre. La collezione Pittas tuttavia non muove da esigenze enciclopediche ma dalla volontà di accertamento del valore artistico dell’opera. Sono così presenti protagonisti di assoluto rilievo: Sebastiano Conca, Jean-Baptiste Huet, Jean Souverbie, Marcantonio Raimondi, Louis-Jean-François Lagrenée, Luca Cambiaso, Albert-Ernest Carrier-Belleuse, Jacopo Amigoni, Massimiliano Soldani Benzi, Pierre Le Faguays, Marie-Abraham Rosalbin de Buncey, Giovanni Antonio Pellegrini, Sebastiano Ricci, Jean-Jacques Henner, Émile Bernard, Giovanni della Robbia. Ogni opera presenta una scheda di approfondimento con immagini di confronto. Edizione in lingua inglese.
Art and theology in ecumenical perspective
Libro: Libro rilegato
editore: Mandragora
anno edizione: 2019
pagine: 352
Che rapporto sussiste tra arte e teologia? Qual è, nella sostanza, il cuore pulsante che lega le due sfere? È il “divino” a cui entrambe pertengono, è l’ispirazione che pervade, così come l’uomo, la sua facoltà di esprimere se stesso? È la speranza, la fede in un disegno, in un progetto (in definitiva) comune? Il tema è sicuramente intrigante, radicato nella storia dell’uomo fin dagli albori, dagli albori del suo essere uomo che crea, che si esteriorizza in un’opera “a manifesto e testimonianza di sé”, ovvero in grado di parlarci del suo universo interiore, dandogli una forma, un’espressione; una sorta d’atto di procreazione, in cui l’io riesce ad essere se stesso e un’alterità che, pure, ancora meglio lo significa. Un tema antichissimo e allo stesso tempo fortemente attuale: su di esso ancora ci si interroga, affascinati dalle potenzialità di un simile parallelismo, dai mondi inesplorati che esso potrebbe schiudere alla coscienza, una volta intavolatane un’approfondita riflessione. È questo il caso del ciclo di conferenze dal titolo "Art and theology" (Arte e teologia) che ha avuto luogo, articolato in cinque appuntamenti, i primi tre a maggio tra Francia e Italia e gli ultimi due in ottobre negli Stati Uniti, nel corso del 2017. Il volume, a cura di mons. Timothy Verdon, è densissimo, caratterizzato da un’elevata caratura intellettuale e analitica, e si divide in quattro macro-sezioni: la prima affronta una definizione in senso lato del terreno che l’indagine intende scandagliare – si tracciano i confini del tema, si prova a rispondere al quesito “cosa significa il rapporto tra arte e teologia”, si disegna cioè una premessa; la seconda parte analizza tale relazione secondo il filo conduttore della spiritualità, lo Spirito Santo, partendo dai testi sacri; la terza filtra l’analisi incentrandosi sul periodo medievale e rinascimentale, mentre la quarta sul periodo di Riforma e Controriforma. L’ultima parte, infine, affronta il vasto enigma arte-teologia limitatamente alle epoche moderna e contemporanea. Un viaggio, quello che il lettore compie scortato dalla pluralità di voci e punti di vista che si alternano, dove coesistono in armonia scorci di storia e sacralità, religione e talento umano.

