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Fuoriscena

Il testamento di Lenin. Storia segreta di una lettera non spedita

Il testamento di Lenin. Storia segreta di una lettera non spedita

Luciano Canfora

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 272

La politica è fatta di falsificazioni, tradimenti, lotte per il potere senza esclusione di mezzi. Il cosiddetto «Testamento» di Lenin riassume in modo straordinario questi aspetti. Già in precarie condizioni di salute, tra il dicembre del ’22 e il gennaio del ’23, il leader bolscevico compose una lettera al Congresso con la clausola che fosse letta solo dopo la sua morte. Un documento formalmente e sostanzialmente ambiguo, nelle cui pieghe si annidano le sue ultime volontà riguardo alla successione al vertice del Partito. E proprio perché ambiguo, tale documento fu impugnato dai potenziali candidati nel tentativo di trarne un vantaggio, diventando così un elemento determinante nello scontro politico che si era aperto già prima della morte di Lenin, polarizzandosi sulle figure di Stalin e Trockij. «Un giudizio su Stalin, Trozki, Zinovief e Kamenef: tutti diseredati» titolò il «Corriere della Sera». E coglieva il punto: in quel testo si tracciava «un profilo a somma zero di tutti i principali dirigenti», scrive Canfora. Perché Lenin agì in questo modo? Perché, dopo aver indicato nella «scissione» il principale pericolo per il Partito, creò le condizioni perché quella scissione si verificasse? L’investigazione di Canfora cerca una risposta a questi interrogativi «facendo parlare» il Testamento attraverso fonti di prima mano: ne ricostruisce la genesi e le varianti, ne segnala le sottili ma evidenti manipolazioni, ne segue le tracce mentre le varie versioni si diffondono nella stampa internazionale, con le connesse edizioni lacunose e traduzioni forzate, per concludere che «raramente un documento ha avuto una storia testuale così inquinata e falsificatrice». Ma questa storia, proprio perché così problematica, ci porta al nodo di una riflessione molto più ampia sulla natura del potere, sulla leadership e sui meccanismi con cui si trasmette: una storia in cui i caratteri e le capacità personali, persino gli «scatti d’umore», giocano un ruolo imponderabile, ma che può rivelarsi decisivo.
18,50 €

Fascismo e democrazia

Fascismo e democrazia

George Orwell

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 96

Democrazia, verità, fascismo, manipolazione, potere sono le parole che attraversano questi cinque interventi su giornali e alla radio, scritti e pronunciati da un Orwell ancora trentenne e prima dei suoi capolavori. Un vero e proprio laboratorio in cui osserviamo costruirsi il suo pensiero, che ci restituisce tutta l’intelligenza e la profondità di un’analisi quanto mai attuale e illuminante. In particolare, Orwell racconta e fotografa la sfida lanciata dai fascismi ovunque nel mondo («Alla parola totalitarismo si pensa subito alla Germania, alla Russia, all’Italia, ma io credo si debba ammettere il rischio che il fenomeno diventi mondiale») e fissa un aspetto del fascismo al potere che lui descrive come la minaccia più grande: la scomparsa dei fatti, la negazione dell’esistenza stessa di una verità oggettiva («Sono le persone poco istruite, o in condizioni economiche precarie, con una vita privata infelice, le prime vittime»). Ad arricchire e completare il libro, un ampio saggio di Roberta De Monticelli, che ci offre una guida e un contributo importanti per penetrare le riflessioni preveggenti di Orwell («La verità nella sua relazione con la politica e con l’esercizio del potere, con l’etica e con il coraggio di pensare con la propria testa, addirittura con il pensiero critico e con la democrazia… non è solo il filo rosso della meditazione saggistica e narrativa di Orwell, forse è il filo stesso della filosofia, ogni volta che si sfila dalla sofistica… Da questo punto di vista, Orwell è più filosofo – cioè più socratico – della maggior parte dei filosofi nostri contemporanei»).
12,00 €

Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne)

Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne)

Alberto Saravalle, Carlo Stagnaro

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 224

La guerra è entrata nella nostra vita, sebbene i media parlino ancora solo di lontane minacce e di rischi potenziali. Questo libro mostra come un conflitto, di tutti contro tutti, sia in realtà già da tempo in corso. E sia molto più vicino a noi di quanto si creda. Un contratto di acquisizione concluso nel 2024 tra due delle principali società italiane contiene una clausola che consente il recesso qualora dovesse scoppiare un conflitto che coinvolga l’Italia. Non era mai successo prima. Fino a poco tempo fa, nell’Unione europea clausole simili sarebbero state impensabili. Non è che l’ultimo passo di un fenomeno che viene da lontano. Numerose battaglie economiche, non solo tra competitor strategici come Usa e Cina, ma anche tra alleati come Stati Uniti e Unione europea, potrebbero rapidamente degenerare. Non accadeva dalla fine della Seconda guerra mondiale. Le grandi potenze rivaleggiano per preservare la propria sicurezza economica e attivano un circolo vizioso che da un giorno all’altro potrebbe dar luogo a un’irreparabile esplosione militare. Gli autori ripercorrono tutte le tappe che ci hanno portato fin qui, dalla crisi finanziaria del 2008, e ci mettono a disposizione un racconto essenziale e accessibile a tutti, per conoscere davvero il mondo in cui stiamo vivendo e quello che stiamo lasciando ai nostri figli. La storia ci insegna che, quando i popoli smettono di scambiare, allora finiscono per combattere. L’unico modo per raggiungere il fine politico della pace è utilizzare lo strumento economico del commercio e del libero scambio.
17,50 €

Socialismo fascista. La risposta fascista alla crisi dell'Europa

Socialismo fascista. La risposta fascista alla crisi dell'Europa

Pierre Drieu La Rochelle

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 191

Cominciamo da qui. Pierre Drieu La Rochelle (1893-1945), scrittore, saggista, intellettuale francese tra i più raffinati del Novecento. Ha attraversato la grande storia in prima linea. Partito con entusiasmo per il fronte all’inizio della Prima guerra mondiale, combatte e partecipa alla battaglia di Verdun (1916). Negli anni Venti raccoglie nei suoi scritti tutta la disillusione di chi si è sacrificato credendo nel proprio Paese e in quel momento si sente tradito. Nasce allora il legame con il nazionalismo di Charles Maurras, leader di Action française (movimento di estrema destra, monarchico e nazionalista), di cui fa sua l’inquietudine per un’Europa che avverte in decadenza, incapace di riconquistare un ruolo internazionale, senza un’economia solida, caratterizzata da un forte processo di denatalità, tutti temi che rimarranno centrali nella riflessione della destra politica francese, fino a oggi. Negli anni Trenta aderisce al Partito popolare francese di Jacques Doriot. In Germania, a Norimberga, assiste a un raduno del Partito nazista. Si dichiara convintamente fascista. Quando, nel marzo del 1945, i giornali annunciano un mandato di comparizione con l’accusa di collaborazionismo, Drieu sceglie il suicidio. Dal 2012 è uno degli autori inseriti nella prestigiosa Bibliothèque de la Pléiade, edita da Gallimard. Questo libro, introdotto da David Bidussa, apre una nuova serie che Fuoriscena dedica al pensiero e alla cultura di destra. Una serie motivata e contrassegnata da una convinzione, che è la seguente: la destra è oggi egemone in gran parte del mondo anzitutto perché, anche laddove non rappresenti il gruppo politico al potere, comunque definisce i temi al centro della discussione pubblica. Il nazionalismo, l’antiparlamentarismo, il culto del capo, l’antiamericanismo, inteso come critica delle democrazie occidentali, il sovranismo anche economico, con il rilancio di politiche autarchiche, l’attacco a sindacati, scioperi e all’idea stessa di conflitto di classe, l’esclusione dello straniero, la caratterizzazione etnica della democrazia sono tutti temi centrali dell’agenda politica odierna, che sottolineano come pensiero e cultura di destra siano egemoni. E sono temi centrali negli scritti qui raccolti, esposti con lucida chiarezza e precisione, non con la retorica posticcia che spesso trova spazio nel dibattito contemporaneo. L’idea di fondo che ispira questa serie è quella per cui, finché non ci sarà un nuovo vocabolario politico capace di imporsi come valida alternativa, la cultura di destra sarà ancora destinata a crescere e a conquistare spazio. A consolidare la sua egemonia.
16,50 €

I mastini della Terra. La destra israeliana dalle origini all'egemonia

I mastini della Terra. La destra israeliana dalle origini all'egemonia

Paolo Di Motoli

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 400

Questo libro è il primo racconto completo della storia della destra israeliana e del sionismo revisionista, dalle origini – con particolare attenzione al periodo successivo alla Prima guerra mondiale, contrassegnato dal contributo intellettuale e politico del suo padre fondatore, Vladimir Jabotinsky – fino a oggi, con Benjamin Netanyahu, ultimo erede di una vicenda centenaria, il cui governo comprende figure della destra più estrema e radicale. Il lavoro di Paolo Di Motoli rappresenta una straordinaria occasione per comprendere l’attualità alla luce della più profonda e documentata ricerca storica. In queste pagine è ricostruita una serie imponente di fatti. Vi trovate tutto quel che c’è da sapere sulla genesi della destra sionista. I passaggi fondativi: la nascita del movimento giovanile Betar (1923) e dell’Alleanza dei sionisti revisionisti (1925). La radicalizzazione di questa destra, passando dall’emergere di gruppi come il Lehi-Gruppo Stern (fondato da Avraham Stern) e l’Irgun (con a capo Menachem Begin), che in nome di Eretz Israel (Terra di Israele) legittimano atti terroristici. Una parte importante del libro è poi dedicata alla destra revisionista che diventa forza politica dopo la nascita dello Stato nel 1948. Di Motoli ricostruisce puntualmente la fondazione di Herut, il primo partito di destra del Parlamento (Knesset), e del Likud (prima coalizione poi partito), che, con Menachem Begin, porterà la destra al potere nel 1977, inaugurando una stagione di successi politici che arriva fino ai nostri giorni. Dal 1977 a oggi, da Begin a Netanyahu, la storia della destra sionista diventa imprescindibile per capire il conflitto israelo-palestinese. Completa il libro un’analisi profonda del suprematismo e del nazionalismo messianici, che aiuta a comprendere l’attualità anche oltre la vicenda israeliana, cogliendo un nodo centrale del nostro tempo: la svolta etnica della democrazia, che conquista e accomuna sempre più Paesi. Prefazione di Sergio Romano.
21,50 €

Duello. Caccia globale al boss dei narcos calabresi

Duello. Caccia globale al boss dei narcos calabresi

Antonio Talia

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 304

Nella notte del 24 giugno 2019, quattro uomini evadono dal Cárcel Central di Montevideo, in Uruguay. Tre di loro vengono individuati subito, ma il quarto sparisce nel nulla, e non è un detenuto qualunque. Rocco Morabito, detto ’U Tamunga, è un esponente del clan Morabito-Palamara-Bruzzaniti della ’Ndrangheta calabrese, pioniere del narcotraffico e uno dei broker della cocaina più potenti del mondo. La poliziotta Maurizia Quattrone e il magistrato Giovanni Bombardieri – calabresi come Morabito – insieme al carabiniere Massimiliano D’Angelantonio – che lavora da decenni sulla ’Ndrangheta – formano i tre vertici della squadra internazionale incaricata di dargli la caccia. Ma per ingaggiare il duello con Rocco Morabito e arrestarlo una volta per tutte, bisogna prima decifrare la sua mentalità. Dal mito fondativo del clan, un misterioso scontro a fuoco scoppiato in Calabria negli anni Novanta, ai tentacoli del boss-patriarca Giuseppe ’U Tiradritto Morabito sulla Chiesa cattolica, gli appalti e la sanità. Dai riti ancestrali delle cosche calabresi all’ombra di madonne piangenti e rovine greche, fino all’ascesa della famiglia Morabito al gotha della ’Ndrangheta e del narcotraffico globale. Dai rapporti con le più pericolose organizzazioni latinoamericane, come il Cartello di Cali e Jalisco Nueva Generación, fino all’uso delle tecnologie più sofisticate come i criptofonini Encrochat, alle operazioni in Borsa e ai nuovi accordi con i grandi gruppi criminali di tutta Europa: dare la caccia a Rocco Morabito significa imbarcarsi in un viaggio nel passato e nel futuro, capace di illuminare come non era mai successo finora i meccanismi di oltre trent’anni di traffico di cocaina in tutto il mondo. Antonio Talia, giornalista d’inchiesta originario della Locride come i Morabito, ci porta nel cuore della ’Ndrangheta e nelle sale operative di forze di polizia e agenzie di intelligence, per raccontare l’epica cattura di uno dei criminali più pericolosi della nostra epoca.
19,50 €

Libera. Storia di Anna

Libera. Storia di Anna

Alessandra Ziniti

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 208

Anna è una donna in fuga, e il suo vero nome non lo sapremo mai. Da oltre un decennio lotta per sfuggire alla sua famiglia, che occupa i vertici della criminalità calabrese e non le perdona la sua scelta di libertà. Dopo l’assassinio del marito – una «lupara bianca» – Anna è rimasta sola con le sue due figlie, decisa a proteggerle da un destino già scritto. Senza segreti da rivelare, lo Stato non può offrirle protezione; per lei, legalmente, il cambio di identità non è possibile e la sua libertà rimane appesa a un filo. Questa è la storia straordinaria di una donna che ha rischiato tutto per conquistarsi un futuro diverso: per quattro volte l’hanno trovata, per quattro volte lei e le sue figlie hanno dovuto abbandonare ogni cosa e ricominciare da capo. Ogni giorno è una battaglia, ma in don Luigi Ciotti e nella rete di «Libera» Anna ha trovato un’ancora di salvezza. È stata proprio la volontà di sostenerla nella sua ricerca di una nuova vita ad aver aperto la strada allo sviluppo del programma «Liberi di scegliere», che oggi offre sostegno a donne e minori in fuga dalle famiglie mafiose. Grazie a questo fondamentale supporto, oggi la figlia maggiore di Anna studia per diventare giudice penale minorile e difendere giovani con storie simili alla sua. Un racconto di coraggio, resistenza e libertà: la testimonianza unica di un mondo incredibile e sconosciuto, svelato per la prima volta. Persone come Anna, secondo la legge, non hanno nulla da offrire allo Stato per guadagnarsi la sua protezione. La loro, sottolinea don Ciotti, è però una testimonianza fondamentale: «Anche se non incide sul piano giudiziario, è preziosissima su quello simbolico: dà un esempio, traccia una strada, può seminare dubbi fecondi nei contesti dove avviene. Crea uno strappo dentro il tessuto compatto della subcultura mafiosa».
17,00 €

Ghiaccio blu. Una storia americana e nostra: l'assassino giustiziato e sepolto nel mondo universale della rete

Ghiaccio blu. Una storia americana e nostra: l'assassino giustiziato e sepolto nel mondo universale della rete

Pino Corrias

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 160

È una storia americana quella di Joseph Paul Jernigan, trasformato dalla Scienza nell’Atlante digitalizzato del corpo umano. La sua morte, anno 1993, è una labile traccia nel flusso della cronaca. Ma il suo destino diventa una rivelazione quando due anni dopo si scopre che quel corpo apparteneva a un detenuto colpevole di omicidio, giustiziato nel carcere di Huntsville, Texas. Pino Corrias fa di quella rivelazione una traccia da seguire in un lungo viaggio – dal Texas a New York – dentro al cuore dell’America, per restituire a quel «Detenuto numero 699» la storia della sua vita e della sua morte. Ritrovare i luoghi dove ha vissuto. I testimoni che lo hanno conosciuto. Lo sceriffo che lo ha arrestato. Il giudice che l’ha giudicato. Sua madre e la sua donna. Compresi i detenuti che gli hanno respirato accanto. Tutte schegge disperse dal tempo, lungo le pianure e le solitudini, fino a ricomporre un reportage di straordinaria lucidità, sulla giustizia, sulla violenza, sulla vendetta come punizione e risarcimento delle vittime. Ma soprattutto sulla società americana, la luce che ancora irradia, i baratri che sempre di più ci spaventano. E lo fa parlandoci di una America che ancora ci riguarda, con i suoi miti, le sue contraddizioni, le sue insonni paranoie, così spesso a mano armata. Scrisse Oreste del Buono nella prima edizione, anno 1997: «A Pino Corrias non è bastato il talento di inviato speciale, è divenuto di pagina in pagina sempre più scrittore nitido e feroce. L’inchiesta giornalistica è diventata un romanzo irresistibile di furore e pietà, soprattutto di pietà, che coinvolge il lettore e lo pone davanti a una scelta».
16,50 €

Questo lavoro non è vita. La lotta di classe nel XXI secolo. Il caso GKN

Questo lavoro non è vita. La lotta di classe nel XXI secolo. Il caso GKN

Dario Salvetti

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2024

pagine: 191

Il 9 luglio 2021, i 422 dipendenti della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), fabbrica che produce semiassi per l’industria automobilistica, ricevono una email con la quale viene comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività. Lavoratrici e lavoratori non restano immobili nella rassegnazione, reagiscono immediatamente, raggiungono i cancelli dell’azienda, presidiati da guardie private, e riescono a entrare. Non lo fanno per rabbia, ma per difendere un diritto e per proteggere il proprio territorio dalla delocalizzazione e dall’impoverimento. Comincia così la lotta operaia più lunga e più strutturata degli ultimi decenni. Una lotta allo stesso tempo potente e fragilissima, che va conosciuta e sostenuta perché ci riguarda tutti. La mobilitazione, da un lato, vuole opporsi a un abuso e, dall’altro, avvia un corpo a corpo con il capitale di straordinaria forza e intensità. Un corpo a corpo non isolato ma in convergenza con movimenti e lotte che attraversano tutto il Paese, seppur spesso sottotraccia. Mentre questo libro va in stampa, lavoratrici e lavoratori sono ancora lì, hanno costituito un Collettivo di fabbrica, hanno allestito un loro piano industriale credibile e hanno avviato la procedura di azionariato popolare per sostenerlo, che si è chiusa con oltre un milione di euro di sottoscrizioni. In questi ultimi anni sono stati pubblicati molti libri che hanno raccontato la crisi e le falle del modello capitalistico di produzione e sviluppo, mancava però ancora un libro sul lavoro, che raccontasse la lotta di classe nel XXI secolo. Questo libro non è solo la storia di una singola battaglia, ma un manifesto che parla a ciascuno di noi, trasversalmente al proprio mestiere. Perché il lavoro è vita. Ma questo lavoro, sfruttato, sottopagato, che ammala il corpo e la mente, in cui puoi essere licenziato in tronco con una email, non lo è più. È necessario gridarlo con consapevolezza, e farlo collettivamente.
17,00 €

Crimini inconfessabili. Il ventennio dell'Antistato che ha voluto e coperto le stragi (1973-1993)

Crimini inconfessabili. Il ventennio dell'Antistato che ha voluto e coperto le stragi (1973-1993)

Giuliano Turone

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2024

pagine: 303

Ripercorrere la storia d’Italia del secondo Novecento vuol dire attraversare una lunga scia di sangue, stragi e delitti politici eccellenti, tentati omicidi, depistaggi, processi farsa, infiltrazioni criminali fino ai vertici dello Stato. Solo una guida competente può avere la capacità e anche l’autorevolezza di proporre una ricostruzione che sia allo stesso tempo profonda e completa. Giuliano Turone è stato per anni giudice istruttore a Milano, con Gherardo Colombo è stato il magistrato che ha scoperto il sistema P2 a partire dall’inchiesta sull’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, l’eroe borghese immortalato nello splendido libro di Corrado Stajano. È stato tra i primi a indagare sulla presenza di Cosa nostra al Nord e, dopo l’uscita dalla magistratura, non ha smesso di interrogarsi e di esplorare piste con il passo dell’investigatore ma anche con quello dello storico, che sa incrociare fonti primarie, atti giudiziari, testimonianze e documenti. Da questa ricerca instancabile, è nato un libro importante e di successo, Italia occulta (2019), e ora arriva quello che l’Autore presenta come il suo lavoro ultimo e definitivo sul potere invisibile che ha governato l’Italia repubblicana contagiando fortemente anche il presente. Crimini inconfessabili attraversa i fatti efferati del ventennio 1973-93 nella cornice di una considerazione forte e solida, quella secondo cui il nostro è stato un Paese a sovranità ostinatamente limitata, attraverso una strategia della tensione di matrice atlantica che ha operato con il sistema di potere occulto della P2 e anche con la complicità delle mafie e dell’estremismo di destra. Ma il racconto parte da un episodio preciso, il mancato omicidio di Enrico Berlinguer a Sofia nel 1973, per ripercorrere poi la vicenda del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro, i delitti Piersanti Mattarella ed Emanuele Basile, fino alla «svolta criminale autarchica» che si afferma con potenza dopo la caduta del Muro di Berlino ma che affila le armi nel tragico attentato al Rapido 904, il treno di Natale, il 23 dicembre 1984. Un nuovo libro importante, un testo di riferimento che ha anche l’ambizione di arrivare a chi quegli anni non li ha vissuti direttamente ma ne vive oggi conseguenze e strascichi. Una storia con cui la classe politica non riesce a fare davvero apertamente i conti. Lo dovrebbe, se non alla democrazia, almeno alle vittime.
19,50 €

Non sono la signora di nessuno. Sul monopolio dell'uomo e la liberazione della donna

Non sono la signora di nessuno. Sul monopolio dell'uomo e la liberazione della donna

Anna Kuliscioff

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2024

pagine: 208

Questo libro raccoglie la testimonianza straordinaria di una donna e attivista politica che ha segnato in maniera indelebile il Novecento. Una raccolta di scritti composta da interventi per conferenze, articoli apparsi su «Critica sociale» e l’«Avanti!», carteggi con Andrea Costa e Filippo Turati, i compagni di una vita, in cui privato e politico seguono un’unica trama. In queste pagine troviamo i temi cardine dell’attività politica e militante che Anna Kuliscioff ha portato avanti con determinazione per tutta la vita. A partire dalla riflessione sulla condizione femminile nella società del monopolio dell’uomo, fino all’insistenza sulla necessità del conseguimento, per le donne di ogni classe sociale, dell’autonomia economica, del diritto di voto e della rappresentanza politica alle giuste condizioni, non solo come espediente per ottenere consenso elettorale. Con sguardo attento e appassionato, che non risparmia critiche tanto necessarie quanto scomode, come quella al femminismo più borghese e di facciata, Kuliscioff ha seguito e partecipato ai grandi avvenimenti della sua epoca in Russia, in Italia e nel resto d’Europa. Se alcuni traguardi a lei cari sono stati ormai raggiunti, anche grazie alle sue battaglie, altre questioni restano invece inesorabilmente aperte: la violenza economica sulle donne all’interno delle famiglie è una realtà ancora diffusa e difficile da rilevare; la cura, lungi dall’essere valorizzata come dovrebbe, continua a essere uno strumento di controllo ed esclusione di genere; la forza lavoro femminile resta, trasversalmente, tra le più precarie, penalizzate, meno pagate e più sfruttate. Le parole e la vicenda stessa di Anna Kuliscioff, dunque, parlano direttamente al nostro tempo e meritano di essere rilette e comprese in tutta la loro potenza.
17,00 €

Diario di un genocidio. 60 giorni sotto le bombe a Gaza

Diario di un genocidio. 60 giorni sotto le bombe a Gaza

Atef Abu-Saif

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2024

pagine: 271

«L’ultima volta che ho visto mia suocera è stata la mattina in cui sono partito per il checkpoint di Rafah, per raggiungere l’Egitto. Mi ha sorriso, ha abbracciato mio figlio dicendogli: “Quando la guerra finirà, per favore, vieni a trovarmi”. La guerra non è finita. E lei è morta. Dopo una vita trascorsa in tende e campi profughi, finalmente è entrata in una casa stabile. La casa di Dio.» Questo libro è la cronaca limpida e feroce di una guerra senza fine, raccontata in presa diretta, dal primo giorno. È la testimonianza di una lotta per la sopravvivenza, nel corso di un viaggio dal nord della Striscia di Gaza fino al confine con l’Egitto. L’autore di queste pagine attraversa la sua terra mentre l’assedio e i bombardamenti israeliani si fanno sempre più intensi. Con lui ci sono il figlio quindicenne, Yasser, e la suocera settantenne, malata, che si muove su una sedia a rotelle («Ha sofferto molto durante l’esodo. I soldati gridavano, minacciando di sparare se ci fossimo fermati. Mio figlio spingeva la sedia a rotelle mentre io sostenevo il corpo fragile di mia suocera. Il terreno sconnesso la faceva sobbalzare in avanti, in più di un’occasione è caduta a terra. In altri momenti, bisognava portarla in braccio perché la strada era piena di fango, distrutta, cosparsa di corpi e intrisa di sangue.») Il 5 ottobre scorso, due giorni prima dell’attacco criminale di Hamas contro Israele, Atef Abu Saif lasciava Ramallah, in Cisgiordania, dove vive con la famiglia, per raggiungere Gaza. Doveva essere un breve viaggio di lavoro e l’occasione per andare a trovare i famigliari, che vivevano lì. Invece rimarrà intrappolato nella guerra più devastante di cui abbia memoria. Mentre ai giornalisti e ai fotografi di tutto il mondo è proibito entrare a Gaza e mentre i pochi che dall’interno provano a raccontarci ciò che accade rischiano la vita (quando questo libro va in stampa, sono 122 i giornalisti uccisi a Gaza), il "Diario di un genocidio" rappresenta un documento imprescindibile per onorare la verità dei fatti e per impedire che si dica: noi non sapevamo.
18,00 €

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