Edizioni Settecolori (Milano)
Il mare da dove nascono i miti
Giuseppe Berto
Libro
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2026
pagine: 350
Un Berto inatteso e potentissimo: cronista, viaggiatore, osservatore partecipe
L'isola della donna addormentata
Arturo Pérez-Reverte
Libro
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2026
pagine: 457
Aprile 1937
Guerra e propragranda
Vilfredo Pareto
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2026
pagine: 160
L'impero del gelso. Ediz. numerata
Hensher Philip
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2026
pagine: 624
Siamo nel 1830: il grande gioco fra Gran Bretagna e Russia per il potere e l'influenza in Asia centrale è in pieno svolgimento. Nel cavalcare verso Kabul, il giovane e ambizioso Alexander Burnes sventola la bandiera inglese, dopo aver dato un malinconico addio alla fanciulla amata, la nobile e anticonformista Bella Garraway. Da San Pietroburgo, intanto, è in viaggio verso la stessa meta l'egualmente giovane e ambizioso Yan Vitkevich. Entrambi vogliono ingraziarsi l'emiro Dost Mohammed, imperatore degli Afghani, e così facendo renderlo alleato, ovvero in prospettiva suddito, delle loro rispettive nazioni. Il cast di caratteri presente nel romanzo non si ferma però qui: ci sono ufficiali e mogli di ufficiali, avventurieri e agitatori, linguisti e archeologhi, uomini di fede e intrepidi credenti: una babele di lingue, di religioni, di usi e di costumi. Tanto l'Afghanistan si mantiene misterioso, tanto gli sforzi occidentali, perché anche la Russia qui è Occidente rispetto a quell'Oriente, si illudono di poterlo penetrare. Finirà in tragedia, ancor più sanguinosa in quanto fin dall'inizio annunciata e però dai diretti interessati non compresa. Se, come diceva Vladimir Nabokov, il romanziere dev'essere un raccontatore di storie, un insegnante e un incantatore, in "L'Impero del gelso" Philip Hensher è trionfalmente tutte e tre le cose. Mischiando abilmente realtà e fantasia, fonti storiche e fonti letterarie, Hensher conduce il lettore in un mondo affascinante quanto terribile che ha nella Prima guerra afghana il suo culmine. Amore, morte, passione, cecità, odio, fedeltà e memoria ne scandiscono le pagine e fanno di "L'Impero del gelso" un capolavoro che sfida il tempo. Edizione numerata da 1 a 1000.
Sacrificio di regina. Larisa Rejsner
Steffen Kopetzky
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2026
pagine: 450
Anni venti del Novecento. A Kabul, dove il marito è ambasciatore dell'Urss, Larisa Rejsner si imbatte nei piani segreti con cui l'ufficiale tedesco Oskar von Niedermayer aveva cercato, pochi anni prima, partendo proprio dall'Afghanistan, di rovesciare l'Impero britannico nel Grande gioco fra Oriente e Occidente. Adesso, nella Germania sconfitta, è tutto un ribollire di fermenti sovversivi e Larisa accarezza l'idea di fare di Niedermayer l'anello di congiunzione con il generale Tuchačevskij, il «Napoleone rosso» della rivoluzione bolscevica, e cementare così un patto d'acciaio fra Mosca e Berlino. Giovane, bella, passionale e coraggiosa, Larisa metterà tutta sé stessa in questa impresa, compreso il suo cuore… Intorno a quella che fu una figura reale della storia sovietica, rivoluzionaria e scrittrice di talento, amica di Lenin e di Trockij, trasfigurata da Pasternak nella Lara del "Dottor Zivago", ammirata da Mandel'štam e da Blok, Steffen Kopetzky costruisce un romanzo straordinario dove intrighi e seduzione raccontano il tentativo di cambiare il mondo nel nome dei «domani che cantano».
Il quaderno grigio
Josep Pla
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 800
Un giovane studente di diritto, il cui sogno segreto è di diventare scrittore, arriva a Barcellona, la Barcellona avanguardista di Gaudí e dei caffè letterari, dal paesino catalano di Palafrugell dove sino ad allora è vissuto, fra gli amici d'infanzia e la casa dei suoi genitori. Provinciale e a disagio in quello che per lui è «il nuovo mondo», il ragazzo porta con sé un diario, dove giorno dopo giorno annota la sua vita. È il 1918, in Spagna è appena scoppiata l'epidemia di febbre che da nazionale diverrà poi mondiale… Nel tempo il ragazzo si farà osservatore della «commedia umana» che lo circonda: i discorsi, i commenti politici, i giudizi critici sull'arte e sui libri, le chiacchere, gli amori, le delusioni, gli incontri, i lutti. Ma in quelle pagine, senza volerlo, senza saperlo, egli finisce anche per incarnare lo stile e la sensibilità di una nazione e di un'epoca. Considerato il capolavoro della letteratura catalana, "Il quaderno grigio", pubblicato per la prima volta in patria nel 1966, ma che ha alle sue spalle mezzo secolo di riscritture, è un classico senza tempo in cui la chiarezza e la semplicità fanno da laboratorio segreto alla nascita di uno stile ironico e disincantato, sensuale e raffinato, un manifesto di quel "realismo oggettivo" che Pla ha perfezionato nel corso della sua carriera. Un libro senza tempo, che unisce la precisione del cronista alla sensibilità del poeta, e che continua a influenzare generazioni di lettori e scrittori. Un libro unico, oggi finalmente tradotto in italiano.
La spia perfetta. Vita e morte di Richard Sorge
Owen Matthews
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 586
Nato a Baku, oggi la capitale dell’Azerbaijan, tedesco da parte di padre, russo da parte di madre, volontario nell’esercito del Kaiser nella Prima guerra mondiale, più volte ferito e decorato al valore militare, agitatore comunista nell’Europa degli anni Venti e membro del Comintern, infine agente dei servizi militari sovietici in Cina e poi in Giappone negli anni Trenta, Richard Sorge è considerato la più grande spia del XX secolo. Fu lui ad avvertire Stalin dell’attacco di Hitler all’Urss e del Giappone agli Stati Uniti, nonché della decisione di Tokyo di non invadere la Siberia nel 1941, permettendo così ai sovietici di spostare le truppe dall’oriente e di salvare Mosca. Non ebbe mai bisogno di scassinare casseforti, perché i documenti più segreti gli venivano mostrati dai loro custodi per ottenere la sua opinione. Il giorno in cui lo arrestarono, i poliziotti giapponesi misero i sigilli a una casa che conteneva più di mille libri sul Sol levante, usi, tradizioni e costumi, economia e politica, pensiero militare. Mai, fino a oggi, la storia di Sorge era stata raccontata dal lato russo, come fa in questo libro Owen Matthews, che ha potuto avvalersi per primo degli archivi sovietici, nonché delle testimonianze di chi, su quello stesso fronte, lo conobbe e lavorò con lui. Il risultato è il saggio più completo e definitivo in materia, un racconto avvincente che getta una nuova luce su aspetti finora sconosciuti di un’epoca tanto tragica quanto affascinante. Richard Sorge morì impiccato il 7 novembre del 1944. Il procuratore Yoshikawa, che istruì la sua condanna, disse di lui: «È l’uomo più grande che abbia mai incontrato». Ian Fleming lo definì «la spia più formidabile della storia». Con questo libro Owen Matthews ce ne restituisce la drammatica grandezza.
Il problema finale
Arturo Pérez-Reverte
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 330
Giugno 1960. In un piccolo, elegante hôtel dell’isola di Utakos, davanti a Corfù, il maltempo ha trasformato i suoi nove ospiti in prigionieri, ma nulla lascia prevedere ciò che sta per avvenire: uno di loro, una riservata turista inglese di mezza età, Edith Mander, viene infatti trovata morta nel capanno che dà sulla spiaggia. All’apparenza sembra un suicidio, però per Hopalong Basil, un anziano attore ormai al tramonto che negli anni Trenta e Quaranta fu sullo schermo il più celebre investigatore di tutti i tempi, qualcosa non quadra. Nessuno se non lui, abituato ad applicare al cinema la logica deduttiva di Sherlock Holmes, può svelare quale verità si nasconde dietro al più classico dei rompicapi: la porta chiusa dall’interno della stanza dove è stato ritrovato il cadavere… In un’isola da dove non si può partire e dove non si può arrivare, giorno dopo giorno tutti vanno convertendosi in possibili sospetti, in un susseguirsi di colpi di scena in cui il poliziesco si mescola con la vita vera, il delitto può assumere l’aspetto di un’opera d’arte e la vera sfida, alla fine, non è fra l’investigatore e l’assassino, ma fra il lettore e l’autore di questo romanzo tanto stupefacente quanto seducente.
Milady
Paul Morand
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 100
«Il comandante», così tutti lo conoscono a Saumur, che con la sua Scuola di cavalleria è per la Francia ciò che San Pietro è per la cristianità, è reduce da un matrimonio infelice, conclusosi con un divorzio che economicamente lo sta dissanguando e di cui ha anche colpa la sua passione per l'equitazione. Di venti anni più giovane, sua moglie Eliane in sella non sapeva stare e non voleva nemmeno imparare. E inoltre lo tradiva... «Le donne più mi hanno fatto soffrire, più mi hanno fatto disperare - ha confidato Gardefort a un amico - e più mi sono dedicato ai cavalli». Finalmente un giorno ha incontrato Milady e con lei ha avuto l'illusione di essere ancora vivo… Con i suoi 13 corti capitoli, questo delizioso e insieme amaro racconto di Paul Morand mette in scena la relazione straordinaria fra un vecchio ufficiale e la sua giovane giumenta: c'è il cerimoniale degli incontri quotidiani, la tenerezza dei loro corpo a corpo, lo scambio di sguardi, di attenzioni e di carezze, l'armonia raggiunta nella sottomissione dell'animale al suo «signore». È un rapporto che ha tutti gli elementi di una storia romantica e insieme di una storia d'amore, stravagante e alla fine tragica. Edizione numerata da 1 a 1000.
Casanova
Stefan Zweig
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 130
Quando, alla fine degli anni Venti del Novecento, Stefan Zweig scrisse una biografia di Casanova in quanto «poeta della sua vita», la figura di quest'ultimo, così come le sue "Memorie", censurate, storpiate e mal tradotte, era ancora avvolta nei fumi della leggenda e dello scandalo: libertino, truffatore, corruttore, blasfemo… Con intelligenza e empatia, servendosi di uno stile coinvolgente e ricco di sottigliezze, Zweig ne mise in luce l'unicità e la straordinarietà all'interno di un secolo, il Settecento, dove di avventurieri e di seduttori ce n'erano a dozzine, eppure di Casanova e come Casanova c'era solo e soltanto lui, inimitabile. Ritratto di un uomo amante della vita, libertario e aristocratico, anarchico e però uomo d'ordine, moralista nel suo non essere schiavo delle passioni, "Casanova" di Zweig esce ora con una nuova e smagliante traduzione a festeggiare il 300° anniversario della nascita del più celebre veneziano di tutti i tempi. Edizione numerata da 1 a 1000.
Juan Belmonte Matador Di Tori. La sua vita, le sue gesta
Manuel Chaves Nogales
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 350
"Juan Belmonte matador di tori", di Manuel Chaves Nogales, che per questa nuova edizione si avvale della traduzione e della cura di un aficionado di eccezione come Matteo Nucci, è in assoluto la più bella biografia su di lui mai pubblicata. Giornalista di punta, colto e brillante, Nogales era perfettamente consapevole di quanto quel mondo rappresentasse una certa Spagna e del resto per pittori, scultori, poeti e romanzieri spagnoli la corrida è stata sempre una grande passione. Da Goya a Zuluaga a Picasso, da de Alarcón a Bergamín a Machado, a García Lorca, da Savater a Barceló a Pérez-Reverte l’elenco è imponente e arriva sino ai nostri giorni. Juan Belmonte non era solo un torero, ma un tipo umano, un emblema, era il bambino senza nemmeno la licenza elementare che per descrivere l’andare e venire del toro intorno alla muleta citava «l’aria soave dei lenti giri» di cui parlava il poeta Rubén Dario. Sapeva da dove veniva, conosceva i bisogni della povera gente, incarnava l’idea e la possibilità di una Spagna diversa, più umana e più giusta. Raccontato in prima persona, come se fosse lo stesso Belmonte a prendere la parola, "Juan Belmonte matador di tori" ha l’andatura di un romanzo picaresco, sincero, umano, allegramente malinconico, gonfio di vita, scritto con uno stile trascinante. Edizione numerata da 1 a 1000. Traduzione, prefazione e curatela di Matteo Nucci.
La tomba di Lenin. Gli ultimi giorni dell'Impero sovietico
David Remnick
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 800
Quando David Remnick arrivò a Mosca nel 1988, come corrispondente del «Washington Post», le riforme di Gorbaciov erano già cominciate, ma la più importante di esse non aveva a che fare con nuovi indirizzi economici, con lo snellimento della burocrazia, con la revisione e la riduzione del potere politico rappresentato dal Partito rispetto alla società civile. Riguardava invece, come poté constatare, la verità e il suo ripristino, un'ansia e un sentimento di verità su quello che era stato il brutale passato sovietico, su quello che era il suo desolante e desolato presente. Come un irresistibile eccitante, ogni nuova rivelazione ne stimolava un'altra e presto il processo divenne inarrestabile… Questo spiega perché il ritorno della storia sia il tema di "La tomba di Lenin" e insieme l'essenza della rivoluzione che rovesciò il sistema sovietico. Durante quegli anni di radicali sconvolgimenti politici e sociali Remnick girò l'Unione Sovietica in lungo e in largo. Visitò le Terre Nere del Sud, le coste più lontane dell'impero e i lager della Kolyma, le città minerarie del Nord, le Repubbliche baltiche in fermento; andò nelle stazioni ferroviarie a parlare con i ladri e i mendicanti, con i viaggiatori; andò nei palazzi della politica, nelle lussuose residenze che ospitavano la nomenklatura del Regime e nelle semplici abitazioni degli intellettuali e dei dissidenti. Come in un grande romanzo russo, tutti avevano la loro verità da raccontare e hanno contribuito a comporre il ritratto di un popolo consapevole che la storia si andava agitando sotto i suoi piedi. Tutto ciò fa di "La tomba di Lenin", Premio Pulitzer alla sua uscita, qualcosa che va oltre il giornalismo, un contributo senza pari sul perché della caduta dell'Unione sovietica e insieme la narrazione in presa diretta di un momento straordinario nella storia dello spirito umano. Scritto a distanza di settant'anni da "I dieci giorni che sconvolsero il mondo", di John Reed, "La tomba di Lenin" ne è idealmente il capitolo mancante, tragico epitaffio della fine dell'impero sovietico, ma non, come allora ci si era illusi, della «fine della storia». Prima edizione italiana. Edizione numerata da 1 a 1000.

