Libri di Massimo Novelli
Di guerra, di amore e di eresia. Margherita di Saluzzo-Cardè. La nobildonna che sfidò l'Inquisizione
Massimo Novelli
Libro
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2026
pagine: 223
Margherita di Saluzzo-Cardè era libera ed "eretica", colta e coraggiosa
Annibale Radicati di Cocconato. Il cavaliere senza testa. Vita, amori e morte di un «eroe» di Alexandre Dumas
Massimo Novelli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Settecolori (Milano)
anno edizione: 2025
pagine: 200
Negli ultimi decenni del 1500, in una Francia insanguinata dalle guerre di religione e lacerata dagli intrighi dei duchi de Guise, del re di Spagna e dell'imperatore d'Austria, si consuma la vita del conte piemontese Annibale Radicati di Cocconato. Vita breve e maledetta, tra amori, tradimenti, duelli e spionaggio, che ebbe fine quando fu decapitato a Parigi, il 30 aprile del 1574, con l'accusa di avere complottato contro il re. Accadeva sotto il regno di Carlo IX di Valois-Angoulême, anche se il potere era nelle mani di sua madre, Caterina dé Medici. Alexandre Dumas ne fece uno dei protagonisti de "La Regina Margot". Lo scrittore giocava però con la Storia, la piegava alla fantasia. La Storia con la «esse» maiuscola, invece, da tempo aveva occultato il conte di Cocconato: Voltaire lo ricordò soltanto come quello al quale tagliarono il collo. Altri studiosi lo archiviarono tra i sicari cattolici che, il 24 agosto del 1572, durante la Notte di San Bartolomeo, trucidarono migliaia di protestanti. Ma Radicati fu davvero quel mostro descritto dagli storici? Il libro di Massimo Novelli, più romanzesco d'un romanzo d'avventure, ricostruisce la sua vera esistenza, con carte e testimonianze inedite. Ne emerge il ritratto di un avventuriero filosofo, di un soldato coraggioso e di un agente segreto forse fedele solo al Duca di Savoia, che fu condannato a morte come capro espiatorio per coprire le colpe dei «Grandi»: un gentiluomo moderno, insomma, scettico e ironico, che non credeva né a Dio né al diavolo.
La vita strappata di Guido Tieghi. Una storia della Resistenza
Massimo Novelli
Libro: Libro in brossura
editore: Graphot
anno edizione: 2025
pagine: 200
Si chiamava Guido Tieghi, vercellese, partigiano combattente nella Brigata Garibaldi e giocatore di pallone: Pro Vercelli, Grande Torino, Livorno, Novara. Era una grande promessa del calcio italiano. Quando aveva poco più di vent'anni, sarebbe potuto diventare l'erede di campioni come Silvio Piola e Guglielmo Gabetto. Si diceva che fosse prossimo a vestire la maglia della Nazionale per i Campionati mondiali del 1950. Le cose non andarono così. Il 21 dicembre del 1948, in piena offensiva giudiziaria contro la Resistenza, fu arrestato a Vercelli e accusato di alcuni omicidi avvenuti durante la Liberazione. Anche se innocente, rimase in carcere per oltre quindici mesi. Venne prosciolto nell'aprile del 1950, ma la sua vita non sarebbe stata più la stessa. Perché gliela avevano strappata la vita, per sempre.
Bella e infelice donna. Maria Canera di Salasco. La contessa garibaldina
Massimo Novelli
Libro: Libro in brossura
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2024
pagine: 256
Maria Canera di Salasco è una donna molto bella e affascinante che sin dall’infanzia manifesta uno spirito irrequieto, ma libero. Il suo carattere è forte e deciso, contrario ai compromessi e possiede un’intelligenza acuta e una curiosità sempre vigile, che la porteranno a seguire per anni l’eroe che diede dignità al Risorgimento italiano e che infiammò le menti dei giovani di tutto il mondo: Giuseppe Garibaldi. Figlia del Capo di Stato Maggiore dell’esercito piemontese passato alla storia come colui che firmò l’armistizio con le armate austriache che pose fine alla Prima guerra d'Indipendenza, Maria non è una “cortigiana” in cerca di avventure: è una donna lucida e vuole interpretare un ruolo che la società dell’epoca le rifiuta perché non può essere concepito per una donna. La sua vita è passione politica, è una donna fuori dagli schemi, che non si riconosce nel destino di madre o di moglie. La storiografia ufficiale ha preferito dimenticarla, immaginarla come una donna dalla vita disordinata, incapace di essere madre, amante di molti uomini, dissipatrice del patrimonio familiare, ridotta in miseria, assediata dai creditori e infine reclusa in un manicomio. Massimo Novelli, con la sua indubbia capacità da giornalista di scavare negli archivi, ricostruisce i fatti, li collega tra loro, rivelando i punti ancora oscuri. Ne emerge una donna vera con pregi e virtù e sicuramente con non pochi difetti: una donna europea, anticipatrice di numerose battaglie, anche di emancipazione della figura femminile. Una donna scomoda, libera, autonoma e ingombrante in quanto, probabilmente, troppo intelligente e determinata per una società che faceva fatica a comprenderla.
Vita breve e rivoluzioni perdute di Napoleone Luigi Bonaparte
Massimo Novelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 303
Napoleone-Luigi Bonaparte, figlio di Luigi Bonaparte, uno dei fratelli dell'imperatore esiliato a Sant'Elena, si batté per l'indipendenza d'Italia nei moti risorgimentali del 1831. Non morì in battaglia, però, bensì per una comunissima malattia, la rosolia, anche se qualcuno parlò di un avvelenamento. Se ne andò nel marzo del '31, nella camera di un albergo di Forlì chiamato del Cappello. Poco prima aveva inviato una lettera al Papa, Gregorio XVI, chiedendogli di rinunciare al potere temporale in nome del "libro più liberale che esista, il divino Vangelo". Il suo ricordo, e la sua lettera clamorosa al Pontefice, sbiadirono nel corso del tempo, offuscati dalla fortuna e dalla fama del fratello, salito sul trono di Francia come Napoleone III. La moglie Charlotte, amica di Giacomo Leopardi, pochi anni dopo ebbe in sorte a sua volta una fine drammatica in una locanda di Sarzana, uno dei luoghi di origine dei Bonaparte. Questo è il racconto fatale e stendhaliano, romantico e carbonaro, della vita breve del nipote di Napoleone Bonaparte e della sua rivoluzione frantumata. Ci sono i sogni e le speranze, le ambizioni, le illusioni e le ingenuità di un giovane, che, come la Mathilde di "Il Rosso e il Nero" di Stendhal, avrebbe potuto dire: "Senza una grande passione, languivo di noia nel periodo più bello della vita".

