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Arcana

Pensavo fosse amore. Quando la canzone romantica offende le donne

Pensavo fosse amore. Quando la canzone romantica offende le donne

Valeria Arnaldi

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 208

“E quando mezzanotte viene / Se davvero mi vuoi bene / Pensami mezz’ora almeno / E dal pugno chiuso una carezza nascerà” cantava Adriano Celentano, nel 1968. “Io non ti voglio, ti pretendo / È inutile che dici di no” gridava Raf nel 1989. Nel mezzo, l’amore, spergiurato “vero” soltanto dopo tradimenti, addii o perfino dopo la morte (di lei, s’intende). Sono numerose le canzoni, divenute iconiche, che le donne, nei decenni, hanno cantato credendole romantiche e che invece, a ben ascoltare, avevano un messaggio violento, tutt’altro che sentimentale. Nota dopo nota, parola su parola, brani da classifica apparentemente innocui hanno contribuito a educare l’orecchio a considerare parole dure, atteggiamenti ostili, disprezzo, minacce e molto ancora come prove della forza del sentimento. Perché le canzoni spesso si conoscono a memoria, ma non sempre si ascoltano con attenzione. Ecco allora testi nei quali la donna è trattata come un oggetto, che l’uomo può prendere e lasciare quando vuole. E altri che inneggiano alla durezza da usare con la partner per farsi desiderare. In alcuni casi, si arriva agli insulti, allo stalking, anche alle minacce di violenza vera e propria. L’amore è celebrato come possesso, la passione come desiderio che non si può controllare. Pensavo fosse amore è un viaggio nella storia di canzoni divenute cult che compongono un ritratto del Paese nel tempo e delle sue idee di amore, relazione, legame. Per imparare ad ascoltare – e riascoltare – le dichiarazioni musicate. E anche per capire come è cambiato il nostro “orecchio”.
16,50

Questa notte mi ha aperto gli occhi. La storia dell’unico concerto italiano degli Smiths

Questa notte mi ha aperto gli occhi. La storia dell’unico concerto italiano degli Smiths

Roberto Carvelli

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 216

La notte che ha aperto gli occhi di Roberto Carvelli, autore di questo romanzo-saggio, è quella del 14 maggio 1985, che sarebbe stata poi ricordata come la notte dell’unica data italiana di un concerto degli Smiths, un gruppo poi diventato seminale e imprescindibile secondo tutte le classifiche internazionali di qualità artistica e influenze future. La voce ipnotica di Morrissey, autore di meravigliosi testi poetici, e i riff di Johnny Marr, insieme al basso di Andy Rourke e alla batteria di Mike Joyce, approdano in Italia per suonare i loro primi tre Lp, una cosa che non accadrà più per tutta la loro storia di breve ma esaltante successo, tra cancellazioni e litigi che precedono il prematuro scioglimento della band e le future mancate reunion. In una Roma in febbrile attesa, il gruppo di Manchester infiamma in un solo concerto un paio di migliaia di fan accorsi da tutta Italia per ossequiare il culto di una band. Tra loro l’autore, che ripercorre tutte le tappe che porteranno a quella notte, mettendosi alla ricerca ossessiva di particolari, persone e vicende che hanno reso quella serata l’epifania del futuro che sarebbe venuto: il culto del gruppo e la sua influenza formativa per molti. Tra camerette tutte per sé e vinili graffiati, poesie e turbamenti adolescenziali, una scuola ancora old style e il palco del Tendastrisce assaltato dai supporter, l’autore ricostruisce la storia di quel concerto e degli Smiths e racconta la scena alternativa romana e italiana di quegli anni, gli Ottanta mai troppo riconosciuti nella loro influenza.
16,50

Guerra alla trap. Le parole che fanno paura

Guerra alla trap. Le parole che fanno paura

Andrea Bertolucci

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 120

È da oltre trent’anni che la pervasività culturale dell’hip hop allarma le istituzioni, che hanno a più riprese cercato di arginarla e di ammutolirne i protagonisti. Questa battaglia affonda le radici negli anni in cui l’energia politica del rap era al massimo delle proprie forze, ma ha perseverato nel corso di un trentennio che ha visto dissolversi – anno dopo anno – la necessità di raccontare uno struggle sociale a favore di uno nettamente più personale. Oggi che anche l’individualismo estremo è stato oltrepassato, per lasciare spazio a una nuova narrazione – ancora più cruda, vera e oggettiva – delle periferie e delle vicende che lì accadono, la musica rap, nelle sue declinazioni trap e drill, è tornata a essere un pericoloso faro puntato su ciò che è meglio non mostrare. In questo senso la cultura trap, miscela esplosiva di edonismo e nichilismo, ha premuto l’acceleratore sulla frattura già in atto tra l’opinione pubblica e le nuove generazioni, finendo per allarmare le istituzioni politiche, giuridiche e penali in misura persino maggiore di quanto aveva fatto il rap. Partendo dalle sue origini per arrivare fino alla Uk drill, Guerra alla trap è un viaggio nelle pieghe giudiziarie e censorie avverse a questo genere, divenuto contemporaneamente la colonna sonora dei nostri tempi e la musica più osteggiata di sempre.
13,50

Il sole nella città di smeraldo. Storia romanzata del Grunge

Il sole nella città di smeraldo. Storia romanzata del Grunge

Luigi Gallo

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 320

Da Jimi Hendrix a Singles, Seattle e i suoi abitanti sono una geografia che esplode e si cristallizza negli anni Novanta, iconici, di Mother Love Bone, Pearl Jam, Alice in Chains, Soundgarden, Screaming Trees. Quando Kurt Cobain, leader dei Nirvana, decise di mettere la parola fine alla sua esistenza, si credette che quel movimento musicale chiamato “grunge” fosse limitato solo ed esclusivamente a storie di depressione e droga. In realtà Kurt fu solo l’ennesima goccia che fece traboccare un vaso pieno di ricordi. Questo è un romanzo di come ragazzi comuni attraverso l’amicizia, l’amore e la spensieratezza sono riusciti a cambiare per sempre il panorama rock, partendo da Seattle, la città di smeraldo, fino a conquistare il mondo. Un racconto introspettivo che mette a nudo la fragilità e l’incoscienza, la debolezza e l’insicurezza di ragazzi che erano diventati un esempio da seguire. A Seattle, nonostante ci siano il mare e i boschi folti, il clima è da sempre ostico, ma per un semplice istante durato anni, quei ragazzi hanno donato un sole che splendeva forte e incontrastato, capace di illuminare le tante anime soppresse sparse nel mondo, un sole che ancora oggi non è tramontato e forse non lo sarà mai.
19,50

Consorzio Suonatori Indipendenti, una storia. Indipendenti oltre la storia

Consorzio Suonatori Indipendenti, una storia. Indipendenti oltre la storia

Alessio Barettini

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 120

Dopo la fine dei CCCP (1990), con la caduta del muro di Berlino, quel che rimaneva dei CCCP originali (Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, il “nucleo emiliano”) si incontra con il “nucleo toscano” in uscita dai Litfiba, composto da Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, che già avevano collaborato all’ultimo album dei CCCP – Fedeli alla Linea, epica etica etnica pathos, insieme al loro tecnico del suono, Giorgio Canali. Con questa formazione, a cui si aggiunge Ginevra Di Marco alla voce, i C.S.I. a metà degli anni Novanta pubblicano tre album, per i quali, una volta tanto, vale la pena di spendere l’attributo “seminali”: ko de mondo, linea gotica, tabula rasa elettrificata. Il ruolo del Consorzio Suonatori Indipendenti è stato fondamentale non solamente all’interno del ricco panorama culturale di fine Novecento, ma ha costituito un punto di riferimento culturale ineluttabile anche per tutto ciò che è venuto dopo. Protagonisti di un’epoca di grande trasformazione, in bilico fra epoca bipolare e il caos del nuovo millennio, i C.S.I. hanno saputo costruire un’identità straordinaria e compatta fatta di ricerca artistica, desiderio, sperimentazione musicale e intelligenza politica da cui ancora oggi possiamo trarre spunto alla luce delle criticità e delle problematiche che sono venute dopo, del grande vuoto che loro hanno saputo prevedere e interpretare con largo anticipo.
13,50

Chico Buarque e Fabrizio De André. Anni di piombo, canzoni di rame

Chico Buarque e Fabrizio De André. Anni di piombo, canzoni di rame

Maristella Petti

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 160

Mettere a confronto due figure iconiche come Chico Buarque e Fabrizio De André significa non solo imbattersi in carriere e vite eccezionali, ma anche riconoscere sorprendenti punti di incontro e divergenza tra le loro realtà. Gli anni di piombo, definizione sensazionalista in uso sia in Brasile, per indicare il periodo più repressivo della dittatura militare, sia in Italia, dove si riferisce con vaghezza all’estremizzazione della dialettica politica degli anni Settanta, danno senso a questo paragone, avvicinando non solo i due autori, sia come personaggi sia come cronisti della propria storia, ma anche il regime antidemocratico e la strategia della tensione, nonché le origini della Mpb e della canzone d’autore come istanze dell’immaginario collettivo di fronte a quei tempi. Confrontando i fenomeni di censura e sorveglianza che Chico e De André subirono proprio a causa dell’attività musicale e mettendo in dialogo le canzoni da loro pubblicate in quegli anni, è possibile, man mano che vengono svelate le dinamiche trasversali dell’industria discografica, decostruirle per osservare quel che sopravvive di un’estetica, di una poetica e di una storia al di là delle etichette.
15,50

Gli anni di Hit Mania Dance. Sogni e rimpianti di una generazione

Gli anni di Hit Mania Dance. Sogni e rimpianti di una generazione

Nicola Nucci

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 168

“Gli anni di Hit Mania Dance” è il viaggio di una generazione attraverso i brani, gli oggetti e i sogni che li hanno caratterizzati. Una generazione cresciuta con il culto delle discoteche, ascoltando le famose raccolte di musica dance o techno magari in cameretta, assieme ad altri coetanei. E difatti il racconto di quegli anni si intreccia con la descrizione delle mode tipiche che li hanno caratterizzati (dal Tamagotchi alla rivista «Cioè» passando per il Karaoke di Fiorello), soffermandosi anche sulle mitologiche melodie che hanno accompagnato il proficuo periodo che va dal 1993 al 2005 (data nella quale la famosissima compilation ha deciso di virare verso una scelta selettiva più pop e radiofonica). Passo dopo passo, il narratore intraprenderà un percorso di viaggio e di vita assieme al fratello, di poco più giovane, snocciolando ricordi, aspirazioni e rimpianti di un’epoca che volge al termine tra creazioni di nuove piattaforme social ed emittenti radiofoniche che vivono il proprio percorso di transizione come un ridimensionamento. Per questo la descrizione di quegli anni si fa compilation dopo compilation più nostalgica, accompagnando i protagonisti nei cambiamenti che le richieste del mercato musicale impongono (da techno a dance, da dance a house, da house a reggaeton) sino a condurre loro e tutti i protagonisti della loro generazione a una profonda analisi sul mondo che li attende.
15,50

Pocket Symphonies. Breve introduzione ai confini tra rock e musica classica

Pocket Symphonies. Breve introduzione ai confini tra rock e musica classica

Gabriele Marangoni

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 144

Sono forse i Liederkreis di Franz Schubert e di Robert Schumann i veri precursori di moderni concept album del calibro di the lamb lies down on broadway o the wall? Cosa accomuna i medley di Vasco Rossi con le ouverture di alcune opere di Carl Maria von Weber o di Richard Wagner? Quanto è influenzato lo stile vocale di Billie Eilish dallo Sprechgesang di Arnold Schönberg e di Alban Berg? Pocket Symphonies non ha l’ambizione di rispondere a tutte queste domande, ma i saggi in esso contenuti – quattro, come i movimenti di una sinfonia del XVIII secolo – evidenziano in maniera chiara e inequivocabile molti dei numerosi legami esistenti tra la musica comunemente definita classica e la musica di oggi, e lo fa attraverso una serie di percorsi affascinanti e non scontati che spaziano dalle opere di Claudio Monteverdi ai musical di Andrew Lloyd Webber, dalle sonorizzazioni di Dmitrij Šostakovic alle colonne sonore di John Williams, dalle orchestrazioni di Nikolaj Rimskij-Korsakov agli arrangiamenti di George Martin. Perché come afferma il celebre critico musicale contemporaneo Alex Ross, è proprio vero che “ogni musica finisce per diventare musica classica”. Prefazione di Massimo Padalino.
14,50

Music diary. 100 dischi per gli anni 20

Music diary. 100 dischi per gli anni 20

Alessio Belli, Claudio Lancia

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 280

“Music Diary. 100 dischi per gli anni 20” è un diario di viaggio che si srotola fra il 2020 e il 2024. Alessio Belli e Claudio Lancia sintetizzano, in ordine rigorosamente cronologico, quanto di importante è accaduto nel mondo musicale durante la prima metà del decennio, analizzando venti album per ciascun anno. Non si tratta necessariamente dei cento dischi più belli, più venduti o più premiati del quinquennio, semmai quelli che gli autori hanno ritenuto più rappresentativi e significativi, toccando il maggior numero possibile di generi musicali, alternando nomi conosciutissimi ad altri decisamente più di nicchia. Venti schede all’anno per cinque anni, scritte come fossero le pagine di un diario, inquadrando ciascuna opera nel proprio contesto di riferimento, imbastendo una narrazione che non si ferma al mero aspetto artistico, bensì mira a raccontare le ragioni sentimentali che legano gli autori a ciascuna delle opere trattate. Il risultato finale rappresenta una delle tante selezioni possibili per riassumere cinque anni di musica e di vita. Con una playlist che accompagnerà ogni singolo passo della vostra lettura.
19,50

San Romolo. La controstoria del festival (di Sanremo)

San Romolo. La controstoria del festival (di Sanremo)

Maurizio Targa

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 360

Da Nilla Pizzi ai Måneskin passando per Domenico Modugno, Claudio Villa, Ricchi e Poveri, Achille Lauro. Dal finto pancione di Loredana Bertè ai presunti suicidi sventati da Baudo, dall’irriverenza di Benigni alle liti sul palcoscenico di Morgan e Bugo. Non solo canzoni: se Sanremo ha punteggiato musica e costume tricolore, spesso è passato alla storia per scandali, plagi, censure e accuse di brogli, accompagnando e talvolta anticipando mode e tendenze sociali, non esclusivamente italiane. “Sanremo è Sanremo” perché ciclicamente ci porta a riflettere e a indignarci, ad amarlo o a sdegnarlo. Tutti giurano di non guardarlo, ma in quella settimana non si parla d’altro. Questo libro non è un’enciclopedia, né un elenco di titoli o classifiche. È piuttosto un romanzo festivaliero, una scorribanda politicamente scorretta nell’evento nazional-musicale che, piaccia o no, è per il 75simo anno la colonna sonora del nostro Paese.
16,90

Achtung! Berlino, gli hansa e la musica che ha cambiato il mondo

Achtung! Berlino, gli hansa e la musica che ha cambiato il mondo

Andrea Cerasi

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2025

pagine: 200

Il Meistersaal, eretto sulla Köthener Straße a Berlino, nasce come sede della Società Edilizia della città. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la struttura subisce seri danni a causa dei bombardamenti, tanto da rimanere in disuso fino al 1964, quando viene trasformato in una sala di registrazione, battezzata Hansa TonStudio, chiamata anche “Hansa By The Wall Studios” per via della vicinanza al Muro. Dalle finestre degli Hansa Studios si vedono il filo spinato e le torrette con le guardie armate. È un clima unico, desolante, spaventoso. Intorno, solo macerie, eppure qui si respira linfa vitale, un’energia insolita, capace, per quindici anni, di rendere Berlino il fulcro di un movimento che ingloba diversi generi: dal krautrock al punk, dall’elettronica all’industrial, dal post-punk al rock, dal gothic all’avanguardia, tutte forme musicali che hanno dominato le classifiche, venduto milioni di copie, conquistato generazioni di ascoltatori, e soprattutto dato speranza. Una speranza diventata sogno di libertà, proiezione di un futuro migliore, lontano da muri, posti di blocco e confini geografici. Perché David Bowie ha sentito il desiderio di trasferirsi a Berlino, lasciando Los Angeles? Perché i Depeche Mode sono rimasti affascinati dagli Hansa? Perché Nick Cave ha rinnegato Londra per vivere di stenti non lontano dal Muro? Come mai gli U2, dopo aver conquistato il mondo, hanno deciso di autodistruggersi per poi rinascere tra le macerie del Muro? Cosa hanno significato i Tangerine Dream e i Kraftwerk per la Germania e la musica elettronica? E poi Iggy Pop, che ha scelto di rinascere dopo l’avventura con gli Stooges, i Wire, Brian Eno, gli Psychedelic Furs, Siouxsie and the Banshees, i Gun Club e i berlinesi Einstürzende Neubauten…
16,50

Tutti i colori di Zero

Tutti i colori di Zero

Raffaele Donnarumma

Libro: Libro in brossura

editore: Arcana

anno edizione: 2024

pagine: 208

Non fanno più paura i colori. Oggi tutto è permesso. Fantasie eccessive, poco comprensibili, spesso stonate. Sono colori confusi, raffazzonati, in continuo litigio fra loro. Finiscono per essere un’ostentazione impetuosa che si infrange nel nulla. I colori di Zero crearono forte scompiglio nella società degli anni Settanta. Non erano tollerati e l’ostracismo rappresentò l’arma più ovvia per difendere l’Italia musicale da questa improvvisa contaminazione. Erano colori testardi quelli di Zero. Riuscivano a farsi largo, spesso a gomitate, altre volte con delicatezza. Non si arrendevano mai, erano colori con una storia addosso e Zero li portava con naturale disinvoltura sulla propria pelle. Li respirava, li difendeva a spada tratta. Inizialmente tenui, pacati, successivamente più vividi, forti, meravigliosamente esagerati. E quando il successo divenne storia, lo precedeva addirittura. La parola Zero già evocava il verde bandiera oppure il rosa più delicato. In questo volume ci sono tutti i colori di Zero, ma proprio tutti, dai più timidi e imberbi a quelli più sfrontati. Raccontano una storia, narrano un percorso musicale, ma soprattutto un cammino umano, l’esigenza di esserci a tutti i costi secondo le proprie regole, con l’attenzione sempre viva verso aneliti sogni, il personale bisogno di affermazione. E sotto quel palco il popolo di Zero si è nutrito dei suoi colori e tutt’ora ne conserva le forme e i sapori, assimilati anni e anni fa, quando i colori facevano paura e quando il guerriero Zero trionfava nelle sue innumerevoli variopinte battaglie. Prefazione di Marco travaglio; foto di Arpad Kertesez.
35,00

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