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Aragno

Nelle ombre del domani

Nelle ombre del domani

Johan Huizinga

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 234

«Viviamo in un mondo ossessionato. E ne siamo coscienti. Nessuno proverebbe stupore se un bel giorno questa nostra insania desse luogo a una crisi di virulenta follia che, una volta estinta, lascerebbe l'Europa nel torpore e nello smarrimento; i motori continuerebbero a girare e le bandiere a sventolare, ma lo spirito sarebbe soffocato». Sono le parole con cui si apre "Nelle ombre del domani", di Johan Huizinga. È il 1935 L'Europa registra il successo dei dei totalitarismi e l'entusiasmo per le dittature. Quel libro più che lo sguardo preoccupato di uno storico registra il termometro di un disagio diffuso. Un disagio che significativamente Luigi Einaudi coglie in tutta la sua profondità, tanto da insistere perché il titolo nella versione italiana, anziché assumere la dimensione della prospettiva per un domani incerto, testimoni della condizioni di incertezza del presente. "La crisi della civiltà", questo sarà il titolo che Einaudi propone nel 1937 e che consegna al dibattito pubblico il testo di Huizinga, parla direttamente al presente e intende sottolineare la profondità di una condizione che chiede di rispondere in termini di contenuti e di progetto, senza pensare che la risposta possibile possa arrivare in un futuro tanto indefinito, quanto incerto.
20,00 €

In dialogo con Lev Sestov

In dialogo con Lev Sestov

Benjamin Fondane

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2017

25,00 €

Giampaolo Alciati della Motta e gli eretici piemontesi nell'Europa del '500

Giampaolo Alciati della Motta e gli eretici piemontesi nell'Europa del '500

Luca Addante

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2014

Il Cinquecento piemontese fu percorso da numerosi casi di dissenso religioso, non solo i meglio noti valdesi. Piemontesi furono, infatti, alcuni dei leader delle correnti più radicali, come il grande giurista Matteo Gribaldi, il famoso umanista Celio Secondo Curione, il medico (e abilissimo politico) Giorgio Biandrata, tutti esponenti di un'aristocrazia in decadenza, come pure Giampaolo Alciati della Motta, cui è dedicata questa nuova indagine di Luca Addante. Negli anni del trionfo dell'Inquisizione, Alciati abbandonò la natia Savigliano per dirigersi, al pari di tanti altri esuli, nella Ginevra di Calvino. Qui, tuttavia, il rogo del radicale spagnolo Miguel Servet (1553) rivelò nei calvinisti un atteggiamento di fronte al dissenso non meno rigido di quello cattolico. Alciati e i suoi compagni furono allora i protagonisti di uno scontro durissimo contro Calvino, in nome delle libertà di coscienza, di critica e d'espressione. Ciò costrinse la gran parte di loro a una vita in esilio perenne, e Alciati passò dalla Lituania alla Moravia, dalla Transilvania alla Polonia. Le idee del movimento tuttavia si diffusero in tutta Europa, e il movimento radicale con le sue pratiche, i suoi scritti, le sue proteste, la sua propaganda europea ebbe un ruolo decisivo nel rivoluzionare le concezioni delle libertà, portandole dal Medioevo al mondo moderno, e contribuendo a trasformare le libertà da privilegi concessi a pochissimi in diritti che spettano a tutti gli esseri umani.
15,00 €

Seme di un pensiero

Seme di un pensiero

Beppe Mariano

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2012

Se dovessi indicare il protagonista maggiore di questo libro dalla così vasta ricchezza di toni, non avrei dubbi: il Monviso. La montagna. La sua presenza incombente e leggera, austera e magica, corre per tutte le pagine e le inarca. Ed è il Monviso che guida Beppe Mariano verso il mito. Pavese, certo. Ma Mariano va oltre. I tempi che censuravano ideologicamente ogni rincorsa verso il mito (e che inflissero censure e sofferenze a Pavese, e anche a Pasolini) sono finiti. In Mariano il mito si sprigiona in testi come quelli di 'Monvisana', di 'Mòria', di 'Mistà' con una potenza rara nella poesia di oggi. Quando la vacca Mòria vola su un bastimento in mezzo alla tempesta, la suggestione visionaria è così forte che io ho pensato all'Ulisse di Dante, alle pagine finali del Gordon Pym di Edgar Allan Poe. E anche la vicenda di Mistà, che dopo i suoi mille mestieri vola appeso al suo ombrello sino a confondersi con le costellazioni ricorda il paradigma di ogni mito, che è la ricongiunzione finale al cosmo, alle origini, alle lontananze siderali. Cosa dire, in conclusione, di un libro così, che è capace di dare sostanza mitica alla montagna, di fare del Monviso un nuovo, indimenticabile luogo dello spirito, dell'energia dello spirito?
15,00 €

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