Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Adelphi

Microgrammi

Microgrammi

Robert Walser

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 233

Quando morì, dopo oltre vent'anni trascorsi nella clinica psichiatrica di Herisau, Robert Walser lasciò dietro di sé una vecchia scatola da scarpe: conteneva lettere, cartoline, foglietti di ogni genere, buste e ricevute di pagamento, sui quali aveva tracciato minuti colpi di lapis. Che cosa si nascondeva dietro quella micrografia all'apparenza impenetrabile, ultimo mistero trasmessoci dal «più solitario fra tutti i poeti solitari», come lo definì Sebald? Pazientemente decifrati e qui presentati per la prima volta in italiano, i Microgrammi racchiudono un universo letterario anarchico e ingannevole, in cui prosa e versi, scarabocchio e fiaba si confondono, e ogni parola, ogni frase, ogni racconto, si mescola alla chiacchiera. Eppure, chi vedesse questi minuscoli geroglifici come lo sbocco della sua follia capirebbe molto poco di Walser. La follia, semmai, è quello che precede tutta la sua opera, e che essa deve celare. «Mi aleggia sulle labbra qualcosa che in genere non si dovrebbe mai permettere alle labbra di pronunciare, sicché riconosco di appartenere al vastissimo gruppo di quei chiacchieroni che, oralmente o per iscritto, assicurano di essere discreti» scrive in queste pagine – e si ha l'impressione che se smettesse di chiacchierare per lui sarebbe la paralisi. Quelle chiacchiere hanno una funzione protettiva. I suoi personaggi escono dalla notte, «là dove essa è più nera, una notte veneziana» ha osservato una volta Walter Benjamin – e in quella notte devono ritornare, come il Minotauro al centro del labirinto.
20,00

Vita tra i selvaggi

Vita tra i selvaggi

Shirley Jackson

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 197

Quando non era impegnata a ideare storie che avrebbero terrorizzato generazioni di lettori, Shirley Jackson conduceva una vita che verrebbe la tentazione di definire ordinaria, per quanto frenetica. Un marito, quattro figli, un cane, un numero imprecisato di gatti, una grande casa isolata nel Vermont: abbastanza per riempire le giornate in attesa del «miracolo serale» – il momento in cui i bambini andavano a letto e il caos si placava per qualche ora. Ma quelli dello scrittore non sono panni che si possano svestire e indossare a piacimento; e se da Conrad abbiamo imparato che chi scrive lavora anche quando guarda fuori dalla finestra, grazie a Jackson scopriamo qui che può farlo persino mentre organizza un trasloco, si prepara a un tardivo esame per la patente, passa una convulsa mattinata ai grandi magazzini, si barcamena tra bambinaie inaffidabili – o addirittura in libertà condizionata –, cerca di gestire un esilarante valzer dei posti letto quando un'influenza colpisce tutta la famiglia. "Vita tra i selvaggi" si rivela allora una porta, forse ben nascosta ma non necessariamente secondaria, per entrare nel bizzarro universo di una strega molto domestica. E ci fornisce la prova che la differenza tra comico e inquietante, proprio come quella tra cura e veleno, talvolta può essere una mera questione di proporzione degli ingredienti.
19,00

Vangelo nero

Vangelo nero

Seicho Matsumoto

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 420

Bianca e maestosa, la chiesa cristiana di Musashino, quieto sobborgo di Tokyo, infonde un senso di profonda devozione, e un grande rispetto circonda i suoi sacerdoti, tutti stranieri, che vivono al riparo dalla frenesia e dalle tentazioni della grande città. Almeno fino a quando, in una placida mattina di aprile, le acque lente del vicino fiume Genpakuji non restituiranno il cadavere di una hostess. Come un ciottolo lanciato in uno stagno irradia i suoi cerchi, da quel corpo «di un bianco così puro» e dall' «aria serena» affiorerà a poco a poco un disegno oscuro, in cui ogni membro e ogni fedele della chiesa gioca la sua parte: dal giovane prete Charles Tolbecque, smanioso di assaggiare alcune libertà vietategli dall'abito talare, alla provocante Ebara Yasuko, che il parroco René Villiers visita quasi ogni notte, fino ai vertici dell'ordine, coinvolti nel commercio di misteriose casse. Risalendo con pazienza gli anelli della catena si potrebbe fare luce sull'assassinio, e su chissà cos'altro – ma non nel 1959, nell'interminabile dopoguerra che il Giappone attraversa. Per il detective Fujisawa Rokuro e per il cronista Sano la ricerca della verità sarà una lotta impari: contro le gerarchie ecclesiastiche, risolute a insabbiare il caso, e contro il potere politico, timoroso di urtare le nazioni da cui provengono i religiosi. Specchio di un Giappone ferito ma animato da sussulti di orgoglio, "Vangelo nero" è uno dei libri più singolari di Matsumoto, dove le atmosfere del noir si saldano al rigore dell'inchiesta giornalistica, in una trama così prossima alla realtà da risultare implausibile.
22,00

Colpo di luna

Colpo di luna

Georges Simenon

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 166

Joseph Timar ha lasciato La Rochelle pieno di entusiasmo e spavalderia e quando ha fatto il suo ingresso al Central, l'unico albergo di Libreville, mentre il boy gli serviva un whisky nel caffè dalle pareti adorne di maschere africane, si è sentito un vero colono. Poi c'è stata la prima notte, piena di fruscii, di rumori indefinibili, tutto un brulicare di animali sconosciuti. Al risveglio l'ha vista sulla porta, che esaminava il suo corpo di adolescente con uno sguardo carico di una sensualità intenerita, quasi materna. Da quella mattina è diventato l'amante di Adèle, la proprietaria del Central.
12,00

L'Africa che dicono misteriosa

L'Africa che dicono misteriosa

Georges Simenon

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 171

Negli anni del suo apprendistato letterario Simenon sfornava a un ritmo forsennato romanzi popolari, molti dei quali ambientati in luoghi esotici, a lui del tutto ignoti, con il solo aiuto di un mappamondo e di un'enciclopedia. Il mondo che creava era bello, perché, dichiarerà in seguito, era «artificiale». Un giorno, però, gli viene voglia di vedere com'è fatto davvero, il mondo. Cominciando dall'Africa. Si imbarca quindi, insieme all'inseparabile Tigy, per Il Cairo, da dove raggiunge Assuan; da lì sorvolerà il Sudan, per poi discendere il Congo fino a Kinshasa, e sulla via del ritorno fare scalo a Port-Gentil, Libreville e Conakry. Solo dopo essere rientrato in Francia ricaverà da questo lungo viaggio i reportage qui raccolti – nei quali non solo non indulge all'esotismo, ma soprattutto assume un tono di denuncia che a molti, all'epoca, farà storcere il naso. «L'Africa ci manda al diavolo» scrive Simenon «e fa bene!». Quello che ha visto non gli è piaciuto affatto – anzi, il più delle volte lo ha profondamente disgustato. Certo, alcuni degli aneddoti che racconta, con la verve che gli conosciamo, lo hanno stupito, a momenti anche divertito; e, con quella voracità impudica che è nella sua natura, non ha perso occasione di scattare fotografie (più di settecento). Tuttavia non nasconde in alcun modo, della realtà coloniale, il fondo più torbido e atroce: né il disprezzo che i bianchi nutrono nei confronti dei neri, né lo sfruttamento e la violenza di cui questi sono vittime – né tantomeno il sordido abbrutimento dei coloni stessi, che Simenon descriverà, a caldo, in quel formidabile romanzo che è "Colpo di luna".
16,00

Il libro bianco

Il libro bianco

Han Kang

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 160

È in una tiepida primavera di Seoul, quando le magnolie in fiore parlano di rinnovamento e rinascita, che Han Kang matura l’idea di scrivere un libro sul bianco. Ma solo nel corso di un lungo soggiorno all’estero, mentre vaga per le strade di una città sepolta sotto la neve, il suo progetto comincia a prendere corpo intorno al ricordo della sorella maggiore, morta poche ore dopo la nascita. Narrare la sua storia è un modo di restituirle la vita che non ha avuto, facendole dono di tutte quelle cose bianche, in cui si rivela la «parte di noi che rimane intatta, pulita, indistruttibile a dispetto di tutto». Le prime che Han Kang ci pone sotto gli occhi sono proprio le fasce cucite per la neonata, il camicino che la madre prepara per lei e la bimba stessa, simile a un dolcetto di riso. E bianco sarà tutto ciò che alla sorella la scrittrice offrirà: una zolletta di zucchero, un pugno di sale grosso, il volto della luna, la schiuma delle onde, il respiro che il gelo condensa e rende visibile, la neve – materia «fragile, effimera eppure di una bellezza impetuosa» – e le stelle limpide e fredde della Via Lattea, capaci di «lavare lo sguardo all’istante». Perché la purezza del bianco e il potere curativo delle parole possano lenire il dolore e alleviare la perdita.
19,00

Hansel e Gretel

Hansel e Gretel

Stephen King

Libro: Libro rilegato

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 47

È stata un'illustrazione di Maurice Sendak a ispirare questa versione di Hänsel e Gretel narrata da Stephen King, straordinario creatore di storie sull'infanzia e appassionato lettore di Sendak. Nella fiaba dei Grimm, dopo esser stati abbandonati nel fitto del bosco, i due fratellini si imbattono in una piccola casa ricoperta di dolciumi e avvolta da un invitante profumo. Nell'illustrazione che Sendak realizzò per un adattamento operistico della fiaba, la casetta nasconde, tra una leccornia e una delizia, un volto maligno che si rivela solo quando i bambini non possono vederlo. Questa mostruosità celata dietro un aspetto incantevole racchiude, secondo Stephen King, il segreto diHänsel e Gretel – e di ogni fiaba. Età di lettura: da 5 anni.
22,00

Natura morta con briglia. Il secolo d’oro olandese

Natura morta con briglia. Il secolo d’oro olandese

Zbigniew Herbert

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 190

Come ha osservato una volta Brodskij, i versi di Zbigniew Herbert, con la loro geometrica nitidezza e glaciale lucidità, hanno il potere di lasciare un’impronta fisica nella «materia cerebrale» di chi legge. Altrettanto si può dire di queste prose, che fanno rivivere sotto i nostri occhi il «secolo d’oro» olandese, con la qualità iperreale e allucinatoria di certe decalcomanie. Lente d’osservazione privilegiata è la pittura, una pittura che sprigiona nell’immediatezza di un dettaglio – un ciuffo di salici, una goccia d’acqua, un mulino solitario, la forma di una nuvola, i canali e le rosse città – «l’immensità del mondo e il cuore delle cose». Ma Herbert non ci immerge solo nei mirabili paesaggi di Jan van Goyen, nel «chiarore plumbeo» che precede i suoi temporali, o nella «pigra luminescenza dorata» dei suoi pomeriggi estivi, ci conduce anche nelle botteghe degli artisti, nei salotti di «rappresentanti molto conservatori delle virtù calviniste», al centro della vita di questa «nazione frugale, sobria, industriosa». Sfogliando talora recondite pagine di storia – da quelle drammatiche della ‘tulipanomania’ a quelle velate di mistero che dischiude l’unico quadro sopravvissuto di Torrentius, oscuro pittore perseguitato per eresia –, Herbert mescola narrazione, diario di viaggio e riflessione, senza mai spogliarsi del suo sguardo poetico, giungendo così a rivelarci il volto più segreto del Seicento olandese.
19,00

Giornale di uno straniero a Parigi

Giornale di uno straniero a Parigi

Curzio Malaparte

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

Nel giugno del 1947 Malaparte torna a Parigi dopo quattordici anni: non di assenza ma «d’esilio», precisa, come se la Francia fosse per lui una seconda patria. Una patria anzitutto letteraria: non a caso lo scrittore moderno che sente più vicino è Chateaubriand, di cui condivide i gusti, l’indole, i sentimenti, le inclinazioni – e la profonda malinconia: «È in virtù di Chateaubriand che, talvolta, mi sento francese». Non si tratta però solo di inclinazioni letterarie: «Ogni volta che attraverso la frontiera francese,» confessa «respiro meglio, dormo, mi sento tranquillo, e sicuro». È un’intera civiltà ad attirarlo irresistibilmente: la modernità «raffinatissima e intransigente» dell’età di Luigi XV, fiduciosa nell’«uomo perfetto»; la follia «fredda, chiara» di Cocteau e Giraudoux, che correggono con l’immaginazione quanto di troppo cartesiano c’è nello spirito francese; il colore del cielo di Parigi, degli alberi e dell’acqua della Senna, che Madame Schiaparelli sa catturare nelle sue stoffe. Ma il giornale di Malaparte è un racconto attorno a un «io» destinato al naufragio, in un’epoca che non gli appartiene più. I salons dove intreccia conversazioni con scrittori, gente di teatro, artisti e diplomatici sono ormai solo un riverbero del passato. I quattordici anni trascorsi hanno scavato un solco: nello sguardo di Mauriac, Malaparte coglie ora un oscuro rimprovero, e in quello di Camus incomprensione se non odio. È lo scotto che deve pagare in quanto italiano, e sospetto di collaborazionismo. Intorno a lui ormai serpeggia la convinzione «che soltanto i Francesi abbiano lottato per la libertà»: il sogno di una patria ideale non ha retto all’impatto della Storia, e ha lasciato posto alla lacerante solitudine di chi si scopre straniero in due patrie.
25,00

Il dito in bocca

Il dito in bocca

Fleur Jaeggy

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 103

Di fronte a Lung, la giovane protagonista di questo romanzo, i medici, e non solo loro, restano perplessi: non ha mai abbandonato l’abitudine di mettersi il dito in bocca, risponde alle domande mostrando lo smalto delle unghie, racconta lucidamente, leggermente, i fatti della sua vita, ma la chiarezza è apparente ed è facile perdersi fra le sue parole, peraltro scarse; quanto ai fatti, potrebbero far rabbrividire, se non si fosse distratti dal tono agile, sconsiderato e preciso della narratrice. Lo zio-padre Jochim, la madre Marween, le tragiche storie del piccolo fiammiferaio e dell’amica Armance, l’incontro laconico con un grande filosofo, la scimmia albina, lo strano caso del professor Walter, l’enigmatico e sapiente Nathan – con l’aiuto di tutti questi elementi Lung ci presenta un puzzle che non si chiude da nessun lato, e che possiamo tentare di ricostruire solo perché ci sentiamo guidati con discrezione e talento algebrico. Lung attraversa le sue storie senza fermarsi mai, in uno stato di continua sospensione, di dubbia identità, con un passo che ci sembra di vedere per la prima volta – di sonnambula o di veggente –, lasciando dietro di sé una costellazione di emblemi aforistici e la traccia di una presenza dimenticata e fondamentale della letteratura: l’ironia romantica.
12,00

Un problema musicale. Lettere 1960-1979

Un problema musicale. Lettere 1960-1979

Oliver Sacks

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 574

«Le parole sono il mezzo espressivo nel quale devo tradurre la realtà. Io vivo di parole, immagini, metafore, sillabe, rime. È più forte di me» scrive il giovane Oliver Sacks in una lettera che lascia presagire, oltre alla nascita imminente dello scrittore, una divorante passione epistolare che coltiverà per tutta la vita, riversandola su familiari, amici, amanti, colleghi, poeti e scienziati come Auden e Lurija – i suoi «buoni padri» – e comuni lettori. Un «immane diluvio di parole», attraverso il quale oggi ci è dato ripercorrere l’esistenza di Sacks e osservarne da una prospettiva inedita le «tortuosità emotive», l’oscillare fra depressione paralizzante e creatività maniacale, gli entusiasmi, le inquietudini e la battaglia contro il mondo della medicina che tendeva a osteggiarlo. Quasi in tempo reale assistiamo, negli anni di Risvegli, al radicarsi in lui della convinzione che non ci sia approccio clinico valido senza «comprensione empatica e compassionevole» del paziente. E che ogni malattia sia in fondo, come diceva Novalis, «un problema musicale», così come ogni cura è «una soluzione musicale». Ma, soprattutto, queste lettere – che per Sacks sono a un tempo estensione della pratica medica, pagine di diario e strumento di autoanalisi – celano un giacimento inestimabile di umanità e di acume, di insaziabile curiosità e stupore infantile, con il quale questo singolare, debordante «astronomo del mondo interiore» torna ancora una volta a incantarci.
28,00

Esercizi negativi. In margine a «sommario di decomposizione»

Esercizi negativi. In margine a «sommario di decomposizione»

Emil M. Cioran

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 265

I testi qui raccolti ci offrono il privilegio raro di penetrare nel laboratorio di Cioran e di assistere, per così dire in presa diretta, al distillarsi del suo pensiero. Scopriamo così come il Cioran degli inizi, più lirico, più «scarmigliato», «più apertamente provocatorio», arrivi alla folgorante condensazione del frammento. «Gli Esercizi negativi mostrano l’“esplosione” vissuta e il lento lavoro di rifinitura dello stile» osserva Ingrid Astier, e basterà scorrere anche solo i titoli di alcuni capitoli – «L’assoluto e le sue caricature», «L’improbabile come salvezza», «Il suicidio come strumento di conoscenza», «Tra Dio e il verme», «Del solo modo di sopportare gli uomini» – per cogliere la forza dirompente di un libro dal quale non si esce indenni. Perché «un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo», affermerà molti anni più tardi lo stesso Cioran, svelando l’intento profondo di queste pagine, che alla minaccia dell’accecamento preferiscono la lucidità dell’insonnia.
16,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.