Progetto Cultura: Il dado e la clessidra
Remainders
Mario M. Gabriele
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2021
pagine: 96
Che cosa sia la poetry kitchen lo spiega bene Mario Gabriele, il capostipite di questo genere di poesia. Poetry kitchen è tutto ciò che resta nella dispensa, nei cassetti dimenticati del frigidaire. Possiamo a ragion veduta dire che Mario Gabriele è, hölderlinianamente, pieno di merito e poeticamente abita la terra, proprio come la gallina della cover della poetry kitchen, che becca il mangime lasciato cadere per terra dagli umani. Oggi il poeta è diventato non più e non solo uno «straccivendolo» ma anche un ladro di becchime, usa le parole a perdere della civiltà dello spettacolo e del consumo e le reimpiega; oggi la poesia è un oggetto-da, è fatta da oggetti-da, che provengono dal ciclo della produzione e della sovrapproduzione per finire nella pattumiera che segue al consumo, in questo modo la terra può essere di nuovo abitata e resa abitabile, le parole anche possono essere rese abitabili una volta recuperate e riciclate dalla loro opacità e insignificanza...
Compostaggi
Mauro Pierno
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 112
"«Ciò che resta lo fondano i poeti» ha scritto Hölderlin. E infatti, ciò che resta sono i materiali combusti, le scorie radioattive, il compostaggio, materiali inerti, non riciclabili, il biossido di carbonio, gli scarti della combustione, gli scarti della produzione, le parole sporcificate… Le parole delle poesie di Mauro Pierno sono errori di manifattura, errori del compostaggio, errori della catena di montaggio delle parole biodegradate, fossili inutilizzabili. Sono queste parole che richiedono la distassia e la dismetria, sono le parole combuste che richiedono un nuovo abito fatto di strappi e di sudiciume. Non è Mauro Pierno il responsabile. Bandito il Cronista Ideale di un Reale Ideale, resta il cronista reale di un reale reale. Il «reale» del distico è dato dalla compresenza e complementarietà di una molteplicità di punti di vista e di interruzioni e disconnessioni del flusso temporale-spaziale e della organizzazione sintattica e metrica."(Giorgio Linguaglossa)
Appesa a un filo
Silvana Palazzo
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 104
"Il mondo poetico di Silvana Palazzo in quest'ultimo felice volume corrisponde al mondo interno della retroflessione del pensiero che pensa il mondo. Gioia, amore, dolore, angoscia, illusione, disillusione, ignoto, omicidio, disperazione sono gli esistenziali che popolano la poesia della poetessa calabrese, una condizione altamente instabile: essere appesi a un filo, esposti alla oscillazione dei venti e delle intemperie, una condizione umana votata alla incertezza e al pericolo. Scrittura narrativizzata caratterizzata da sorprendenti interruzioni – impressioni quotidiane colte con agili tecniche della ripresa continua e interrotta –, che potrebbero essere interpretati anche come volontarie citazioni del linguaggio filmico. L'occhio sensibile ai dettagli, alle casualità, a ciò che abitualmente si trascura nella quotidianità, il desiderio di toccare la realtà mentre si fa e si disfa dinanzi a noi, il culto per ciò che è stato dimenticato, smarrito, rimosso. Una visione dialettica della immobilità. Questo è propriamente la scrittura top pop di Silvana Palazzo". (Giorgio Linguaglossa)
L'immobile volo
Edith Dzieduszycka
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 80
"Il libro è costituito da due «voci»: una maschile e l'altra femminile, ridotte alla «nuda vita». L'io è stato ridotto a nuda voce. Due «voci» monologanti,presumibilmente due persone conviventi o sposate dei giorni nostri di un qualsiasi luogo insignificante dell'Occidente evoluto che mettono in opera una «confessione» separata, a compartimenti stagni, in camere separate,blindate dalla incomunicabilità generale. Ciascuna «confessione» avviene nell'ambito del proprio Foro interiore, ciascuna parla a se stessa per parlare all'altra, ciascuna parla un linguaggio che l'Altro intende benissimo ma che, proprio per questo, lo fraintende e lo equivoca. Perché ciò che azionale «voci» è la mole invisibile dell'Inconscio. Ecco spiegato il titolo "L'immobile volo", in realtà i due personaggi, le due «voci», pur legate presumibilmente da una contiguità passata e da una relazione intima, ciascuna,dicevo, è sostanzialmente «immobile», cioè incapace a superare e infrangere lo schermo del Foro interiore, la convenzione sociale della «confessione» e quant'altro". (Giorgio Linguaglossa)
Faust chiama Mefistofele per una metastasi
Francesco Paolo Intini
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 120
"Ne è passato di tempo da quando Baudrillard accusava Dio di insider trading in quanto autore di atti terroristici quali l’uragano Katrina o la Sars. Con disinvoltura, Francesco Paolo Intini pronuncia enunciati nei quali sembra in azione un pilota automatico che si muove in un ecosistema segnico di tipo cibernetico. Nella sua poesia le parole affiorano dalla profondità della superficie semiotica, il che rende evidente la relittuosità superficiaria delle parole che vivono come oloturie, echinodermi diffusi nei fondali marini così come nel nostro universo semiotico. La poesia non può che assumerle in pianta stabile. Sarebbe presuntuoso cercare un senso in questi versi, la realtà è scomparsa, il reale è stato riassorbito dalla sua simulazione un tempo televisiva e oggi telematica. Forse sarebbe più giusto eliminare la parola «senso» dal vocabolario di Intini. La scomparsa delle parole dal nostro universo superficiario di segni è un dato di fatto dal quale Intini riparte per costruire degli specchi riflettenti. Scrive l’autore:«Sopravvivere a un attacco di scafandri e radioonde»." (Giorgio Linguaglossa)
I platani sul Tevere diventano betulle
Gino Rago
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 176
Nella poesia di Gino Rago è rinvenibile una magistrale sicurezza di andamento processuale, una autentica novità per la poesia italiana. Il segreto di questa procedura risiede nello stile gnomico-colloquiale: un mix di parlato e colloquialità nello stile di una missiva indirizzata ad un interlocutore reale o non-reale mixato con dei linguaggi da bugiardino, un mix di didascalie cliniche, di prodotti commerciali, quasi dei referti medici in stile gnomico, un compositum che utilizza un linguaggio giornalistico leggero che confligge con lo stile gnomico e aforistico. Il risultato è uno stile da Commedia che impiega il piano medio alto e quello medio basso dei linguaggi, con gli addendi finali di continui attriti semantici e iconici, dissimmetrie, dissonanze, disformismi, disparallelismi… il principium individuationis è fornito dalla peritropè (capovolgimento) di un attante nell’altro, di una «situazione» in un’altra, di un luogo in un altro.Il libro è diviso in cinque sezioni, ciascuna delle quali è composta con un movimento e una tonalità diverse dalle altre, ogni sezione è composta da una lessicalità individuale. (Dalla prefazione di Giorgio Linguaglossa)
La prigione celeste
Carlo Livia
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 112
«Una nuova ontologia estetica deve essere formulata dai poeti, sono loro che hanno il compito di pronunciare il nuovo discorso poetico che dovrà far coabitare l’ontologia con la temporalità. I filosofi ci seguiranno. Sta a loro fare la nuova poesia che sia abnorme ed ultronea, ed erranea. In questo arduo e problematico progetto, un posto di rilievo ce l’ha senz’altro Carlo Livia con la sua ricerca singolarmente in contro tendenza rispetto alle "poetiche da risultato" che sono venute dopo il 1971, l’anno famigerato di Satura di Montale che ha segnato la caduta tendenziale della poesia italiana nella opacità del narratum. Conosco Livia da venticinque anni, quando contribuì con il suo lavoro all’appena nata “Poiesis”, quadrimestrale di letteratura da me fondato nel lontano 1993. È da allora che ho contezza del suo impegno poetico. Ho sempre stimato quella certosina ricerca di un nuovo linguaggio poetico, munita di ottime letture filosofiche, in primis, Heidegger e Nietzsche. Il suo obiettivo era quello di spostare il baricentro della poesia italiana del secondo Novecento.» (dalla prefazione di Giorgio Linguaglossa)
Registro di bordo
Mario M. Gabriele
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2020
pagine: 152
"Tu scrivi, caro Mario, che il tuo libro tratta di «fonemi, reperti fossili e poliscritture», che addensa nel suo stile una condizione frastica tra le più variegate e pluriestetiche. Ed hai già dato la chiave per l’ermeneutica della tua poesia. La tua è poesia-pop: pop-spot, pop-bitcoin, pop-jazz, pop-corn, pop-poesia, poesia da tavolino da bar, poesia da bar dello spot, nuovissima, da gustare con un Campari soda e una quisquilia del TG in mezzo ai rumori di fondo: intermezzi, nanalismi, banalismi, gargarismi, truismi, incipit, explicit, inserti pubblicitari. Sei il Warhol della pop-poesia italiana. Il che non è poco. La pop-poesia che si gusta con le patatine fritte del Mc Donald’s e un caffè al Ginseng la mattina, e la sera, prima di andare a dormire con una bustina di Maalox plus. Registro di bordo è un viaggio, anzi, un viaggio-sosta nella indeterminazione delle parole; quelle parole raffreddate, ibernate, insaponate con cui l’uomo di oggi è costretto a coabitare, e con le quali ci si trova a proprio agio, coinquilino forzato del banale." (Giorgio Linguaglossa)
Filastroccheeee
Silvana Palazzo
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2019
pagine: 80
"Silvana Palazzo ha qui a che fare con la post-pop-poesia, con quella «cosa» che è diventata la poiesis dopo la fine del Moderno e il tramonto dell’età della lirica. È accaduto che nelle attuali condizioni delle pop-democrazie di ispirazione liberal è venuta a cadere la formapoesia del genere lirico, e la poiesis si è trovata alle prese con la massa informe delle scritture poetiche dell’età del liberalismo, caratterizzata da una mancanza di «forme» e da una carenza di «interrogazione». Silvana Palazzo non ha prodotto una poesia «nuova», non ha restaurato la forma-poesia pur nell’aspetto esteriore del verso regolare e dei distici ben confezionati, non ha scritto poesia dell’io, non ha fatto poesia confessionale, ha confezionato delle «filastrocche», apparentemente ingenue e giullaresche, in realtà molto serie e impegnative; ha preso atto della realtà e ha fatto i conti con quel problema che è diventato sempre più ingombrante." (Giorgio Linguaglossa)
Il poeta descrive la vita
Silvana Palazzo
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2019
pagine: 144
È vero, «il poeta descrive la vita». Silvana Palazzo, pur prediligendo il frammento, non lo riduce a esercizio di stile disinteressato e impropriamente assolutizzato, chiuso a fortezza costruita con gli stuzzicadenti, a solipsismo elitario. La poetessa calabrese si limita a porre degli interrogativi lasciando ad altri la libertà di fornire le risposte, nella convinzione che l’essenza della poesia è interrogazione. Non c’è più un metronomo perché non c’è più una unità metrica. Di qui la importanza degli elementi non fonetici della lingua (i punti, le virgole, i punti esclamativi e interrogativi, gli spazi, le interlinee, etc.) che influiscono in maniera determinante a modellizzare la «parola» all’interno del nuovo «metro» ametrico. Di qui l’importanza di una sintassi e di una metricità frante. Ecco spiegato il valore fondamentale che svolge il punto in questo nuovo tipo di poesia, spesso in sostituzione della virgola o dei due punti. (Giorgio Linguaglossa)
Immagine di una immagine
Filomena Rago
Libro
editore: Progetto Cultura
anno edizione: 2019
pagine: 96
«Questa seconda raccolta poetica di Filomena Rago è disseminata di espedienti ardimentosi. Spetta al lettore scovarli, riconoscerli. L’autrice carica di responsabilità il lettore perché gli conferisce un ruolo attivo, di concorsualità. La scrittura privilegia senso e suono, prende all'amo il lettore, lo trascina verso la “directness” degli imagisti di Ezra Pound. Il titolo del libro "Immagine di una immagine" racchiude la Weltanshauung di Filomena Rago; il linguaggio poetico è inteso come una "intelaiatura di immagini", un discorso comune, quotidiano. L’autrice adotta il verso libero perché sa che esso è un principio di libertà che pienamente può esprimere l’individualità del poeta, che in poesia significa una nuova cadenza, un nuovo stato d’animo, un nuovo ritmo, una nuova idea. Esaminando i primi due distici della composizione che dà il titolo al libro, Immagine di una immagine, troviamo le quattro parole-chiave della nuova poetica di Filomena Rago "assenza-buio-oscurità-silenzio", le parole diventano immagini, traslati, metafore cinetiche: “La città tintinna alla finestra come un serpente/ a sonagli”.» (Gino Rago)