Ponte alle Grazie: Passi
Pietre d'Appennino. A piedi sulle strade che raccontano la Storia
Alessandro Vanoli
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2021
pagine: 192
L'Appennino non ha la maestosità delle Alpi, né la tragica grandezza delle catene montuose asiatiche. La sua dimensione è familiare, ti si raccoglie intorno come una casa. E di una casa ha le caratteristiche: gli ambienti conosciuti, i ricordi, i vecchi oggetti di sempre. La dimensione dell'Appennino raccontato da Alessandro Vanoli è questa: la memoria storica e personale. Le pietre che costruiscono letteralmente lo spazio e il tempo del cammino, con gli alberi, i fiumi, i luoghi abitati o abbandonati. Gli appuntamenti con gli amici a illuminare quel certo tratto di strada. L'apparizione dei personaggi che vi hanno vissuto. L'intrecciarsi di corsi d'acqua verso il fiume Reno, l' Old Man River che contiene e convogliala grande Storia, e le piccole storie che Vanoli ci mette, casualmente, sul cammino. E dappertutto, a fermarti e farti pensare, le Pietre. Che sono il tema e il motore del libro. Erano lì quando c'erano gli etruschi, i romani le hanno spostate per farci passare la via Flaminia. Hanno visto i mercanti di lana e di seta, gli uomini della Seconda guerra mondiale, i turisti sulla Via degli Dèi. L'Appennino di Vanoli gira attorno a Bologna, in un percorso che dalla cattedrale di San Luca passa da Sasso Marconi e Vergato, Porretta e Roncobilaccio, attraverso strade e sentieri che «collegano le cose e le persone».
Un'estate in alpeggio
Annibale Salsa
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2021
pagine: 128
«Sono partito là dove nascono le Alpi, al confine tra Piemonte e Liguria, in un luogo familiare, circondato da gente a me conosciuta, più di sessant'anni fa. Sono partito con un piccolo zaino, otto mucche e l'idea che raggiungere la montagna avrebbe significato conquistare il mondo». La montagna, per quel bambino di nome Annibale Salsa, ha la forma di un alpeggio e si chiama Conca del Prel. Lassù trascorre la prima di tante estati in compagnia dei malgari e dei ritmi sempre uguali della mungitura, del pascolo delle bovine, dei pasti consumati nel silenzio di un prato o la sera davanti al fuoco. Impara come nascono formaggi che danno il loro nome a vallate e montagne; prova paure ancestrali - quella del temporale più di tutte - e sente crescere dentro di sé il legame con un mondo che diventerà il centro della sua vita e della sua professione di antropologo. In questo libro Salsa è prodigo di informazioni e notizie preziose su tutto quanto costituisce, nella varietà di espressioni che assume nell'arco alpino, il patrimonio di saperi e di storie che ruota attorno al mondo dell'alpeggio. Ma a renderne davvero toccante la lettura è l'emozione profonda che lo percorre. C'è una prima volta per salire e una prima volta per scendere...o forse per non scendere mai più: «Ho vissuto il primo ritorno patendola stretta feroce della nostalgia, un sentimento nuovo per il bambino che ero. Ma poi, solo ora posso dirlo veramente, non mi sono più fermato. In un certo senso, non sono mai tornato dalla Conca del Prel». Prefazione di Marco Albino Ferrari.
L'Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti
Antonia Pozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2021
pagine: 240
È la storia di una ragazza dalle lunghe gambe nervose quella che Paolo Cognetti ha raccontato in questo libro, che scorre sotto i nostri occhi come un docufilm. Milano, la montagna e la scrittura sono le cose che sente di avere in comune con lei. La ragazza ha attraversato una manciata di anni del Novecento: la sua famiglia borghese l'ha imprigionata nel conformismo ma le ha dato la possibilità di fare esperienze precluse ad altre donne, come studiare all'università, viaggiare in tutta Europa, andare in montagna e scalare. Ha esplorato il mondo con desiderio ardente, ha esplorato sé stessa attraverso la fotografia e la poesia. Ha amato con sovrabbondanza e inesperienza, come i suoi pochi anni le hanno consigliato. La montagna è sempre statala sua maestra e il suo rifugio. Si chiama Antonia Pozzi ed è morta suicida nel 1938, ma qui rivive per noi attraverso foto, diari, lettere e poesie, frammenti di un'esistenza che palpita ancora grazie al racconto di Cognetti che, mescolando le proprie parole alle sue, ce la restituisce in un ritratto nitido e delicato: un omaggio a un'artista che, senza saperlo e senza volerlo, ha scritto un capitolo della storia del secolo scorso.
Cieli neri. Come l'inquinamento luminoso ci sta rubando la notte
Irene Borgna
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2021
pagine: 204
Siamo tutti in grado di capire cosa voglia dire la parola «notte», anche se forse non ne abbiamo mai fatto esperienza. Chi vive nel mondo occidentale, soprattutto nelle grandi città, è raro si sia immerso in una notte autentica dove le stelle hanno la forza di bucare la coperta nera del cielo. La luce elettrica, una grande invenzione che ha aperto la porta a migliaia di nuove esperienze, ha inesorabilmente occupato tutto il buio impedendoci di vivere l'altra faccia del giorno, con tutti i suoi doni: le stelle, la Via Lattea, il ritmo sonno/veglia, la poesia dell'oscurità. Irene Borgna, tra le mani una mappa dei cieli neri europei, è partita alla ricerca di quei luoghi che ancora resistono all'inquinamento luminoso. Dalle Alpi Marittime al Mare del Nord, a bordo di un camper, l'autrice ha compiuto un viaggio per tornare a vivere quelle tenebre che furono divise dalla luce all'inizio del mondo, per capire cosa voglia dire inquinare la notte, per raccontarci gli aspetti economici, antropologici, sociali, poetici e simbolici di quello che potremmo chiamare «uno stato d'animo in via d'estinzione».
L'estate del gigante. Viaggio a piedi intorno al Monte Bianco
Enrico Brizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2020
pagine: 320
Il giro del Monte Bianco è un itinerario escursionistico di culto tra i più popolari in tutta Europa. Il suo percorso ad anello si snoda tra i 1000 e i 2600 metri di quota e tocca diversi versanti del Gigante delle Alpi. Il giro è privo di passaggi tecnici su roccia o ghiaccio e dunque è percorribile, nella bella stagione, da qualunque escursionista in buona forma;si compie in 10/12 giorni con un dislivello totale di 10.000 metri. Enrico Brizzi ci racconta che camminare fra Courmayeur, Chamonix e il lago incantato di Champex significa ben più che compiere un viaggio fra le Terre alte, ma rappresenta anche una passeggiata tra le epoche, dai tempi in cui le ripide pietraie e le morene dei ghiacciai erano battute unicamente da cercatori di cristalli e cacciatori di camosci ai giorni nostri, sfiorando le avventure di nobiluomini dai baffi a manubrio e intraprendenti signorine decise a dimostrare che il gentil sesso non aveva diritto solo al voto, ma anche a dire la propria in montagna. Enrico Brizzi, che ha calpestato coi suoi scarponi ormai mezza Europa, non poteva tralasciare questo itinerario speciale,questo percorso che abbracciala montagna più alta, la più amata, il Gigante delle Alpi.
L'abbraccio selvatico delle Alpi. Una traversata alpinistica sotto il sole e le stelle, dall'adolescenza verso l'ignoto
Franco Michieli
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2020
pagine: 320
Estate 1981. Franco, terminato da qualche ora l'orale di maturità, si mette in cammino con l'amico Andrea. Portano il minimo dell'attrezzatura necessaria per poter affrontare qualsiasi tipo di ambiente: zaino, picca,cartine, abbigliamento estivo e invernale, sacco a pelo e un sottile sacco da bivacco. Niente tenda, niente fornelletto. L'obiettivo? La traversata delle Alpi, dal Mar Ligure all'Adriatico. Ad accompagnarlo, dopo Andrea, si alterneranno altri sette amici, fondamentali perla riuscita dell'impresa. 81 giorni,circa 2.000 Km, 219.000 metri di dislivelli, 25 cime tra le più significative della catena delle Alpi; gran parte dei pernottamenti bivaccando all'aperto o sotto ripari di fortuna. Un viaggio alpinistico, un'avventura tra amici,tante domande, tante scoperte. Non per tagliare un traguardo, o per aggiungere una tacca all'elenco delle altre traversate, ma per immergersi nella natura completamente e «commisurare la propria dimensione con la reale grandezza della montagna,o di ciò che non è umano,e ci sovrasta». Dopo quasi quarant'anni, Franco Michieli racconta la sua esperienza riportandoci nelle Alpi di allora in un viaggio vagabondo, libero, tra vallate e ghiacciai, in uno spazio che rispetto alla piccolezza della persona vale l'infinito.
Il bambino e la montagna. Un padre e un figlio nei silenzi del grande Nord
Torbjørn Ekelund
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2019
pagine: 144
Nell’estate del 1894 un bambino di sei anni, Hans Torske, scomparve inspiegabilmente fra i boschi dello Skrim, una regione montuosa nel sud della Norvegia. Oltre un secolo dopo, ossessionato dalla triste e misteriosa vicenda di Hans, il giornalista e scrittore Torbjørn Ekelund decide di organizzare una «spedizione» nella stessa zona con il figlio August, di sette anni. I due si avventurano nella natura selvaggia, trascorrono diverse notti in tenda, scalano la cima dell’imponente monte Styggemann. Per il piccolo August è un’avventura piena di giochi e scoperte, per il padre è il motivo per riscoprire il valore autentico della natura in un’epoca ipertecnologica e iperconnessa. «Ho imparato che la natura può essere bella e ho imparato che può essere pericolosa»: sul filo dell’ambiguità fra una visione idilliaca e una wilderness matrigna e spietata, la figura di Hans Torske diventa il simbolo di una condizione universale, la piccolezza dell’uomo di fronte alla forza e all’indifferenza della natura.
La montagna vivente
Nan Shepherd
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2018
pagine: 180
Nato dal fuoco, scolpito dal ghiaccio, rifinito dal vento, dall'acqua e dalla neve: il massiccio dei monti Cairngorm, nella Scozia nordorientale, chiamato anche «l'Artico della Gran Bretagna», è il protagonista di questo capolavoro della letteratura di alpinismo. L'autrice, la scrittrice scozzese Nan Shepherd, lo ha esplorato per tutta la vita, percorrendolo in lungo e in largo in un eterno ritornare, scoprire, ricordare. «Eterno» perché muoversi negli spazi di queste montagne, vibranti delle energie che operano da milioni di anni nell'universo, significa per lei entrare in contatto con la vera essenza della natura e di se stessi. In quel moto che è al tempo stesso contemplazione, i sensi si acuiscono per percepire suoni, colori, profumi e consistenze e la mente li accompagna, dapprima rapita e poi forte di una nuova consapevolezza. Chi ha dimestichezza con la montagna conosce questa pienezza nella rarefazione, questa vertigine così vicina al filosofare nel suo senso più originario; ma Nan Shepherd ha trovato meglio di chiunque le parole per descriverla. Ognuno di noi ha un luogo - una montagna, ma anche un bosco, un sentiero, un fiume, una vallata - nei confronti del quale prova un intimo senso di appartenenza. "La montagna vivente" è il libro da portare con sé per compiere ancora una volta quell'escursione prediletta.
La via incantata. Nella natura, dove si basta a sé stessi
Marco Albino Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2017
pagine: 192
Perché fuggiamo dalla civiltà per scegliere la solitudine, la semplicità di una vita nei boschi o fra le montagne? È a questa domanda che vuole dare risposta Marco Albino Ferrari mettendosi in ascolto del suo desiderio per i grandi spazi naturali, per un silenzio lontanissimo dal nostro tempo. L'avventura che vive e racconta in queste pagine cariche di emozione si svolge a pochi passi dalle nostre città, in Val Grande, fra Piemonte e lago Maggiore, luogo insidioso, ostile, popolato dai fantasmi di una società pastorale svanita fra rocce e tronchi. Sul Sentiero Bove - prima alta via storica d'Italia dedicata all'esploratore Giacomo Bove -, l'autore muove i suoi passi e la sua narrazione: un'escursione impegnativa e ormai quasi dimenticata in un teatro della “potenza della natura che si riprende ogni cosa”. Come Bove durante le sue esplorazioni, bloccato nello stesso biancore artico che aveva ossessionato Edgar Allan Poe, Ferrari nella natura selvaggia cerca l'ignoto, la paura di smarrirsi e la nostalgia di quel timore una volta recuperata la sicurezza. E ricostruendo la vicenda di Bove (morto suicida a 35 anni) l'autore incrocia figure inattese: Emilio Salgari, il comandante Nordenskiöld, Edmondo De Amicis, il naturalista Mario Pavan. Storie di isolamento, di una prigionia degli elementi che fanno riscoprire una libertà più profonda, perché “sulla via incantata si basta a sé stessi”.
Il sogno del drago. Dodici settimane sul Cammino di Santiago da Torino a Finisterre
Enrico Brizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2017
pagine: 320
Camminare è un modo di respirare e di conoscere, un ritmo con cui si sceglie di vivere, una trasformazione costante. È una via per incontrare gli altri superando confini, pregiudizi, inibizioni. Per Enrico Brizzi, scrittore, padre, pellegrino, il cammino è una danza, una preghiera, una musica senza parole che segue il respiro antico del mondo, libera la mente dall'inessenziale e vince il drago che si nasconde in ognuno di noi. Con lo zaino carico di curiosità, di pazienza, di libertà, si pone sempre nuovi obiettivi, unico rimedio alla nostalgia che si prova quando si arriva alla meta. Così, dopo essere stato da Canterbury a Roma, dalla Vetta d'Italia a Capo Passero, da Roma a Gerusalemme, si incammina con i Buoni cugini alla volta di Santiago de Compostela, partendo dalla sua amata Torino. E lungo il percorso – che valica le Alpi e i Pirenei correndo come un filo rosso attraverso storie e miti dell'Occidente, da Annibale a Carlo Magno, dal Cid Campeador a d'Artagnan, dai giacobini ai miliziani spagnoli – si interroga sulle radici del nostro Vecchio continente, cucendole insieme nel magico idioma dei viandanti. «Camminando ruggisci e preghi, mediti e impari a conoscere, ripercorri orme vecchie di secoli e apri la strada per chi verrà dopo di te». «Ogni pellegrinaggio è una vita in miniatura, una metafora del labirinto che ci tocca traversare prendendo le decisioni corrette a ogni bivio, ed è inutile arrovellarsi su cosa ci apparirà alla sua conclusione; bisogna arrivarci e basta, e a quel punto lo si scoprirà».
Freney 1961. La tempesta sul Monte Bianco
Marco Albino Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2018
pagine: 304
Luglio 1961: sette tra i più forti alpinisti di quei tempi sono impegnati sul Pilone Centrale del Frêney al Monte Bianco, l'ultimo grande "problema" delle Alpi. Da giorni, gli italiani guidati da Walter Bonatti e i francesi da Pierre Mazeaud si trovano in alto sulla parete. Lampi, vento, neve, temperature a venti sottozero bloccano la salita. Sembra che resistere nella speranza dell'arrivo del sereno sia l'unica soluzione. Ma la tempesta non si placa. E quando Bonatti decide di tentare una discesa disperata, è ormai troppo tardi. Un dramma nazionale, da copertina, che ha lasciato sgomenta l'Italia del boom economico. Questo racconto fedele e incalzante è stato più volte ripubblicato, divenendo uno dei grandi classici della letteratura di montagna. Oggi è proposto in un'edizione rivista e arricchita da immagini e documenti inediti, e anche dai retroscena emersi in questi anni. Con una nuova introduzione dell'autore.

