Passigli: PASSIGLI POESIA
Frammenti di nobili cose
Massimo Morasso
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 120
Si potrebbe parlare di poesia metafisica se non fosse per la fervida adesione a una realtà insieme materiale e spirituale che caratterizza il dettato di Massimo Morasso a partire, almeno, da La caccia spirituale (Jaca Book, 2012). Nel rimando a contrario al Rerum vulgarium fragmenta di petrarchesca memoria, questo libro prosegue lungo la linea della poesia alta di taglio dantesco-visionario che animava di già il pluripremiato L’opera in rosso – uscito in questa stessa nostra collana nel 2016 – e conferma il poeta genovese fra le figure più marcanti della sua generazione. Le cinque sezioni di cui è composta la raccolta danno corpo a un percorso articolato ma unitario, che si impone nella verticalità di una parola ricca di echi e sapienza artigianale, coltivata interiormente con pathos vibrante e radicalità di pensiero sensibile. Sulla pagina è qui in scena un continuo anelito alla conoscenza del reale, nelle forme di una calibrata e letteratissima antiretorica, che si risolve in cifra d’autenticità.
Il cuore innumerevole. Testo francese a fronte
Anna De Noailles
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 256
Figlia di un principe rumeno, vedette incontrastata dell’effervescente Parigi aristocratica della Belle Époque, Anna de Noailles non è stata soltanto un carismatico personaggio mondano della sua epoca, ma anche e soprattutto una scrittrice, in primo luogo una poetessa, di larga popolarità, amica e corrispondente dei più insigni intellettuali a lei contemporanei, da Marcel Proust, cui la legava un affetto fraterno, a Rainer Maria Rilke, che le dedicò pagine penetranti («Mai cuore di donna è stato aperto sopra tanta natura»). “Il cuore innumerevole” (“Le Coeur innombrable”, 1901) rappresenta la sua raccolta d’esordio, l’opera che la consacrò, non ancora venticinquenne, stella letteraria di prima grandezza: fu infatti un trionfo di pubblico e di critica inaspettato, plenario e internazionale, ancor più sbalorditivo perché femminile (François Mauriac ebbe a scrivere: «Questa illustre giovane donna ha prestato la propria voce a un’intera gioventù tormentata. La sua poesia è stata il grido della nostra adolescenza»). Fremente inno alla natura, il volume rispecchia una sensibilità creaturale del tutto scevra da pregiudizi antropocentrici che, in tempi di ecologismo e animalismo avanzanti, colpisce per la sua sorprendente modernità. Questa nostra edizione, curata con passione e competenza da Marzia Minutelli, presenta per la prima volta ai lettori italiani un grande poeta che la Francia ha recentemente riaccolto tra i suoi classici e la cui riscoperta è in atto anche in paesi non francofoni quali Stati Uniti, Inghilterra, Romania, Spagna e Germania.
Poesia e verità 1942. Testo francese a fronte
Paul Éluard
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 104
Accade spesso con i poeti che il loro nome, la loro popolarità, venga associata a poche poesie o anche a una sola poesia in particolare. Nel caso di Paul Éluard questa poesia è senza dubbio Liberté, un testo di ventuno strofe, più il verso chiave finale, che si snoda come una litania. Questa bellissima poesia, apparsa per la prima volta nella raccolta clandestina Poésie et verité 1942, quando la Francia si trovava già da due anni sotto il giogo dell’occupazione tedesca, ha immediatamente rappresentato il grido di liberazione di un intero popolo, tanto da arrivare in quello stesso anno a essere paracadutata in migliaia di esemplari dalla Royal Air Force britannica sul suolo francese. A quell’epoca, Paul Éluard era già uno dei poeti più importanti di Francia, fin dall’inizio strettamente legato all’esperienza surrealista. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale e l’invasione della Francia lo hanno costretto alla clandestinità e ha cominciato a collaborare con la resistenza anti-nazista. Scrive Fabio Scotto nella prefazione che accompagna questa sua traduzione: «La bellezza e l’efficacia di questa poesia, una delle non poi così frequenti poesie “civili” riuscite e non inficiate dalla retorica e dalla rigidità ideologica, è dovuta principalmente al ricorso all’immagine surrealista, che lavora per associazioni d’idee sorprendenti e imprevedibili costruendo una crescente tensione che di quartina in quartina, con l’effetto litanico del refrain, e la fluidità legata alla mancanza di punteggiatura (lezione apollinairiana), produce una modulazione vocale da preghiera laica». E questa vocazione civile è ben presente anche nelle altre poesie che completano questa breve, ma fondamentale, raccolta, il cui titolo ripropone quello della famosa autobiografia di Goethe, vale a dire del più grande scrittore di quella stessa Germania di cui la Francia soffriva l’occupazione, quasi a testimoniare che esiste uno spirito di fratellanza ben al di sopra delle miserie umane.
Antologia personale
Sergio Zavoli
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 290
Le poesie raccolte in questa antologia sono frutto della scelta personale compiuta da Sergio Zavoli negli ultimi anni della sua vita, e rappresentano quanto l’autore ha ritenuto essere il frutto migliore delle sue opere, tutte pubblicate da Mondadori: Un cauto guardare (1995), In parole strette (2000), L’orlo delle cose (2004), La parte in ombra (2009), L’infinito istante (2012) e La strategia dell’ombra (2017).
Poesie un soldo l'una. Pomes penyeach. Testo inglese a fronte
James Joyce
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 80
L’opera poetica di Joyce è rappresentata da due brevi raccolte: le trentasei poesie amorose di Chamber Music (Musica da camera), già apparsa in questa collana, e Pomes Penyeach, un volumetto ancora più esiguo, composto di soli tredici testi di varia ispirazione. Già il titolo di questa seconda raccolta, da noi reso con Poesie un soldo l’una, così lontano dal più tradizionale Chamber Music, ci avverte di un grande cambiamento: tra il 1907, anno di uscita della prima raccolta, e il 1927 di Pomes Penyeach, molta acqua è passata sotto i ponti del grande scrittore irlandese, e non solo acqua dell’“Anna” Liffey, il fiume che attraversa Dublino, visto che Joyce da tempo ha lasciato definitivamente l’Irlanda. Soprattutto, nel 1922 Joyce fa pubblicare Ulysses, il grande romanzo cui ha lavorato per oltre dieci anni, che rappresenta un’assoluta novità, anche rispetto alla sua prima produzione, nella sua ricerca espressiva; mentre sta cominciando a lavorare a quel work in progress che diventerà, con il suo titolo definitivo, Finnegans Wake. Sono questi gli stessi anni in cui Joyce scrive le poesie di Pomes Penyeach, che dunque rappresentano il tentativo estremo della sua produzione poetica; anche se, a dire il vero, Joyce non abbandonerà mai del tutto la poesia. Come scrive Alessandro Gentili nella prefazione: «In Pomes Penyeach dall’ombra dell’intimo autobiografico viene a generarsi una complessa, misteriosa elaborazione che manipola e distorce casi e persone, rendendoli figure e immagini indefinite e indefinibili, con le poesie stesse che riescono spesso difficilmente interpretabili»; questa sua traduzione, documentata anche da anni di ricerche joyciane, offre ai lettori italiani l’incanto di testi che sono rimasti, anche per questa ragione, così poco noti.
Erano le ombre degli eroi
Donatella Bisutti
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 208
«Ho guardato alla realtà di oggi attraverso la lente di un Mito spezzato e ricomposto da molti frammenti e al tempo stesso ho guardato al Mito come all’incunabolo della nostra realtà: una spola fra un lontanissimo passato e il presente»: così scrive Donatella Bisutti nel prologo che apre questo suo intensissimo poema in 52 Atti, che trae spunto dai Miti dell’antica Tebe e dalla sua storia per farne metafora dei nostri giorni e delle nostre angosce, dall’Europa della finanza e dei muri al dramma dei migranti, dalle nuove forme di schiavitù ai genocidi e alle stragi, dalle guerre per il petrolio alla violenza contro le donne e i bambini, dall’inquinamento alla progressiva desertificazione… Il Mito come chiave per leggere la nostra stessa storia, che viene qui ricostruito in assoluta libertà, allo scopo non di travisarlo ma di rifondarlo in tutta la sua potenza ed efficacia, perché è di quelle sue lontane radici che la nostra civiltà continua a nutrirsi, ma senza più saperne leggere la vera sostanza, senza più credere in quella Bellezza che sola poteva ricomporlo e sublimarne anche il monstrum; così che ormai «gli dei sono solo pallidi fantasmi e gli eroi sono solo ombre». In appendice ai testi poetici, il lettore troverà il ricco apparato delle Note, volte ad evidenziare le numerose citazioni e i vari riferimenti sia al mito antico e ai testi classici, sia a cronache ed eventi della nostra storia più recente. Prefazione di Eugenio Borgna.
Restare vivi
Riccardo Olivieri
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 144
«Colpisce di questo libro, fin dalle prime poesie, il “tremore nascosto di ognuno”, oppure, similmente, un “delicato immortale brulichio / di fronte al mare”. Un vibrare che pervade tutto, come il respiro del tutto (come se il tutto fosse vivo, come vivo è ogni essere particolare). Al terrorista che uccide Olivieri scrive: “Caro terrorista (…) Respira, ricorda di come tua madre ti teneva la mano”. Ma non solo la madre, ogni cosa tiene per mano un’altra cosa. Questo è il tremore. Al terrorista Riccardo dice: non puoi uccidere nessuno, anzi, lo tieni per mano. Anzi, lui ti tiene per mano. Se non ci fosse lui, tu non potresti essere. Olivieri osserva, ogni verso è un’osservazione, di cose semplici e quotidiane, una persona, un gesto, gente in tram o per strada, e l’immagine si illumina come di una sabbia d’oro che rivela il sacro dell’essere. E nasce, immediata, una preghiera. Ecco, sono tre momenti: osservazione, illuminazione, preghiera. Preghiera per i vivi, ma anche preghiera per il tutto, perché il tutto protegga i vivi, e i vivi proteggano il tutto…» (Dalla prefazione di Claudio Damiani)
Alcool. Testo francese a fronte
Guillaume Apollinaire
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 252
L'apparizione di "Alcool" nel 1913 fu un vero avvenimento non solo per la poesia francese di quell'epoca, ma per l'intera poesia novecentesca. Basti pensare che in quello stesso anno Apollinaire diede alle stampe i suoi celebri saggi sulla pittura moderna e sui pittori cubisti, che avevano contribuito non poco a fare di questo scrittore, figlio di padre italiano d'origine svizzera che mai lo riconobbe, e di madre polacca, arrivato a Parigi già quasi ventenne, il principale promotore delle nuove idee estetiche. In un certo senso, tuttavia, questo aspetto certamente importante dell'opera di Apollinaire ha rischiato negli anni di darne un'immagine un po' riduttiva. Apollinaire è stato un grande poeta anche indipendentemente dal suo coinvolgimento nei movimenti artistici di quegli anni, un poeta che rappresenta forse il più esemplare punto d'incontro tra tradizione e avanguardie; e da questo punto di vista, rileggere oggi la sua opera poetica, e in particolare "Alcool" in tutta la sua versatilità compositiva, è forse il modo migliore per rifare i conti con un autore la cui influenza è rimasta centrale in tutta la successiva poesia. Come scrive Fabio Scotto accompagnando questa sua traduzione, "Alcool" va a situarsi «a cavallo fra tradizione, lirismo, modernità e avanguardia, soddisfacendo nel contempo le esigenze del lettore popolare, che vi trova ballate rimate prossime alla tradizione medievale, così come quelle del lettore più esigente e colto, che qui si confronta con testi innovativi e sperimentali ricchi di rimandi mitologici a varie culture e dai tratti spesso esoterici»; una disparità di modi che se da un lato ha spesso disorientato la critica, dall’altro è essa stessa rappresentativa non solo del cantiere poetico di Apollinaire, ma anche del senso più veritiero della sua opera.
Ultime poesie d'amore
Paul Éluard
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 248
"Sotto il titolo 'Derniers poèmes d'amour' sono stati raccolti in Francia, nel 1962, quattro volumetti di poesie scritti e pubblicati da Éluard tra il 1946 e il 1951. Non si tratta esclusivamente di poesie d'amore, ma l'intitolazione può essere di buon grado accettata poiché rispecchia fedelmente una delle costanti eluardiane più sicure: la costante sentimentale. Anche se molte di queste poesie non sono state scritte per una donna, ma in occasione della morte di una donna e nel ricordo di lei, il fatto sentimentale rimane sempre sotteso, indispensabile. L'«amore» di Éluard, infatti, non è mai un amore individuato, anche se assume quasi sempre l'aspetto di amore per una donna: è l'amore per la donna, l'amore per tutte le donne; un amore che deborda, oltrepassa dei margini precisi, fino a diventare sempre meno specifico, verso ideali più ampi. Un amore universale, fraterno, che, in definitiva, non senza perplessità, abbraccia e coinvolge ogni fatto umano e poetico." (Dalla prefazione di Vincenzo Accame)
Il contemplato (mare, poema). Testo spagnolo a fronte
Pedro Salinas
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 128
«Il poemetto El contemplado occupa un posto peculiare nella produzione in versi di Pedro Salinas, per due ragioni. La prima è l'univocità dell'argomento cui l'opera è compattamente dedicata, il mare, tema poetico altrove mai frequentato dall'autore. La seconda peculiarità del Contemplado è di costituire il principale frutto letterario di una pagina poco approfondita ma assai significativa nella biografia del poeta, i tre anni trascorsi a Puerto Rico tra il 1943 e il 1946. Salinas approdò nell'isola caraibica dopo i primi anni di esilio volontario negli Stati Uniti vissuti tra il Massachusetts e Baltimora, e rimase nella capitale, San Juan, come docente presso la locale università. Sebbene ancora e definitivamente lontano dalla madrepatria, a Puerto Rico Salinas riabbraccerà perlomeno la madrelingua, vivendo lì le stagioni più serene dei suoi anni americani. (...) Sarebbe riduttivo affermare che il tema del Contemplado sia semplicemente il mare; è anche, se non soprattutto, la condizione dell'uomo che davanti al mare si colloca, in assorta osservazione. Il titolo, nell'additare il mare come oggetto contemplato, pone al contempo l'accento sul particolare tipo di relazione che l'io poetico con lui istituisce attraverso il proprio sguardo. Se il vero Tema è perciò tale atto di contemplazione, le Variazioni su quel tema corrisponderanno allora alla pluralità dei pensieri (in cui si intrecciano spunti metaforici e stimoli sensoriali, motivi letterari e interrogativi esistenziali) suscitati nel poeta dal prolungato e appassionato sguardo rivolto al mare di Puerto Rico...» (Dalla prefazione di Francesco Fava)
Pieni poteri-Plenos poderes
Pablo Neruda
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 176
Uscita nel 1962, e cioè a soli tre anni dai Cento sonetti d’amore e due anni prima del monumentale Memoriale di Isla Negra, Pieni poteri è una raccolta molto composita, che da certi punti di vista costituisce una sorta di spartiacque tra il Neruda precedente e il Neruda a venire. Forse per questa ragione è rimasta una delle meno frequentate, anche dalla critica, delle opere di Neruda; tanto è vero che questa nostra edizione è la prima traduzione italiana in assoluto, a sessant’anni dunque dalla sua edizione originale. Si tratta di trentasei poesie di diversa ispirazione, che se da un lato si riallacciano alla ricchissima stagione delle Odi elementari, dall’altro già prefigurano quel ripiegamento interiore che si farà col tempo sempre più accentuato e che sarà al centro, oltre che del Memoriale, dei suoi ultimi capolavori, come Una casa nella sabbia e Fine del mondo. Come scrive Anna Fiore nella prefazione a questa sua traduzione: «Plenos poderes ci pone di fronte a un mondo in chiaroscuro, a forze opposte ma complementari, a facce diverse della medesima ambigua realtà di questa fase di passaggio e, in realtà, della vita intera. Le parole con cui Neruda chiude la raccolta – “In piena luce cammino nell’ombra” – dimostrano che, anche nell’ombra, non vuole rinunciare alla “piena luce” dei suoi versi. La raggiunta maturità gli permette di accettare le proprie contraddizioni e di restituircele, in una poesia nuova, inedita e a tratti sorprendente, ricca di sfumature, complessa e sfaccettata».
Elegie duinesi. Testo tedesco a fronte
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 136
Scritte nell’arco di dieci anni, dal gennaio del 1912 al febbraio del 1922, e apparse l’anno successivo, le Elegie duinesi rappresentano, con i Sonetti a Orfeo, lo straordinario compimento di una vicenda poetica ed esistenziale che resta come una delle massime e più profonde espressioni della poesia di tutti i tempi. Come scrive Sabrina Mori Carmignani nella prefazione che accompagna questa sua traduzione del capolavoro rilkiano, «le Elegie duinesi sono un invito a conoscere se stessi attraverso vive immagini di senso, rispetto alle quali l’io, come si legge nella Nona elegia, si riconosce principiante. In questo, che è anche un cammino realizzativo costellato di figure universali e archetipiche – prima tra tutte l’angelo –, l’io è un apolide in cerca di casa. Consapevole del limite dettato dalla propria condizione effimera e migrante, ma anche dall’impossibilità di sentire con la stessa intensità dell’angelo, l’io poetico intona un canto che, in questo senso, non può non essere elegiaco».

