Passigli: LE OCCASIONI
Genio e regolatezza. Aleksandr Borodin
Nina Berberova
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2002
pagine: 108
Scritta nel 1937, questa biografia di Borodin appartiene cronologicamente all'epoca dei romanzi brevi che hanno consacrato internazionalmente la gloria letteraria di Nina Berberova, nata a San Pietroburgo nel 1901 ma solo pochi anni prima della morte, avvenuta a Filadelfia nel 1993, arrivata all'attenzione dei lettori di tutto il mondo. Come dichiara l'autrice stessa nella nota iniziale, nulla in questa biografia è inventato. E tuttavia la vita del musicista vi è qui raccontata nello stesso stile, con la stessa concisione, la stessa agilità narrativa che abbiamo potuto ammirare in opere come "Il lacchè e la puttana" e "L'accompagnatrice".
Nabokov e la sua Lolita
Nina Berberova
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2002
pagine: 62
Questo testo del 1965 rappresenta l'omaggio critico che Nina Berberova ha voluto dedicare ad uno dei grandi maestri del Novecento, Vladimir Nabokov, russo come lei e, come lei, forzatamente cosmopolita (entrambi furono costretti infatti a lasciare la propria patria a causa degli avvenimenti successivi alla Rivoluzione d'Ottobre). E proprio il rapporto di Nabokov con la sua terra d'origine è uno degli aspetti su cui si sofferma la Berberova nel suo saggio, anche in relazione al fatto che in inglese e non in russo era stato scritto Lolita, il grande romanzo che, uscito per la prima volta a Parigi nel 1955 e a distanza di pochi anni tradotto ormai in tutto il mondo, ancora non aveva potuto oltrepassare le maglie della censura sovietica.
Ode al vino e altre odi elementari. Testo spagnolo a fronte
Pablo Neruda
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2002
pagine: 157
Quella delle «Odi elementari» è una poesia all'insegna delle cose che circondano l'uomo, cose anche minuscole, ma sempre essenziali al punto che, vivendo con esse, il nostro sguardo sembra non rendersi conto del loro insostituibile valore. In questa selezione compaiono alcuni inseparabili compagni della nostra cucina: il pane, la patata, il pomodoro, la cipolla, il carciofo, la castagna, il miele, l'olio, il limone, la mela, la prugna, il cocomero. Di ciascuno di essi il poeta esalta l'unicità e la bellezza e li fa rivivivere alla luce malinconica della propria infanzia e adolescenza, dal primo indimenticabile incontro con le cose.
Luoghi etruschi
D. H. Lawrence
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2001
pagine: 149
L'interesse di D. H. Lawrence per il mondo etrusco non si esaurisce in una visione puramente archeologica: anzi, al contrario, l'universo etrusco costituisce per lui una sorta di mitico luogo di elezione. Del misterioso popolo, lo affascina innanzitutto la gioia di vivere, la genuinità naturale, l'istintualità non ancora viziata dall'intellettualismo, tutte qualità che egli contrappone polemicamente alla viziata volontà di potenza romana ed al vuoto estetismo greco, compiendo così, all'interno del mondo classico, una scelta di campo che riflette pienamente la sua poetica.
Viaggiator curioso. Conversazione con Maria Pia Simonetti
Fosco Maraini, Maria Pia Simonetti
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2001
pagine: 92
Fosco Maraini (Firenze, 1912) è certamente fra quei protagonisti della nostra vita culturale che più sfuggono ad una classificazione precisa. Antropologo, fotografo, orientalista, scrittore, grande viaggiatore, Maraini è soprattutto la felice incarnazione di un'idea di uomo che stenta a sopravvivere in un'epoca come la nostra, dove sembra che non si possa essere nessuno se non si possiede una collocazione precisa, un proprio biglietto da visita esistenziale. E forse questa è la ragione principale per cui Maraini resta, in fondo , e nonostante il fatto che sia così facile imbattersi nei suoi libri, nei suoi articoli, nelle sue fotografie, un personaggio ancora per molti versi sconosciuto.
I versi del Capitano. Testo spagnolo a fronte
Pablo Neruda
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2001
pagine: 203
"'I versi del Capitano' apparvero, anonimi, a Napoli nel 1952. La storia della raccolta l'abbiamo appresa dalla bocca di Neruda: queste poesie sono il documento agitato del suo amore per Matilde Urrutia, sbocciato a Capri durante la residenza del poeta nell'isola; l'anonimo sotto cui l'opera apparve si dovette al fatto che l'autore non volle ferire pubblicamente la donna alla quale allora era ancora legato... 'I versi del Capitano' rappresentano un momento decisivo nell'evoluzione spirituale del poeta. In essi sta il migliore Neruda, il più delicato e il più irruente, il più dolce e il più appassionato, il sommo artista, sempre nuovo e sorprendente in ogni momento della sua vastissima opera." (dalla prefazione di Giuseppe Bellini)
L'eclissi di Dio. Considerazioni sul rapporto tra religione e filosofia
Martin Buber
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2001
pagine: 123
Il punto di partenza di questa serie di riflessioni di Martin Buber (1878-1965), sta nella celebre affermazione di Nietzsche della 'morte di Dio'. Partendo da essa, il filosofo tedesco-israeliano indaga sui rapporti tra filosofia e religione e tra religione e morale, ripercorrendo lo svolgimento del pensiero moderno da Cartesio a Kant, da Kierkegaard a Sartre, da Heidegger a Cari Gustav Jung, alla ricerca di quel 'Dio vivente' che non può essere ucciso, ma che può invece allontanarsi dall'uomo che non è più in grado di ascoltarne la voce.
Il banchiere anarchico
Fernando Pessoa
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2001
pagine: 89
"'Il banchiere anarchico' è il resoconto di un semplice colloquio tra due uomini al tavolo di un ristorante, a fine pranzo. Un dialogo platonico, genere ricorrente nei manoscritti di Pessoa, ma che è ben diverso dalle imitationes rinascimentali, come, per esempio, per rimanere in area portoghese, i "Dialogos em Roma" di Francisco de Holanda o i più tardi quattro "Apologos dialogais" di Francisco Manuel de Melo. In Pessoa il dialogo non ha mai interlocutori reali. E nel nostro caso il banchiere, personaggio descritto come ricchissimo e monopolista, racconta come e perché sia sempre stato e ancora sia anarchico; mentre lo stupefatto e poco meno che muto spettatore è incapace di ergersi a convincente interlocutore." (Ugo Serani)

