Mondadori: Oscar storia
I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, 1968-1978: storia di Lotta Continua
Aldo Cazzullo
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2015
pagine: 377
Marzo 1963: Palmiro Togliatti parla alla Normale di Pisa. Un ragazzo lo apostrofa: "Perché non avete provato a fare la rivoluzione?". "Provaci tu, se sei capace" risponde irritato il segretario. "Lo farò, lo farò." Il ragazzo si chiama Adriano Sofri. Sei anni dopo fonda Lotta continua. In questa nuova organizzazione rivoluzionaria ci sono i suoi amici pisani, gli studenti che hanno occupato le università, gli operai della Fiat, immigrati, arrabbiati, ribelli. I ragazzi di Lotta continua distribuiscono volantini alle porte delle fabbriche, si scontrano con la polizia, organizzano concerti, finiscono in carcere. Il 12 dicembre 1969 scoprono in piazza Fontana che in gioco ci sono la vita e la morte. Attraverso giornali, volantini, documenti interni al movimento, rapporti di polizia e testimonianze dirette, Aldo Cazzullo ricostruisce in questo libro, qui presentato in una nuova edizione rivista, la storia del più originale gruppo della nuova sinistra italiana, dalla scintilla del Sessantotto alla condanna del delitto Moro. Il suo è il racconto della formazione di politici e intellettuali, delle illusioni svanite nel terrorismo o nella droga, dell'avventura dell'ultima generazione che ha affidato la vita e la ricerca della felicità alla politica.
Anatomia di un assassinio. Storia segreta dell'omicidio Kennedy
Philip Shenon
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2015
pagine: 664
Gli spari che il 22 novembre 1963 assassinarono a Dallas John F. Kennedy colpirono al cuore l'America e sconvolsero il mondo intero. Nel settembre 1964, al termine di dieci mesi di frenetiche indagini, i sette membri e i tredici avvocati della commissione governativa istituita per far luce sulla morte di JFK giunsero alla conclusione che Lee Harvey Oswald, l'uomo che aveva sparato a Kennedy ed era stato a sua volta ucciso due giorni dopo, era un individuo "disturbato" che aveva agito spinto dal "bisogno di guadagnarsi un posto nella storia", e che l'omicidio non poteva in alcun modo essere l'esito di un complotto ordito da potenze straniere. Dei membri della Commissione, del faticoso e delicatissimo compito che erano stati chiamati a svolgere avrebbe dovuto parlare questo libro. Ben presto, però, il reporter investigativo Philip Shenon si è trovato a fare i conti con le tante lacune della loro indagine, solo in parte determinate dalla fretta di dare risposte a un'opinione pubblica allarmata. Esaminando il rapporto della Commissione e i dossier che via via sono stati desegretati, e raccogliendo le testimonianze di numerosi protagonisti dei fatti, Shenon ha scoperto quella che rischia di essere soltanto la punta di un iceberg: l'esistenza di documenti che vennero volutamente nascosti alla Commissione e il cui insabbiamento pone nuovi e drammatici interrogativi.
Tiberio. L'imperatore che non amava Roma
Antonio Spinosa
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2015
pagine: 177
Indelebilmente segnato, nei secoli, dai giudizi negativi e dalle descrizioni infamanti che fecero di lui scrittori e storici repubblicani come Svetonio e Tacito, l'imperatore Tiberio, ancora oggi, è legato nel ricordo collettivo a efferate immagini di crudeltà e perversione. Ma Tiberio fu calunniato, anzi peggio: non fu capito. L'intera esistenza di questo imperatore, il primo successore di Augusto, fu enigmatica e complessa, travagliata da dolori e incomprensioni e contraddistinta da tutte le inquietudini di una società in rapida trasformazione. Nato in una famiglia in seno alla quale si macchinavano oscuri complotti, oppresso da una madre dal carattere autoritario, Tiberio tentò sempre di allontanarsi da Roma e dal centro del potere, guidando con stoico eroismo le legioni ai confini dell'Impero e cercando di ritirarsi in luoghi isolati come Rodi e la prediletta Capri. E forse proprio da questo comportamento fuori dalle convenzioni e da questa irrequieta ricerca di libertà, doveva nascere la sua leggenda nera.
La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo: come l'Italia provocò la prima guerra mondiale
Franco Cardini, Sergio Valzania
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2015
pagine: 208
All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'Egitto e dell'Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano.
Caravaggio. Vita sacra e profana
Andrew Graham-Dixon
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 468
La straordinaria capacità di Michelangelo Merisi da Caravaggio di esprimere il dramma dell'uomo attraverso la pittura riflette, come in pochi altri casi nella storia dell'arte, la sua esistenza reale, una vita fatta "di lampi nella più buia delle notti". Nato nel 1571 nella cittadina lombarda di Caravaggio, visse in seguito tra Milano, Roma e Napoli, lavorando per cardinali e potenti signori dell'epoca, che si contendevano i migliori artisti per le proprie casate. Appena uscito dalle grandi chiese e dai lussuosi palazzi, si ubriacava nelle bettole, andava a prostitute, incappava in risse di strada, durante una delle quali si macchiò di omicidio. Per sfuggire all'arresto scappò a Napoli e quindi a Malta. Lì, dopo essere entrato nell'ordine dei cavalieri di San Giovanni per evitare la condanna a morte che pendeva su di lui, fu incarcerato per aver aggredito un cavaliere di rango superiore, ma riuscì a evadere. Morì pochi anni dopo mentre tornava a Roma a chiedere al papa la grazia per i suoi crimini. Aveva trentotto anni. Per ricostruire la storia di questo artista unico, Andrew Graham-Dixon ha lavorato oltre un decennio, con le metodologie di un vero detective e avvalendosi di documenti scoperti di recente.
A Mosca, solo andata. La tragica avventura dei comunisti italiani in Russia
Arrigo Petacco
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 158
Petacco ricostruisce la storia dell'"emigrazione politica" dei comunisti italiani riparati in Unione Sovietica dopo l'avvento del fascismo: attraverso grandi e piccole vicende umane, tratteggia l'atmosfera irrespirabile del Club degli emigrati di Mosca, una sorta di dopolavoro dove le riunioni si erano trasformate in processi inquisitori. Rivela come le schede compilate e inviate dal PCI, in cui venivano elencati gli "errori" politici commessi e poi corretti, si fossero rivelate delle denunce che ponevano gli sventurati alla mercé degli inquisitori di Stalin. Descrive il clima ambiguo e inquietante del Lux, l'albergo dove alloggiavano i compagni "dirigenti" e dove l'acqua scorreva nei lavandini anche la notte per confondere le "cimici" nel caso qualcuno parlasse nel sonno. E, non ultimo, la misera sorte di tanti bambini i "figli del partito" -rimasti senza genitori e spediti negli istituti organizzati dal Comintern per forgiare gli "uomini nuovi". La vita di tanti italiani si concluse drammaticamente con la fucilazione o la deportazione nel gulag. Gli emigrati che chiesero l'"onore" della cittadinanza sovietica furono i più sfortunati, perché persero ogni diritto, mentre a coloro che rimasero italiani andò un po' meglio: qualcuno tornò a casa, sia pure a prezzo del silenzio.
Cavalieri, mercenari e cannoni. L'arte della guerra nell'italia del Rinascimento
Marco Scardigli
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 488
All'alba del Trecento l'Italia era la terra più ricca d'Europa, la più avanzata culturalmente. Sotto la cenere di tale splendore, tuttavia, covavano le braci ardenti di conflitti mai sopiti: nel Meridione le sanguinose lotte tra papato, baroni e pretendenti al trono di Napoli, al Nord le bellicose vicende che avevano portato all'affermarsi dei Comuni e poi delle Signorie. Partendo da queste premesse Marco Scardigli racconta l'evolversi della guerra in Italia dal 1300 al 1527, l'anno del sacco di Roma a opera dei lanzichenecchi che pose fine al ruolo internazionale della penisola. Assistiamo così agli ultimi scontri tra guelfi e ghibellini, alla parabola dei capitani di ventura, all'arrivo dei possenti eserciti stranieri. Ma anche alla nascita di una sensibilità nuova, "moderna": gli anni dal Tre al Cinquecento furono infatti segnati da una sequenza di guerre, scontri, massacri, eppure sono ricordati come i secoli d'oro dell'arte e della cultura italiane, l'epoca dell'Umanesimo e del Rinascimento. Arte e guerra, in realtà, sono le due facce di una stessa medaglia, due aspetti di quella vocazione alla grandezza che distinse i protagonisti dell'epoca, da Cangrande della Scala a Ludovico il Moro. Ed è impossibile dimenticare che, accanto ai colpi dei primi cannoni, convivevano le pennellate di Raffaello e i colpi di scalpello di Michelangelo.
Il piano Solo. I servizi segreti, il centro-sinistra e il «golpe» del 1964
Mimmo Franzinelli
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 381
Nel maggio del 1967 un'inchiesta del settimanale "L'Espresso" rivela che tre anni prima il generale Giovanni de Lorenzo, comandante dei Carabinieri, e il presidente della Repubblica Antonio Segni avevano predisposto un piano d'emergenza che prevedeva il controllo del Paese da parte dell'Arma e l'arresto di centinaia di attivisti di sinistra: il cosiddetto Piano Solo. Cosa accadde veramente nell'estate 1964? Era davvero pronto un golpe con la regia del capo dello Stato? In questa nuova edizione de "II piano Solo" Mimmo Franzinelli completa le ricerche già pubblicate sull'argomento grazie a nuovi importanti documenti diplomatici, militari ed epistolari, in particolare quelli del Dipartimento di Stato statunitense, e alle interviste con i protagonisti superstiti di quella turbolenta stagione. Arriva così a delineare con maggiore sicurezza i retroscena del Piano Solo, rivedendo il ruolo di Segni e di Aldo Moro. Ciò che ne esce è l'affresco avvincente di un momento critico della democrazia in Italia, un Paese condizionato dalla guerra fredda e sospeso sull'orlo dello scontro civile, che di lì a poco sarebbe sprofondato nella fase delle stragi e del terrorismo.
Il segreto del D-Day. La verità sulle spie che ingannarono Hitler
Ben Macintyre
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 373
6 giugno 1944, D-Day. Il giorno che ha segnato le sorti della Seconda guerra mondiale e dell'Occidente intero. Un'immane operazione bellica. Dietro la quale c'è stata una prodigiosa azione di intelligence. O, meglio, di inganni. Al centro di tutta l'operazione, nome in codice "Fortitude", c'era il sistema "Double Cross", volto a trasformare le spie dei tedeschi in doppiogiochisti e a creare una squadra di agenti che, con coraggio e spregiudicatezza, è riuscita a convincere i nazisti che l'attacco alleato avrebbe avuto luogo a Calais e in Norvegia. I loro nomi in codice erano Bronx, Brutus, Treasure, Trycicle e Garbo. Un gruppo bizzarro quanto efficace, composto da una seducente peruviana bisessuale, un pilota mingherlino, una volubile francese, un playboy serbo e un allevatore di polli spagnolo. Non hanno combattuto sulle spiagge di Omaha, ma hanno salvato ugualmente migliaia di vite umane. Questa, raccontata per la prima volta, è la loro storia, che svela i retroscena della più grandiosa azione di depistaggio mai tentata. Ben Macintyre, con il suo stile narrativo accattivante e con rigoroso rispetto della documentazione storica, riesce a far rivivere sulla pagina non le tecniche e le strategie, ma gli uomini e le donne. Quegli uomini e quelle donne che hanno cambiato il corso della Storia.
L'inferno di Montecassino
Peter Caddick-Adams
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 387
Insieme allo sbarco in Normandia e all'assedio di Stalingrado, la battaglia di Montecassino è tra gli eventi più noti e studiati della Seconda guerra mondiale, perché nessun'altra campagna bellica del teatro europeo ha coinvolto tante diverse nazionalità e culture. Tristemente celebre anche per l'ingiustificato bombardamento dell'antica abbazia medievale benedettina, la battaglia di Montecassino non vide tuttavia l'aviazione come protagonista, e neppure i carri armati; Montecassino fu presa "alla vecchia maniera", grazie a un enorme sacrifico della fanteria. Su un terreno difficile, montuoso, inospitale, tra il fango e la morte sempre incombente, squadre di soldati si trovarono a dover conquistare un obiettivo stabilito da uomini di potere seduti in lontanissime stanze di comando. Una vera Stalingrado in miniatura, conquistata palmo a palmo dopo mesi di sfiancante guerriglia che sono costati, ai due schieramenti, circa 200.000 morti in 129 terribili giorni. La loro storia, le varie fasi della battaglia, le motivazioni militari sono accuratamente ricostruite in questo saggio.
L'apocalisse della modernità. La Grande guerra per l'uomo nuovo
Emilio Gentile
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 308
Nell'agosto 1914, allo scoppio delle ostilità, molti si erano arruolati entusiasti, immaginando di prender parte a una gloriosa avventura, convinti che il sacrificio del sangue avrebbe dato vita a un mondo e un uomo rinnovati. Dopo pochi mesi, l'entusiasmo era scomparso. Ci si rese conto che la guerra era completamente diversa da quelle fino ad allora combattute: per l'enormità delle masse mobilitate, per la potenza bellica e industriale impiegata, per l'esasperazione parossistica dell'odio ideologico, per l'ingente numero di soldati sacrificati inutilmente. La Grande Guerra rappresentava il naufragio della civiltà moderna. I combattimenti cessarono alle ore 11 dell'11 novembre 1918. E già all'orizzonte nuove tragedie si profilavano, poiché il trattato di Versailles ridisegnava l'intera geografia europea secondo la volontà dei vincitori, con conseguenze gravi e di lunga durata a livello politico e ideologico: le rivendicazioni territoriali, la corsa al riarmo e la militarizzazione di massa della società saranno alcuni dei principi cardine sui quali regimi totalitari come il fascismo e il nazismo baseranno il proprio consenso. Gentile ricostruisce il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò quella che è ritenuta una delle più tragiche esperienze del Novecento, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che, se all'inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti dell'angoscia profonda da essa scatenata.
La rivoluzione dei templari. Una storia perduta del dodicesimo secolo
Simonetta Cerrini
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2014
pagine: 240
Chi non ha mai sentito parlare dei cavalieri templari, della loro tragica fine, dell'inesauribile leggenda e del loro favoloso tesoro? Eppure, l'esuberante bibliografia sui "Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone", nati a Gerusalemme nel 1120, ha pressoché tralasciato la storia della loro nascita. Attraverso gli indizi storici, filologici, codicologici, testuali che si trovano nei nove manoscritti superstiti della regola del Tempio, Simonetta Cerrini ricostruisce l'ideale che animò la prima comunità templare, con l'obiettivo di sfatare le leggende fiorite nel corso dei secoli, di abbandonare i luoghi comuni storiografici e soprattutto di intraprendere nuove vie di ricerca. Proprio quando si era ormai affermata la separazione tra chierici e laici, e i chierici avevano assunto il monopolio del sacro, i templari sostennero la loro piena appartenenza al mondo dei chierici pur restando assolutamente laici. Al di là dell'impegno militare nell'esercito crociato, questa loro autonomia spirituale - di cui ancora non si sapeva nulla - si attuerà nella diffusione della cultura religiosa in lingua volgare e nel confronto con altre esperienze religiose, come l'islam o il cristianesimo d'Oriente.

