Società, scienze sociali e politica
Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità
Emanuele Coccia
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 144
La casa è l'evento morale per eccellenza
Unica. Guida didattica per la scuola primaria
Libro
editore: Ibiscus Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 768
La guida unica costituisce un utile strumento di lavoro nella quotidiana pratica didattica di ciascun docente di scuola primar
Le belle bandiere
Pier Paolo Pasolini
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 2021
pagine: 552
«Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell'intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.» Nel giugno del 1960, mentre è impegnato nel suo esordio alla regia con Accattone , Pier Paolo Pasolini inaugura una rubrica di corrispondenza con i lettori sul settimanale di politica e cultura «Vie nuove». Inizia così un vero e proprio dibattito epistolare che durerà, pur con diverse interruzioni, cinque anni: a scrivergli sono operai, studenti, disoccupati, soprattutto giovani e giovanissimi che «fanno della cultura non la loro specializzazione, ma il loro nutrimento». Pasolini si fa compagno di strada e confidente, supera la cronaca quotidiana per cercare di interpretare i grandi fenomeni storici in corso, e introduce nella discussione pubblica temi che diventeranno cruciali negli anni a venire: il ruolo della donna, le nuove e necessarie politiche scolastiche, il movimento progressista che si sta facendo largo nella Chiesa, l'ingannevole idea di uno sviluppo illimitato. Il risultato è un dialogo aperto, senza sconti, schietto e coinvolgente, che si legge ancora oggi come una delle più profonde e affascinanti rappresentazioni del nostro paese. Prefazione di Andrea Bajani.
James G. Frazer e la cultura del Novecento. Antropologia, psicoanalisi, letteratura
Fabio Dei
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 324
Che cosa ci fa "Il ramo d’oro" di James G. Frazer nell’antro del colonnello Kurtz, nelle scene finali del film Apocalypse Now? Perché il monumento di un’antropologia ancora ottocentesca, positivista ed evoluzionista diviene, nel corso del Novecento, emblema del rapporto con l’irrazionale e con le oscure profondità dell’inconscio? Il volume risponde a questi interrogativi seguendo il paradossale destino dell’opera di Frazer: presto criticata e messa da parte nel campo dell’antropologia scientifica, ha tuttavia influenzato profondamente le avanguardie artistiche e letterarie in virtù di una struttura testuale complessa, che sembra smentire le stesse intenzioni teoriche dell’autore alludendo a un sostrato magico e analogico del pensiero umano ben presente, come l’inconscio freudiano, sotto la superficie della “civiltà”. Il libro indaga gli usi del Ramo d’oro da parte di Freud e della psicoanalisi, di Wittgenstein e di scrittori come, fra gli altri, T. S. Eliot, Joyce e Conrad. Quanto all’antropologia, essa può oggi tornare a relazionarsi con Frazer proprio attraverso queste letture spurie e interdisciplinari.
Io posso. Due donne sole contro la mafia
Pif, Marco Lillo
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2021
pagine: 160
«Immaginate di tornare un giorno a casa vostra e di trovare un costruttore legato alla mafia lì davanti. Immaginate che vi dica che quella non è casa vostra, ma sua. E che, qualche anno dopo, ve la danneggi gravemente per costruirci accanto un palazzo più grande. E immaginate di dover aspettare trent'anni prima che un tribunale italiano vi dia ragione. Immaginate che, dopo tutto questo tempo, vi riconoscano un compenso per i danni, che però nessuno vi pagherà mai dato che il costruttore nel frattempo è stato condannato perché legato alla mafia e lo Stato gli ha sequestrato tutto. E ancora, immaginate che di quella somma, che non riceverete mai, l'Agenzia delle entrate vi chieda il 3 per cento. Questo è quello che, più o meno, è successo a Maria Rosa e Savina Pilliu. E diciamo 'più o meno', perché in trent'anni, in realtà, è successo questo e molto altro. Intorno al palazzo abusivo si aggireranno vari personaggi: mafiosi eccellenti, assessori corrotti, killer latitanti, avvocati illustri, istituzioni pavide, vittime di lupare bianche, anonimi intimidatori e banchieri generosi. E poi ci mettiamo anche noi due che, venuti a conoscenza della vicenda, abbiamo deciso di scrivere questo libro. La nostra intenzione è cambiare il finale di questa storia, con l'aiuto di tutti. Raggiungendo tre obiettivi. Il primo: attraverso la vendita di questo libro raccogliere la cifra necessaria per pagare quel famoso 3 per cento dell'Agenzia delle entrate. Il secondo: far avere lo status di 'vittime di mafia' alle sorelle Pilliu. Il terzo: ristrutturare le palazzine semidistrutte e concederne l'uso a un'associazione antimafia. 'Io posso' è una sorta di mantra a Palermo. Non importa cosa dice la regola, perché tanto 'Io posso'. Le regole valgono solo per gli stupidi. 'Io posso' sottintende sempre: 'E tu no'. Ecco, a noi piace molto questa frase. La gridiamo a gran voce ma con un senso opposto. "Io posso e tu no perché io sono lo Stato e tu no"» (gli autori)
Pascoli di carta. Le mani sulla montagna
Giannandrea Mencini
Libro: Copertina morbida
editore: Kellermann Editore
anno edizione: 2021
pagine: 208
La grande quantità di risorse economiche messe a disposizione dalla Comunità europea nel settore agricolo ha generato una speculazione che inquina la montagna. Un intreccio di truffe, false dichiarazioni, animali "figuranti", compravendite illecite. Un meccanismo contributivo che fa salire i prezzi degli affitti dei pascoli, con la creazione di società fittizie e raggiri ai danni della comunità.
Il fungo alla fine del mondo. La possibilità di vivere nelle rovine del capitalismo
Anna Lowenhaupt Tsing
Libro: Libro in brossura
editore: Keller
anno edizione: 2021
pagine: 414
Si dice che, dopo la bomba atomica su Hiroshima, la prima forma di vita a spuntare in quel paesaggio devastato sia stato un matsutake. Si tratta di uno dei funghi commestibili più ricercati dell’Asia: non cresce solo in Giappone dove raggiunge prezzi astronomici, ma anche in varie aree dell’emisfero boreale. Questo fungo dall’odore intenso ed evocativo non può essere coltivato e preferisce crescere su terreni e foreste perturbati dalla presenza umana. Il racconto di Anna Lowenhaupt Tsing – ormai diventato un classico – ruota attorno a questi ricercatissimi funghi, offre approfondimenti e spunti che vanno ben oltre l’ambito micologico, e pone una domanda essenziale: cosa riesce a vivere tra le rovine che abbiamo generato? Esplora angoli inattesi e inconsueti del commercio del matsutake e ci conduce tra buongustai giapponesi, commercianti, combattenti hmong, guide naturalistiche finlandesi, abitanti della costa pacifica degli USA e altro ancora. Compagni di viaggio che ci permettono di perderci e sorprenderci tra ecologie fungine e storie forestali e che ci fanno sperare nella possibilità di una convivenza collaborativa tra specie in un’epoca di massiccia devastazione umana.
Rive Gauche. Arte, passione e rinascita a Parigi 1940-1950
Agnès Poirier
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 351
La Sorbona, Les Deux Magots, il Café de Flore, l'Hôtel La Louisiane: sono luoghi avvolti da un alone leggendario, come tutta l'area di Parigi in cui sorgono, la mitica Rive gauche. Qui, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, artisti e intellettuali straordinari hanno creato, combattuto, amato, vissuto; hanno assistito agli orrori della guerra e partecipato con entusiasmo alla rinascita della città. Dall'esistenzialismo al teatro dell'assurdo, dal jazz alle chansons, fino alla ricerca di una terza via in politica e al femminismo militante: gustoso e arguto, come lo ha definito Julian Barnes, Rive gauche è un viaggio letterario al cuore di un'epoca eccezionale attraverso le vite di chi l'ha resa indimenticabile.
Come annoiarsi meglio
Pietro Minto
Libro: Libro rilegato
editore: Blackie
anno edizione: 2021
pagine: 176
Il tempo per come lo conoscevamo è finito. Le app hanno catturato ogni istante della nostra attenzione, i lockdown e il lavoro da casa hanno dato il colpo di grazia. Ogni tempo morto della nostra giornata è occupato a fissare uno schermo, in un refresh infinito e insoddisfacente. La noia – risorsa importante e sovversiva che tutti, da Satana a Mark Zuckerberg, mirano a conquistare – è sparita, oscurata dai feticci della produttività e dell’eterna connessione. Ma è davvero così? A metà tra saggio futurologico e manuale pratico per hackerare sé stessi, "Come annoiarsi meglio" è un invito a riprendere il controllo della propria mente e del proprio tempo. Cosa perdiamo quando perdiamo la noia? Qui si cerca di dare una risposta, e qualche soluzione.
A ruota libera. Antropologia sentimentale della bicicletta
David Le Breton
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2021
pagine: 224
La bicicletta è un invito alla lentezza, alla noncuranza, al sentire che si è vivi. Pedalando ci si immerge negli odori, nei paesaggi, nei suoni circostanti: il tempo e lo spazio ritrovano il proprio fascino. Da secoli la bicicletta accompagna i movimenti sociali. L’entusiasmo dei primi decenni si è protratto fi no agli anni Cinquanta, quando ha avuto inizio un’eclissi della bicicletta, in seguito alla saturazione di città e strade a causa della circolazione automobilistica. Oggi, la passione per le due ruote accomuna classi sociali e tipi umani differenti. Intrecciando spunti sociologici con storie di ciclismo e dei suoi miti, Le Breton mostra come la bicicletta sia divenuta un emblema dell’ecologia politica, mentre si rafforza la consapevolezza dell’impatto distruttivo delle automobili sul paesaggio urbano.
Dizionario dei simboli
Juan-Eduardo Cirlot
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 551
«Sto preparando» scriveva Cirlot ad André Breton nel 1956 «una summa simbolica, nella quale vengono raffrontate le conoscenze sul simbolismo di occultisti, psicologi, antropologi, orientalisti, storici delle religioni e autori di trattati». Facendosi guidare da personalità quali Marius Schneider, René Guénon, Mircea Eliade, Ananda Coomaraswamy, Cirlot spalanca davanti ai nostri occhi un universo affascinante, dove il simbolo agisce su ogni piano dell'esistenza, in luoghi lontanissimi tra loro e sin dalle origini dell'umanità; e addita la «radice segreta di tutti i sistemi di significato», il «sostrato comune» a tutte le tradizioni simboliche, sia orientali che occidentali. Sin dall'Introduzione – un excursus vertiginoso che dallo sviluppo del simbolismo conduce fino al problema dell'interpretazione, passando, tra gli altri, per il simbolismo onirico, il simbolismo alchemico e la teoria degli archetipi di Jung – Cirlot ci immerge in un oceano di luminose analogie, segnalandoci infine che il suo è «più un libro di lettura che un testo di consultazione»: come tale lo leggeranno dunque i lettori avvertiti, che non potranno non restarne ammaliati.
Anche l'usignolo. Vita di città, di bosco e di campagna
Niccolò Reverdini
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 276
L'inatteso ritorno a trent'anni su un luogo originario nella vita, rivelato una prima volta d'inverno, lungo rive d'edera e pervinca, dalla voce pausata del nonno. Le scoperte solitarie del bambino e gli agresti, sfrenati soggiorni del ragazzo, di fronte al 'continuum' di vita e di morte che sempre ci porge la natura. L'andirivieni in bicicletta fra Milano e il Bosco di Riazzolo, quasi alle soglie della valle del Ticino. La prima formazione alla Capanna, le scelte e gli urti della vita, fino all'avvio della Cascina Forestina. Un saggio narrativo 'en plein air', che descrive dal vivo i metodi dell'agricoltura biologica e il recupero di un bosco millenario, inserendoli nelle politiche dell'Unione Europea, volte a promuovere la biodiversità e la tutela dell'ambiente. Il racconto accompagna il lettore di stagione in stagione, aderendo alla terra e alle colture, irrigate grazie a limpide acque sorgive, scaturite dai fontanili che raggiungono il fondo. Orti, prati, arnie, campi a riposo, rotazioni di cereali e leguminose, per un manto ogni anno variopinto e fecondo. Ma anche siepi e filari o sentieri che si perdono spesso nel folto, a piedi nudi, fra i carpini e i noccioli, dietro tracce di ricci e faine, mentre il ghigno di un picchio attraversa le fronde. Spiccano, fin dal principio, l'accoglienza donata e ricevuta in cammino, le persone incontrate fra le opere e i giorni: il campionario del gran teatro di campagna. L'autore attinge a fresche fonti letterarie, classiche e moderne, dialogando a tratti con esse riguardo a esperienze comuni e perfino allo stesso paesaggio.

