Libri di Fabio Dei
Sud e magia
Ernesto De Martino
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 252
In “Sud e magia”, uno dei più noti ma anche più fraintesi saggi di Ernesto De Martino, trovano saldatura le due principali dimensioni del percorso umano e intellettuale del grande etnologo. Da un lato, il De Martino storiografo e teorico, che individua la magia come tematica cruciale per la critica al positivismo delle scienze umane e per la costruzione di un’etnologia storicista; dall’altro, quello politico e militante, che affronta la «questione meridionale» attraverso il confronto diretto e vissuto con il mondo contadino del Mezzogiorno d’Italia. De Martino torna a interrogarsi sulla peculiarità culturale del magismo, la cui funzione risiede nella capacità di difendere la presenza umana dall’urto di potenze avverse che minacciano di annientarla. La prima sezione del volume, «Magia lucana», offre in tal senso un ventaglio di casi che rendono palpabile il significato della risoluzione magica di situazioni critiche della più varia natura. Nella civiltà occidentale, connotata dalla svolta razionalista impressa alla propria storia, la dimensione magica ha finito per risultare un fattore residuale, un segno di arretratezza le cui radici affondano nella durezza delle condizioni economico-politiche. Per questo il materiale documentario relativo al magismo lucano costituisce nella prospettiva demartiniana uno stimolo importante per misurare la partecipazione del pensiero meridionale all’alternativa tra magia e razionalità, tra incantesimo e scienza. Qui risiede l’obiettivo del volume dove, in funzione della sua realizzazione, l’autore amplia notevolmente il proprio campo d’indagine, estendendolo con esiti originali al Cattolicesimo meridionale e al pensiero illuministico napoletano quale si affermò nella seconda metà del Settecento.
La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud
Ernesto De Martino
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 464
La Terra del rimorso di Ernesto De Martino, un classico del pensiero contemporaneo, verte sul tarantismo, un istituto culturale d'impronta magica, diffuso nelle comunità contadine del Salento, al cui interno la musica e la danza ricoprono un ruolo d'importanza primaria. Nel 1959 De Martino ne fece l'oggetto di un'innovativa inchiesta etnografica, guidando un'équipe formata da specialisti di discipline diverse, dalla storia delle religioni all'etnomusicologia, dalla psichiatria alla sociologia. Lungi dall'essere un mero fenomeno morboso, il tarantismo si configura, nella straordinaria indagine demartiniana, come un orizzonte mitico-rituale di deflusso di profondi conflitti operanti nell'inconscio, fatti risalire al morso della Taranta, monstrum mitico evocato dal suono di musiche del repertorio tradizionale, che i tarantati dovevano sfidare e vincere in una vorticosa gara di danza. Questa nuova edizione conferisce il massimo risalto alla ricchezza teorica di un'opera che va ben oltre l'indagine di un peculiare fenomeno di catartica musicale, mobilitando le due competenze disciplinari, storico-religiosa e antropologica, che hanno innervato il pensiero di De Martino. Marcello Massenzio individua la tematica etico-politica alla base della scelta di studiare il tarantismo, in un confronto con l'altro grande etnologo dei suoi tempi, Claude Lévi-Strauss e il suo disagio o «rimorso» di fronte alla disgregazione delle culture indigene nel mondo postcoloniale. Fabio Dei analizza l'altro dialogo cruciale nella genesi dell'opera, quello tra De Martino e Antonio Gramsci, riconducendo il progetto delle spedizioni etnografiche nel Mezzogiorno all'influenza delle annotazioni gramsciane sul folklore come cultura delle classi subalterne. Con il dossier fotografico di Franco Pinna. Introduzione di Marcello Massenzio e Fabio Dei.
James G. Frazer e la cultura del Novecento. Antropologia, psicoanalisi, letteratura
Fabio Dei
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 324
Che cosa ci fa "Il ramo d’oro" di James G. Frazer nell’antro del colonnello Kurtz, nelle scene finali del film Apocalypse Now? Perché il monumento di un’antropologia ancora ottocentesca, positivista ed evoluzionista diviene, nel corso del Novecento, emblema del rapporto con l’irrazionale e con le oscure profondità dell’inconscio? Il volume risponde a questi interrogativi seguendo il paradossale destino dell’opera di Frazer: presto criticata e messa da parte nel campo dell’antropologia scientifica, ha tuttavia influenzato profondamente le avanguardie artistiche e letterarie in virtù di una struttura testuale complessa, che sembra smentire le stesse intenzioni teoriche dell’autore alludendo a un sostrato magico e analogico del pensiero umano ben presente, come l’inconscio freudiano, sotto la superficie della “civiltà”. Il libro indaga gli usi del Ramo d’oro da parte di Freud e della psicoanalisi, di Wittgenstein e di scrittori come, fra gli altri, T. S. Eliot, Joyce e Conrad. Quanto all’antropologia, essa può oggi tornare a relazionarsi con Frazer proprio attraverso queste letture spurie e interdisciplinari.
Antropologia culturale
Fabio Dei
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 342
Il manuale, qui presentato in una nuova edizione arricchita, offre un quadro d'insieme dell'antropologia culturale, illustrandone metodo, teoria e linguaggi. L'approccio privilegia la focalizzazione sui nodi problematici e sulle categorie interpretative che fanno dell'antropologia uno strumento di riflessione fondamentale per la comprensione del mondo contemporaneo.

