Danza e altre arti dello spettacolo
La danse russe du vingtieme siecle
Nune Kerobyan
Libro
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2026
pagine: 48
Matsuri. Guida ai festival tradizionali giapponesi
Marianna Zanetta
Libro: Libro in brossura
editore: Nuinui
anno edizione: 2026
Un viaggio nel cuore dei festival giapponesi, i matsuri: dalle danze sacre alle processioni di strada, questi festival uniscono tradizioni, spiritualità e natura. In questa guida splendidamente illustrata, Marianna Zanetta e Kaori Yamaguchi presentano 63 festival in tutto il Giappone, seguendo il ritmo dell’antico calendario lunisolare, dai primi segni della primavera con il Setsubun alle celebrazioni invernali dell’estremo nord. Una selezione che mette in risalto la ricchezza, la diversità e la creatività della cultura giapponese, offrendo sia una portata geografica che una profondità culturale
Dance dance danseur. Volume Vol. 29
George Asakura
Libro
editore: Edizioni BD
anno edizione: 2026
pagine: 192
Dizionario tecnico metodologico della danza classica
Flavia Pappacena
Libro: Libro in brossura
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2026
pagine: 192
Flavia Pappacena, una delle massime autorità nel campo della ricerca coreutica, presenta un nuovo volume sulla tecnica della danza costruito con un approccio metodologico innovativo e stimolante: di ogni voce il dizionario fornisce l'etimologia del termine, la struttura originaria del passo e la sua evoluzione nel corso dei secoli XVIII, XIX e XX, per poi specificare il ritmo e la differenza tra le diverse linee didattiche attive in Europa e in America. Il tutto integrato con illustrazioni tratte da preziosi manuali d'epoca. Qualcosa di più, dunque, di un semplice "dizionario": una preziosa fonte di conoscenza e di approfondimento.
Mentre tutto accade, io danzo. Riflessioni e pratica sulla danzaterapia
Anna Maria Cetrone
Libro: Libro in brossura
editore: Aletti editore
anno edizione: 2026
pagine: 40
Il libro è una raccolta di riflessioni personali dell'autrice sulla danzaterapia. L'autrice condivide la sua esperienza e le sue intuizioni sulla danzaterapia, illustrando come questo approccio possa aiutare le persone a connettersi con il proprio corpo e a superare limiti e blocchi. Il libro è diviso in sette capitoli, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso della danzaterapia. La visione della danza come linguaggio del corpo che unisce dentro e fuori è al centro del libro. L'importanza dell'incontro e dell'accoglienza, fino alla possibilità del movimento come ricerca continua. La conclusione del libro ribadisce l'importanza di continuare a cercare e a crescere.
Piccolo manuale di comicità femminista
Luisa Merloni
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 160
In questo esuberante vademecum, Luisa Merloni ci mostra come funziona la comicità e come usarla per fare una piccola rivoluzione. Mica bruscolini. D’altronde, per far ridere occorre prendersi un po’ sul serio. Serissima, Merloni attinge alla sua lunga esperienza teatrale, alla folgorante lettura dei testi femministi e al fervido e costante dialogo con altre donne – amiche, studiose e grandi comiche del passato. Comiche, infatti, non si nasce, lo si diventa. E nel diventarlo, si possono scoprire uno sguardo fresco sul mondo e un seme di gioia nel corpo. Che le donne amino ridere lo si è sempre saputo, che sappiano far ridere, invece, è un tabù che si è infranto di recente. Se in passato la pratica della comicità da parte delle donne si svolgeva soprattutto nella sfera privata, da qualche anno, grazie in parte al successo della stand-up comedy, sono sempre più numerose le comiche che salgono alla ribalta, che fanno sentire la propria voce in un panorama finora dominato dagli uomini. Tra loro anche Luisa Merloni che, conscia dell’occasione storica, in queste pagine si chiede come convenga porsi, in quanto nuovo soggetto comico. Dopo un lungo e ricco percorso teatrale, che l’ha portata a diventare autrice dei propri testi, si rende infatti conto che non basta essere ammesse in un sistema di regole stabilito da qualcun altro: una comicità delle donne dovrebbe cambiarle, quelle regole. Per acquisire questa consapevolezza e trovare il coraggio necessario, i testi della tradizione femminista si rivelano uno strumento imprescindibile. Prima però occorre superare proprio lo stereotipo della femminista, quella donna un po’ sciatta, ancora vestita come negli anni Settanta, sempre arrabbiata e con le ascelle pelose. La vedete? Bene, perché anche lei può diventare una perfetta maschera comica. L’incontro tra comicità e femminismo fa scintille che non risparmiano nessuno. In questo brillante volumetto, pieno di idee, battute, aneddoti spassosi e riflessioni filosofiche, Luisa Merloni parte da questi presupposti e dal proprio vissuto per spiegare con grande chiarezza ed efficacia i meccanismi della comicità. A mo’ di esempio ricorda spesso maestri e maestre della tradizione comica italiana: Franca Valeri, Totò, Monica Vitti e Massimo Troisi, per citare solo i principali (in ordine di apparizione). Ma affronta anche i temi più scottanti del presente, come la “vexata quaestio” del politicamente corretto. Il risultato è un saggio poetico, militante e godibile insieme, stringente come un monologo teatrale, che nel fornire preziosi consigli a chiunque voglia far ridere traccia un’idea più aperta e femminista di società.
Destrezza e libertà. Circo e resistenza tra memoria e presente
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2026
pagine: 120
Nomade per vocazione, fluido per natura, il circo attraversa i secoli come corpo estraneo ai confini, alle patrie, alle ideologie. Eppure, proprio in quella marginalità apparente, si nasconde un cuore resistente: sotto il tendone, tra cavallerizzi e acrobati in perenne fuga, si è celata una patria invisibile senza confini, tentacolare attraverso i continenti. Il circo è stato capace di proteggere le minoranze, lanciare messaggi di libertà attraverso i suoi spettacoli, vivendo in un perenne equilibrio di quasi invisibilità sociale. Questo volume affronta la traiettoria di una forma di società e di arte capace di opporsi senza dichiararsi, di proteggere senza apparire, di assecondare il potere senza schierarsi. Dove l’equilibrismo non è solo disciplina fisica, ma gesto di sopravvivenza e inconsciamente politico. Un percorso tra piste e silenzi, dove la memoria non è retorica, ma esercizio di verità.
Festival e critica. Una storia incrociata
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2026
pagine: 290
Dalla nascita della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ai nuovi scenari dell’ecosistema digitale, il volume ricostruisce il legame complesso che unisce i festival cinematografici alla critica, interrogando le modalità attraverso cui le due istituzioni hanno contribuito a definire, insieme, l’identità culturale del cinema. Tra riflessioni teoriche e analisi storiche, casi di studio e dialoghi con critici e programmatori, il libro restituisce un panorama in movimento, nel quale i festival si fanno dispositivi critici e la critica diventa pratica curatoriale, negoziando continuamente il significato storico e il valore sociale della settima arte.
Tersicore
Philippe Soupault
Libro: Libro in brossura
editore: Cue Press
anno edizione: 2026
Nel 1928 Soupault dedica alla danza Tersicore, saggio inedito in Italia, tradotto da Esther Celiberti. L’autore teme la decadenza del genere, corrotto dalle leggi del mondo dello spettacolo e dall’avvento della società di massa. Non subalterna ad altri codici espressivi, l’arte coreutica non deve snaturarsi né perdere la purezza delle origini. Travolto dall’entusiasmo per l’assoluta spontaneità dei ballerini neri, ammirato dalla ricerca di bellezza di Isadora Duncan, annoiato dagli intellettualismi dei critici, Soupault protegge le energie di un genere che talora compiace il pubblico pur di restare in vita. A distanza di un secolo dalla pubblicazione, Tersicore non ha perso lo smalto della scrittura e il pathos razionale dell’analisi, ma in particolar modo seguita a trasmetterci l’irrinunciabile diletto dello spettatore dinanzi ai prodigi del corpo. Il testo è preceduto da un saggio di Esther Celiberti dedicato alla figura di Salomè, la cui danza ha ascendenze remote e ascendenti di rilievo. Al personaggio biblico si sovrappongono nel tempo altri modelli quali l’orientale, la femme fatale, la donna di spettacolo.
Jia Ruskaja. Dalla danza libera espressiva alla creazione dell᾿Accademia Nazionale di Danza
Flavia Pappacena
Libro: Libro in brossura
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2024
pagine: 392
Questo volume, realizzato in sinergia con docenti dell’Accademia e dell’Università, è stato ideato dall’Autrice come un laboratorio di documentazione e approfondimento attraverso cui ricostruire il percorso artistico, creativo, didattico e imprenditoriale di Jia Ruskaja, la celebre danzatrice russa che fondò l’Accademia Nazionale di Danza. Sono infatti toccate tutte le linee su cui quel percorso si dipanò, dalle esperienze interpretative e coreografiche presso il Teatro degli Indipendenti nella Roma dei primi anni Venti, ai progetti didattici che via via approdarono alla Regia Scuola di Danza (1940), all’Accademia Nazionale di Danza (1948), quindi alle strategie per l’affermazione di quest’ultima sul piano nazionale e internazionale, fino alla creazione di un originale sistema di notazione del movimento (Orchesticografia-Scrittura della danza). Un ampio e innovativo spazio è dato alla parte artistica, ossia alle composizioni coreografiche e all’Orchestica, cosicché il lettore possa addentrarsi nella dimensione poetica ruskajana. A questo scopo, il volume fa luce – attraverso una documentazione iconografica e filmica messa a confronto con le descrizioni delle danze pubblicate nei programmi di sala – sugli aspetti fondanti dell’estetica ruskajana, quali la visione complessiva di stampo registico, la sensibilità per il colore e la luce, la percezione profonda del suono, l’“espressione che viene dal di dentro”, senza dimenticare lo sguardo rivolto al rapporto tra la danza e le altre arti. Lungimirante per l’Italia fu la concezione della sua Scuola come “scuola aperta” dal forte stampo educativo e dalla composita struttura culturale, che ha consentito all’Accademia di mantenersi vitale e di svilupparsi, sino ad approdare nel 1999 all’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica).

