Biografie generali
Autobiografia. In appendice: ristampa anastatica dell'edizione romana del 1971
Scipione Gonzaga
Libro
editore: Franco Cosimo Panini
anno edizione: 1993
pagine: 94-XXXIII
Un mondo lontano
William Henry Hudson
Libro
editore: La Nuova Italia
anno edizione: 1993
pagine: XIV-300
Girolamo Savonarola. Il frate che sconvolse Firenze
Tito S. Centi
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1993
pagine: 160
Teresa di Los Andes: la «Santina americana»
Rodolfo Girardello
Libro: Libro rilegato
editore: OCD
anno edizione: 1993
pagine: 236
Teresa di Los Andes (1900-1920). Beatificata nella sua città natale, Santiago del Cielo, nell'aprile del 1987, canonizzata in San Pietro a Roma il 21 marzo 1993. È la "Santina americana", come subito è stata chiamata dalle sue parti, con aperto riferimento alla "Santina di Lisieux", Teresa di Gesù Bambino (1873-1897). Difatti le due giovanissime carmelitane hanno molti punti di somiglianza, come pure nette differenze tra loro. La storia, soprattutto quella dei santi, non è mai monotona e a clichés. Bisogna vigilare, ad ogni modo, che non si ripeta un certo equivoco emerso già ai tempi in cui s'impose la "Piccola Teresa" francese: credere cioè che di colpo il cristianesimo sia diventato una faccenda facile, visto che una ragazza giovane, bella, colta e simpatica arriva, in breve tempo e senza compiere opere appariscenti, ad amare Cristo con tanto ardore. Né deve ripetersi l'equivoco inverso: che la santità è possibile solo per persone speciali, che Dio fa crescere in un mondo ben riparato (un'ottima famiglia, un chiostro di monache). Leggendo l'appassionante avventura spirituale di Teresa di Gesù (questo il suo nome di religiosa presso il monastero di Los Andes, mentre al secolo si chiamava Juana Fernández y Solar), si nota subito come la verità è più grande da parte di Dio e più impegnativa per noi. Innanzitutto la verità sta in una Provvidenza che "afferra", secondo un suo misterioso disegno, alcune persone perché rinnovino tutta la novità del Vangelo a favore di tante altre. E poi sta nella generosità di queste persone che si abbandonano, pur nella fatica, al Dio che la "afferra", arrivando a una donazione a Cristo che ha del miracoloso. Che Teresa ricca, bella, colta, amatissima dai suoi, preferisca Cristo a se stessa e a un suo futuro di mondanità: questo è il miracolo, vissuto in un quotidiano estremamente ordinario. Con questa giovanissima Santa, la Chiesa intende provocare una volta di più i cristiani, specialmente i giovani, a una risantificazione della loro esistenza, contro la paurosa profanazione dell'uomo e delle cose a cui oggi si assiste.
Dialogo con la morte
Arthur Koestler
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1993
pagine: 248
Oggetto del libro è poco meno di un semestre della vita di Koestler: dal gennaio al maggio del 1937. Militante comunista, corrispondente di un giornale inglese, è in Spagna durante la guerra civile, dalla parte della repubblica; viene catturato, gettato in carcere e condannato a morte. A maggio, grazie a pressioni del governo inglese e a una campagna internazionale di solidarietà, viene liberato con uno scambio di prigionieri. In quei mesi Koestler sperimenta la vita del condannato a morte: vede, o per meglio dire, indovina la carneficina che lo circonda, le torture, le esecuzioni sommarie; misura su di sè l'altalena delle speranze e della disperazione; dà inizio a quel processo di revisione che lo porterà ad abbandonare il comunismo.
Fatti della vita di Lorenzo Borsini senese
Raffaele Morabito
Libro
editore: Sicania
anno edizione: 1993
pagine: 145
Clinton. Come vuole cambiare l'America, come ha conquistato il potere
Roberto Balducci
Libro: Libro in brossura
editore: Datanews
anno edizione: 1993
pagine: 154
Impressioni di viaggio in automobile
Marcel Proust
Libro
editore: Liber Internazionale
anno edizione: 1993
pagine: 48
Lettere dalla Sicilia
Friedrich M. Hessemer
Libro
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 1993
pagine: 208
Lettere a Theo
Vincent Van Gogh
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 1993
pagine: 366
"Caro Theo": per molto tempo, dall'agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, due giorni prima di morire dopo essersi sparato un colpo di rivoltella, Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo con una costanza che trova il solo termine di paragone nell'amore che egli nutriva per lui. Per molto tempo Theo fu il suo unico interlocutore; sempre fu quello privilegiato, il solo cui confidò le pene della mente e del cuore. Del resto, le lettere a Theo (qui presentate in una scelta che riprende, con qualche variante, la versione integrale apparsa in Italia nel 1959) costituiscono la gran parte dell'epistolario vangoghiano. Dalla giovinezza alla piena maturità, esse ci permettono di seguire, quasi quotidianamente, la vicenda artistica e umana del grande pittore.

