Il Saggiatore: La cultura
L'ultimo viaggio. Storie di vita e fine vita
Angelo Ferracuti
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 120
"L’ultimo viaggio" racconta l’esperienza del dolore, della malattia e della morte attraverso le storie di chi li incontra ogni giorno lavorando negli hospice o occupandosi di un caro che soffre. È un libro che affronta la difficoltà, ancora oggi, di pronunciare pubblicamente le parole «eutanasia» o «suicidio assistito» e l’ipocrisia che costringe ogni anno decine di persone a spostarsi in Svizzera per trovare una conclusione serena alla propria esistenza; ma è anche un’esplorazione di quanta vita e forza ci sia in chi accetta e abbraccia la propria finitezza e fragilità. In queste pagine Angelo Ferracuti e Giovanni Marrozzini ci guidano con parole e immagini a conoscere questo mondo poco visibile, assieme alle persone che lo abitano e lo animano con i loro corpi e il loro lavoro: da Erika Preisig, medica di famiglia del cantone di Basilea, che nella sua carriera ha assistito centinaia di malati terminali, a Uli Davids, direttore di una struttura per alcolisti all’ultimo stadio a Berlino, in cui viene concesso ai degenti di consumare alcol senza limitazioni; dal politico, scrittore e fondatore del manifesto Lucio Magri, che nel 2011 scelse di morire in una clinica di Bellinzona portando alle cronache nazionali il dibattito sul fine vita, a Trond Enger, sacerdote della Chiesa protestante norvegese favorevole al suicidio assistito; oltre ai tanti pazienti incontrati nei loro viaggi tra gli istituti che offrono assistenza e terapie palliative. L’ultimo viaggio è un’opera a metà tra il reportage fotografico e il saggio narrativo, che tenta di descrivere con la sua complessità i molti lati di chi convive con una malattia incurabile: il tentativo di tratteggiare con il linguaggio qualcosa di così angosciante come la sofferenza; qualcosa di così delicato come la dignità.
La vita è breve, il mondo è strano
Toby Ferris
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 192
"La vita è breve, il mondo è strano" racconta il tentativo di curare con l’arte le ferite dell’esistenza. Una ricerca personale e letteraria tra biografia, storia familiare e pittura per provare a trattenere da esse qualcosa che vada oltre la nostra finitezza. Nel 2012, dopo la morte del padre e la scoperta di stare diventando padre a sua volta, Toby Ferris prende una decisione tanto peculiare quanto profondamente sentita: visitare tutte le città che custodiscono i quarantadue dipinti superstiti di Pieter Bruegel il Vecchio, uno dei pittori più visionari del Rinascimento nordico, per poterli finalmente osservare in dettaglio. È un progetto bizzarro e ambizioso che tocca molti nodi della sua vita in modi diversi, spesso inattesi, e così il desiderio di ricomporre il corpo smembrato e diviso delle opere di Bruegel si trasforma in qualcosa di molto simile alla ricerca di un senso e forse di una salvezza. Seguendo un itinerario che lo porterà da Roma a Madrid fino ad Anversa, da Napoli a Bruxelles fino a Detroit, Ferris si confronta non solo con i quadri di Bruegel, ma anche con ciò che raffigurano: l’infanzia, la vecchiaia, la marginalità, la malattia, l’esclusione, il senso di appartenenza. Alternando filosofia, curiosità e ricordi privati, gli incontri fatti e le storie che ogni tela porta con sé, Ferris ci trascina in un percorso composto da spazi sempre nuovi: dall'irrealtà di stazioni, camere d'albergo e aeroporti alla verità dei paesaggi disegnati da Bruegel, tra folle carnevalesche, eserciti sanguinari, demoni mostruosi e città in fiamme. Un libro ibrido e incatalogabile, che ci offre una lezione preziosa sul nostro posto nel mondo: perché la verità si nasconde nei dettagli, ma solo uno sguardo d’insieme può rivelare l’essenza delle cose.
L'occhio e il rasoio. Il mondo come interfaccia
Ingrid Guardiola
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 272
Nell’epoca in cui tutto è visibile, ogni cosa può essere controllata e sorvegliata. In "L’occhio e il rasoio" Ingrid Guardiola ci mostra come, in un presente di immagini moltiplicate fino a essere ovunque, capaci di insinuarsi nei nostri gesti, nelle città che abitiamo, nelle comunità che costruiamo online e offline, la realtà che crediamo di vivere rischia di non essere altro che una mera copia disegnata dagli algoritmi e dalle grandi corporation che li governano. Ogni nostra foto, ogni nostro video, ogni nostra story non è solo un contenuto: è lo strumento con cui ci relazioniamo con quell’interfaccia virtuale in cui si è trasformato il mondo. Attraverso la filosofia e la sociologia, la tecnologia e la cultura visuale, Guardiola ci conduce in un percorso inquietante attorno al potere nascosto delle immagini di cui fruiamo quotidianamente, indagando il modo in cui esse condizionano la nostra vita privata e la sfera pubblica. Dialogando con i giganti del pensiero critico – dagli insegnamenti di Roland Barthes per decifrare i codici del visibile agli avvertimenti di Marshall McLuhan sui pericoli della seduzione mediatica, dalle riflessioni di Donna Haraway sui «corpi ibridi» a quelle di Byung-Chul Han sull’«inferno dell’uguale» –, "L’occhio e il rasoio" ci mostra come riconoscere le strategie di mercificazione del nostro sguardo e le dinamiche di potere dietro la condivisione anche di un semplice selfie, indicandoci nuove pratiche di resistenza. Quest’opera è un appello a ognuno di noi a trasformare la tecnologia da dispositivo di controllo a strumento di liberazione, sottraendoci all’omologazione algoritmica e dando vita a nuovi spazi condivisi e a nuovi immaginari. Perché, quando il medium non è più solo il messaggio ma diventa il padrone, la domanda che dobbiamo porci non è che cosa stiamo guardando, ma come scegliamo di guardarlo.
Bill Evans. Ritratto d'artista con pianoforte
Enrico Pieranunzi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 120
Questo libro non è una biografia, è un incontro. In "Bill Evans" il pianista Enrico Pieranunzi racconta con piglio di studioso e passione d’artista la vita e la musica di un gigante: la storia di un’esistenza straordinaria, consumata fra i tasti di un pianoforte. New York, 1959. Accanto a Miles Davis e a John Coltrane c’è un ragazzo bianco dai tratti efebici, gli occhiali dalla montatura spessa, la sigaretta sempre in bocca. Sono riuniti per dare vita a uno dei più celebrati album jazz di sempre, Kind of Blue, e di quell’incanto Bill Evans rappresenta il motore e la grazia: il regista discreto che accompagna gli altri nella costruzione del capolavoro. Passano pochi anni e Evans siede al pianoforte del Village Vanguard, accanto a Scott La-Faro e Paul Motian. Un gruppo leggendario, che rivoluziona i tradizionali ruoli del piano trio: tre solisti che dialogano come un corpo musicale solo. La tragica morte di LaFaro pone una fine improvvisa a un esperimento musicale unico nel suo genere. Evans ammutolisce nel dolore, l’eroina arriva a lenire una depressione profonda. Giunto a toccare il fondo, però, il pianista risorge come una fenice. Arrivano gli anni settanta, e la sua musica torna a brillare nel formato prediletto del trio, con partner quali Eddie Gomez, Marc Johnson, Marty Morell, e nelle collaborazioni con George Russell, Tony Bennett, Stan Getz. Lo si vede appesantito, sofferente, i capelli sempre più lunghi, il volto segnato, ma ancora capace di scorgere la luce in fondo alla notte. Di ricreare gioia, per tutti quanti; fino alla fine. In queste pagine, Pieranunzi riesce a restituire Bill Evans e la sua aura come improvvisando su una solida traccia, mescolando le sue impressioni di ascoltatore esperto alle testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha suonato con lui. Il risultato è un ritratto appassionato e rigoroso, un vero dialogo tra grandi musicisti.
Borgo Polmone
Stefania Bustelli
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 144
Borgo Polmone è un organo che respira, è un congegno che brucia, è un corpo in decomposizione. Borgo Polmone è un villaggio apparso dal nulla: un involucro vivo infestato da anime tormentate, tra le cui strade soffia un vento gelido che trascina con sé le storie e i lamenti di chi è scomparso. È qui che approda un viandante senza nome smarritosi in un luogo che sembra più una ferita che uno spazio geografico. L’uomo non sa da dove venga, né come sia finito lì, ma è consapevole di dover fuggire da quel paese spettrale e di doverlo fare presto; di dover scalare la sommità di quell’organismo in disfacimento per lasciarselo alle spalle. Sarà l’inizio di un viaggio dantesco all’interno di un micromondo dai contorni irreali, in cui il dolore sembra essersi trasfigurato nei muri delle case e pulsare nei volti dei suoi abitanti. Sul suo cammino il viaggiatore incontrerà alberi capaci di intrappolare nella propria resina interi esseri umani, donne che cercano di ricatturare la propria ombra fuggita, carcasse di balene abitate da uomini evasivi e misteriosi, banchetti antropofagi in cui si celebra il sacrificio: un viaggio al termine della propria notte, attraverso la colpa e la solitudine, l’impotenza e l’orrore. In questo esordio onirico e crudele, con una scrittura che sembra palpitare assieme alla pagina, Stefania Bustelli dà una forma all’oscurità che alberga in ognuno di noi. Borgo Polmone è il racconto di una moderna Dite, la città infernale della punizione, in cui convivono sogno e delirio, castigo e redenzione, carne e metafora. Un incubo a occhi aperti figlio delle atmosfere di Tommaso Landolfi e Thomas Ligotti, capace di avvolgerci fino a farci sperare di scomparire.
Essere eterni. Manifesto contro la morte
Ines Testoni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 360
Una delle cose che abbiamo compreso nel corso della nostra storia è che la morte è, tra tutte, l’esperienza più universale e ineludibile. Eppure, nello stesso momento in cui noi esseri umani abbiamo realizzato la sua esistenza, abbiamo anche iniziato a desiderare il suo superamento. Questo desiderio ha dato vita nei millenni a superstizioni fugaci e religioni millenarie, visioni mistiche e fantasie letterarie, sistemi filosofici complessi e ricerche scientifiche postumane, ma ognuna di queste soluzioni ha finito per alimentare una ulteriore voglia di allontanare i limiti che la biologia ci ha imposto. In queste pagine Ines Testoni ripercorre la tradizione del pensiero occidentale per offrire nuove risposte a un presente assieme colmo di disincanto rispetto alla possibilità di una vita spirituale dopo la morte e ossessionato dalla necessità di sconfiggere il tempo. Ripercorrendo le riflessioni di Parmenide sul nulla assoluto, «impensabile» e «inesprimibile», e gli studi della psichiatra Elisabeth Kübler-Ross sui malati terminali, la sensazione di eternità provata e descritta tra gli altri da Jorge Luis Borges e le conclusioni di Baruch Spinoza o Emanuele Severino, Testoni tenta di individuare una nuova via per superare il terrore dell’annientamento senza finire in derive autoritarie o nichilistiche. Essere eterni è un manifesto per liberarci dall’angoscia della fine. Un invito a ripensare il rapporto tra tempo, morte e trascendenza in modo non dogmatico, riconoscendo attraverso la ragione ciò che siamo davvero: esseri in bilico tra il desiderio di assoluto e la coscienza della nostra fragilità. Perché quando riusciremo a scoprire ciò che ci rende, da sempre, immortali, allora potremo anche trovare un modo radicalmente nuovo di vivere questa esistenza.
La parte del fuoco
Maurice Blanchot
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 384
Pubblicato nel 1949, "La parte del fuoco" è tra i primissimi tentativi da parte di Maurice Blanchot di ordinare le sue visioni e speculazioni sulla letteratura. Un’opera organica che indaga i libri dei grandi autori della contemporaneità per ragionare su che cosa sia il linguaggio letterario, questo fuoco che avvinghia e brucia chi scrive. Ricorrendo agli strumenti della critica e della filosofia, nei ventidue saggi raccolti Blanchot non vuole spiegare i testi che analizza, né tenta di decifrarli o di interpretarli, ma si concentra sulle ragioni profonde e necessarie che li hanno generati. Attraverso le parole di scrittori del passato come Mallarmé, Kafka e Rilke, ma anche quelle dei coevi Hemingway, Sartre e Camus, Blanchot sfida l’enigma inesauribile del «fare» letteratura: quel meccanismo per cui il linguaggio si trasforma in una pira pronta ad avvolgere la parte di sé che si proietta sulla pagina. Con rigore, visione e lucidità, Blanchot ci mostra l’importanza della ripetizione, quale rapporto esista tra parola e morte e, soprattutto, come l’opera non sia determinata dalla scrittura ma dallo spazio vuoto lasciato da ciò che non può essere detto. Libro seminale, dai contorni oscuri ma capace di influenzare generazioni di lettori, "La parte del fuoco" è un esercizio sull’impossibilità della letteratura, che si consuma nell’atto stesso di esistere abbandonando dietro di sé solo le braci della parola: un invito ambizioso a scoprire cosa rimane di noi dopo che siamo stati inghiottiti dalle fiamme della lingua.
Come nascono le idee
Edoardo Boncinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 192
Che cos’è un’idea? Da dove arriva? È un’apparizione estemporanea o il frutto di una lunga preparazione? Da sempre l’umanità si interroga su questo istante, l’attimo che circonda un’intuizione, generando ricerche, dibattiti e nuovi quesiti. Intrecciando filosofia e neuroscienze, psicologia e biologia, Edoardo Boncinelli ripercorre le orme di chi prima di lui ha indagato l’enigma della creatività, consapevole che, anche quando la destinazione è incerta, il cammino sarà comunque foriero di scoperte entusiasmanti. Fu Socrate a riflettere per primo sul contenuto delle parole, definendo la nozione di «concetto»; Platone pose al centro del pensiero le idee, anteponendone l’esistenza alla conoscenza; gli empiristi stabilirono invece il primato dell’esperienza. In ogni epoca, l’essere umano ha cercato di afferrare la genesi dei prodotti del suo cervello, dalle immagini mentali alla memoria. Ancora oggi, di fronte a figure quali Leonardo da Vinci, Leopardi o Einstein, non possiamo non chiederci da dove arrivino le grandi idee, come si possano distinguere quelle valide da quelle inutili, quale legame esista tra intelligenza e creatività, e se davvero il genio sfiori talvolta la follia. Attraverso la descrizione del funzionamento dei neuroni e del sistema nervoso, l’analisi dei test cognitivi, i contributi della genetica e le teorie sull’intelligenza artificiale, in queste pagine Boncinelli ci guida tra le tante ipotesi – scientifiche e non – che hanno provato a risolvere il «problema dei problemi»: l’inaccessibilità della nostra mente. "Come nascono le idee" è un’opera sul limite e sull’ingegno che abbiamo manifestato per tentare di superarlo: un elogio dell’intelletto umano attraverso le sue componenti più indefinibili.
Leviatano o la balena
Philip Hoare
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 512
Nei racconti biblici il leviatano è la forma terrena della mostruosità più assoluta e contorta. Abitante degli abissi, gigante che scivola silenzioso tra le immensità oceaniche, espressione della ferocia più inconsapevole, capace di inghiottire senza accorgersene navi e profeti, marinai e burattini, la balena – come oggi siamo soliti chiamare questa creatura – sin dall’alba dei tempi ha nuotato nelle nostre fantasie terrorizzandoci e affascinandoci come bambini. In queste pagine Philip Hoare insegue il misto di desiderio e avventura che questi grandi cetacei hanno incarnato nella storia e nella letteratura per andare a caccia di qualcosa di ancora più vasto del loro corpo sterminato: il loro mito. Saltando dal ricordo personale di un’immersione subacquea allo scheletro sul soffitto del Natural History Museum di Londra, dal porto commerciale di New Bedford a quello letterario di Nantucket, Hoare attraversa come un flâneur acquatico la scienza e la cultura, le incisioni e i fumetti, i reportage di viaggio e i romanzi per comprendere le ragioni profonde di un’ossessione che ha accomunato marinai, biologi e scrittori. Guidati dalla sua prosa veniamo così trasportati dai tempi in cui le balene erano «fabbriche di strane sostanze e umane fortune», usate per costruire corde di racchette, corsetti per signore e tasti di pianoforte, a un presente in cui sono minacciate dall'estinzione; dall’epoca in cui il loro olio era simbolo di ricchezza e potere a quella in cui le loro silhouette campeggiano sulle insegne delle friggitorie. "Leviatano" è un’opera che sfida in ambizione l’enormità del suo oggetto, muovendosi al di là di ogni confine saggistico e narrativo per cercare di raccontare un animale inesauribile e meraviglioso: il folle tentativo umano di trattenere la sua sconvolgente bianchezza con l’inchiostro di cui sono fatte le parole.
Sudore. Una storia dell'esercizio fisico
Bill Hayes
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 316
Cosa ci spinge, più volte a settimana, a correre su tappeti semoventi di gomma fino a perdere il fiato? Perché ci tuffiamo in acque ghiacciate, scaliamo montagne, pedaliamo in salita? Da dove nasce la nostra esigenza di muoverci, esercitarci, faticare? In "Sudore", Bill Hayes parte da queste domande per comporre una storia dell’esercizio fisico e del rapporto tra l’essere umano e il suo corpo. Questo libro ci conduce in un cammino lungo ma entusiasmante, che prende le mosse oltre duemila anni fa dalla Grecia omerica e dal significato che l’attività fisica aveva per gli antichi, passa poi per i trattati rinascimentali sull’allenamento e per le esibizioni itineranti ottocentesche con i primi bodybuilder, e giunge infine alle videocassette con i «workout» degli anni ottanta, alla nascita delle palestre moderne e al boom del fitness in cui ci troviamo oggi. Muovendosi dall’esame di archivi polverosi a un allenamento di boxe, dalla consultazione di volumi rari pubblicati secoli fa a una nuotata in piscina, e attraversando luoghi in cui nei millenni gli uomini hanno versato il loro sudore, dai prati di Olimpia ai parchi di New York, Bill Hayes dà vita a un’originale indagine letteraria in cui l’archeologia del gesto atletico si mescola all’autobiografia della propria relazione con lo sport. Queste pagine ci rivelano come allenarsi sia un atto di continuità culturale: un filo teso nei secoli che collega le esigenze di sopravvivenza, il desiderio di competizione e gloria e la cura del corpo, fino a essere la risposta odierna alla sedentarietà cronica di cui soffriamo. "Sudore" è un inno al movimento come arte e filosofia; perché se è vero che non viviamo solo per nuotare, saltare, correre, calciare, lanciare è pur vero che è quando lo facciamo che ci scopriamo più vivi.
Pornorama
Claudia Grande
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 488
Questa storia è una ragnatela di fili spezzati: se si riesce ad afferrarne uno, il resto scivola via. È la storia di un'inquietante serie di morti nel mondo del porno tra Roma, Milano e Torino, ma è anche la storia dell’indagine condotta dall’ispettore capo Vittoria De Feo. È la storia di come una coppia di ventenni, Bet e Teo, sia finita su quella stessa pista in cerca di un colpo per rilanciare il proprio blog, ed è la storia del tentativo di un giornalista di gossip di fare lo scoop della vita. Attorno alle loro complicate ricerche si muove un coro surreale di personaggi grotteschi e figure pericolose e ridicole: chirurghi che si arricchiscono commerciando sex toy modellati sull’anatomia delle pornostar morte, avvocati luciferini che tengono i tirocinanti al guinzaglio, analisti forensi che tentano di sfondare come youtuber, ex attori di programmi per bambini caduti in disgrazia, psichiatri che si travestono da avocado durante le sedute per mettere a loro agio i pazienti, influencer verbose strafatte di cocaina, untuosi manager di attrici hard. Il tutto accompagnato e condito da droghe sintetiche e contratti di sottomissione, mani mozzate e crostate al limone, conigli domestici e programmi trash, magazzini Ikea e set pornografici. Con "Pornorama" Claudia Grande scrive un romanzo ambizioso, in cui convivono le atmosfere di Thomas Pynchon e Chuck Palahniuk e il true crime, l’innocenza più insospettabile e la brutalità più efferata, le nevrosi private e i grandi rimossi sociali: una fotografia a luci rosse del nostro contemporaneo, così ossessionato dalla morte da travestirla con il sesso e così deformato dal denaro da non saperne riconoscere più la violenza.
La guerra bianca. Vita e morte sul fronte italiano 1915-1919
Mark Thompson
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 608
"La guerra bianca" è il racconto documentato degli anni della Prima guerra mondiale sul fronte del Nordest italiano: un’«opera-mondo», per citare l’espressione usata da Carlo Greppi nella sua prefazione, che tocca ogni aspetto – dalla quotidianità in trincea all’impreparazione tecnica, dagli errori degli alti comandi alle difficoltà logistiche – di un momento storico in cui, ogni giorno, per migliaia di persone la vita e la morte sono state distanti solo pochi attimi. Agli albori del 1915 l’Italia è una nazione ancora da forgiare: non c’è una lingua, non c’è un sentimento comune, non c’è un'idea diffusa di patria. Per le classi dirigenti del paese è ora che gli italiani si temprino in una solida unità nazionale, e con l’uccisione di Francesco Ferdinando d'Austria la soluzione è a portata di mano: la guerra. La fucina, il campo di battaglia. A pagarne il prezzo saranno i giovani costretti in un fronte lungo seicento chilometri, dalle Dolomiti all'Adriatico; giovani che, uniti nella paura e nell'angoscia, combatteranno in un biancore costante di pietre e di neve, uccideranno e saranno uccisi. Grazie ai diari dell’epoca, alle interviste dei reduci e alle esperienze di scrittori come Ungaretti, Hemingway, Musil e Gadda, Mark Thompson delinea con lucidità il panorama socio-culturale e politico-economico di un’epoca spartiacque non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, la cui fisionomia verrà stravolta dalla dissoluzione degli imperi centrali che aprirà la strada ai totalitarismi. Questo libro mostra in modo evidente come le illusioni e le attese evocate dalla retorica nazionalista furono sconfessate dalla brutalità della guerra di logoramento. Un monito che, a distanza di più di cento anni e di fronte a guerre sempre nuove, continua a supplicarci affinché la prossima «inutile strage» possa essere evitata.

