UTET
Come costruire una casa nel bosco e imparare a vivere nella natura selvaggia
Will Jones
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 256
Per anni, come molti di noi, il giornalista Will Jones ha covato un sogno: lasciare la frenetica, invivibile grande città, e farsi una nuova vita più serena in una casa nel bosco, cullato dal gorgogliare di un ruscello e dal suono del vento che stormisce tra gli alberi. A differenza nostra, però, che ci limitiamo a spiare sui social foto di case meravigliose immerse nel verde, Will Jones è passato all’azione: ha mollato tutto e comprato un terreno in Canada, dove con le sue stesse mani si è costruito una cabin, una casetta di legno. Come sia riuscito nell’impresa lo racconta in questo libro unico, che alterna il racconto emozionante della sua nuova vita nella natura a schede pratiche e disegni tecnici (preparare il terreno, scegliere il legno, creare la struttura portante...), arricchendo il tutto con squarci di storia e antropologia. Dopotutto gli esseri umani hanno voluto costruire case sempre, comunque e dovunque, dalle baracche dei Conquistadores alle capanne sospese delle tribù della Guinea. "Come costruire una casa nel bosco e imparare a vivere nella natura selvaggia" è sia un manuale pragmatico sia una poetica fonte di ispirazione, che passo passo spiega a noi tutti come trasformare un bizzarro sogno escapista in una solida, confortevole realtà.
Atlante sentimentale dei colori. Da amaranto a zafferano 76 storie straordinarie
Kassia St Clair
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 352
Siamo abituati a pensare ai colori come a entità astratte, eteree e immutate, codificate una volta per tutte in manuali e cataloghi. Non è così. Gli antichi greci, per esempio, non riconoscevano al blu una precisa identità cromatica, tant’è che il mare nell’Iliade è «colore del vino» e non sembra in nulla uguale al cielo. Anche i colori insomma hanno una vita: nascono, crescono e muoiono, e a volte hanno seconde e terze vite. Non solo: per ogni colore ci sono centinaia di tonalità, ognuna con caratteristiche e origini precise. Non esiste solo il rosso, ma un prisma intero dallo scarlatto al vermiglione, dalla cocciniglia che si spreme da un insetto alla lacca di garanza estratta da una radice, dal rosso corsa, antenato del celebre rosso Ferrari, all’esotico sangue di drago ricavato da una resina asiatica... E se ogni sfumatura ha la sua storia, è vero anche che ogni sfumatura ha cambiato la nostra storia: la calce con cui si imbiancano i muri si diffuse per disinfettare gli edifici durante le epidemie; il kaki rivoluzionò la guerra introducendo negli eserciti il concetto di camouflage; l’assenzio tinse di verde i sogni dei poeti maledetti; ed è grazie al lapislazzuli, giunto dall’Estremo Oriente, se l’oro degli sfondi medievali si tramutò nel blu oltremare dei cieli rinascimentali, facendo entrare prepotentemente quel colore nella storia dell’Occidente.
Storia avventurosa delle bandiere del mondo
Dmytro Dubilet
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 256
Da bambini ci insegnavano che nella nostra bandiera il verde rappresenta la speranza, il bianco la fede cattolica, il rosso il sangue dei martiri. La verità storica è più prosaica: come simbolo della neonata Repubblica cisalpina, Napoleone prese il tricolore francese e sostituì il blu con il verde. Eppure, come dimostra Dmytro Dubilet, ex ministro ucraino e collaboratore di Zelensky col pallino della vessillologia, la realtà è molto più affascinante dei simbolismi, e in questo curioso “atlante” illustrato raccoglie praticamente tutte le bandiere del mondo, raccontandoci le loro storie rocambolesche, spesso tragiche ma sempre appassionanti. Scopriremo per esempio che tutti i tricolori nascono per imitazione di quello francese (e dei suoi ideali), e che l’Ungheria passò a strisce orizzontali per non essere confusa proprio con l’Italia. Vedremo come mai confondiamo sempre tra loro le bandiere della Scandinavia, e che cosa unisce l’aquila a due teste dell’Albania con lo stemma del re Ferdinando di Spagna. Ma non c’è solo il passato: vari paesi dell’ex Commonwealth (tra cui l’Australia) stanno attivamente studiando nuovi vessilli per liberarsi della Union Jack, dimostrando anche oggi come nemmeno una bandiera, per quanto ci sembri strano, sia per sempre.
La via coreana. Come la Corea del Sud sta conquistando l'Occidente
Natan Mondin
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 208
«Controllo il nodo della cravatta riflesso sul vetro della finestra, stretto nel mio completo migliore, improvviso una smorfia che vorrebbe somigliare a un sorriso mentre mi accingo a ballare il Gangnam Style insieme ai miei colleghi. Seduto davanti a noi c’è uno degli uomini più potenti della Repubblica di Corea.» Inizia così il viaggio di Natan Mondin in una delle maggiori organizzazioni governative della Corea del Sud. Il suo compito è quello di costruire un ponte per gli investitori italiani, diffondere le eccellenze, esportare il sogno coreano. Come lui ce ne sono in ogni paese. È solo una delle tante pedine del piano di Seul. Storicamente schiacciati tra la Cina e il Giappone, e con l’opprimente regime del Nord sulla soglia di casa, i cittadini coreani hanno covato un sentimento di rivalsa e frustrazione, che li ha spinti in un’ambiziosa rincorsa verso il progresso. Ossessionata dalla propria reputazione, da anni ormai la Corea del Sud ha intrapreso un pian per cambiare la propria immagine planetaria. Dopo l’espansione delle sue aziende, che contano ormai numerose grandi multinazionali come Hyundai o Samsung, Seul si è oggi trasformata in un entusiasmante esportatore di prodotti culturali: film premiati agli Oscar come Parasite o serie tv da milioni di spettatori come Squid Game, band musicali osannate ovunque come i bts, fumetti letti da milioni di adolescenti sul cellulare... Per non parlare del cibo o della moda. Un fenomeno talmente pervasivo da richiedere un termine specifico, hallyu, ovvero la new wave coreana. La fortuna globale della Corea tuttavia non è dovuta solo a un florido connubio di intelligenze eccezionali, bensì a un piano politico di soft power elaborato dalle classi dirigenti. Dalla storia alle contraddizioni sociali, dal boom culturale ai rapporti personali, Natan Mondin ci guida attraverso il “paese del calmo mattino”, lungo la sfavillante via coreana, alla scoperta della società più itale del pianeta.
Norwegian wood. Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna
Lars Mytting
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 256
«Tu che abbatti, tu che vieni qui nel bosco a portare attrezzi, sii delicato nel tuo lavoro: la cura per il bosco è il bene del futuro.» In un mondo sempre più veloce e metropolitano, tra cemento e smartphone, fermarsi a contemplare e praticare l’antica arte del legno può essere un’inattesa via di salvezza. Il norvegese Lars Mytting ci racconta passo passo come si scelgono gli alberi, come si tagliano, come si accatasta la legna e come la si mette da parte per farla asciugare e poi, alla fine, bruciare. Ma mentre ci parla di taglialegna, di motoseghe e di camini, quello che poteva sembrare un semplice manuale pratico diventa una meditazione sull’istinto di sopravvivenza e sul rapporto tra uomo e natura, fatto di tempi lunghi e silenzi. Una lezione di vita, pragmatica e spirituale al tempo stesso, che poteva provenire solo dalle fredde terre scandinave, dove gli uomini da secoli si tramandano le tecniche e le abilità necessarie alla lavorazione del legno ma anche la pazienza e il rispetto nei confronti delle foreste, di quegli alberi che consentono di costruire le case e riscaldarle col fuoco.
Insegnare a nuotare a una foca. Viaggio insolito nella lingua islandese
Leonardo Piccione
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 224
In alcune vacanze basta una settimana per memorizzare le espressioni più frequenti, imparare a dire correttamente “Grazie” e “Buongiorno”, o addirittura arrischiarsi in una breve conversazione. In altre, le parole si aggrovigliano in oscuri ghirigori, lasciandoci smarriti e incapaci di proferire alcun suono. È questo l’effetto che suscita un primo confronto con l’alfabeto islandese. Composto di trentadue lettere, in buona parte simili alle nostre, si differenzia per le impronunciabili ð, Þ e la æ o l’assenza della c, la w e la q, e quella contestatissima della z, esclusa dall’alfabeto con una legge nel 1973. Come se non bastasse, questo sciame di grafemi si coagula in lunghissime espressioni intellegibili e declinabili secondo complessi casi grammaticali. Un incubo per qualsiasi turista, ma anche per studenti volenterosi come il giornalista Brendan Glacken, che nel saggio La terribile lingua islandese scrive: «La gente decide di imparare l’islandese per ragioni diverse, la maggior parte delle quali altamente discutibili». Per Leonardo Piccione confrontarsi con l’islandese è stata una necessità. Arrivato sull’isola per un breve viaggio, è stato affascinato dai panorami, dalla lentezza del tempo, dalle nuvole veloci al punto da trasformarla in sua dimora elettiva. In questa insolita esplorazione, la lingua, i suoi proverbi, le vertiginose costruzioni sintattiche e le bizzarre scelte onomastiche si riflettono nella letteratura, nella visione del mondo e nelle abitudini quotidiane degli islandesi, diventando l’ago magnetico da seguire per orientarsi tra i vulcani e i ghiacci di uno dei paesi più a nord del pianeta.
Dizionario di filosofia
Nicola Abbagnano
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 1184
Un’opera che espone e illumina lo stato ultimo della filosofia, spiegando magistralmente la varietà dei termini impiegati in secoli di storia del pensiero, dandone una classificazione accurata e chiarendo le differenze talvolta radicali di significato. Arricchito negli anni da aggiornamenti e dall’introduzione di nuove voci ad opera dello studioso Giovanni Fornero, che si è avvalso della collaborazione di un folto gruppo di filosofi contemporanei – tra cui Antiseri, Bodei, Cacciari, Eco, Galimberti, Givone, Restaino, Vattimo e Volpi – il Dizionario di Abbagnano si conferma, a tutt’oggi, un modello insuperato.
Quando l'automobile uccise la cavalleria
Giorgio Caponetti
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 464
Sul finire dell'Ottocento, mentre l'Europa è attraversata da un febbrile processo di innovazione tecnica, all'Accademia militare di Modena si incrociano le vite di tre personaggi leggendari. Federigo Caprilli, il "cavaliere volante", ha un talento cristallino per l'equitazione, è un seduttore audace e sfrontato, amante segreto di principesse e aristocratiche annoiate. Vive immerso nell'alta società, così come il suo grande amico Emanuele Cacherano di Bricherasio, detto "il conte rosso", nobile illuminato ed eccentrico, che è invece di tutt'altra pasta: vicino agli ideali socialisti, amico di Edmondo De Amicis e mecenate di Pellizza da Volpedo, Bricherasio è elettrizzato dal progresso tecnologico e ama i motori. Anche il terzo cavaliere è appassionato di automobili. Giovanni Agnelli arriva da una ricca famiglia di Villar Perosa, è spregiudicato e maniacale, e non ha problemi a sporcarsi le mani tra ingranaggi e manovelle. Insieme a Bricherasio firma l'atto fondativo della F.I.A.T., dando il via alla produzione di automobili su vasta scala. Ma le loro idee appaiono subito contrastanti: Bricherasio sogna un'industria attenta ai lavoratori, nella produzione di automobili vede un principio di uguaglianza sociale, Agnelli invece spinge per un'innovazione costante, studia il mercato, fiuta i venti che spirano sull'Europa e non è disposto a perdere la corrente. È l'inizio di una storia oscura e romanzesca, perché due dei tre promettenti cavalieri moriranno in circostanze sospette. Bricherasio viene trovato morto poco dopo la sua messa in minoranza nel consiglio di amministrazione della F.I.A.T., apparentemente per un suicidio, ma il fatto è accaduto nella villa di un cugino del re, quindi qualunque ulteriore indagine viene proibita. Caprilli, ormai tra i cavalieri più famosi al mondo, campione di salto e maestro di equitazione, muore per un banale incidente a cavallo, dopo aver ricevuto le carte segrete di Bricherasio. È il 6 dicembre 1907. Con lui muore la cavalleria. Giorgio Caponetti, grazie a una vivida capacità narrativa, ricostruisce e rimodella una storia misteriosa e insolita, componendo il delicato ritratto di un'epoca ormai al tramonto.
La filosofia patristica e scolastica. Storia della filosofia. Volume Vol. 2
Nicola Abbagnano
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 448
Riscoprire e far rivivere la ricerca che «gli uomini dell’Occidente conducono intorno al proprio essere e al proprio destino». Con queste parole Nicola Abbagnano indicava il proposito di un’opera destinata a diventare un classico della storiografia filosofica. Questo non è solo uno dei testi più riconosciuti e apprezzati in ambito accademico, ma anche e soprattutto una lettura che, come la filosofia stessa, parla di tutti e a tutti, grazie allo stile espositivo accessibile e chiaro di Abbagnano, capace di catturare l’interesse anche di chi la filosofia l’ha conosciuta solo sui banchi di scuola o di chi forse sta ancora aspettando un primo incontro. Dopo La filosofia antica, questo secondo volume tratta i nuovi indirizzi della filosofia nati a partire dall’affermarsi del cristianesimo nel mondo occidentale: la ricerca, per La filosofia patristica e scolastica, nasce dalla religiosità stessa che, pur fornendo una verità dall’alto, determina nell’uomo religioso il bisogno di avvicinarsi a essa e comprendere il suo significato più autentico. Nicola Abbagnano racconta le correnti filosofiche tra il ii e il xvi secolo in una trattazione completa e analitica, approfondendo figure che saranno poi fondamentali per il pensiero moderno – da Sant’Agostino ad Averroè, da Bonaventura a Tommaso d’Aquino, fino a Guglielmo di Ockham. Abbagnano riesce a infondere nel lavoro di sistemazione storiografica l’entusiasmo intellettuale del filosofo, mostrandoci la storia della filosofia come un motore di idee e tesi che si avvalorano e contraddicono ciclicamente le une con le altre, tracciando la strada che l’uomo percorre da secoli e continuerà a percorrere fino alla fine dei tempi, perché tale è la sua natura. L’unica certezza che abbiamo è che «nulla di ciò che è umano è estraneo alla filosofia e che anzi questa è l’uomo stesso, che si fa problema a se stesso e cerca le ragioni e il fondamento dell’essere che è suo».
La clemenza-Apocolocyntosys-Epigrammi-Frammenti. Testo latino a fronte
Lucio Anneo Seneca
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2023
pagine: 848
Filosofo di vocazione e spinto alla politica dall’ambizione del provinciale, Seneca è stato il massimo esponente dello stoicismo romano, ma anche uno dei grandi protagonisti della vita pubblica nella Roma imperiale. Combattuto fra l’esigenza di partecipare alla vita politica e quella – tutta stoica – di astenersene, fece il suo ingresso a corte come precettore del giovane Nerone, che si apprestava a scalzare con l’inganno l’imperatore Claudio. Illudendosi che i propri insegnamenti potessero preservare il suo allievo dai pericoli di una monarchia macchiata dal sangue e dalla violenza, Seneca compose il De clementia con l’intento di esortare il nuovo principe all’uso della clemenza come strumento per guadagnarsi la fedeltà dei sudditi e mantenere la difesa e la sicurezza dello Stato, poiché solo un uomo di grande animo poteva esercitare con onestà un così grande potere. E sicuramente agli occhi di Seneca non doveva essersi distinto per grandezza d’animo l’ormai defunto Claudio, a cui invece era stato legato da un’ostilità così malcelata da volerne celebrare la morte con una feroce satira, intitolata Apocolocyntosis: qui il filosofo si fa beffe della sorte dello “zuccone” che, dopo essersi visto negare gli onori dell’Olimpo, viene relegato per l’eternità agli inferi, dove diventa cancelliere del suo stesso liberto. Completano infine questo volume gli Epigrammi, un mosaico poetico che delinea gli episodi salienti della vita del filosofo, e i Frammenti appartenuti a orazioni, epistole e altri testi ormai andati perduti, che insieme alle opere maggiori contribuiscono a ricostruire la complessa e sfaccettata natura di uno dei più raffinati intellettuali latini, capace di cogliere le contraddizioni dell’animo umano e fare della conoscenza uno strumento del proprio agire nel mondo.
L'acqua non ha memoria. Storia salvata del disastro del Vajont
Piero Ruzzante
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2023
pagine: 304
È il 9 ottobre 1963. Sono le 22.39 quando una gigantesca frana di roccia si stacca dal monte Toc precipitando nel bacino idroelettrico che chiude il passaggio del torrente Vajont. L’acqua supera il limite di sicurezza dell’invaso travolgendo i paesi intorno al lago, e un’onda enorme scavalca la diga riversandosi nel fondo valle. Interi conglomerati urbani vengono spazzati via, quasi duemila persone perdono la vita. Grazie a una ricerca meticolosa e appassionata, Piero Ruzzante torna in quei luoghi a caccia della memoria ancora sepolta tra le macerie, recupera le voci dei superstiti, analizza le carte processuali, raccoglie documenti rimasti nascosti negli archivi, indaga la verità giudiziaria e civile costruendo una commovente Spoon River di testimonianze. Riemergono così le vicende personali e collettive della tragedia: la storia del carabiniere che si salvò grazie alla chiamata in servizio nel cuore della notte ma che vide la sua famiglia spazzata via, quelle degli operai, delle centraliniste, delle cuoche impegnate alla diga, degli ingegneri che analizzarono la fattibilità del progetto e se ne assunsero la responsabilità, di Tina Merlin e di quanti hanno caparbiamente ricercato la verità, dei geologi che per primi si accorsero del possibile pericolo, degli avvocati che hanno difeso l’Enel-Sade e dei legali di parte civile, fino alle storie degli sfollati che sotto le macerie di uno dei più grandi disastri nella storia d’Italia hanno perso tutto. A sessant’anni dall’esondazione, gli allarmi rimasti inascoltati riecheggiano nel presente come un monito ineluttabile: dobbiamo cominciare ad ascoltare e rispettare la terra che ci ospita, le conseguenze altrimenti saranno catastrofiche.
Il depistaggio perfetto
Enrico Deaglio
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2023
pagine: 128
"Sulla strage di via D'Amelio si è consumato il più grande depistaggio della storia d'Italia, il culmine di quei misteri che hanno inquinato la vita della nostra Repubblica. Ma se il depistaggio fosse una necessità del potere e la storia nient'altro che una successione di fake news?" Quando, il 19 luglio del 1992, un'autobomba distrusse via D'Amelio a Palermo uccidendo il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, il depistaggio che mirava a nascondere colpevoli e mandanti era già iniziato. E sarebbe continuato per più di vent'anni. Enrico Deaglio, uno dei pochi giornalisti italiani ad aver raccontato questa vicenda terribile e incredibile nei suoi più minuti dettagli, parte da questo "depistaggio perfetto" per tracciare una breve storia e fenomenologia dell'insabbiamento, dell'accusa posticcia, del complotto per nascondere la verità: tutte cose su cui l'Italia repubblicana non ha l'esclusiva, ma di certo molta esperienza. Dall'affare Dreyfus al delitto Kennedy, dai romanzi di Sciascia ai film di Hollywood, dalla Sicilia mafiosa indietro fino alla millenaria storia del biblico capro espiatorio, Deaglio ci conduce in una galleria impressionante di casi e ricorrenze, all'inseguimento di una verità che viene a galla - se viene a galla - troppo tardi per cambiare le cose, buona al massimo per scriverci libri di storia, lasciandoci il dubbio che sia la natura stessa delle cose, del potere e della società, a garantire l'esistenza e la costante fortuna del depistaggio.

