UTET
Il libro degli esseri a malapena immaginabili. Un bestiario per il XXI secolo
Caspar Henderson
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 496
«Il mondo è pieno di magie in attesa paziente che la nostra intelligenza si faccia più acuta.» Inizia così, con una citazione da Bertrand Russel, "Il libro degli esseri a malapena immaginabili". E tra magia e immaginazione si gioca tutto questo incredibile “bestiario per il XXI secolo”, che trae ispirazione da quei cataloghi medievali che tenevano insieme leoni e draghi, elefanti e grifoni. La differenza è che questo moderno catalogo delle meraviglie è del tutto scientifico, una rigorosa ricognizione fra gli incanti del possibile, tra animali veri che calcano la terra, dominano le foreste, solcano l’aria o abitano la profondità dei mari. Animali ignoti ai più oppure familiari, che custodiscono però segreti o misteri ancora tutti da esplorare: dalla A di axolotl, sorridente salamandra quasi aliena capace di far ricrescere interi arti recisi, alla Z di zebrafish, elegante pesciolino grazie ai cui embrioni l’uomo continua ad aumentare le proprie capacità di manipolare la vita. E in mezzo balene franche e delfini, squali goblin e macachi giapponesi, tartarughe liuto e spugne barile, civette dai baffi lunghi e tardigradi... Eppure, man mano che ci si addentra nella lettura, si ha la strana sensazione che, per quanto la nostra intelligenza ci paia ormai acutissima e i nostri strumenti si siano fatti sempre più sofisticati, le magie del regno animale non perdano un’oncia del loro potere incantatorio. Caspar Henderson riesce infatti a restituirci un mondo tanto vario e strabiliante che, se non fosse vero, a malapena riusciremmo a immaginarlo. Ci racconta di evoluzione e robot, di fotografia e di antiche religioni, di dinosauri e di viaggi spaziali, intrecciando splendido e conturbante, storia naturale e filosofia, momenti epifanici di fronte alla vastità della natura e amare riflessioni su quel che stiamo facendo al nostro pianeta. Un libro appassionante e appassionato, che usa l’animale per spiegare anche l’umano, e che usa la scienza non per smagare la meraviglia, ma per riaccenderla ancora.
Jack lo Squartatore. La vera storia
Paul Begg
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 338
Londra, autunno 1888. Nei bassifondi dell’East End, tra vicoli fangosi e catapecchie sbilenche, tra le urla degli ubriachi e i richiami delle prostitute, si aggira Jack the Ripper, lo Squartatore. Così lo chiamano gli strilloni dell’“Evening News” o dello “Standard” che si contendono i clienti agli angoli delle strade. In città non si parla d’altro. In poco più di due mesi, tra il 31 agosto e il 9 novembre, sono cinque le donne uccise e orribilmente mutilate dal suo coltello. A centotrent’anni di distanza, l’identità dell’autore di quegli omicidi rimane il grande mistero vittoriano. Quel che è certo, invece, è che Jack lo Squartatore fu molto di più di un semplice assassino. Secondo Paul Begg, uno dei massimi esperti in materia, possiamo addirittura considerarlo uno dei creatori della Londra moderna: una città che in quell’epoca traboccava di miserie e brutture di ogni tipo, denunciate sui giornali da un grande scrittore come George Bernard Shaw, ma ignorate con sufficienza dall’opinione pubblica britannica. Almeno fino ai delitti dello Squartatore, che ebbero una straordinaria risonanza mediatica, influenzando i mutamenti urbani degli anni successivi. In questa ricostruzione appassionante e documentata, grazie a una vivida descrizione degli ambienti ci immergiamo tra quei vicoli e incontriamo da vicino le vittime di Jack, i detective che gli hanno dato la caccia, i presunti colpevoli, moltiplicatisi ben presto alimentando le più svariate – e spesso fantasiose – teorie: dallo straccione al gentiluomo, dal pittore di fama al membro della famiglia reale, passando per avvocati, parrucchieri, ciarlatani, chirurghi. E attraverso l’analisi approfondita di archivi della polizia, relazioni alla camera dei Lord, carteggi inediti tra gli investigatori, ma soprattutto degli articoli di giornale del periodo, scopriamo che nella Londra vittoriana il potere della stampa, soprattutto quella popolare, era enorme. Al punto da contribuire in maniera decisiva alla creazione di una delle figure popolari più spaventose e longeve di tutti i tempi: l’archetipo del moderno serial killer.
Non è colpa dello specchio se le facce sono storte. Diario di un filorusso
Paolo Nori
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 180
Nel marzo del 2022, pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe, Paolo Nori si vide cancellare alcune lezioni su Dostoevskij che doveva tenere in un'università milanese. Scoppiò un caso di rilevanza internazionale e Nori si trovò al centro di una notorietà improvvisa, mentre si moltiplicavano gli inviti per tenere conferenze. Dalla Russia si fece avanti un regista che voleva girare un documentario su di lui. Nel declinare l'offerta, Nori gli scriveva: «Questa mia vicenda ridicola conferma una cosa che voi russi sapete benissimo. Che la letteratura, quand'è potente, come nel caso di Dostoevskij, è più forte di qualsiasi censura e di qualsiasi dittatura». L'invasione russa è poi diventata una guerra che si trascina da anni e nel frattempo Nori ha pubblicato altri libri, non solo in Italia, ma anche in Russia, dove alcuni suoi titoli sono stati per la prima volta tradotti ma anche censurati. La legge, infatti, impedisce che si pubblichino libri in cui la guerra in Ucraina non è denominata "operazione speciale" e di conseguenza l'editore russo ha dovuto operare alcuni tagli ai testi originali per poterli pubblicare. Col risultato, forse non disprezzabile, che Nori è ora uno scrittore censurato sia in Italia che in Russia. In questo nuovo libro, il reo confesso filorusso Paolo Nori riflette sulle ragioni di un istinto che non è solo dei governi autoritari o delle cieche burocrazie: quello di abbandonarsi a semplificazioni che mettono sullo stesso piano politica e letteratura, guerra e poesia; quello di sentirsi dalla parte della ragione fino ad avere il diritto di zittire e cancellare le opinioni diverse; quello di ignorare pervicacemente che, come scrisse Gogol', «non è colpa dello specchio se le facce sono storte». Ed è proprio lo specchio della letteratura che Nori, attraverso le storie dei suo amati autori russi, ma anche attraverso la sua scrittura unica e inconfondibile, mette di fronte ai suoi lettori: perché ciascuno eserciti la propria capacità di ragionare (ed emozionarsi) senza farsi imprigionare dalle gabbie mentali che confondono le persone con i loro governi, i libri scritti in una lingua con i proclami e gli ordini guerreschi pronunciati nella stessa lingua, la difesa della libertà con la censura.
Mitologia assiro-babilonese
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 608
Una selezione dei poemi più belli che la cultura mesopotamica ha lasciato, curata dallo storico e assiriologo Giovanni Pettinato. Il volume comprende, fra gli altri, l’Enuma Elis, il poema della creazione, e l’Epopea di Gilgames.
La filosofia moderna da Cartesio a Kant
Nicola Abbagnano
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 432
Riscoprire e far rivivere la ricerca che «gli uomini dell’Occidente conducono intorno al proprio essere e al proprio destino». Con queste parole Nicola Abbagnano indicava il proposito della sua Storia della filosofia, un’opera destinata a diventare un classico. Questo non è solo uno dei testi più riconosciuti e apprezzati in ambito accademico, ma anche e soprattutto una lettura che, come la filosofia stessa, parla di tutti e a tutti, grazie allo stile espositivo accessibile e chiaro di Abbagnano, capace di catturare l’interesse anche di chi la filosofia l’ha conosciuta solo sui banchi di scuola o di chi forse sta ancora aspettando un primo incontro. In questo quarto volume sono trattati i passaggi chiave della filosofia tra xvi e xviii secolo, a partire dal “cogito ergo sum” di Cartesio, vera figura di svolta tra Rinascimento ed età moderna. È il periodo in cui la ragione celebra i suoi massimi trionfi, estendendo il proprio dominio dalla metafisica a tutti gli aspetti della realtà: è un filone che attraversa non solo il razionalismo dei cartesiani prima e di Leibniz poi, ma anche il materialismo di Hobbes, la filosofia della natura di Spinoza, l’empirismo inglese, fino al fiorire dei vari Illuminismi europei, in particolare quello francese, con Voltaire, Montesquieu, Rousseau, e quello tedesco, che culmina con l’opera monumentale di Immanuel Kant. Abbagnano riesce a infondere nel lavoro di sistemazione storiografica l’entusiasmo intellettuale del filosofo, mostrandoci la storia della filosofia come un motore di idee e tesi che si avvalorano e contraddicono ciclicamente le une con le altre, tracciando la strada che l’uomo percorre da secoli e continuerà a percorrere fino alla fine dei tempi, perché tale è la sua natura. L’unica certezza che abbiamo è che «nulla di ciò che è umano è estraneo alla filosofia e che anzi questa è l’uomo stesso, che si fa problema a sé stesso e cerca le ragioni e il fondamento dell’essere che è suo»."
Il romanzo che hai dentro. Guida personalissima alla scrittura autobiografica
Matteo B. Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 256
Tutti abbiamo una storia, ma sono pochi quelli che veramente si mettono a scriverla. La maggior parte di noi la lascia nel cassetto immaginario dei progetti futuri, dove finisce per restare, incompiuta o solo fantasticata. Forse, pensiamo, non è abbastanza interessante, non abbiamo tempo, non sappiamo da dove iniziare o come costruire un meccanismo narrativo avvincente. Della scrittura autobiografica, Matteo B. Bianchi ne ha fatto una cifra stilistica: dopo i romanzi in cui si è confrontato con la sua adolescenza, con il lutto, il dolore e la scoperta di sé, in "Il romanzo che hai dentro" ci apre le porte della sua officina narrativa: trasforma la sua esperienza in consigli preziosi, esplora le opere di altri scrittori che si sono confrontati con il memoir, elabora esercizi e ci mette in guardia dai problemi che dovremo affrontare, ma non solo. Pagina dopo pagina, il processo di scrittura diventa un atto rivelatorio. Confrontarci con il foglio bianco significa guardarci dentro, immergerci nella nostra coscienza profonda, rivelare speranze e paure, fronteggiare l’angoscia e l’amore. Non importa se stiamo scrivendo un testo privato, destinato solo alla famiglia e agli amici, o se inseguiamo il sogno di una pubblicazione, alla fine della lettura di questo personalissimo manuale avremo chiare le coordinate del nostro percorso, saremo pronti a salvare la nostra storia dall’oblio del tempo. Perché tutti abbiamo dentro un romanzo, e grazie alla guida esperta di Matteo B. Bianchi possiamo cominciare ad affrontare la prima pagina della nostra vita.
Pensieri e altri scritti
Marco Aurelio
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 820
«Devi essere simile al promontorio, contro il quale i flutti si infrangono incessantemente: esso rimane immobile, e intorno a lui viene a placarsi il ribollire delle acque», scrive l’imperatore Marco Aurelio ormai alla soglia della vecchiaia, mentre si trova in Asia Minore con il suo esercito. Annoverato tra i “cinque buoni imperatori” dal celebre storico Edward Gibbon, Marco Aurelio è stato una specie di anomalia: uomo timido e pacato, dotato di grande saggezza, sale sul trono di Roma nel momento più bellicoso e instabile della sua storia. Sin da giovane mostra uno spiccato interesse per la retorica, interesse di cui si accorge presto Cornelio Frontone, cultore dell’eloquenza e principe del Foro, che per il nuovo Cesare assume le vesti di tutore e maestro di vita. Ma per governare un mondo in continuo cambiamento senza lasciarsi travolgere non basta la retorica: Marco Aurelio sceglie di percorrere la via della filosofia e dello stoicismo, abbracciando dunque la ricerca della sapienza e la pratica della virtù. In questo apprendistato esistenziale, la scrittura diventa per lui una nave robusta con cui solcare il mare in tempesta. Nelle pagine dei Pensieri Marco Aurelio dialoga con se stesso, riflette sulla natura umana, sul cosmo, sull’esigenza di coniugare essere e agire, perché la filosofia non si risolve in teorie astratte, ma funge da guida per vivere ogni giorno secondo virtù. Per questo motivo i Pensieri costituiscono un’opera difficilmente ascrivibile a un unico genere: breviario filosofico, raccolta di aforismi, intimo diario di un imperatore che non ha mai dimenticato di essere innanzitutto un uomo. Oltre all’opera più celebre dell’imperatore filosofo e a vari documenti della sua attività legislativa, questo volume raccoglie anche il fitto carteggio con l’affezionato precettore Frontone: sono lettere da cui emerge la figura di un giovane affettuoso e sensibile, già amante degli studi e della vita appartata ma non indifferente ai divertimenti della vita di corte, ancora insicuro ma determinato a realizzare in autonomia il proprio progetto intellettuale e politico. Questo volume restituisce così le complessità caratteriali di un sovrano illuminato dei più memorabili e la sua ricca eredità storica e culturale, tra filosofia e impegno civile.
Nessunə è normale
Vera Gheno
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 176
"«Tu non sei normale» è una frase che chiunque, una volta nella vita, si è sentito rivolgere – magari in mezzo a una furiosa litigata. In ogni caso, “normale” è una parola che sentiamo di continuo, poiché è il parametro con cui la società misura la soglia minima dell’accettabile. Ciò che è normale non sarà eccellente, ma almeno ha la decenza di attenersi a uno standard, di conformarsi: essere come tutti, comportarsi come tutti. Ma, a ben vedere, “tutti” chi? Ci voleva una sociolinguista combattiva come Vera Gheno per smontare la circolarità capziosa di questo aggettivo, che indicherebbe sia chi si attiene alla norma sia ciò che detta la norma, costringendo gli altri a seguirla. Un tempo, forse, questa arbitrarietà era meno evidente, quando la società era divisa in grandi gruppi abbastanza omogenei al loro interno. Ma oggi, in una società frammentata in gruppi sociali diversissimi, l’autoreferenzialità del concetto è esplosa: vengono spacciati per normali i corpi filiformi o muscolosi di modelle e attori, politici pluridivorziati discettano di famiglia tradizionale e di valori condivisi, e di contro i media e i social convincono ognuno di noi di essere (o dover essere) speciali, eccezionali – tutto fuorché appunto normali. Vista da vicino, allora, questa fantomatica norma si rivela per quello che è: uno strumento del gruppo dominante per esercitare potere su gruppi meno forti (donne, migranti, poveri, persone lgbtqia+...). Così che chi è bollato come “diverso” si ritrova espulso, oppure misericordiosamente riaccolto se si adegua e rientra nei ranghi. Una ragione in più per ricordarsi che, per fortuna, Nessunə è normale.
Dare forme al mondo. Per un design multinaturalista
Andrea Staid
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 192
L’attuale congiuntura globale impone una riconsiderazione radicale delle nostre pratiche quotidiane, orientandole verso una sostenibilità che superi la logica economica per abbracciare l’intricata interdipendenza degli ecosistemi ambientali. In un simile contesto, la responsabilità di coloro che intervengono attivamente nella configurazione del mondo materiale si estende oltre la funzionalità e l’efficienza immediata: implica una prospettiva ecocentrica, che riconosca il valore intrinseco del pianeta e della complessa trama di vita che lo abita, includendo non solo le società umane, ma anche le comunità animali e vegetali. Da dove possono trarre ispirazione architetti e designer per andare in questa direzione? Come si può inserire la natura stessa nel processo creati - vo che porta a nuovi progetti e nuove possibilità? Con questo libro, Andrea Staid offre alcune risposte e indica molteplici direzioni di ricerca. L’innovativo concetto di “design multinaturalista” di Staid ci invita a riconsiderare le ontologie del design, superando una visione antropocentrica che confina la capacità di progettazione alla sola sfera umana. Attraverso una prospettiva etnografica sul design, Staid evidenzia come diverse specie non umane esercitino una forma di agency materiale che incide sull’organizzazione dell’ecosistema. È degno di nota come molte società contemporanee incarnino un sapere ecologico pratico: imitano le soluzioni progettuali offerte dalla natura e sviluppano sistemi produttivi intrinsecamente connessi al loro ambiente, rivelando un’epistemologia del design radicata in relazioni interspecie. Raccontando con attenzione poetica e rigore antropologico le esperienze di viaggio e studio che ha effettuato negli ultimi anni, Staid fornisce in questo libro una serie di vivide illustrazioni della possibilità, oltre che della necessità, di cambiare paradigma nelle professioni creative che hanno la responsabilità di dare continuamente nuove forme a questo antico mondo.
Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing
Gianluca Diegoli
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 288
In principio fu Apple. Non bastava più la “fedeltà al marchio”, che per decenni di pubblicità aveva spinto la signora a non scambiare il suo Dash per due anonimi fustini. Apple con il “Think different” dettava un comandamento: non avrai altro computer all’infuori di me. Sui primi forum online infuriavano battaglie tra gli utenti Mac radicalizzati e gli infedeli che ancora servivano l’idolo fasullo pc e il falso profeta Windows. Che cosa era successo? Be’, il marketing aveva semplicemente fatto un passo avanti: il marchio non si doveva più amare, si doveva venerare e difendere, perché ci faceva entrare in una specifica setta di consumatori, in cui sentirsi accolti e amati, in cui riconoscersi e identificarsi. Eppure al mercato neanche questo bastava, come dimostra l’insider Gianluca Diegoli, consulente e professore di marketing. Il passaggio successivo è stato quello di smaterializzare il culto del singolo prodotto per raggiungere la vera trascendenza del consumo, immateriale e pervasiva: non siamo più devoti a una marca, ma a delle pratiche, che siano il running, la mindfulness, il foodporn, le vacanze da postare sui social o la skincare coreana da praticare come un rito laico di purificazione. Seguimi! ci intima il marketing, attualizzando le tecniche classiche di vendita per convincerci della coolness irresistibile del CrossFit o della necessità di quel workshop a Pantelleria; ci rende fedelissimi a un podcast o a un influencer, ci irregimenta sui BitCoin e ci convince a mollare tutto per diventare insegnanti di yoga. È una verità che non ci piace sentire, ma siamo tutti costantemente, allegramente manipolati da culti nuovi di zecca, che durano qualche mese come BeReal o qualche anno come lo zumba. Per fortuna, queste sette “light” non sono pericolose come quelle vere, eppure a ben vedere funzionano con le stesse, identiche regole. Regole che Diegoli è pronto a rivelarvi in questo libro divertente e prezioso, schiudendovi le porte della verità – e inaugurando così, finalmente, il suo culto personale.
E anche scrittore. Come ci siamo messi tutti a scrivere
Arnaldo Greco
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 180
«È noto che solo con il Novecento l’amore romantico è diventato realmente alla portata di tutti. Non che prima non esistesse, ovvio, ma era appannaggio di una cerchia molto ristretta di persone e cioè di chi poteva permetterselo. Oggi anche la letteratura vive qualcosa di simile. Perché così come, a un certo punto, tutti hanno cominciato ad amare, a un certo punto tutti hanno cominciato a poter scrivere, a poter pubblicare, a poter essere letti e a ricevere complimenti per ciò che scrivono. Ormai esistono Scrittori per le chat con gli amici, Scrittori di gruppi WhatsApp e Scrittori di messaggi di buongiorno. Scrittori di Facebook, X o Instagram. Scrittori di recensioni per Amazon, Scrittori di meme, Scrittori di articoli di giornali senza lettori e Scrittori di lettere ai giornali, Scrittori di preghiere per comunità numerose di cui non immaginiamo neppure l’esistenza e Scrittori di catene di Sant’Antonio, Scrittori di messaggi farneticanti e Scrittori di poesie per strada. Esistono anche Scrittori con un libro nel cassetto, ma – per quanto numerosi – sono ormai una retroguardia blasé.» Non si tratta di accusare gli altri di vanità o velleitarismo: sarebbe bene ammettere che tutti noi, ormai, siamo anche scrittori. Anche noi cerchiamo la parola giusta, riscriviamo se la prima versione non ci soddisfa, pensiamo a come catturare l’attenzione dei nostri lettori. Anche noi sfruttiamo le nostre vite e i nostri ricordi come repertori di materiale letterario e vogliamo essere letti, e apprezzati, da più persone possibile. Arnaldo Greco ha identificato per primo questo vero e proprio mutamento antropologico e in questo delizioso e acuminato volumetto inventaria i pregi, i difetti, i tic, le nevrosi, le virtù di tutti noi, anche scrittori. Che sono simili a quelle dei grandi scrittori del passato, ma con una differenza fondamentale: come osservava perfidamente Gertrude Stein, infatti, «i piccoli artisti hanno tutti i dolori e le infelicità dei grandi artisti, solo che non sono grandi artisti».
Una domenica d'aprile. Piazzale Loreto, 1945: una fine, un inizio
Giovanni De Luna
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 168
Tutti i cittadini italiani sanno cosa è accaduto a piazzale Loreto, a Milano, nell’aprile del 1945: l’esposizione del cadavere di Mussolini appeso a testa in giù resta come simbolo della fine di un regime e di una guerra, entrambi catastrofici per l’Italia. Ma quel momento e quel luogo non sono solo un simbolo, o un episodio risaputo, e a ottant’anni esatti di distanza Giovanni De Luna riesce a darcene dimostrazione, con una ricostruzione ravvicinata che è insieme un’interpretazione originale. Una ricostruzione ravvicinata, perché il fuoco si stringe sulla città di Milano, il luogo dove era stato fondato il primo Fascio di combattimento nel 1919, dove erano stati fucilati e insepolti i quindici martiri partigiani dell’agosto 1944, dove Mussolini fece il suo ultimo bagno di folla ancora nel dicembre di quell’anno. E perché quella giornata, una domenica d’aprile di festa e di orrore, viene raccontata ora per ora attraverso una miriade di testimonianze “dal basso”: diari, fotografie, lettere, ricordi di gente comune. E insieme un’interpretazione originale, perché a piazzale Loreto accadono avvenimenti che esigono di essere compresi, se non giudicati. La folla che fa scempio del cadavere del Duce è la stessa che lo applaudiva al Teatro alla Scala solo qualche mese prima? Come è possibile che si festeggi la fine di un regime violento abbandonandosi alla violenza? Cosa lascia in eredità quel giorno alla rinata Italia? «Pochi giorni dopo, della folla di piazzale Loreto non restavano tracce evidenti se non nella memoria di chi c’era stato. Si respirava ormai un’altra aria. Ancora qualche anno e, come in un gigantesco processo di rimozione collettiva, il ricordo di quella domenica di aprile sembrava già come si fosse inabissato.» Ma rimuovere il passato non è mai senza conseguenze e guardare in faccia la folla di piazzale Loreto resta fondamentale anche nell’Italia di oggi.

