UTET
Il gusto della storia. Assaggiare il passato in quattromila anni di ricette
Max Miller
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 304
Noi italiani siamo in grado di litigare per la cipolla nell’amatriciana o la pancetta nella carbonara. Eppure, se apri il Liber de coquina trecentesco e leggi la ricetta delle lasagne, scopri che dentro c’era una stramba miscela di spezie, tanto formaggio e nessuna traccia di sugo, men che meno ragù – d’altra parte il pomodoro non era ancora arrivato in Europa! Da quando ha aperto il canale YouTube di successo Tasting History, in cui replica ricette da ogni anfratto della storia umana, Max Miller ha capito che nessun piatto è sopravvissuto inalterato al flusso della storia: gli ingredienti, le cotture, la conservazione, ma anche i gusti e gli abbinamenti cambiano nel tempo e nelle contaminazioni culturali. Da anni di ricerche, esperimenti falliti e poi finalmente riusciti, nasce questo libro che mescola divulgazione storica e pratiche ricette per provare antichi, esoticissimi piatti: il melas zomos, brodo amato dai guerrieri spartani; la torta di babbagigi, la cui ricetta è affrescata in una tomba egizia; i globi, dolcetti di cui andava matto Catone; il pan di zenzero dei monaci medievali; l’ottocentesco Christmas pudding; i nyumen del Seicento giapponese, antesignani dei ramen odierni... Il gusto della storia cambierà il modo in cui pensate alla cucina – o quantomeno vi farà fare un figurone con i vostri prossimi invitati, quando servirete il tuh’u, cosciotto d’agnello dell’antica Babilonia.
Il secondo cervello
Michael D. Gershon
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 400
Sappiamo che, per quanto il concetto possa apparire inadeguato, il sistema gastroenterico è dotato di un cervello. Lo sgradevole intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità “emozionale” superiore. È il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale. L’evoluzione ci ha giocato uno scherzetto... Il sistema nervoso enterico è una curiosità, un residuo che abbiamo conservato dal nostro passato evolutivo. Di certo, non pare qualcosa che possa attirare l’interesse di tutti, invece dovrebbe. L’evoluzione è un revisore potente. Le parti del corpo futili o non assolutamente necessarie hanno poche possibilità di farcela a superare le difficoltà della selezione naturale. Tuttavia, un sistema nervoso enterico è stato presente in ciascuno dei nostri predecessori nel corso dei milioni di anni di storia dell’evoluzione che ci separa dal primo animale dotato di spina dorsale. Quindi, il sistema nervoso enterico deve essere più di una reliquia. Il sistema nervoso enterico è, di fatto, un centro di elaborazione dati moderno e pieno di vita, che ci consente di portare a termine alcuni compiti molto importanti e spiacevoli senza alcuno sforzo mentale.
Il regno millenario degli squali. Storia e preistoria del predatore incontrastato degli oceani
John Long
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 528
Se ci immaginiamo la Terra milioni di anni fa, la vediamo popolata di dinosauri feroci o lanosi mammuth (in base all’era geologica), ma ben prima di loro, nelle acque sterminate degli oceani, si era già instaurato Il regno millenario degli squali. Gli squali odierni infatti sono animali preistorici giunti fino a noi, che portano nel patrimonio genetico una storia lunghissima e impareggiata, testimonianza vivente, spaventosa e mirabolante di tutte le apocalissi che si sono abbattute sul pianeta. Immaginatevi allora uno squalo di nove metri: apre le fauci e dalla mandibola vedete spuntare una specie di sega circolare dentata. Subito dopo ecco un altro mostro della stessa grandezza, capace di rastrellare molluschi larghi un metro e ridurli in poltiglia con i suoi denti piatti. E poi un’ombra li copre entrambi, gigantesca: il terribile megalodonte, venti metri di lunghezza, una macchina di morte con enormi mascelle zeppe di denti lunghi una quindicina di centimetri. Sono tutti e tre estinti – per fortuna, direbbe qualcuno che ha visto troppi film, e sbaglierebbe. Gli squali rivestono infatti un ruolo essenziale nella regolazione della catena alimentare oceanica trasportando o riciclando sostanze nutritive da una zona all’altra, e favorendo l’equilibrio naturale necessario allo sviluppo di tutte le forme di vita, dal microscopico plancton alle gigantesche balenottere azzurre. Senza di loro, le nostre risorse marine si ridurrebbero e gli oceani morirebbero. Paleontologo e ricercatore, John Long studia gli squali da tutta la vita. Affronta il difficile presente, occupandosi delle minacce ambientali (e non solo) alla loro sopravvivenza; e ricostruisce quel glorioso passato, girando per il mondo a caccia di fossili vecchi di milioni di anni. In questo libro, il frutto del lavoro di decenni, ha raccolto ciò che finora sappiamo di questa storia lunghissima, che però ancora contiene molti segreti e misteri: se riusciremo a decodificare l’evoluzione degli squali, maestri dell’adattamento, avremo forse la chiave per sopravvivere anche noi come specie.
Vendere libri è una cosa seria. Guida pratica per aspiranti librai e incorreggibili sognatori
Vittorio Graziani
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 180
Prima o poi succede a tutti gli amanti dei libri, in un giorno deprimente, andando in ufficio, di pensare "ora mi licenzio e apro una libreria". Se ti piace leggere, del resto, cosa c'è di meglio che lavorare circondato dagli autori che ami, sbirciando le pagine delle nuove uscite in ogni momenti di pausa, fermandosi a conversare con i lettori del quartiere? Tutti lo abbiamo pensato ma solo in pochi hanno il coraggio di mollare tutto e aprire una libreria. Vittorio Graziani, avvocato di formazione, dopo anni nel mondo editoriale ha deciso di compiere il grande passo. Dalla Centofiori di Milano, ci racconta la vita vivace di una libreria di quartiere, degli errori iniziali e dei consigli fondamentali per chi vuole inseguire questo sogno nonostante tutti continueranno a dire di lasciar perdere.
Jack lo Squartatore. La vera storia
Paul Begg
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 338
Londra, autunno 1888. Nei bassifondi dell’East End, tra vicoli fangosi e catapecchie sbilenche, tra le urla degli ubriachi e i richiami delle prostitute, si aggira Jack the Ripper, lo Squartatore. Così lo chiamano gli strilloni dell’“Evening News” o dello “Standard” che si contendono i clienti agli angoli delle strade. In città non si parla d’altro. In poco più di due mesi, tra il 31 agosto e il 9 novembre, sono cinque le donne uccise e orribilmente mutilate dal suo coltello. A centotrent’anni di distanza, l’identità dell’autore di quegli omicidi rimane il grande mistero vittoriano. Quel che è certo, invece, è che Jack lo Squartatore fu molto di più di un semplice assassino. Secondo Paul Begg, uno dei massimi esperti in materia, possiamo addirittura considerarlo uno dei creatori della Londra moderna: una città che in quell’epoca traboccava di miserie e brutture di ogni tipo, denunciate sui giornali da un grande scrittore come George Bernard Shaw, ma ignorate con sufficienza dall’opinione pubblica britannica. Almeno fino ai delitti dello Squartatore, che ebbero una straordinaria risonanza mediatica, influenzando i mutamenti urbani degli anni successivi. In questa ricostruzione appassionante e documentata, grazie a una vivida descrizione degli ambienti ci immergiamo tra quei vicoli e incontriamo da vicino le vittime di Jack, i detective che gli hanno dato la caccia, i presunti colpevoli, moltiplicatisi ben presto alimentando le più svariate – e spesso fantasiose – teorie: dallo straccione al gentiluomo, dal pittore di fama al membro della famiglia reale, passando per avvocati, parrucchieri, ciarlatani, chirurghi. E attraverso l’analisi approfondita di archivi della polizia, relazioni alla camera dei Lord, carteggi inediti tra gli investigatori, ma soprattutto degli articoli di giornale del periodo, scopriamo che nella Londra vittoriana il potere della stampa, soprattutto quella popolare, era enorme. Al punto da contribuire in maniera decisiva alla creazione di una delle figure popolari più spaventose e longeve di tutti i tempi: l’archetipo del moderno serial killer.
Fra i rami. Storie, scoperte e riflessioni da una casa sull'albero
Daniele Zovi
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
Per molti di noi è stato un sogno dell’infanzia: costruire una casetta su di un albero, passarci il tempo, vivere un po’ come gli animali del bosco. Anche Daniele Zovi, naturalista e scrittore di foreste e di animali selvatici, ha avuto questo sogno da bambino – e ha deciso di realizzarlo. Per osservare meglio la fauna, per cambiare punto di vista sulle piante, per sperimentare in modo diverso la pioggia, la neve, la luna piena, l’alba. Ma anche per trovare uno spazio isolato dal mondo, per intraprendere un’impresa anche spirituale, di costruzione di un luogo anche interiore. Insieme a lui, in questo prezioso libro, il lettore affronta le difficoltà concrete della costruzione, la scelta dell’albero, delle tecniche e dei materiali; incontra le persone che possono aiutare il progetto, gli esperti e i boscaioli, gli amici e i parenti; condivide le ore, le riflessioni, le sorprese e le emozioni che visitano chi si mette da solo in cima a un albero, nascosto e sicuro, a osservare la natura intorno a sé. E non può che condividere lo sgomento con cui, anche stando fermi su un singolo albero dell’altopiano di Asiago, non si può che constatare l’avanzare implacabile del cambiamento climatico causato dall’uomo. Ma se è vero che raccogliersi in uno spazio privato, tra prati e boschi, mette in risalto le brutture del mondo antropizzato che abbiamo costruito in questi decenni e la drammatica incapacità degli esseri umani di vivere in armonia con la natura e tra di loro, ci permette anche di ritrovare delle risorse che a volte dimentichiamo di avere: «Un attimo prima del momento in cui il sole si affaccia dietro i boschetti di Gallio, proprio quando ha inizio la sua luce, un brivido percorre l’erba, i cespugli, gli alberi. Le cince, i fringuelli, i codirossi cominciano i loro canti diversi tutti insieme. È bellissimo. L’alba risveglia la vita ogni giorno e porta ogni giorno il desiderio di superare l’inquietudine perché noi umani siamo fatti così, sentiamo sempre la possibilità di un nuovo inizio, siamo aggrappati alla radice del futuro e anche nel disastro non rinunciamo a progettare un mondo migliore».
La nascita di Frankenstein. Tra scienza, gotico e femminismo: da dove viene la creatura di Mary Shelley
Kathryn Harkup
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 352
È il 1816, l’anno senza estate. La violenta eruzione del Tambora in Indonesia ha oscurato i cieli fino in Europa e i temporali sono frequenti. Per ingannare il tempo durante una di quelle notti da tregenda, nella svizzera Villa Diodati un gruppo di amici in vacanza decide di raccontarsi storie di mostri e fantasmi. Di quel gruppo fa parte Mary Shelley. È un aneddoto che conosciamo, perché le circostanze da cui scaturirono Victor Frankenstein e la sua Creatura sono ormai nel mito, ma in questa vicenda c’è molto di più. Quello che oggi è un caposaldo del gotico moderno e dell’horror, all’epoca era infatti anche tutt’altro: fantascienza purissima, non proiettata in mondi lontani ma in quello che sembrava poter essere l’immediato futuro... Siamo alla fine del XVIII secolo, Antoine Lavoisier ha posto le basi della chimica moderna con gli studi su idrogeno e ossigeno, Luigi Galvani appende file di rane morte in giardino per investigare gli effetti dei fulmini sui muscoli e le aule di medicina straripano di studenti e curiosi interessati alla dissezione dei cadaveri dei criminali. Tutto sembra in fermento come i nuovi composti sconosciuti che si rimestano in laboratorio. Attraverso la biografia di una donna straordinaria, fra tragedie personali, battaglie politiche e rivoluzioni culturali, Kathryn Harkup ricostruisce la temperie in cui Mary Shelley concepì il suo capolavoro. Un mondo in cui la scienza era spettacolo, magia e ossessione, dove la chimica e la fisiologia si spartivano ancora il campo con l’alchimia, e tra fantastico e fantascientifico il confine era davvero labile. È qui, dove la letteratura combina alchemicamente la storia della medicina e il folklore dei morti viventi, che si compie La nascita di Frankenstein.
Vita di Pasolini
Enzo Siciliano
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 512
Pier Paolo Pasolini non è stato solo un poeta, un regista, uno scrittore, un intellettuale: è stato una voce unica e ineludibile, un corpo inquieto e in rivolta. È proprio da quel corpo martoriato all’Idroscalo di Ostia, il 2 novembre 1975, che Enzo Siciliano parte per raccontare la parabola artistica e umana dell’autore di Ragazzi di vita e Le ceneri di Gramsci. Senza cedere alla commozione, Siciliano, che fu protagonista di quella stagione unica della cultura italiana del dopoguerra e che di Pasolini fu amico e sodale, ripercorre con lucida precisione le sue idee e le sue battaglie, la sua vita sempre «sulla punta della spada», dall’infanzia friulana al fervore degli anni romani, dalla scoperta del sottoproletariato all’impegno politico e culturale, fino alla tragica morte che ancora brucia come una ferita collettiva mai rimarginata. Siciliano offre un ritratto intimo e al tempo stesso pubblico di un uomo che ha saputo interpretare e contestare l’Italia come pochi altri, e allo stesso tempo un saggio psicologico e letterario e una riflessione su quel periodo cruciale della storia del nostro paese che va dalla Resistenza agli anni di piombo. Quegli anni di cui Pasolini divenne cantore e coscienza collettiva e infine martire, perché come scrive Siciliano «la sua morte, forse, fu il modo, coraggioso, di chiedere al mondo di “sapere” di lui, quando pure non lo “volesse” più». Vita di Pasolini non è solo un classico di un grande autore da riscoprire, ma un libro ancora fondamentale per chi voglia davvero capire chi è stato Pasolini e perché oggi dovremmo continuare ad ascoltare la sua voce. E a farci provocare dalle sue idee.
Non è nostra la vergogna. Il processo a mio padre, la mia lotta contro la violenza sulle donne
Caroline Darian
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 180
Il 19 dicembre 2024 Dominique Pelicot è stato condannato per aver violentato e fatto violentare da almeno cinquanta complici la moglie Gisèle, immersa nel sonno dai farmaci che lui stesso le somministrava di nascosto. Caroline Darian, figlia di entrambi, è stata al fianco della madre nei lunghi anni che hanno portato al processo, in cui tutto l’orrore era rimasto come compresso tra le mura familiari, scosse dagli interrogatori e terremotate periodicamente da nuove prove in foto e video che testimoniavano almeno un decennio di violenze. A quattro anni dall’inizio delle indagini, il processo a porte aperte ha squarciato quelle mura, le ha fatte esplodere: Caroline racconta l’inferno delle udienze passate a pochi metri dagli sconosciuti che hanno stuprato la madre, gli interrogatori al padre che continua a mentire, ma anche l’invasione mediatica della sua vita privata e le insinuazioni velenose degli avvocati difensori. E poi c’è Gisèle Pelicot, per tutti un faro, un esempio di eroismo e dignità che però può diventare un metro di paragone insopportabile se invece ti senti così fragile, sempre sul punto di andare in frantumi. Anche perché c’è una faglia tra di loro, incolmabile: Caroline è convinta, da alcune foto, che Dominique abbia drogato e violentato anche lei. La madre rifiuta questa possibilità, persino di fronte ai giudici, forse per difendere la figlia, forse perché non vuole accettare quest’ultimo abominio. Ed è qui che, incredibile, inizia un’altra storia: Caroline denuncia a sua volta il padre, affidandosi a una coraggiosa avvocata che sta cercando di unire i puntini tra Dominique e alcuni altri cold case di stupro e omicidio, avvenuti molti anni prima. E se la sua storia familiare fosse solo la fase senile di un predatore sessuale omicida? In questa vicenda di buio assoluto si fa però strada una luce, l’associazione che Caroline ha fondato, per aiutare le donne vittime di violenza e sottomissione chimica, perché abbiano la forza di dire a gran voce: Non è nostra la vergogna. Perché nessuna donna si trovi, come lei, sola di fronte all’orrore.
Autobiografia della neve. Le forme dei cristalli, la fine dei ghiacciai e altre storie da un mondo silenzioso
Daniele Zovi
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 240
«Per me la neve è una vecchia storia, una storia d’amore collettiva. C’era un periodo dell’anno in cui eravamo certi che sarebbe caduta, portando il silenzio e la gioia.» Per Daniele Zovi, nato tra le vette che incorniciano l’altopiano di Asiago, la neve fa parte del paesaggio della memoria, lo spazio fisico in cui si muovono i nostri ricordi. Quello con dar snea – come la neve viene chiamata nella lingua cimbra dell’altopiano – è un amore iniziato fin da bambino, mentre osserva i fiocchi scendere lenti, e rimasto poi costante e appassionato in una vita di lavoro da forestale. Attraverso racconti personali e leggende, studi e dati scientifici, Zovi ripercorre in queste pagine la sua educazione alpina. Seguiamo i suoi passi lungo i sentieri innevati, dalle esplorazioni sugli sci dell’adolescenza, sulle montagne di casa, alle marce militari lungo le vie della Grande guerra, dai viaggi in Russia e sulle Ande fino alle pendici dei grandi ghiacciai himalayani, dove, incastonata nei cristalli, è conservata la memoria biologica del nostro pianeta. Tra i boschi e il ghiaccio, ci ritroviamo immersi in un mondo fantastico, fragile e silenzioso, di cui, in questi ultimi tempi, abbiamo cominciato a perdere esperienza: mentre ogni anno le precipitazioni nevose diminuiscono drammaticamente, Zovi compone un’autobiografia poetica, un omaggio a un mondo ogni giorno più precario: una spedizione di recupero verso il proprio passato, e un urgente tentativo di salvaguardare la nostra storia, racchiusa nella neve.
Diritto di vivere e di morire. Una rivoluzione copernicana
Giovanni Fornero, Francesco Rimoli, Roberto D'Andrea
Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 320
È da molti anni che i tribunali, in Italia, fanno supplenza ai vuoti della politica in materia di fine vita. Il punto di non ritorno sembrava esser stato il pronunciamento del 2018 al margine del caso Cappato-Dj Fabo, in cui la Corte Costituzionale di fatto dava un anno al Parlamento per legiferare, creando «un’appropriata disciplina» che regolamentasse il suicidio assistito. Eppure non è successo: tutto è rimasto fermo, tranne le fughe in avanti di alcune regioni, che hanno sfidato il governo con (tentativi di) leggi regionali. Da ciò un inedito limbo normativo in cui il diritto di andarsene è ammesso solo in casi eccezionali, tra mille ostacoli e cavilli, incertezze interpretative delle sentenze e disuguaglianze nell’accesso alle pratiche della morte medicalmente assistita. In questo volume il filosofo Giovanni Fornero, tra i maggiori esperti del tema in Italia, chiama a raccolta Francesco Rimoli, affermato costituzionalista, e Roberto D’Andrea, giovane e brillante penalista, non solo per ripercorrere il sofferto sviluppo dei problemi del fine vita nel nostro paese, ma per interrogarsi in modo nuovo e organico sul più contestato tra i diritti: quello di morire. Parlare di “diritto alla morte”, in una società che considera quello alla vita come il più fondamentale dei diritti, può sembrare una contraddizione. In realtà, come già diceva Heidegger, la morte è la possibilità più propria, incondizionata e insuperabile dell’essere umano: quindi perché non si può disporre della propria morte così come si può disporre della propria vita? Intrecciando filosofia e giurisprudenza, Fornero, Rimoli e D’Andrea delineano – e in ciò risiede il nucleo e l’originalità del libro – una vera e propria rivoluzione copernicana teorica del rapporto tra diritto alla vita e diritto alla morte in grado di ribaltare completamente la visione tradizionale del loro rapporto.
I giorni del sacro. I riti e le feste del calendario dall'antichità a oggi
Franco Cardini
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 320
Il calendario raccoglie e racconta le stagioni della vita dell’uomo e della società. Lo fa attraverso i cicli della luna e del sole, le ricorrenze e le feste che celebrano, al contempo, il passare inarrestabile del tempo e il suo eterno, circolare ritorno. Le feste delle civiltà del Mediterraneo, e in particolare quelle dell’Occidente cristiano, hanno una storia affascinante, antica e complessa. Nascono dalla trasfigurazione di rituali antichi, che congiungevano, e ancora congiungono, la sfera religiosa con quella sociale: dai culti della fertilità alla scansione stagionale dei raccolti, il sacro si trasfigura nel quotidiano e il quotidiano nel sacro. Ma che cosa unisce i culti misterici, le religioni esotiche come il mitraismo, al paganesimo dell’antica Roma, e poi al Cristianesimo? Quale linea rossa congiunge le forme della lecita follia carnevalesca dei tempi antichi con il Carnevale cristiano, che preannuncia ed esorcizza il magro tempo della Quaresima? E ancora: quanto sono diverse le nostre feste da quelle delle altre religioni rivelate, come l’Islam e l’Ebraismo? In questo saggio che sta a cavallo tra storia e antropologia, tra l’analisi della società e lo studio delle religioni del Mediterraneo occidentale e del Vicino Oriente, Franco Cardini offre una risposta ampia ed esaustiva a queste domande. Con il rigore dello studioso e la fantasia e la curiosità di chi indaga i percorsi sommersi della storia culturale, Cardini illustra le forme e i significati delle celebrazioni e dei riti, dalle radici antiche o più recenti, che scandiscono il nostro tempo e che al nostro tempo danno un nome.


