Tra le righe libri
Angoli acuti
Monica Dini
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2017
pagine: 196
Un libro spigoloso, crudele, che mostra l’amore al tempo del consumo. In questa raccolta di racconti la bellezza dei mondi interiori si mostra fragile, di fronte alle crudeltà delle esistenze che vagano alla costante ricerca di un abbraccio, di un bacio, un sorriso. Quando leggiamo Monica Dini tutto ci sembra nostro e così le gioie, le paure, i disastri e i successi, si mescolano in un unico fuoco. Le donne sono fragili, ma anche solitarie lungo un paesaggio umano che non vede altre esistenze in vita. Gli uomini, nudi, carne mobile, tentano di essere riparatori di tremende ferite. Sono loro le protagoniste, nel bene e nel male, come lei che si racconta: “Ormai era tardi per tornare indietro. Sapeva di una stalla abbandonata. Seguì il sentiero di destra e la raggiunse. Su un lato della costruzione c’era una mangiatoia scavata in un grande tronco. Stava al riparo sotto una grondaia di lamiera. Aprì lo zaino e buttò il sacco a pelo nella mangiatoia. Avrebbe dormito lì, a giorno sarebbe tornata a casa. Nessuno avrebbe mai saputo niente. Poi pianse senza rumore come il fondersi del ghiaccio. Pianse per le sue illusioni e per quelle dei suoi figli. Per le umiliazioni. Per l’ingenuità."
La deportazione in Italia. Una pratica repressiva del colonialismo italiano in Africa
Manila Maionchi
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2017
pagine: 174
La deportazione in Italia di sudditi coloniali è una vicenda poco nota. Eppure ha attraversato l’intero arco della presenza italiana in Africa, coinvolgendo migliaia di individui che, strappati alle loro terre, furono trasferiti in diverse strutture di detenzione già presenti in Italia. Adottata a scopo intimidatorio a partire dalle iniziali conquiste in Eritrea di fine Ottocento, la sua pratica divenne repressiva e sistematica nel secolo successivo, quando fu riproposta dapprima in Libia, ai danni della popolazione araba, e poi in Etiopia, a discapito della vecchia classe dirigente locale. Il volume analizza e ripercorre le fasi della storia della deportazione grazie all'ausilio bibliografico degli studiosi che ne hanno trattato, dedicando a ciascun caso un capitolo specifico.
Il reggimento cavalleggeri «Lucca» in guerra. Le operazioni tra il 1911 e il 1943
Bruno Giannoni
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2017
pagine: 218
Dal Piave alla difesa di Roma, tra la guerra di trincea e l’abbandono dei Comandi dopo l’8 settembre del 1943. In questo libro l’appassionata storia del Reggimento “Cavalleggeri di Lucca” (16°) che partecipò alla guerra italo-turca sul suolo libico nel 1911 e 1912, per poi smontare da cavallo per formare le Compagnie Mitraglieri nelle trincee della Prima guerra. Nel corso della Grande Guerra “Lucca” venne anche impegnato in Albania, Macedonia e Bulgaria fino al 1919, prima di “appendere” lo stendardo nel 1920. Nel corso della Seconda guerra mondiale il nome “Lucca” rimase a due squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” dislocato in area di operazioni del fronte Greco-Albanese, Albania e Croazia. Il Reggimento “Lucca” venne ricostituito a Bologna come Reggimento motorizzato con ordine del 20 febbraio 1943, utilizzando il deposito del Reggimento corazzato “Vittorio Emanuele II” e assieme a questo, e a “Lancieri di Montebello”, costituì la 135a Divisione motocorazzata Ariete II, erede dell’unità omonima distrutta in Africa settentrionale. A Monterosi (Viterbo), a nord di Roma, dall'8 al 13 settembre 1943, “Lucca”, con gli altri reparti di Ariete II, resistette ai tedeschi.
Soldato Salza Renato l'eroismo e l'umiltà. La storia di un sopravvissuto alle campagne di Albania e di Russia
Anna Raviglione
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2017
pagine: 130
Partito per il fronte greco-albanese nel 1941 e poi nel 1942 per la Russia il protagonista di questa storia rappresenta la dolorosa esperienza di un sopravvissuto a due campagne e anni di prigionia. Renato Salza era un soldato della divisione “Sforzesca” richiamato il 20 gennaio del 1941 nel 53° reggimento di fanteria “Umbria”. Il reggimento raggiunse il fronte greco-albanese partecipando ai combattimenti di Mali Scindeli, Mali Trebescines, Klisura. Il 9 aprile dopo quarantadue giorni di linea, il plotone di Salza venne finalmente posto a riposo e spostato nelle retrovie a Cascisti. Di 180 uomini erano rimasti solamente in 38. A luglio, dopo le ultime operazioni, l’unità rientrò a Biella. Il 26 giugno del 1942 Salza partì per la Campagna di Russia inquadrato nell’ARMIR. A Natale dopo la ritirata della “Sforzesca”, il soldato, con altri compagni, venne catturato e internato nel campo di concentramento 54/4 di Kamenka dal quale rientrerà solamente nel 1948.
Vittorio Tredici il fascista perfetto che salvò gli ebrei
Michele Citarella
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2017
pagine: 194
La storia è quella di un personaggio unico nella storia del fascismo, della Seconda guerra mondiale e delle vicende legate alle persecuzioni degli ebrei. Vittorio Tredici, come testimoniano i documenti raccolti, è un “Giusto tra le Nazioni” che ha salvato famiglie e rabbini dalla furia nazista dopo essere stato per anni un esponente di spicco del Partito Fascista fino a diventare stretto collaboratore di Mussolini a ridosso del giugno 1940. Tra gli uomini che costituirono le alte gerarchie fasciste e che occupavano ruoli di rilievo nel regime, diversi sono stati coloro che si sono discostati dal loro Duce a partire dal 25 luglio 1943, per esempio votando a favore dell’Ordine del Giorno “Grandi”. Nessuno però tra questi gerarchi o altri esponenti di spicco della classe politica italiana ha compiuto quello che ha fatto Vittorio Tredici: nella Roma setacciata dai nazisti impegnati nelle operazioni di deportazione, egli si mostrò astuto ed incurante del pericolo per salvare una famiglia di ebrei suoi conoscenti, che rimase ospite in casa sua. Pochi giorni dopo, anche un Rabbino poté godere della bontà e del coraggio del “fascista perfetto”.
Lupardo. Con notizia di Giorgio Bárberi Squarotti
Enrico Bertozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 190
Un romanzo ambientato sulle montagne ideali della Garfagnana dove i luoghi non hanno più i loro veri nomi ma fantasie. Così la Pania diventa “la favola”, il fiume Turrite diventa “il sogno”, il paese di Molazzana diventa Poggio di sogno e Castelnuovo è Castel di sogno. Infine Taso diventa Pennàlta. “Grazie signor capitano-rispose Lupardo simulatore-ma io abito su un monte e di questi tempi non potrei aiutare mio padre nelle faccende come desidero, perché non ce n’è. D'altronde sta bene, e per le nostre necessità sarebbe meglio ci andassi in settembre o in ottobre. Invece c’è qui una buona famiglia delle mie parti che mi prega spesso di restare a cena. M’hanno dei riguardi perché mi fa male lo stomaco. Ci son tre bambini che mi vogliono bene e m’ascoltano a bocca aperta la sera quando gli conto le fòle. Son biondini, è bello accarezzargli i capelli. Si chiamano Marzia, Luigi, Nicolino. Il più grande ha dieci anni. I loro genitori si son trovati bene qui, soltanto soffrono un po’ come me di nostalgia del paesello. Ci raccontiamo le cose, mi vorrebbero trattenere con loro, ma come si fa?”
Aspetti dell’eremitismo in Garfagnana
Amedeo Guidugli
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 246
Amedeo Guidugli, analizzando in parallelo la storia del convento di S. Andrea di Cascio (Molazzana–Lucca) e quella dell’Eremita di Calomini (Fabbriche di Vergemoli–Lucca) ci offre uno spaccato del fenomeno eremitico locale, il quale viene presentato attraverso le vicende plurisecolari di queste due istituzioni. Lo studio è un esempio di ricerca accurata, condotta su documenti d’archivio e presentata con scrittura piana e chiara, che permette al lettore di seguire agevolmente l’analisi dei documenti di per sé aridi e piuttosto ostici. Nell'ambiente cristiano il movimento eremitico ebbe un’influenza considerevole nella storia della spiritualità; Storicamente e con certezza possiamo affermare che l'eremitismo e poco tempo dopo il cenobitismo si formarono nella seconda metà del III secolo. Se con la vita di S. Antonio (251-356), S. Atanasio (295-373) - che conobbe il Santo - ci procura il primo documento attendibile, anche se agiografico. Dallo stesso Atanasio sappiamo che, intorno al 270, dei cristiani laici vivevano in solitudine presso le oasi del medio e alto Egitto. Sotto la guida di uno di loro, Antonio, iniziò il suo percorso spirituale.
Italiani da Oscar. Il talento italiano dietro ai blockbuster internazionali. Carlo Rambaldi, Pietro Scalia, Dante Ferretti, Mauro Fiore, Giorgio Moroder
Marcello Baretta
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 154
Il cinema italiano fa pena: autoreferenzialità, produzioni non esportabili, rifiuto del nuovo, ignoranza parziale dei modi e delle tecnologie più moderne, scadenza qualitativa, preparazione parziale delle nuove generazioni di cineasti, impossibilità di creare novità. La presentazione di cinque grandi italiani che hanno fatto onore ad altrettanti fondamentali reparti dell’industria cinematografica – effetti speciali, montaggio, scenografia, fotografia e musica – è idonea a far comprendere come tutti i problemi sopra citati non solo possano essere risolti, ma possano essere convertiti in un’industria di successo, importanza e valore artistico-commerciale senza pari. Per fare un buon film serve sempre un buon budget, ma non è detto che con un buon budget si faccia sempre un buon film.
Dopo il buio. Storia di un amore malato
Merilia Ciconte
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 222
“...Mi costringeva a stare sola con me stessa, a mentire e a convincermi di non voler scappare. L’unica cosa che frequentava la mia mente era la paura, era lei l’unico sentimento che mi pervadeva oltre al desiderio di renderlo comunque felice, di non infastidirlo, per non indurlo ad essere ancora violento e a picchiarmi...”. "Dopo il buio" è un’esplorazione profonda nella vicenda di un mancato femminicidio. Si descrivono segmenti della vita dei due protagonisti che vivono, all'inizio, la loro storia d’amore in maniera totale, finché episodi di vita mai del tutto dimenticati del passato di lui non riemergono. È un romanzo narrato a due voci, è una storia raccontata dai due protagonisti, e ognuno di loro dà la sua personale chiave di lettura.
Le combinazioni
Neva Biagiotti
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 152
Un uomo di fronte al bilancio della propria vita si ritrova personaggio fuori se stesso. Osserva così la propria esistenza entrando in una spirale di priorità e affetti, falsi miti e inutili consumi. L'incedere della narrazione, a tratti quasi comica, ma sempre cupa e nervosa, non lascia spazio all'immaginazione del lettore perché è sempre la mente e la fantasia dell'uomo a dominare. E i sentimenti tra la rabbia, l'amore, la delusione e vette di inarrivabile gioia, si piegano come un giunco al vento. L'uomo gioca una sfida a trovare le combinazione della propria vita, posando l'attenzione da un aspetto all'altro, dimenticando i confini dell'esistenza. Può un uomo perdersi e ritrovarsi in una notte? Può un uomo abbandonare l'amore perché i conti nel proprio magazzino non sembrano tornare?
La guerra di Vincenzo Fibbiani (1914-1918). Dalle «belle» silerchie alla trincea... solo andata
Roberta Antonelli
Libro: Libro rilegato
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 184
Arrigo Benedetti. L'ostinazione laica nell'esperienza giornalistica
Alberto Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Tra le righe libri
anno edizione: 2016
pagine: 220
L'esperienza giornalistica di Arrigo Benedetti può essere letta come una tenace, continua riaffermazione del valore della stampa: "No cari amici, i giornali non sono come le scarpe. Possono finire al macero, ma qualche cosa di loro resterà". Così ad esempio egli si rivolgeva, in un magistrale editoriale del 1950 pubblicato dall'"Europeo", ai direttori dei quotidiani italiani. Questo forte monito ai colleghi direttori, spesso distratti rispetto ai doveri direttamente derivanti dal loro ruolo, può essere considerato anche come una sorta di manifesto del modo di fare giornalismo di Arrigo Benedetti: la stampa vissuta non come "merce" di consumo, ma come strumento di coloro che hanno ricevuto un mandato dalla pubblica opinione, quello di informare e di costruire una società migliore.

