Skira
Gustav Klimt. Le avventure di un capolavoro
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2023
pagine: 72
Fondatore della Secessione viennese, protagonista della pittura della Vienna imperiale negli anni tra Ottocento e Novecento, Gustav Klimt (1862-1918) è considerato uno dei più grandi artisti del XX secolo. Pubblicato in occasione della mostra al Forte di Bard, il volume è incentrato sul celebre Ritratto di signora, eseguito da Klimt negli anni fra il 1916 e il 1917 e appartenente alle collezioni della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Considerata un indiscusso capolavoro dell’artista, l’opera racchiude in sé un duplice mistero, ed è stata protagonista, come suggerisce il titolo, di una serie di avvenimenti che rendono la sua storia particolarmente singolare e interessante. Come è noto, a metà degli anni novanta, la felice intuizione di una studentessa, supportata da un’approfondita serie di analisi, ha provato che l’opera da noi conosciuta si sovrappone a una precedente realizzazione – il ritratto di una giovane donna, probabilmente perduto, e di cui si possiede un’unica rappresentazione iconografica –, sulla quale l’artista torna, consegnandoci il dipinto nelle forme attuali. All’indomani della scoperta, il quadro è oggetto di una misteriosa sparizione, che si è conclusa con un recente e altrettanto misterioso ritrovamento e con il ritorno dell’opera alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Klimt. Le avventure di un capolavoro è corredato dei contributi di Franz Smola (Il Ritratto di signora in rapporto agli altri ritratti femminili di Gustav Klimt, con alcune ipotesi sull’identità dell’effigiata), Lucia Pini (Il Ritratto di signora di Klimt della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Storia e vicende su suolo italiano) ed Ermanno Mariani (L’oscuro caso del “doppio ritratto” di Klimt), oltre alla biografia dell’artista e della bibliografia.
Escher
Federico Giudiceandrea, Mark Veldhuysen
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2023
pagine: 288
L’originalissima e inconfondibile arte di Escher, uno dei più celebri artisti del XX secolo Olandese inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è l’artista che, con le sue incisioni e litografie, ha avuto e continua ad avere la capacità unica di trasportarci in un mondo immaginifico e impossibile, dove si mescolano arte, matematica, scienza, fisica e design. Artista scoperto in tempi relativamente recenti, Escher è amato da chi conosce l’arte, ma anche da chi è appassionato di matematica, geometria, scienza, design, grafica. Nelle sue opere confluiscono una grande vastità di temi, e per questo nel panorama della storia dell’arte rappresenta un unicum. Nato nei Paesi Bassi nel 1898, dopo aver compiuto vari viaggi in Italia (visitando la Toscana, l’Umbria e la Liguria), Escher nel 1923 giunse a Roma, dove visse per dodici anni, fino al 1935. Il periodo romano ebbe una forte influenza su tutto il suo lavoro successivo che lo vide prolifico nella produzione di litografie e incisioni soprattutto di paesaggi, scorci, architetture e vedute di quella Roma antica e barocca che lui amava indagare nella sua dimensione più intima, quella notturna, alla luce fioca di una lanterna. Pubblicata in occasione della mostra romana, la monografia ripercorre la poetica di questo artista visionario attraverso oltre trecento opere suddivise in otto sezioni: Gli inizi; Italia; Tassellature; Metamorfosi; Struttura dello spazio; Paradossi geometrici; Lavori su commissione; Eschermania. Opere che comprendono nuove acquisizioni e molti dei pezzi più significativi che hanno reso Escher famoso in tutto il mondo: dall’ormai iconica Mano con sfera riflettente (1935) a Vincolo d’unione (1956), da Metamorfosi II (1939) e Giorno e notte (1938) alla celebre serie degli Emblemata e alla serie completa dei dodici notturni romani prodotta nel 1934.
Oro bianco. Tre secoli di porcellane Ginori
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2023
pagine: 184
La storia della celebre Manifattura di Doccia, da Carlo Ginori a Gio Ponti Nato dalla collaborazione tra il Museo Poldi Pezzoli di Milano e il Museo Ginori di Sesto Fiorentino (chiuso dal 2014, recentemente acquisito dallo Stato italiano e di prossima riapertura), Oro bianco. Tre secoli di porcellane Ginori racconta la storia della celebre manifattura a partire dalla figura di Carlo Ginori fino alla produzione degli anni in cui Gio Ponti ne fu direttore artistico (1923-1933). È un racconto a più voci tra storie e luoghi diversi, di dialogo tra discipline artistiche differenti, di interazione tra attitudini umane variegate (creatività e imprenditorialità); in sintesi, è una storia di uomini, di italiani dotati di quel genio così spiccato per la bellezza da essere riconosciuto in tutto il mondo, un genio che si nutre di secoli e secoli, di passioni e di fatiche, di invenzioni e di gusto. Introdotto dai saggi di Monika Poettinger, Rita Balleri, Andreina d'Agliano, Oliva Rucellai, Federica Manoli e Luca Melegati Strada, Oro bianco ripercorre la storia della Manifattura attraverso esempi significativi della produzione Ginori, dalla monumentale Venere de'Medici (1747 circa) del Museo Ginori ai grandi vasi realizzati per le Esposizioni Universali e dalle creazioni di Gio Ponti, tra le quali le straordinarie Ciste realizzate per Fernanda e Ugo Ojetti, oggi di proprietà del Museo Poldi Pezzoli. Fondata dal marchese Carlo Ginori (1702-1757) nel 1737 e tuttora in attività, la Manifattura di Doccia è stata una delle prime fabbriche di porcellana sorte in Europa. Nei suoi primi due decenni di vita, vengono modellate raffinate e ardite sculture di notevoli dimensioni realizzate sotto la guida del capo modellatore Gaspero Bruschi (1710-1780), che riproducono a grandezza naturale le più celebri statue antiche delle collezioni fiorentine e romane. La produzione artistica prosegue nel XIX secolo per le Esposizioni Universali e illustri committenze, per raggiungere uno dei momenti più felici negli anni Venti con la direzione di Gio Ponti. Ripercorrere la storia della Manifattura di Doccia, da Carlo Ginori fino a Gio Ponti, attraverso capolavori assoluti, consente un viaggio immersivo alle radici dell'arte, del design e di prodotti iconici del Made in Italy.
Luce della montagna. Vittorio Sella, Martín Chambi, Ansel Adams, Axel Hütte
Filippo Maggia
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2023
pagine: 240
Il volume esplora l'universo iconografico della montagna attraverso le opere di quattro grandi maestri della fotografia: Vittorio Sella, Martin Chambi, Ansel Adams, Axel Hütte. Il racconto della montagna presenta il fotografo americano e ambientalista convinto Ansel Adams, con le sue celebri fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi nazionali americani, veri e propri totem del Novecento; il peruviano Martin Chambi, uno dei primi importanti fotografi indigeni del Sudamerica, con le Ande specchio di documentazione etnografica e storica; Vittorio Sella, uno dei più straordinari fotografi della montagna, attivo tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e i primi del secolo scorso nelle Alpi, in Asia, Africa e America del Nord. E infine, un portfolio originale sulle Alpi bresciane, commissionato da Fondazione Brescia Musei e realizzato da Axel Hütte, tra i più importanti rappresentanti della fotografia tedesca contemporanea. Le fotografie riunite in "Luce della Montagna" colpiscono per la bellezza delle vedute, oltre che per la tecnica unita alla sensibilità del fotografo che determina la riuscita non solo documentaristica, ma anche estetica delle immagini.
«Non si farà mai più tal viaggio». Pigafetta e la prima navigazione attorno al mondo
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2022
pagine: 120
A 500 anni dalla prima, straordinaria spedizione intorno al mondo, un omaggio al celebre esploratore vicentino In occasione delle celebrazioni per il quinto centenario della prima circumnavigazione del globo terrestre (1519-1522) guidata da Ferdinando Magellano, cui partecipò il navigatore e scrittore vicentino Antonio Pigafetta, il volume - che accompagna l'esposizione alle Gallerie d'Italia a Vicenza a Palazzo Leoni Montanari - ha come protagonista l'unica testimonianza superstite della celebre spedizione: il manoscritto della Relazione del primo viaggio attorno al mondo conservato nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e redatto da Antonio Pigafetta. La Relazione, il cui manoscritto in italiano fu ritrovato, dopo essere stato dato per perduto, da Carlo Amoretti nel 1797, è oggi ritenuto uno dei più preziosi documenti sulle grandi scoperte geografiche del Cinquecento. Rampollo di una delle più importanti famiglie nobili di Vicenza e studioso di matematica e astronomia, Antonio Pigafetta mentre si trovava a Barcellona venne a conoscenza dei preparativi del viaggio di Magellano; si recò dunque a Siviglia e riuscì a imbarcarsi sulla stessa nave del comandante, di cui divenne criado (attendente). Seguì così la spedizione a fianco di Magellano svolgendo via via varie missioni e incarichi di fiducia. Fu tra i diciotto superstiti che riuscirono dopo tre anni a rientrare in Spagna. Sollecitato da molti, tra i quali Federico II Gonzaga, scrisse in italiano la relazione del viaggio terminata nel 1525 e nota come Il primo viaggio intorno al globo che, per la precisione, la fedeltà del racconto e la ricchezza di osservazioni sui paesi visitati, costituisce uno dei più importanti documenti della storia delle esplorazioni. Il volume, curato da Valeria Cafà e Andrea Canova, partendo dal prezioso manoscritto della Relazione di Pigafetta ripercorre quella straordinaria impresa attraverso un nucleo di tredici opere. Introdotto da un saggio di Andrea Canova (Il mondo circumnavigato di Antonio Pigafetta), il volume è suddiviso in tre capitoli (Verso il mondo nuovo; La scoperta del mondo; L'eredità di un viaggio) e presenta i contributi dei curatori e di David Salomoni, Carolina Orsini, José María Moreno Madrid, Felice Noelle Rodriguez, Joana Lima.
Io lei l'altra. Ediz. italiana e inglese
Guido Comis, Simona Cossu
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2022
pagine: 152
La fotografia degli ultimi cento anni, la nuova concezione della donna e il suo ruolo attraverso una successione di straordinarie immagini da Wanda Wulz a Cindy Sherman, da Vivian Maier a Nan Goldin Il ritratto e l'autoritratto fotografico sono una testimonianza straordinaria del processo di definizione della propria immagine da parte delle donne nel Novecento e nel nuovo secolo. Sono luoghi di confronto, ma anche di conflitto fra espressioni diverse dell'identità. A forme convenzionali di rappresentazione si contrappongono nuovi modi di esprimere la propria personalità; i ruoli consolidati della rappresentazione della donna, le pose ripetitive mutuate dai ritratti tradizionali cedono spazio a modalità di espressione inedite. Attraverso novanta opere questo catalogo mette in evidenza i diversi aspetti della rappresentazione e autorappresentazione in fotografia: forma di introspezione o di affermazione di sé, opportunità per scoprire le proprie debolezze o sottolineare il proprio potere seduttivo. Ma i ritratti qui raccolti mettono anche alla prova i luoghi comuni sul rapporto fra le donne e la loro immagine. Fra gli artisti documentati spiccano molti dei nomi più celebri della storia della fotografia, da Man Ray e Cartier- Bresson fino a Herb Ritts e Robert Mapplethorpe, da Wanda Wulz a Cindy Sherman. Fra i soggetti dei ritratti, le artiste che hanno segnato la storia dell'arte dalle avanguardie in poi: Meret Oppenheim, Sonia Delaunay, Leonor Fini, Tina Modotti, per giungere al presente con Shirin Neshat, Marina Abramovic' e Zanele Muholi, fra molte altre. Suddiviso in sezioni, ognuna delle quali rende conto di una diversa forma di rappresentazione dei ruoli che le donne interpretano nelle fotografie (Artiste e modelle; Il corpo in frammenti; Allo specchio; L'artista e la sua opera; Ibridazioni; Una, nessuna e centomila; Quotidianità come provocazione; Esotici contrasti; Rappresentare se stesse; Vulnerabilità e seduzione; Il canone della bellezza), il volume presenta testi di approfondimento di Guido Comis, Anne Morin, Giampiero Mughini, Anna D'Elia, Laura Leonelli e Alessandra Paulitti.
New York 1962-1964
Germano Celant
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2022
pagine: 344
Un momento cruciale dell'arte e della cultura a New York in uno spettacolare volume fotografico di grande formato I cambiamenti radicali che avvennero nei tre anni compresi tra il gennaio 1962 e il dicembre 1964 ebbero un profondo effetto sulla vita creativa della città di New York e del mondo, modificando profondamente tutto il mondo dell'arte, dalle arti visive in senso stretto alle performance, dalla musica al design. Insieme a queste innovazioni creative, il periodo dal 1962 al 1964 vide uno spostamento del centro di gravità artistica dall'Europa agli Stati Uniti e l'ascesa di una nuova leadership nelle arti, incentrata su un certo numero di curatori, galleristi e altri impresari di New York. Ispirato nella grafica e nel formato alle riviste dell'epoca, molto lette e ricche di immagini, come "Life" e "Look", questo volume oversize riccamente illustrato traccia un itinerario dettagliato di artisti e curatori, mostre sperimentali e avvenimenti innovativi, analizzando parallelamente gli eventi storici e politici che trasformarono la società durante questo momento cruciale ed esplosivo. Dall'importante mostra "New Realists" alla Sidney Janis Gallery nel 1962 all'assegnazione del Gran Premio Internazionale di Pittura all'artista newyorkese Robert Rauschenberg alla Biennale di Venezia nel 1964, la città vide un'ondata di nuovi, rivoluzionari approcci al fare arte, così come fertili incontri tra i creatori attraverso mezzi e discipline diversi. Ideato e curato da Germano Celant, questo volume contiene interviste di Celant con Christo e Jim Dine e tributi di Claudia Gould e Michael Rock; lo sviluppo dell'ampia cronologia mese per mese è stata supervisionata da Sam Sackeroff, Lerman-Neubauer Associate Curator al Jewish Museum, collaboratore al catalogo insieme a importanti studiosi internazionali e multidisciplinari.
Los Angeles (state of mind). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 160
Il racconto di una città attraverso diverse generazioni di artisti che si sono imposte a partire dagli anni Settanta Se New York è il mondo, Los Angeles è certamente l'America. O almeno quell'America che cattura la nostra immaginazione per non lasciarla più. Una megalopoli nel deserto, un universo a sé che parla molte lingue e vive altrettante contraddizioni: feudo repubblicano e patria dell'underground, Hollywood e beat generation, Charles Manson e Marilyn Manson, insieme di linguaggi, idiomi, popoli. Los Angeles (state of mind) è il racconto di una città attraverso diverse generazioni di artisti che si sono imposte a partire dagli anni Settanta per arrivare fino a oggi. All'inizio anche in California si sovrappongono stili e linguaggi senza una linea o un genere prevalente. Alle ultime esperienze di pittura astratta con Sam Francis ecco coesistere la Pop Art di Ed Ruscha. I Settanta però sono anche il decennio dell'arte concettuale, della Body Art e dell'happening, nelle figure di John Baldessari, di Paul McCarthy, performer spesso estremi, di Ed Kienholz e di Lynda Benglis, tra le esponenti di spicco del femminismo militante. Molto significativa la generazione di mezzo, artisti nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che Mike Kelley così definiva: "troppo giovane per essere un freak, troppo vecchio per essere un punk". Emersi negli anni Novanta, Doug Aitken che si esprime attraverso videoinstallazioni e fotografie, e la neominimalista Rita McBride. La Los Angeles di oggi guarda soprattutto alla Black Culture, fenomeno che si manifesta in tutta la sua urgenza sociale e costituisce l'asse portante di rinnovamento critico della cultura americana. I disegni di Umar Rashid e l'intensa pittura di Henry Taylor testimoniano questo passaggio epocale, per un'America sempre diversa.
Razionalismo retorico per il regime fascista 1914-1944. Eretici italiani dell'architettura razionalista
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 496
L'architettura italiana ha conosciuto la nascita, l'affermazione, il trionfo e quindi la fine passeggera dell'ossatura, nella forma tecnica del calcestruzzo armato, per la definizione della tendenza del razionalismo nelle sue varie declinazioni, da retorico a emozionale, a esaltato, nell'arco di decenni che va dagli anni dieci agli anni settanta del Novecento. Non esiste un inizio per le vicende dell'ossatura del razionalismo che sia da individuare nei soli sviluppi della tecnica perché questi ridurrebbero l'ossatura a essere il corollario inanimato di una visione che apparirebbe, nelle sue sfaccettature culturali, ideologiche e politiche, indifferente a essa, lasciandola confinata nella dimensione costruttiva o tutt'al più discutendone l'astrazione figurativa conferita ai suoi lineamenti in determinati periodi della sua affermazione.
La mia America
Gillo Dorfles
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2018
pagine: 296
A partire dal secondo dopoguerra, Gillo Dorfles viaggia negli Stati Uniti dove incontra personalità di primo piano: conosce i più noti studiosi di problemi estetici e critici d'arte (Thomas Munro, Clement Greenberg, James Sweeney, Alfred Barr, Rudolf Arnheim, György Kepes) e dialoga con alcuni tra i maggiori architetti della East e West Coast (Frank Lloyd Wright, Mies van der Rohe, Louis Kahn, Frederick Kiesler). Dai suoi soggiorni Dorfles trae spunto per numerosi articoli sulla società, la pittura, l'architettura, il design e l'estetica americana, all'epoca pubblicati su "Domus", "Casabella", "Aut Aut", "La Lettura", "Metro" e in numerosi cataloghi, articoli che, raccolti ora assieme ad altri scritti inediti in questo volume, ci permettono di approfondire uno dei periodi più significativi e stimolanti della cultura USA, attraverso i racconti e le memorie del grande critico d'arte.
Architettura italiana. Dal postmoderno ad oggi
Valerio Paolo Mosco
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2017
pagine: 183
Il 1978 è un anno cruciale per l'Italia. Il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro dimostrano come le tensioni ideologiche abbiano raggiunto il culmine. Nello stesso giorno in cui si svolgono le esequie dello statista a Roma viene inaugurata la mostra "Roma interrotta", che sancisce la fine dell'epoca del conflitto ideologico inaugurando quel disimpegno postmoderno che vedrà l'Italia al centro del dibattito internazionale. Da allora l'architettura italiana andrà riscoprendo quell'eclettismo che l'aveva contraddistinta sin dall'inizio dello scorso secolo e di cui ancora oggi si nutre.
Arnaldo Pomodoro
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2017
pagine: 206
"Sono passati più di sessant'anni anni da quando, nel 1953, Arnaldo Pomodoro fece il suo primo viaggio a Milano, da Pesaro dove viveva. La ragione di quel viaggio fu la mostra di Picasso a Palazzo Reale, quella in cui l'artista, al vertice della sua fortuna, non solo volle esporre il monumentale Guernica nella Sala delle Cariatidi ancora devastata dagli spezzoni incendiari, ma suggerì agli amministratori della città di non restaurarla mai, perché restasse a perenne memoria della follia di tutte le guerre. Fu allora che Pomodoro decise che avrebbe lasciato Pesaro per Milano. L'avrebbe lasciata l'anno successivo e, pur fra mille viaggi nel mondo, a Milano avrebbe piantato le radici. Ora, allo scoccare dei suoi 90 anni, la Sala delle Cariatidi accoglie una sua mostra personale, pensata come un percorso attraverso sessant'anni anni di lavoro, condensati nella trentina di sculture che rappresentano i capisaldi della sua opera: i "numeri uno" di ognuno dei filoni di ricerca che avrebbe esplorato nel tempo, dei numerosi sentieri che avrebbe battuto, reinventandone ogni volta i passi, ma restando sempre fedele al nucleo fondante del suo pensiero e della sua sensibilità d'artista." (Ada Masoero)