Quodlibet
Silvia Cini. Avant que nature meure
Silvia Cini
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 152
C’è chi cerca orchidee spontanee, io le incontro e nell’incontrarle il fascino di queste minuscole piante, capaci di riprodurre la forma, il colore e l’odore di un animale a loro legato per l’impollinazione, che possono vivere solo in simbiosi con le ife dei funghi, silenzioso mutuo appoggio, mi ha distratto dal rumore del mondo. Perché in loro il messaggio silenzioso della natura si cristallizza in forma e questa mi lascia inerme a cercare risposte sul dialogo interrotto tra regni.
Letture di Buenos Aires
Rosalba Belibani, Nicoletta Trasi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il volume raccoglie un insieme di letture, emozioni e sguardi diversi tra loro, che possono offrire elementi di riflessione per uno studio sistematico della città di Buenos Aires. Questa molteplicità di interpretazioni è espressione di una empatia verso la città argentina attraverso la quale si trasmettono interessi, suggestioni o sentimenti anche contrastanti. Città poliedrica, ricca di situazioni paradossali e piena di vita, ma al tempo stesso profondamente malinconica, Buenos Aires nel corso dei secoli ha sempre saputo ripartire dalle sue stesse ferite. Una metropoli complessa – già così descritta da Le Corbusier nel 1929 – che nel terzo millennio ha mantenuto un aspetto ibrido: l’area urbana ha dilatato molto le sue dimensioni, la politica ha cambiato le dinamiche di vita e la tecnologia è diventata parte della quotidianità, ma resta evidente nel suo carattere di fondo un senso di rivalsa, di lotta, di sopravvivenza a ogni costo.
L'esperienza dell'altro. Vedere, narrare, immaginare
Dario Cecchi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 128
L’epoca attuale, dalla politica ai media, è segnata dal trionfo delle narrazioni: lo storytelling è una delle cifre della cultura contemporanea. Corriamo però il rischio, di fronte a questa esplosione di storie, di perdere contatto con il significato del racconto. Il racconto non ha un valore identitario o promozionale, ma offre un’esperienza dell’altro, esponendo a volte perfino a una momentanea perdita di sé. Il racconto ci consente così di riconsiderare il senso del nostro essere al mondo. Attraverso un percorso fra letteratura, cinema e serie televisive, e con il supporto di alcune filosofie della narrazione e dell’immagine, accomunate da una ripresa originale dell’estetica kantiana, il saggio propone di rivalutare l’idea del valore conoscitivo, etico e politico del racconto.
Architettura dell’impermanenza. Oltre il campo profughi: nuove strategie del progetto per il displacement
Fiamma Ficcadenti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 144
A partire da un inquadramento sociologico e socio-politico sul tema delle migrazioni di massa nell’epoca contemporanea, il volume affronta una disamina di due questioni archetipiche cogenti al fenomeno migratorio: la crisi spaziale indotta dall’esperienza della de-territorializzazione (displacement) e dell’impermanenza come condizione ontologica del migrante e la risposta della comunità internazionale offerta come forma di ri-territorializzazione attraverso il ricorso al dispositivo del campo profughi. Per estensione, numero di persone insediate e il loro perdurare nel tempo, i moderni campi profughi appaiono come veri e propri dispositivi di urbanizzazione accelerata e in quanto tali impongono una riflessione sui meccanismi che presiedono alla loro costruzione e formalizzazione. Il campo profughi viene dissezionato nel volume nelle sue componenti strutturali e fenomeniche, costruendo un palinsesto di icone spaziali che danno forma al suo paesaggio orientato all’esclusione e al confinamento del migrante.
«Fare teatro con le cose». Wittgenstein filosofo della percezione
Marco Mazzeo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 192
L’Homo sapiens gode di un tratto distintivo: può cambiare punto di vista e percepire nuovi aspetti della vita. Oggi, questa facoltà pare congelata in un eterno presente. Per affrontare un tema quantomai decisivo, Ludwig Wittgenstein offre un’intera cassetta di attrezzi. Secondo il filosofo, infatti, gli esseri umani percepiscono quel che li circonda secondo angoli prospettici sorprendenti non solo in casi eccezionali (l’arte o il delirio), ma nei contesti più abituali. Nel gioco tra due bimbi qualsiasi, una cassa diventa una casa; nella noia del traffico quotidiano, riconosco all’improvviso il volto di un amico perduto; nel ritoccare un disegno scopriamo che sul foglio quei tre semplici segmenti ritraggono a egual titolo un triangolo e un buco nella carta, un cuneo o una montagna. Nell’esperienza ordinaria, la capacità umana di «percepire come» è in grado di destabilizzare occhi e naso, orecchie e mani. Il libro ricostruisce la varietà degli ambiti antropologici nei quali è possibile apprezzare gli ingranaggi di un’«etica della percezione» che stravolga la nostra forma di vita: nella prova matematica e nella omonimia verbale, nell’uso di fiabe e bambole. Lo studio scrupoloso delle fonti, edite e inedite, mostra che lo stile di scrittura di Wittgenstein è ben lontano dal rispondere a un vezzo compiaciuto. Sonda con rigore, invece, le profondità del problema. Cercare un’alternativa all’aforisma e al trattato argomentativo tradizionale significa vedere il mondo secondo traiettorie inedite. Fare, finalmente, «teatro con le cose».
Del costruire. Epistemologia dell'architettura
Riccardo Gulli
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 224
La tesi sviluppata nel presente volume si fonda su due presupposti. Il primo è che sia possibile identificare i princìpi e i metodi che sovraintendono alla natura del sapere scientifico nel campo delle discipline architettoniche. Il secondo è che, in questo specifico ambito, la prassi del costruire ha sempre anticipato l’evoluzione della conoscenza teorica. Entrambe le questioni rappresentano il filo conduttore su cui si snoda la riflessione impiegando una struttura narrativa basata sull’esposizione di letture esemplari e articolata in tre sezioni tematiche corrispondenti a domini temporali differenti. La prima, Relazioni, si concentra sulla fase storica segnata dal passaggio di stato tra la concezione muraria della cultura costruttiva premoderna a quella dello scheletro a telaio in conglomerato cementizio armato della prima metà del ventesimo secolo. La seconda, Misure, illustra l’importanza rivestita dalla storia materiale nella formazione di una cultura tecnica capace di affrontare criticamente gli interventi sul patrimonio costruito, con specifico riferimento a quello del secondo Novecento.
Architetturofagia. Naturalizzazione e consumazione del corpo architettonico
Egidio Cutillo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 264
Al confine tra Re-Cycle e inselvatichimento dello spazio, l’architettura trova un’altra possibile ragion d’essere: il proprio riciclo totale, attuato consegnandosi in pasto al mondo come corpo edibile o consumabile dai viventi e dall’ambiente. "Architetturofagia" teorizza ragioni e modalità del fenomeno definendo condizioni e strategie per una diversa postura del progetto, alla luce di una più generale revisione dei rapporti tra cicli di vita dell’architettura e cicli vitali della terra, oggi indissolubilmente legati. Lo spiazzamento fisico e semantico che deriva dalla categorizzazione dell’architettura tra le forme del vivente si offre come opportunità per ripensare ruolo, finalità ed ecologia del progetto nel quadro dei propri princìpi fondamentali, con l’intento di verificarli e ripensarli, in particolare tornando a ragionare sulla continuità. Il rapporto tra architettura e vita diviene così il presupposto attraverso cui esaminare e stressare i paradigmi dell’ecologia e della sostenibilità.
Al confine tra la vita e la morte. Uno studio sul fenomeno del «musulmano» nel campo di concentramento
Zdzislaw Jan Ryn, Stanislaw Klodzinski
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 252
Il termine “musulmano” era impiegato nei campi di concentramento nazisti per designare quei prigionieri che, sottoposti a privazioni estreme e a continue vessazioni, avevano raggiunto un tale grado di debilitazione da risultare prossimi al decesso. Questo stato era l’esito devastante della fame cronica, del freddo intenso e della perdita di speranza, elementi che, insieme, provocavano il completo esaurimento delle energie vitali. L’indagine qui pubblicata rappresenta la prima monografia che esplora questa condizione al confine tra la vita e la morte. La ricerca, condotta tra la fine del 1981 e la prima metà del 1982, si basa su ottantanove testimonianze raccolte attraverso un questionario inviato a trecento ex prigionieri, in maggioranza sopravvissuti di Auschwitz. L’obiettivo principale dello studio è definire l’aspetto del musulmano, le cause e le circostanze della sua genesi, il ruolo che questa figura rivestiva nella complessa società del lager e, soprattutto, descriverne lo stato psichico.
American. Orson Welles, il mito, la letteratura
Gabriele Gimmelli
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 208
«Io sono, sono stato e sempre sarò una sola cosa: un americano»: così dichiarava con orgoglio Charles Foster Kane, il protagonista di Quarto potere. E Orson Welles? In che modo nella sua opera ci ha parlato del proprio essere americano? Nonostante American fosse il titolo previsto inizialmente per il suo folgorante debutto sul grande schermo, Welles è da sempre considerato il più europeo dei cineasti d’Oltreoceano. Sulla scorta degli studi ormai classici di Leslie Fiedler, e passando per Richard Chase e Leo Marx fino a Edward Said, Gabriele Gimmelli ha rivisitato il variegato corpus wellesiano alla luce della tradizione letteraria degli Stati Uniti, impregnata degli umori goticheggianti e melodrammatici del romance, insidiata dagli spettri dell’irrazionale e ossessionata da una mitologica perdita dell’innocenza. Una tradizione che Welles, artista fortemente politico, non esita a utilizzare contro se stessa, denunciandone la falsità. Muovendosi fra titoli celebri e negletti, fra editi e inediti, fra lavori portati a termine e progetti non finiti, questo libro è un invito a rileggere Welles come ultimo classico americano, in bilico fra pathos romantico e distanziamento critico.
Il museo che cambia. Il caso studio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 204
Il presente volume raccoglie gli esiti di alcune attività di ricerca scaturite dalle trasformazioni e adeguamenti alle esigenze della contemporaneità delle strutture museali storiche. L’organismo preso quale caso studio è il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dove, grazie a una stretta collaborazione con la direzione del museo, è stato possibile sviluppare una ricca e articolata sperimentazione progettuale che è giunta a indagare in profondità le complesse relazioni tra museologia e museografia e in particolare il rapporto tra collezione, contenitore storico, allestimento e nuove tecnologie per la comunicazione culturale. Se una lezione può essere desunta dal lavoro qui presentato è che la forza di un progetto continua a sostanziarsi nella sua capacità di fare sintesi dei tanti e differenti saperi sottesi alle forme e figure che costituiscono il medium attraverso il quale si realizza la complessa e pluristratificata esperienza di visita di un museo, specie se ospitato all’interno di strutture architettoniche ricche di un proprio portato storico.
Géza Aladár Kármán e Gyula Ullmann, architetti a Budapest e nell’Ungheria storica (1895-1915)
Paolo Cornaglia, Zsuzsanna Ordasi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 216
L’opera comune degli architetti ungheresi Géza Aladár Kármán (1871-1939) e Gyula Ullmann (1872-1926) ha dovuto attendere a lungo per essere collocata adeguatamente nella storiografia architettonica. A cavallo tra Otto e Novecento, Budapest conobbe un periodo di grande fermento, durante il quale diverse generazioni di architetti rendono la città non solo una capitale al pari di Vienna, ma una metropoli europea. Il volume è composto da una serie di saggi di inquadramento, da schede specifiche sulle architetture, arricchite da disegni di progetto e immagini dello stato attuale, e da un saggio di sintesi su quanto realizzato nell’Ungheria storica. La tipologia delle opere, sia realizzate sia presentate ai concorsi, è molto varia e comprende sinagoghe, ville, edifici residenziali, banche, caserme, sedi di assicurazioni, grandi magazzini. Il contributo di Karman e Ullmann va considerato come una delle varianti del Szecesszió ungherese, non rivolta all’arte popolare magiara, come nel caso dei capiscuola Ödön Lechner e Béla Lajta ma, soprattutto, al gusto internazionale e «imperiale» di Otto Wagner.
Luigi Moretti. Casa delle Armi. Lettura architettonica
Simone Leoni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 302
Al momento della sua ideazione, a partire dall’autunno 1933, Luigi Moretti ancora non immaginava che la Casa delle Armi avrebbe avuto questo nome. Unico presupposto: il carattere di eccezionalità programmatica, quale “Casa del Balilla sperimentale”, che diede avvio al concepimento di uno degli edifici simbolo del razionalismo italiano. L’obiettivo del volume risiede nella comprensione e nella trasmissione dei metodi, dei presupposti logici e di senso e delle operazioni progettuali che identificano la dialettica compositiva della Casa delle Armi. Sono messe in luce le scelte formali di Moretti – con i relativi presupposti concettuali – attraverso i metodi di ricerca della lettura critico-testuale. In questo modo è indagato l’orizzonte di corrispondenza fra teoria e progetto nell’opera di Luigi Moretti al Foro, in un profondo sistema di correlazione tra la poetica architettonica del progettista e il risultato estetico-formale che ne consegue. Quel che emerge è un materiale esplorabile sotto aspetti diversi: la possibilità di sezionare il modello, esploderlo, disarticolarlo, accendere e spegnere parti, generare sezioni multiple, determinando molteplici possibilità critiche, in grado di spingere la cultura e la teoria del progetto architettonico verso usi imprevisti e non convenzionali.

