Quodlibet
Roma città-territorio. Abitare un contesto metropolitano
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 144
Il volume presenta una serie inedita di ricerche territoriali e ambientali sull’area metropolitana romana, fornendone un quadro ricco e complesso, e al tempo stesso problematico. L’immagine che ne emerge innova quella tradizionale del polo romano circondato da un territorio vasto tendenzialmente «vuoto» in cui si inseriscono alcuni centri minori decisamente subalterni alla Capitale, a favore di un sistema articolato e integrato, un territorio ampio complessivamente abitato e attraversato da flussi e relazioni di diverso tipo, che ospita modalità di abitare innovative, anche se spesso difficili: una città-territorio, insomma. Si propone così implicitamente un diverso modo di interpretare l’urbanistica, moltiplicando e articolando le periferie metropolitane. Oltre a porre una particolare attenzione alla dimensione digitale del territorio, il testo affronta – grazie alle mappature originali – le tematiche agricole e ambientali, tanto rilevanti nel contesto attuale (consumo di suolo, impatti ambientali, reti ecologiche, cambiamento climatico ecc.).
Giovanni Klaus Koenig nella cultura progettuale del Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 304
Nella cultura italiana del secondo Novecento, Giovanni Klaus Koenig (1924-1989) si è distinto come originale figura di storico, teorico e critico di architettura e design, semiologo, appassionato docente, cultore e tecnico del cinema, progettista di edifici e mezzi di locomozione. Ironico e amabilmente polemico, Koenig ha na - vigato i diversi saperi connessi al progetto in tutte le sue scale, intrecciandone continuamente metodologie ed esiti, e sperimentan - do innovativi orientamenti d’indagine critica: valgano per tutti i pionieristici studi sull’analisi linguistica dell’architettura. Infatti, sebbene Koenig sia stato troppo spesso confinato nel ristret - to circolo intellettuale fiorentino, accanto a colleghi come i tre Leo - nardo (Benevolo, Ricci, Savioli), Franco Borsi o Pierluigi Spadolini, a Firenze il suo rivoluzionario insegnamento è stato cruciale per la formazione dei gruppi dell’architettura radicale come Superstudio. E nonostante il capoluogo toscano sia stata la città dove scelse di vivere, insegnare e lavorare per tutta la vita, egli ha avuto un ruolo preminente in diversi contesti industriali del Paese (Milano, Torino e la Fiat, ad esempio), nelle riviste – dalle milanesi «Casabella» (di cui fu condirettore) e «Ottagono», alla bolognese «Parametro» – e in molteplici eventi o programmi che hanno coinvolto architetti e designer di fama internazionale.
Memorie del sottosuolo
Fëdor Dostoevskij
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 386
"Memorie del sottosuolo" esce nel 1864 sulla rivista «Эпóха» (Epoca), e precede i grandi e famosi romanzi. È uno dei racconti più tremendi, dolorosi, contagiosi e ammirevoli che mai siano stati scritti; e che va riletto ogni qualche anno per tornare a patire assieme al protagonista e goderne. Con spunti anche di angosciante comicità come ad esempio la figura indimenticabile del servo Apollon, uno dei tanti meravigliosi servi che compaiono solo nella letteratura russa dell’Ottocento, e impersonano il tormento dei loro miserabili padroni. Il protagonista narrante è l’uomo che teme di essere un nulla, che da tutto è ferito, uomo orrendo, chiuso nel cerchio dell’egoismo, con la disgrazia della consapevolezza che lui ritiene superiore intelligenza. La prima parte (Il sottosuolo) sono le sue riflessioni, e la si può anche leggere dopo, anzi lo consiglio, di incominciare dalla seconda (A proposito della neve umida) che è questo stesso uomo in azione, cioè in mezzo agli altri, che lo guardano e lo considerano con disgusto, a suo parere, in ufficio, per strada, al terribile pranzo tra amici, dove però non è invitato, non lo vorrebbero, e nella sala del ristorante cammina avanti e indietro come un fastidioso corpo estraneo, e il lettore soffre e si vergogna assieme a lui che sprofonda sempre più in un irrimediabile disagio, che si protrae come un incubo ridicolo e perfino stupefacente. E poi c’è Liza, la giovanissima e disarmata prostituta, che potrebbe aprirgli una via di salvezza; e invece alla sua volontaria e ricercata abiezione non c’è fine. Non lo legga chi è di debole costituzione.
Attualità dell'odio. Una prospettiva psicoanalitica
Anaëlle Lebovits-Quenehen
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 112
L’odio, una passione antica come il mondo, sta tornando in auge e la retorica che lo suscita potrebbe presto spazzare via la democrazia, se non ci stiamo attenti. La posta in gioco di questo libro è quindi politica e, con Freud e Lacan, la sua prospettiva sull’attualità dell’odio è ancora nuova. Questo libro esplora le vie dell’odio ed esamina i suoi bersagli, per mostrarne la logica. L’autrice mette in tensione l’Altro come oggetto dell’odio con l’Alterità intima che ci abita, di cui ognuno di noi deve assumersi la responsabilità. La figura di Lacan qui tratteggiata ne è testimone. Se ne estrae un antidoto. Si afferma una scelta, si elabora un sapere, si enuncia un orientamento in un unico movimento, perché l’odio ritorna, certo, ma non senza la posizione responsabile che richiede in cambio.
Poesie
Mauro Marè
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 256
La poesia romanesca, che aveva raggiunto nel XIX secolo nell’opera di Belli un vertice che sembrava impareggiabile, ha conosciuto nelle tre raccolte di Mauro Marè che qui pubblichiamo un esito non meno straordinario, che avvicina inaspettatamente quella che Belli definiva «una favella tutta guasta e corrotta, [...] una lingua non italiana e neppur romana» agli esperimenti più esclusivi ed estremi della poesia del Novecento. Marè, che si iscrive nella tradizione dei poeti notai da Jacopo da Lentini a Jacopone, spinge all’estremo il gesto di Belli: la sua «lingua serciosa», come quella delle liriche petrose dantesche, non è una lingua né un dialetto, ma un idioletto inclassificabile che consiste «nel tradire la parola», nel contaminarla e corromperla, nella perentoria scommessa che, secondo uno dei giochi di parola di cui egli è maestro, ciò che si contamina «si contanima, si anima, si vivifica, rinasce». Scavando in una sorta di infera discesa nella non-lingua di Belli, Marè si è liberato non soltanto dell’italiano e del romanesco, ma per così dire di ogni identificabile lingua. La poesia si situa per lui «tra le cose e il bisogno umano della loro nominazione», in uno spazio prima e al di là di ogni nome e di ogni parola, che Marè paragona a una sorta di impietrito silenzio («pietre, breccole, serci, sampietrini [...] parlate voi la lingua. / Io – pe dispetto – / me sto zitto in dialetto»). Prefazione di Giorgio Agamben.
Rassegna di architettura e urbanistica. Volume Vol. 173
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 112
Rassegna di Architettura e Urbanistica. Anno LIX, numero 173, maggio-agosto 2024.
When in Rome. Al di là della periferia della pelle-Beyond the boundaries of skin. Catalogo della mostra (Roma, 18 novembre 2024-4 gennaio 2025)
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 80
Catalogo della mostra: When in Rome. Al di là della periferia della pelle/Beyond the boundaries of skin. Verdiana Bove, Guglielmo Maggini, Pietro Moretti, Caterina Sammartino, Adelisa Selimbašić. AlbumArte, Roma 18 novembre 2024-4 gennaio 2025.
Gulliver alla ricerca di Lilliput. La dimensione ibrida dell'architettura
Roberta Gironi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 184
A distanza di vent’anni, il concetto di bigness sembra entrare in crisi in corrispondenza con la depressione economica dei primi anni del nuovo millennio. Le opere contemporanee svelano l’intenzione di declinare l’insegnamento della bigness a una scala più piccola, per così dire della smallness, concepita come reintegrazione delle opere nel contesto e come capacità dell’architettura di costituirsi come sistema relazionale. Il testo apre una riflessione sul binomio grande-piccolo, analizzando le trasformazioni che si registrano nella produzione contemporanea attraverso una lettura delle relazioni che l’architettura instaura con le discipline del paesaggio e delle infrastrutture, ampliando i suoi confini disciplinari.
Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda
Andrea Cortellessa
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 96
Il 2 febbraio 1922 usciva a Parigi, dopo lungo travaglio, il romanzo che ha rivoluzionato la narrativa moderna, Ulysses di James Joyce: capolavoro non solo dell’incontro fra linguaggi ma anche fra nazionalità. Nel mare di parole del romanzo, Andrea Cortellessa si concentra sul famoso «Yes» più volte pronunciato da Molly Bloom nell’episodio finale, «Penelope», mettendolo a confronto con un altro «Sì» conclusivo pronunciato da un’altra Molly, la bambina figlia di emigrati italiani in Italy, il racconto in versi di Giovanni Pascoli (1904) dedicato all’esilio e all’emigrazione. C’è poi il «No» che grida Assunta, sospettata dell’omicidio Balducci, alla fine di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda (1957). Alla fine di tre capolavori della letteratura europea moderna, questi due «sì» e un «no» sembrano rispondersi come in un dialogo a distanza. Ma se non sono mancate congetture su una possibile influenza di Joyce su Gadda, mai era stata fatta l’ipotesi di un influsso di Pascoli su Joyce: ancorché questi conoscesse la sua poesia e avesse ovvi motivi d’interesse per un testo come Italy, epica narrazione dell’esilio scritta in uno stile plurilingue. Se non c’è prova di un’eco intenzionale, l’impressionante coincidenza spinge a una rilettura del percorso di Joyce sui temi del nazionalismo, della “purezza” linguistica, del rapporto col femminile e con l’identità ebraica: ripensamenti brucianti che ricordano quelli del già emigrante Gadda nei confronti del fascismo. Tre piccolissime parole – due «sì» e un «no» – guidano una ricerca che ha della quête indiziaria, forse, più che del saggio letterario tradizionale.
Ai confini del senso. La schizofrenia tra semiotica, psicopatologia e scienze cognitive
Luigi Lobaccaro
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 304
Nel corso della sua storia il concetto di schizofrenia ha assunto infiniti volti, definizioni, trasposizioni. Mondo altro, territorio sconosciuto, oggetto indescrivibile: sono solo alcuni dei termini che ricorrono nella letteratura psichiatrica per descrivere le architetture di senso dei pazienti, spesso pensando di risolverne il mistero relegandolo al dominio dell’irrazionale e dell’incomprensibile. A partire dalla disciplina che sull’indagine del senso ha fondato la sua intera impresa, la semiotica, Ai confini del senso tenta di entrare nel mondo schizofrenico mostrando come il disturbo possa essere inquadrato attraverso l’idea di una radicale metamorfosi delle modalità di produrre significati, e non come una loro disgregazione. In questo viaggio tra manicomi e isolamenti, forme mostruose, parole inventate, poesie, suoni che divengono immagini e immagini che diventano cose, il libro indaga il senso che è stato sovente ignorato, costruendo margini di comprensibilità nell’incomprensibilità.
Pietro Porcinai e l'Italia della corsa al mare. Progetti di paesaggio per nuovi turismi
Viola Corbari
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 160
Il Secondo dopoguerra segna la massima diffusione degli insediamenti turistici sulle coste italiane, sospinta dal boom economico e dalla trasformazione della vacanza in rito collettivo. Questo fenomeno rivoluziona la concezione stessa della villeggiatura al mare, dando vita a luoghi immaginati come mondi autosufficienti, dove il turista può sperimentare una realtà alternativa al quotidiano urbano. Il libro propone uno sguardo su questa prolifica stagione di cambiamento attraverso l’esperienza di Pietro Porcinai, figura chiave del progetto di paesaggio in Italia, coinvolto nella realizzazione di complessi turistici in numerose località costiere della penisola. L’indagine si addentra in un terreno fertile, segnato da questioni intrinseche al fenomeno turistico, come il confronto con contesti ambientali di grande pregio, o la creazione di scenari capaci di coinvolgere emotivamente il villeggiante. Tali aspetti offrono l’occasione per interrogare il progetto di paesaggio attraverso categorie fondamentali – come ecologia ed estetica – che si rivelano sempre attuali nel loro complesso rapporto di apparente antitesi. Questo lavoro si propone quindi di guardare al turismo, attraverso l’esperienza di Pietro Porcinai, come possibile “cartina tornasole” sull’evoluzione del pensiero e del progetto sul paesaggio nella modernità in Italia.
Discipline filosofiche. Ediz. italiana e inglese. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 320
Indice: Roberto Brigati, Maririta Guerbo, "Premessa"; Philippe Descola, "Antropologia e filosofia: come simmetrizzare le ontologie?"; Mohamed Amer Meziane, "Decolonizzare l’invisibile? Prolegomeni a un’antropologia metafisica"; Carlo Severi, "Lo spazio antropologico del pensiero. Alcune ipotesi sulla relazione tra antropologia e filosofia"; Luigigiovanni Quarta, "Il riccio e la volpe. Alcune riflessioni sui rapporti tra antropologia e filosofia"; Filippo Batisti, Roberta Raffaetà, "Scienza sradicata. Filosofia e antropologia alla prova dell’ampliamento della cognizione alle piante"; Claude Imbert, "Sur le désarroi des après-guerres. Les philosophes ont douté de leur parole, l’ethnographie y a trouvé la sienne"; Frédéric Fruteau de Laclos, "Extension du domaine de la théorie. Quand la philosophie se confronte au terrain"; Paolo Pecere, "L’animismo oggi: un’ipotesi tra filosofia e antropologia"; Felice Cimatti, "Ontologie sudiste. La vita delle cose da Telesio (via Campanella) a Bruno"; Marco Piazza, "Montaigne e la coutume: una rivoluzione relativistica?"; Maririta Guerbo, "Rivedere i termini dell’alleanza. La filosofia dopo la svolta ontologica in antropologia, a partire da De Martino"; Piero Carreras, "Exceedance and E-duction. Remarks on Phenomenology and Cultural Anthropology"; Martino Simonetti, "La fenomenologia culturale applicata al caso melanesiano"; Giulia Gandolfi, "The Living and Its Norm: Is There an Anthropological Claim in Georges Canguilhem’s Biological Philosophy?"

