La Vita Felice
Alda Merini. Ridevamo come matte
Luisella Veroli
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2011
pagine: 160
La Maestra di poesia e la biografa. La poetessa candidata al Nobel e l'amica che le dà voce per farle raccontare, senza filtri, da donna a donna, la sua vita. Fitto di pensieri, insegnamenti, sentenze, storie d'amore, accompagnato da poesie inedite e da esilaranti dialoghi, "£idevamo come matte" è l'elaborazione del lutto di Luisella Vèroli per la perdita inaspettata della sua "Sirena dei Navigli". Solo dopo un anno l'autrice riesce a riaprire il baule dove ha conservato vecchie fotografie, librini fatti a mano, buffi regali che Alda Merini le ha donato negli anni e i manoscritti per il progettato "Reato di vita" continuato ed aggravato. Se in "Reato di vita. Autobiografia e poesia" si avvertiva la discrezione della biografa che cura i materiali restando in ombra, Luisella Vèroli, in questo secondo volume, recupera parole profonde e preziose testimonianze ma anche aneddoti divertenti, storielle umoristiche, battute sarcastiche. "Ridevamo come matte" racconta di due donne che ironizzano su se stesse e su chi si prende troppo sul serio. Luisella ci fa gustare una Merini che si diverte mentre trasforma episodi di vita in letteratura, fantasmi in personaggi inoffensivi e ci rende partecipi delle prove che ha dovuto superare per trasmettere fedelmente lo spirito vitale di quella che fu per lei maestra di scrittura, di vita e di autoironia.
Reato di vita. Autobiografia e poesia
Alda Merini
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2010
pagine: 160
Nel dilagare di un potere economico che livella la cultura in uniforme palude, due donne osano "darsi alla macchia". Alda Merini, la voce poetica più profonda del secondo Novecento, detta a Luisella Veroli informazioni in libertà sul suo reato, reato di vita. Troverà complicità. Oltre all'autobiografia, questo libro contiene la raccolta "Poesie da camera d'albergo" e una serie di lezioni di poetica durnante le quali Alda Merini legge e commenta alcune tra le sue liriche più amate.
Sull'amicizia. Testo francese a fronte
Michel de Montaigne
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2008
pagine: 60
La grande imitatrice. Sifilide e questione femminile
Anna Maria Mozzoni, Giuseppe Mazzini, Josephine Butler, Mario Jessie White, Agostino Bertani
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2019
pagine: 167
Anche quando della sifilide si ignorava quasi tutto, almeno due cose erano chiare: infliggeva al corpo danni simili a quelli della lebbra; la sua trasmissione aveva a che fare con il contatto sessuale. Con il diffondersi della paura si cerca sempre qualcuno su cui sfogarla. E non si tardò a trovarlo nell’anello debole della catena sociale: la donna, e soprattutto la prostituta. Le implicazioni non solo sanitarie della sifilide divennero sempre più evidenti, ma fu nell’Ottocento che la sua valenza sociale acquistò rilievo e si presero provvedimenti di sorveglianza igienica e regolamentazione della prostituzione le cui conseguenze in Italia sarebbero durate un secolo: dal Regolamento Cavour (1860) alla legge Merlin (1958). Gli scritti di questo volume fotografano un momento storico in cui i riflettori sono puntati sulle donne e sui primi tentativi di affermare i loro diritti. Gli autori, legati da amicizia e condivisione di ideali civili, sono tra le voci più autorevoli dell’Ottocento. Anna Maria Mozzoni, nei due scritti "Sul regolamento sanitario della prostituzione" e "Alla signora Giuseppina Butler", dialoga con la collega Butler sugli effetti del controllo statale del meretricio e sulla condizione femminile. Giuseppe Mazzini, nella lettera "L’uguaglianza è libertà" incoraggia le donne a lottare per l’abrogazione delle leggi che proteggono il vizio, mentre Josephine Butler è "Una voce nel deserto" che invita le compagne ad alzare la testa e a ribellarsi. Le fa eco Jessie White Mario, denunciando ne "La prostituzione" un sistema coercitivo e ipocrita che trova nelle donne il capro espiatorio della sua inettitudine. Chiude il volume "La prostituzione patentata e il regolamento sanitario", la lettera aperta ad Agostino Depretis in cui Agostino Bertani sferra un duro attacco al governo e al ministro che «fa da cassiere ai lupanari».
Vibrio. Il viaggio del colera verso l'Europa e il caso di metà Ottocento
Giacomo Tommasini, Friedrich Engels, John Snow
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2016
pagine: 160
Nelle pagine di questo volume tre saggi e tre autori molto diversi propongono al lettore un viaggio lungo le rotte del colera: dalle sue radici indiane all'Inghilterra vittoriana di metà Ottocento, avendo come epicentro le grandi città inglesi che stavano vivendo una crescita intensissima e caotica sotto l'impulso dell'industrializzazione. A Giacomo Tommasini è affidato il racconto dell'origine e della prima diffusione della malattia. Il suo Propagazione del "Cholera-Morbus" dal centro dell'Asia sin quasi al mezzodì dell'Europa (1833) traccia in modo chiaro e sintetico le direttrici lungo le quali si mosse il "morbo asiatico". Negli anni Trenta dell'Ottocento il colera raggiunse l'Inghilterra, dov'è ambientato il saggio di Friedrich Engels, Le grandi città (1845), un'analisi lucida e dettagliata delle condizioni di vita della classe operaia e dell'ambiente in cui visse e condusse le sue ricerche John Snow, l'autore della Fonte maledetta: il colera a Londra (1855), che chiude il volume. I dati raccolti nel corso di rigorose indagini svolte soprattutto durante l'epidemia di colera del 1854 gli permisero di capire molte cose sulla malattia, sulla sua modalità di trasmissione e sul ruolo dell' acqua nella diffusione del suo ancora misterioso agente patogeno. La storia e il progresso della microbiologia gli avrebbero dato ragione, ma all'epoca il risultare dei suoi studi, in contrasto con la dominante teoria dei miasmi, fu accolto con freddezza dal mondo scientifico.
La divina droga. Chinino e lotta alla malaria in Italia all'alba del Novecento
Giustino Fortunato, Francesco S. Nitti
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2015
pagine: 112
Giustino Fortunato non faceva uso di perifrasi quando dichiarava: "Non intende un'acca di tutta la storia del Mezzogiorno chi per poco prescinde dalla malaria" e Francesco Saverio Nitti dava prova di altrettanta schiettezza nell'affermare: "La malaria [...] è la base di tutta la vita sociale; essa delimita i rapporti di produzione e di distribuzione della ricchezza più che qualsiasi altra causa". In Italia, alla fine dell'Ottocento, il flagello della malaria infieriva su un terzo del territorio e mieteva migliaia di vittime ogni anno, rendendo molto difficili le attività economiche e i rapporti sociali. La situazione era particolarmente critica al Centro e al Sud, stanti la presenza del latifondo e un'accentuata arretratezza. Mentre brillanti scienziati scoprivano le vere cause del morbo, nelle aule parlamentari del Regno d'Italia ferveva il dibattito sui modi di arginarne la diffusione. Ne nacque un'efficace legislazione che, nel giro di alcuni anni e grazie anche alla somministrazione gratuita del chinino (la "divina droga"), impresse una svolta positiva agli eventi e portò a un progressivo miglioramento della situazione. Le pagine di Fortunato e Nitti riprodotte in questo volume non solo ci restituiscono un tassello di storia del nostro Paese, ma ci fanno riscoprire la bellezza e la vivacità del pensiero di due menti illuminate e la generosità di chi volle mettere le proprie risorse di tempo e denaro al servizio della lotta alla malaria.
Lettera sulla felicità. Massime capitali. Testo greco a fronte
Epicuro
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2010
pagine: 61
Che cos'è la felicità? In una "Lettera sulla felicità" a Meneceo Epicuro sostiene che non c'è età per conoscere la felicità: non si è mai né troppo vecchi né troppo giovani per occuparsi del benessere dell'anima. Nella sua vita naturale l'uomo allontana da sé il dolore sia fisico che psichico e l'assenza di queste due cause porta al raggiungimento della felicità. Ma non è sufficiente: Epicuro sostiene che si deve provare piacere e quindi classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie: i piaceri naturali e necessari; i piaceri naturali ma non del tutto necessari; i piaceri del tutto accessori. L'uomo ha anche delle necessità sovra-strutturate come l'ambizione a migliorarsi, a crescere intellettualmente, a primeggiare sugli altri. Per raggiungere questi obiettivi mette in campo tutta la sua passione e la sua anima e quando raggiunge l'obiettivo trova un appagamento di felicità proprio dell'intelletto. In questa breve lettera, Epicuro ci insegna cosa serve per essere felici, e cosa invece ostacola il raggiungimento della felicità.

