Cesati
Una semiotica dell'etnicità. Nuove segnalature per la scrittura italiano-americana
Anthony Julian Tamburri
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2010
pagine: 175
Un'immensa molteplicità di lingue e stili. Studi sulla fine dell'italiano letterario della tradizione
Riccardo Tesi
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 278
An etymological dictionary for reading Dante's «La vita nuova»
Osamu Fukushima
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 234
Scriver la vita. Lingua e stile nell'autobiografia italiana del Settecento
Lorenzo Tomasin
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 345
Tradizione & innovazione. Atti del 6° Convegno del Silfi (Duisburg, 28 giugno-2 luglio 2000)
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 436
Oriente e Occidente nel Rinascimento. Atti del Convegno internazionale (Chianciano Terme-Pienza, 16-19 luglio 2007)
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 929
Realtà illusoria e illusione vera. Le fiabe teatrali di Carlo Gozzi
Susanne Winter
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 300
Nel Settecento Venezia non fu solamente la città del teatro per eccellenza ma anche il centro dell'acceso dibattito sul teatro. La cosiddetta controversia fra i protagonisti della vita teatrale veneziana, Carlo Goldoni e Carlo Gozzi, viene spesso presentata nelle storie della letteratura e del teatro nella forma riduttiva di una semplice e ricorrente polemica. Mentre Goldoni e la sua riforma teatrale trovano un consenso critico pressoché unanime, prevale nei confronti di Gozzi un giudizio negativo: Gozzi, il reazionario difensore ad oltranza della Commedia dell'arte contro Goldoni portavoce del rinnovamento teatrale. Questo saggio si propone di abbattere tali pregiudizi e di vedere nelle "Fiabe teatrali" di Gozzi un effettivo controprogetto in relazione alle commedie di Goldoni e al teatro illuminista. L'originalità della fiaba teatrale e la modernità della concezione del teatro gozziano spiccano decisamente sullo sfondo del contesto teatrale italiano del Settecento. In una specie di ars combinatoria le "Fiabe teatrali" portano in scena la problematica della conoscenza della realtà e della distinzione tra conoscenza vera e presunta, mettendo in discussione il principio di razionalità. Non meraviglia pertanto che proprio Carlo Gozzi sia diventato un punto di riferimento nella ri-teatralizzazione del teatro nell'Ottocento e nel Novecento.
An etymological dictionary for reading Dante's «De vulgari eloquentia»
Osamu Fukushima
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 422
Polemiche novecentesche, tra letteratura e musica: romanzo, melodramma, prosa d'arte
Linda Pennings
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 121
Esiste il romanzo in Italia? Come definire la prosa d'arte? Il melodramma è la musica italiana per eccellenza? Servono ancora i generi artistici? Sono solo alcuni dei numerosi quesiti dibattuti negli ambienti letterari e musicali del Novecento italiano. Le polemiche artistiche entrano a far parte della memoria collettiva, sono i nodi della complessa rete di vicende culturali, che continuano a tornare alla ribalta sotto aspetti sempre diversi. Nei sei saggi raccolti in questo volume si indagano, da una varietà di prospettive, diverse polemiche incentrate sui generi letterari e musicali, con lo scopo di ricostruirne temi, sviluppi, personaggi. Ne emerge un panorama sfaccettato, in cui i dibattiti sui generi, come i generi stessi, si rivelano sempre cangianti, ambigui, pluridimensionali.
Per un'epica del quotidiano. La frontiera in «Danubio» di Claudio Magris
Natalie Dupré
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 208
Magris scopre Trieste, la sua città natia, solo durante gli anni di studio a Torino; è stata proprio quell'assenza dei luoghi che avevano marcato la sua infanzia, a generare in lui un vago senso di nostalgia che ha proiettato il suo sguardo verso un altrove imprecisabile. Come afferma lo stesso autore in "Utopia e disincanto", senza l'esperienza della frontiera non sarebbero nati molti dei suoi libri. Questo studio si propone di analizzare non solo il concetto di frontiera in uno dei maggiori esponenti della letteratura triestina contemporanea, ma anche le modalità con cui si manifesta e i costituenti sistemici che l'esperienza della frontiera irrora ed irraggia nel testo. A questa concreta realtà di frontiera si ricollegano un più generale senso di mancanza di confini e il conseguente desiderio di circoscrizioni chiare. "Danubio" è retto proprio dalla tensione tra l'urgenza dell'autocircoscrizione, dell'individualità, da un lato, e il desiderio di trascendere i limiti del proprio Io dall'altro. Alla "frontiera" di Magris la critica ha già dato ampio rilievo, soffermandosi soprattutto sull'esperienza delle frontiere triestine nel corso dei decenni; questo studio vuole invece riflettere particolarmente sulle implicazioni semantiche che ne derivano.

