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Libri di Natalie Dupré

«Da te lontano». Incursioni critiche nell'immaginario transnazionale di Giuliana Morandini

«Da te lontano». Incursioni critiche nell'immaginario transnazionale di Giuliana Morandini

Libro: Libro in brossura

editore: Interlinea

anno edizione: 2024

pagine: 248

Scrittrice, studiosa e critica teatrale, Giuliana Morandini è stata tra le voci europee più significative del Novecento italiano. A cinque anni dalla sua scomparsa, questo volume collettaneo propone un affascinante viaggio nel suo immaginario transnazionale attraverso una selezione di studi accademici, recensioni e saggi, editi e inediti realizzati per l’occasione. I saggi inclusi sono scritti da autori provenienti da diversi contesti culturali, contribuendo a un approccio che riflette la stessa dimensione transnazionale e multilingue dell’opera dell’autrice. Arricchito dai ricordi di Massimo Cacciari e Renato Barilli, questo omaggio approfondito e ricco di prospettive abbraccia l’intero spettro dell’eredità letteraria e intellettuale dell’autrice, dalle testimonianze dal manicomio femminile alla narrativa che indaga le ragioni dell’identità. Attraverso questa panoramica critica, il volume intende onorare la memoria di Giuliana Morandini, offrendo al lettore un’ulteriore occasione di confronto per esplorare gli intrecci di lingua e cultura presenti nella sua opera.
20,00

Per un'epica del quotidiano. La frontiera in «Danubio» di Claudio Magris

Per un'epica del quotidiano. La frontiera in «Danubio» di Claudio Magris

Natalie Dupré

Libro

editore: Cesati

anno edizione: 2009

pagine: 208

Magris scopre Trieste, la sua città natia, solo durante gli anni di studio a Torino; è stata proprio quell'assenza dei luoghi che avevano marcato la sua infanzia, a generare in lui un vago senso di nostalgia che ha proiettato il suo sguardo verso un altrove imprecisabile. Come afferma lo stesso autore in "Utopia e disincanto", senza l'esperienza della frontiera non sarebbero nati molti dei suoi libri. Questo studio si propone di analizzare non solo il concetto di frontiera in uno dei maggiori esponenti della letteratura triestina contemporanea, ma anche le modalità con cui si manifesta e i costituenti sistemici che l'esperienza della frontiera irrora ed irraggia nel testo. A questa concreta realtà di frontiera si ricollegano un più generale senso di mancanza di confini e il conseguente desiderio di circoscrizioni chiare. "Danubio" è retto proprio dalla tensione tra l'urgenza dell'autocircoscrizione, dell'individualità, da un lato, e il desiderio di trascendere i limiti del proprio Io dall'altro. Alla "frontiera" di Magris la critica ha già dato ampio rilievo, soffermandosi soprattutto sull'esperienza delle frontiere triestine nel corso dei decenni; questo studio vuole invece riflettere particolarmente sulle implicazioni semantiche che ne derivano.
28,00

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