Aragno
La balena di ghiaccio. Poesie 1955-1999
Basilio Reale
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2000
pagine: 164
Dell'incertitudine e della vanità delle scienze
Cornelio Enrico Agrippa
Libro: Copertina morbida
editore: Aragno
anno edizione: 2000
pagine: 594
Nel rinnovato fervore di studi sul primo Rinascimento è oggetto di particolare attenzione l'interesse che tra il Quattrocento e il Cinquecento si accentuò per le indagini naturalistiche e le "scienze esatte" in coincidenza con la progrediente cognizione delle grandi correnti filosofiche dell'antichità e delle metodiche sperimentali d'ispirazione pitagorica e platonica. In questo periodo si distinse un medico di Colonia, Cornelio Agrippa di Nettesheim, componendo "De incertitudine ac vanitate scientiarum declamatio invectiva", seguita da una Apologia, l'una e l'altra notevoli per la vasta erudizione umanistica oltre che per l'esperienza fisiologica e per I'ispirazione tratta da grandi pensatori laici e religiosi del Quattrocento.
Preistoria dell'italiano. Osservazione sul movimento romantico milanese (1816-21)
Giulio Bollati
Libro
editore: Aragno
Se è vero che è necessario leggere l'Italiano del 1972, cioè il capolavoro di Giulio Bollati, per riappropriarsi di una coscienza civile perduta, di un tormento etico che riguarda il concetto di Italia come nazione che ha smarrito la bussola e il proprio posto nel mondo in mezzo alle molteplici sfide della modernità industriale, bisogna riprendere in mano anche queste pagine giovanili che tracciano un filo sotterraneo tra l'Ottocento romantico italiano e le colpe degli intellettuali novecenteschi. Nei confronti delle masse tradite e imbrogliate, escluse dalla Storia, mentre viene raccontato loro di esserne finalmente protagoniste. Un'indagine, iniziale, embrionale, dunque, ma coraggiosa. Nel segno di un radicale oppositore dei compromessi più ipocriti e delle mistificazioni nazionalistiche, Leopardi, vero eroe del giovane Bollati (controfigura favorita, alter-ego dell'intera vita). In fondo, Giulio Bollati, noto per il suo carattere diplomatico, per le sue doti di dirigente editoriale accortissimo, si rivela qui oppositore radicale a sua volta di un mondo che spera di modificare, in senso più egualitario e "giusto". Con furore e sapienza, con visione e coscienza costante del garbuglio del reale e delle menzogne che lo compongono. Dalla "Preistoria della Modernità", diremmo, fino alle apocalissi quotidiane del suo impero finalmente realizzato.
Usanze d'oggi
Aldo Palazzeschi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2023
Poeta e scrittore, "acrobata" del verso libero teorizzato da Filippo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi contribuisce al movimento futurista con il manifesto Il controdolore (qui riproposto in appendice), la raccolta poetica L'incendiario e il romanzo Il codice di Perelà. Le veneri dell'iconoclastia di matrice futurista, seppur in forma mitigata, segneranno pressoché tutte le opere del fiorentino, inclusi gli scritti qui raccolti che, fra l'articolo di costume e il bozzetto aneddotico, confermano l'immagine - tramandataci dalle storie letterarie - di un Palazzeschi attento osservatore della vita di tutti i giorni, con la sua consueta dose di leggerezza mista a umana comprensione.
Cose chiuse fuori
Marco Giovenale
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2023
Un mondo fantasmale, i cui abitanti - fantasmi - si condensano reattivamente in oggetti, dove la physis è psiche, e ci balza incontro. Una sezione geologica di nostro - di ognuno, di tutti, di chi scrive - passato che sembra reinventare una forma di cinema nel senso primario di narrazione per luci e ombre, con luci e ombre trattate in un cut up, come se fossimo all'inizio dell'uso del mezzo, in un territorio di sperimentazione, anch'essa, primaria. E la parola narrazione non stoni, ma sia anzi intesa nel senso più vasto, dilatato e sfrangiato possibile: come sinonimo di allucinazione. Già autore in questa stessa collana di Maniera nera, uscito nel 2015, qui Marco Giovenale riparte da testi precedenti e li riassembla, e nel farlo, li riscrive attraverso il loro posizionamento, e il posizionamento, attraverso la scrittura, dei corpi nel tempospazio. Non è un segreto che Giovenale sia in realtà più autori in uno, e qui forse uno di questa moltitudine interiore giunge a fine e compimento: lo stesso autore di Shelter (Donzelli 2010), che qui mette in campo una partita con sé stesso. Ciò che era protetto, racchiuso, separato, ora è sparso e all'aperto, irrimediabilmente senza dimora, se tutto è all'esterno, e da questo esterno si irraggia e irradia, si dilania. Con un sentimento di riverbero che resta con chi legge, se il colore che viene dopo il nero, o che si oppone al nero, non è in realtà il bianco della pura assenza, ma il grigio cenere di ciò che ostinatamente resta, rimane, non si perde nella perdita non muore nella morte.

