Adelphi
Kabloona. L'uomo bianco
Gontran de Poncins
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 332
Nel 1938 un visconte francese avventuroso e un po’ avventuriero, sempre alla ricerca di un senso da dare alla vita, decide di partire per l’estremo Nord, al di là del Canada, dove vivono le popolazioni più «primitive». Nel racconto di questa esperienza – una lenta e progressiva acclimatazione, in ogni senso, al nuovo mondo – tutto incanta fin dal primo istante: le durissime prove di resistenza, l’asprezza degli elementi, descritti con una vivacità e un’immediatezza fuori del comune, ma sopra ogni altra cosa l’incontro con gli Inuit, i più arcaici abitanti dell’Artico. Dapprima irrigidito nella sua supremazia di Kabloona, «uomo bianco» – si spingerà a dire che gli Inuit «non pensano», il che secondo i nostri angusti canoni potrebbe sembrare vero –, Gontran de Poncins finirà per imparare molto da queste genti, che non si pongono affatto il problema di dare un senso alla vita, come scopriremo in pagine profonde, spiazzanti, educative nel senso più alto della parola. E nell’ora sofferta del ritorno, si renderà conto, inaspettatamente, di essere diventato uno di loro. Il suo cuore rimarrà lì, come quello di noi lettori, illuminati da un’avventura che, superando ogni distanza, riesce a farci entrare nell’anima di un popolo e di un tempo che non potranno essere più.
La strega
Shirley Jackson
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 66
Tre dei racconti qui riuniti hanno come protagoniste quelle creaturine infide, pericolose, enigmatiche che Shirley Jackson conosceva molto bene per aver cresciuto quattro «demoni», come chiamava – scherzosamente ma non troppo – i figli. Un bambino che, viaggiando in treno, vede streghe ovunque, e non è detto che non abbia ragione. Una ragazza che, sotto gli occhi di un presunto adulto un po’ alticcio, sfoggia un sapere e una saggezza apocalittici, mentre nella stanza accanto gli invitati a una festa sproloquiano sul futuro del mondo: «Non credo proprio che abbia molto futuro,» sentenzia con placido e inquietante distacco «almeno per com’è adesso ... Se quando lei era giovane la gente si fosse spaventata davvero, oggi non saremmo messi così male». E uno scolaretto che ne combina di tutti i colori, forse invisibile ma non per questo assente, come diceva sant’Agostino dei defunti, benché il marmocchio in questione sia vivo e vegeto. Tre boîtes à surprise con le quali Shirley Jackson suscita, a partire dal candore arcano dei ragazzi, sorrisi e brividi glaciali in egual misura. Senza rinunciare a condurci, al seguito di una donna che deve farsi estrarre un molare, nel suo territorio d’elezione: quella zona d’ombra ai confini della follia dove le cose note perdono i loro connotati familiari e appaiono estranee e perturbanti, dove un luciferino sconosciuto, materializzatosi dal nulla al nostro fianco, può prenderci per mano e, in un battito di ciglia, portarci a correre sulla sabbia calda, mentre le onde «tintinnano come campanelli sulla spiaggia» e «i flauti suonano tutta la notte».
I lupi di Willoughby Chase
Joan Aiken
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 191
Tra gli innumerevoli mondi immaginari creati da Joan Aiken, c’è un’Inghilterra dove la Gloriosa rivoluzione non è mai avvenuta. Un’Inghilterra infestata dai lupi, giunti oltremanica dalle gelide piane dell’Europa e della Russia attraverso il tunnel sottomarino che unisce Dover a Calais e che è stato inaugurato intorno al 1830, durante il regno di Giacomo III. Qui, nella sontuosa dimora di Willoughby Chase, una bambina di nome Bonnie Green – riccioli neri e carattere indomito – attende con impazienza l’arrivo dell’angelica e delicata cugina Sylvia. Sir Willoughby e Lady Sophia sono in partenza per un lungo viaggio e le bambine verranno affidate alle cure di Miss Slighcarp, un’arcigna governante mossa da intenti non proprio limpidi. Osteggiate da temibili antagonisti, forti solo dell’affetto che le unisce e delle inaspettate risorse di coraggio e intraprendenza che sapranno trovare in sé, Bonnie e Sylvia dovranno affrontare un’incredibile serie di prove insidiose prima di sventare brillantemente un diabolico piano ordito ai danni della loro famiglia. Età di lettura: da 9 anni.
Le radici del romanticismo
Isaiah Berlin
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 240
Pochi filosofi o storici della cultura novecenteschi hanno saputo restituire la quintessenza del Romanticismo come Isaiah Berlin; e nessuno scritto più di queste memorabili Mellon Lectures può rappresentare, di quell’accurato lavoro di filologia dello spirito, la sintesi definitiva. In sei sequenze di luminosità tagliente, Berlin spazza via con gesto deciso e perentorio i luoghi comuni che ancora gravavano su quella che egli considera la più grande rivoluzione cognitiva dell’Occidente moderno. Berlin ci rivela ad esempio che l’attacco ai Lumi è già implicito negli stessi Lumi, grazie a figure come Vauvenargues (col suo pessimismo nichilista), Montesquieu (col suo esasperato relativismo antropologico) o Hume (col tarlo scettico che rode dall’interno il grande edificio empirista). Non solo: oltre a gettar luce su figure misconosciute eppure decisive come Hamann – il cui vitalismo mistico sfocia nell’idea che Dio non sia né un geometra né un matematico ma un poeta –, Berlin delinea il Romanticismo «moderato» di Kant, Schiller e Fichte, contrapponendolo a quello «senza freni» di Schelling, della Lucinde di Schlegel, delle poesie di Tieck e dei racconti di Hoffmann. E, per finire, addita le ramificazioni «politiche» del Romanticismo nel nostro secolo, da quelle aberranti (sfociate nel fascismo) a quelle più autentiche (prodromi di un compiuto liberalismo).
Invocazione all'Orsa maggiore. Testo originale a fronte
Ingeborg Bachmann
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 362
Nell’agosto 1956, in vista della pubblicazione di questa raccolta poetica, destinata a diventare celebre, Ingeborg Bachmann scriveva al redattore che si stava occupando del volume: «Sarei grata se nel risvolto non si desse la possibilità ai critici di “inchiodarmi” a un’interpretazione anticipata o simili». Le preoccupazioni dell’autrice non erano infondate, e difatti non mancò chi cercò di ricondurre Invocazione all’Orsa Maggiore agli schemi della critica letteraria dell’epoca. Tentativi peregrini, perché davvero nessuna categoria poteva attagliarsi alla poesia di quella giovane austriaca che già con la precedente raccolta si era imposta, nelle parole dello «Spiegel», come «la più importante poetessa tedesca del dopoguerra». Una poesia multiforme, cangiante, dove classico e moderno si fondono in versi ora audaci e spigolosi ora di chiara musicalità, e lo sguardo della Bachmann si mostra attento a cogliere la violenza della realtà e il dolore, in particolare nei paesaggi italiani, luminosi e arcaici, feriti e vitali, lontanissimi dai cliché della tradizione classico-romantica: «Nel mio paese primogenito, nel sud / mi assalì la vipera / e nella luce l’orrore». Un dolore che dev’essere accettato, reso concreto, se vogliamo superare i confini che ci vengono imposti e tendere all’impossibile, all’irraggiungibile, «sia esso l’amore, la libertà o qualsiasi entità pura». Se vogliamo diventare vedenti, sensibili al vero, il che implica smascherare le parole della frode, gli abusi di cui sono portatrici, affidandoci al linguaggio salvifico della poesia: «Vieni, grazia di suono e di fiato, / fortifica questa bocca, / quando la sua debolezza / ci atterrisce e frena. // Vieni e non ti negare, / poiché noi siamo in lotta con tanto male».
I viaggi, la morte
Carlo Emilio Gadda
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 432
Presentando nel 1958 gli scritti che compongono "I viaggi la morte", Gadda suggeriva che, in luogo del comune «saggi», sarebbe forse stato preferibile per definirli il francese entretiens, ‘conversazioni’. Con questa discreta indicazione l’ormai celebre autore del Pasticciaccio rivendicava l’estraneità del libro alla «nostra coltura solidificata», e insieme ammantava di rassicurante affabilità la sua vera natura e la missione di cui era investito. Che era quella – come confidava a Livio Garzanti – di delineare il «panorama général» della sua «sindrome», abbracciando un’intera vita e tutta la gamma dei suoi interessi: di consegnare insomma ai nuovi fan una bussola per orientarsi nella più vertiginosa officina del Novecento e comprenderne le leggi. Leggi radicate in una riflessione filosofica che impone la demolizione del mito dello scrittore come vate o profeta, «bambolotto della credulità tolemaica», mentre l’io rappresentatore è un «groppo, o nodo, o groviglio, di rapporti fisici e metafisici» e solo dalla «tensione polare» con la cosa rappresentata nasce l’atto espressivo; e che nella maccheronea o «tumescenza barocca» individua un’arma letale, capace di annientare vaniloquio e falsità, enfasi e «teatrati atteggiamenti», nonché di contrastare l’«uso-Cesira», la lingua piccolo-borghese, «piccoletto grembiule casalingo da rigovernare le stoviglie». Se dunque Gadda, «bracconiere di frodo», fa razzia di varianti lessicali e ortoepiche, se ricorre al frasario gergale dei pratici e ai dialetti – da quello irresistibilmente sincopato e monosillabico dell’industre Milano alla parlata di Roma, «città mondo» – è nel nome di un’esigenza etica e gnoseologica: riscattare la lingua «dall’ossessione della frode» e ricreare la «magìa della verità».
L'arte del romanzo
Milan Kundera
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 168
In sette testi relativamente indipendenti ma collegati come altrettante tappe di un unico saggio, Kundera ci parla di quella creatura singolare, imprevedibile, grandiosa e delicata che è il romanzo europeo («arte nata come eco della risata di Dio»). Il suo discorso scavalca con sicurezza ogni pretesa di rigido inquadramento teorico e si dedica invece a un’analisi amorosa di ciò che il romanzo, creatura polimorfa, diventa nelle mani di scrittori così diversi come Kafka e Cervantes, Broch e Tolstoj, Gombrowicz e Flaubert, Diderot e Musil, Rabelais e Sterne – e infine Kundera: perché qui si troveranno i due testi dove ha detto l’essenziale per chi vuole accedere al segreto dei suoi stessi romanzi.
Qualcosa di infantile ma di molto naturale. Tutti i racconti
Katherine Mansfield
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 889
«Leggere, o rileggere dopo molti anni e molti libri, questi racconti, dà una sensazione di letizia dolorosa, la felicità severa di incontrare qualcuno che scriveva avendo in mente una sorta di perfezione, una scrittura elusiva ed impossibile, una letteratura esigente, rigorosa, spietata; e con quella idea della letteratura scriveva pagine di una lievità, una illusionistica inconsistenza, tra essere, alludere, cessare di essere; pagine che non vogliono voce per essere lette, ma non più di un sussurro interiore, una parlata di ombre, un chiacchierio di pure immagini che hanno rinunciato al corpo, ma non a quella lancinante illusione che è l’esistere, il consistere in una instabile e rapinosa corrente di oggetti, cose, calore, acqua, fiori, ricordi, errori, amori e disamori». (Giorgio Manganelli)
La brigata dei bastardi. La vera storia degli scienziati e delle spie che sabotarono la bomba atomica nazista
Sam Kean
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 492
Solo in certe narrazioni ucronico-distopiche la seconda guerra mondiale viene vinta dalle forze dell’Asse. Ma forse, se la Germania e i suoi alleati fossero giunti a disporre della bomba atomica, l’esito sarebbe stato proprio questo. Non a caso, gli Stati Uniti considerarono un simile scenario tanto realistico da prestarvi un’attenzione quasi ossessiva, e si spinsero a indagare gli sviluppi del nucleare tedesco con una specifica missione, l’Operazione Alsos. Di tale missione Sam Kean ricostruisce il contesto strategico e scientifico ed evoca con vividezza il team che la guidava: una «brigata» eterogenea e intraprendente composta da militari, scienziati geniali e professionisti vari con il mandato di carpire informazioni e ostacolare i progressi dell’arma nucleare tedesca, ricorrendo perfino a mezzi estremi quali il sabotaggio e l’omicidio. Emerge così una galleria di figure memorabili ed eroiche: dall’ex giocatore di baseball Moe Berg, poliglotta impiegato in alcune delle azioni più delicate, al fisico olandese Samuel Goudsmit, ai coniugi Irène e Frédéric Joliot-Curie, vincitori del Nobel nel 1935. Fra storia della fisica e spy story, Kean ci offre il suo libro più serrato e avvincente – al punto che, per lunghi tratti, rischiamo di dimenticare la drammatica realtà storica che contribuisce a decifrare.
Maniac
Benjamín Labatut
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 361
Quando alla fine della seconda guerra mondiale John von Neumann concepisce il maniac – un calcolatore universale che doveva, nelle intenzioni del suo creatore, «afferrare la scienza alla gola scatenando un potere di calcolo illimitato» –, sono in pochi a rendersi conto che il mondo sta per cambiare per sempre. Perché quel congegno rivoluzionario – parto di una mente ordinatrice a un tempo cinica e visionaria, infantile e «inesorabilmente logica» – non solo schiude dinanzi al genere umano le sterminate praterie dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, ma lo conduce sull’orlo dell’estinzione, liberando i fantasmi della guerra termonucleare. Che «nell’anima della fisica» si fosse annidato un demone lo aveva del resto già intuito Paul Ehrenfest, sin dalla scoperta della realtà quantistica e delle nuove leggi che governavano l’atomo, prima di darsi tragicamente la morte. Sono sogni grandiosi e insieme incubi tremendi, quelli scaturiti dal genio di von Neumann, dentro i quali Labatut ci sprofonda, lasciando la parola a un coro di voci: delle grandi menti matematiche del tempo, ma anche di familiari e amici che furono testimoni della sua inarrestabile ascesa. Ci ritroveremo a Los Alamos, nel quartier generale di Oppenheimer, fra i «marziani ungheresi» che costruirono la prima bomba atomica; e ancora a Princeton, nelle stanze dove vennero gettate le basi delle tecnologie digitali che oggi plasmano la nostra vita. Infine, assisteremo ipnotizzati alla sconfitta del campione mondiale di go, Lee Sedol, che soccombe di fronte allo strapotere della nuova divinità di Google, AlphaGo. Una divinità ancora ibrida e capricciosa, che sbaglia, delira, agisce per pura ispirazione – a cui altre seguiranno, sempre più potenti, sempre più terrificanti. Con questo nuovo libro, che prosegue idealmente “Quando abbiamo smesso di capire il mondo”, Labatut si conferma uno straordinario tessitore di storie, capace di trascinare il lettore nei labirinti della scienza moderna, lasciandogli intravedere l’oscurità che la nutre.
La repubblica dell'immaginazione. Una vita e i suoi libri
Azar Nafisi
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 331
Celebre per il seminario clandestino nel quale, durante il governo degli ayatollah, insegnava alle sue migliori allieve dell’Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, ci parla del valore inestimabile della letteratura «in una società che sembra concedere tutte le libertà»: anche qui, infatti, ha bisogno di essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, quale vero antidoto alla «pigrizia dell’intelletto». L’interpretazione di tre classici – Huckleberry Finn, Babbitt e Il cuore è un cacciatore solitario –, intessuta, come in Leggere Lolita a Teheran, di frammenti autobiografici, trasmette così una visione della letteratura come rifugio e al tempo stesso come mezzo di eversione pubblica e privata. E come sogno, condiviso, nella Repubblica dell’immaginazione, da quei lettori che non conoscono frontiere o libri proibiti e che sanno apprezzare le parole di Francis Scott Fitzgerald: «Spingi la sedia sull’orlo del precipizio e ti racconterò una storia».
Al servizio di Sua Maestà. 007
Ian Fleming
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 277
Quando sulla strada per Royale-les-Eaux James Bond si vede sorpassare e seminare da una Lancia Flaminia Spider Vignale, ancora non sa che la donna al volante – Tracy, che di lì a ventiquattr’ore salverà prima al tavolo da gioco e poi dal tentativo di annegarsi – è destinata a diventare qualcosa di molto diverso da una delle tante Bond girl che abbiamo finora conosciuto. E non sa nemmeno che proprio grazie a lei – o meglio a suo padre, il Capu della mafia còrsa – riuscirà finalmente a mettersi sulle tracce del suo più iconico antagonista, Ernst Stavro Blofeld, il numero uno della spectre, volatilizzatosi dopo l’Operazione Thunderball. Per raggiungerlo, tuttavia, questa volta non basteranno le solite armi: Bond dovrà «interpretare il ruolo più difficile della sua carriera» – quello di Sir Hilary Bray, genealogista del College of Arms –, e sotto copertura penetrare nell’inaccessibile clinica diretta dal conte de Bleuville in vetta al Piz Gloria, nelle Alpi svizzere, dove dieci affascinanti ragazze inglesi sono sottoposte a un trattamento misterioso per la cura delle allergie. Tra mirabolanti inseguimenti sulla neve e sotterfugi per sgusciare nottetempo nella stanza di una delle pazienti, 007 scoprirà una realtà ben diversa: semplicemente, una minaccia mortale per il Regno Unito.

