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Crocetti: Poesia

Le più belle poesie di Emily Dickinson

Le più belle poesie di Emily Dickinson

Emily Dickinson

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 96

Harold Bloom ha scritto che “con l’eccezione di Shakespeare” Emily Dickinson dimostra più originalità cognitiva di qualsiasi altro poeta occidentale dopo Dante, e che i critici quasi sempre sottovalutano la sua sorprendente complessità intellettuale. Forse anche per questa complessità, quasi un prisma che moltiplica immagini, luci, sensi, la poetessa che dalla sua stanza ha inviato una “lettera al mondo” colma di verità distillate in solitudine, continua ad attirare ovunque “biografi, filologi, docenti, studiosi, traduttori, critici” (Vivian Lamarque). E soprattutto lettori, catturati e conquistati dall’enigma di Emily, “piccola come lo scricciolo” e vestita sempre di bianco. I suoi versi concisi, intensi e misteriosi ritraggono ciò che la circonda: animali, fiori, piante, voci di una poesia spesso definita oracolare. Da un isolato punto di osservazione lo sguardo acutissimo di Emily ha saputo individuare e ampliare i limiti dell’espressione e della comprensione, indicare nuovi significati, vedere oltre la vita. Ha saputo creare un linguaggio nuovo per suggerire sensi inediti, pause come improvvise deviazioni nel volo degli uccelli: forse indecifrabili, ma ipnotiche, libere.
7,00

Romanticismo illuminato. Testo originale a fronte

Romanticismo illuminato. Testo originale a fronte

Luis Garcia Montero

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 400

Nel suo volume Poesía (1980-2005) Luis García Montero scrive che l’intera opera poetica di un autore “è un tracciato di cammini e di frontiere” e che rileggere le proprie poesie scritte in un lungo arco di tempo “richiede un esercizio di memoria e di coscienza”. Da questo esercizio nasce l’antologia "Un romanticismo illuminato", con testi e titolo scelti dall’autore. Nello svolgersi degli anni, seguiamo le tappe di un itinerario esistenziale e poetico i cui temi ricorrenti sono l’amore e il privato sullo sfondo della vita quotidiana, soprattutto cittadina, colma di contatti umani e di riflessioni letterarie e politiche. La poesia di García Montero, infatti, “esplora la presenza dell’io” nel quotidiano e “guarda al viaggio esistenziale che muta” con il tempo “e trasforma la stessa realtà soggettiva” (Gabriele Morelli). E su tutta questa “poesia nuda, stringente” (Octavio Paz) si staglia la fede nel valore delle parole, portatrici di vita e “Più costanti dell’odio e l’avarizia,/ più forti del rancore e delle prigioni,/ più eroiche del sogno di un esercito,/ più flessibili del mare”.
20,00

Le più belle poesie di Dino Campana

Le più belle poesie di Dino Campana

Dino Campana

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 96

Nell’erranza e nel tormento, nella solitudine e nella follia che segnano tutta la sua vita, Dino Campana compone versi tra i più alti e disperati della letteratura italiana. È irta di ostacoli anche la strada che porta alla pubblicazione della sua raccolta, Canti Orfici, nata da una prima versione, Il più lungo giorno, che Campana consegna a Giovanni Papini nel dicembre 1913. Papini la passa per un parere ad Ardengo Soffici, che la smarrisce nel corso di un trasloco. Campana chiede più volte la restituzione del manoscritto, poi si rassegna: nel 1914 fugge sui monti vicino a Marradi e in qualche mese scrive i Canti Orfici. Grazie a una colletta, nell’agosto 1914 stampa il libro, che non è “una semplice ricostruzione, ma il ripensamento più intenso e originale del poeta di Marradi” (G. Cacho Millet), destinato a diventare un testo capitale della lirica del Novecento. Molti anni dopo, nel 1971, il manoscritto de Il più lungo giorno sarà ritrovato in un baule dalla figlia di Soffici, Valeria, e venduto all’asta nel 2004 per 213.000 euro.
7,00

Le più belle poesie di Edgar Lee Masters

Le più belle poesie di Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 96

Nella primavera 1914 l’avvocato Edgar Lee Masters riceve una visita della madre a Chicago. Con lei, come ricorderà tempo dopo, rievoca il passato “facendo rivivere personaggi ed eventi che avevo dimenticato... […] Dopo averla accompagnata al treno […] tornai a casa stranamente soprappensiero. […] Andai nella mia stanza e scrissi subito La collina e due o tre dei ritratti dell’Antologia di Spoon River”. Nasce così quest’opera corale, perfetta miscela di narrativa e lirica, nuova nella forma e senza tempo nell’essenza, a cui ancora oggi è legata la fama internazionale di Masters. I protagonisti sono i morti di un immaginario villaggio dell’Illinois, voci che ancora “continuano ad avvincere il lettore” (Daniele Piccini) per la straziante sincerità con cui rileggono le loro vite e rivelano amori, tradimenti, fallimenti, corruzione, ingiustizie, pregiudizi e debolezze umane e, dall’oltre dove ora sono, sembrano finalmente comprendere il senso dell’esistenza.
7,00

Le più belle poesie di Ghiannis Ritsos

Le più belle poesie di Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 96

“Nulla dies sine linea”: nessun giorno senza aver scritto almeno un verso. A questo motto Ghiannis Ritsos sembra aver improntato l’intera sua vita. Perfino nei dieci anni trascorsi in carcere, al confino o nei campi di prigionia delle isole-lager come Makrònissos, Ghiaros, Aghios-Efstratios, Ikarià, Leros. È così che è riuscito a mettere insieme e a pubblicare 150 raccolte di poesia, senza contarne altre cinquanta da lui volontariamente distrutte. Una produzione sterminata, decine di migliaia di versi, che testimoniano una dedizione totale, assoluta alla poesia. […] Il quaderno, il taccuino, una busta, perfino il retro del pacchetto di sigarette, arabescati dalla sua scrittura da calligrafo, sono la tela infinita del disegno prodigioso che nello scheggiato frammentarsi del canto persegue un tema armonioso e compatto: la vita e la dignità dell’uomo. La sua smisurata produzione, essenzialmente di natura lirica, è un’appassionata affermazione di speranza, un ardente atto di fede nel potere di riscatto e di immortalità della poesia. (Nicola Crocetti)
7,00

La vera apologia di Socrate. Il monologo di Momo

La vera apologia di Socrate. Il monologo di Momo

Kostas Varnalis

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 168

Il discorso pronunciato da Socrate nel processo che lo condurrà alla morte non è qui l’Apologia scritta da Platone né quella scritta da Senofonte. Il vero Socrate si prende gioco della stoltezza degli ateniesi, che lo condannano a bere la cicuta senza capire quanto egli sia loro indispensabile, sia come capro espiatorio di ogni male sia come puntello per il loro modello sociale classista e discriminatorio. Al termine del discorso Socrate si dichiara pentito delle proprie dottrine, e smaschera menzogne e ipocrisie del regime democratico, esortando gli oppressi alla rivoluzione. Da fine conoscitore del mondo antico, da seguace del materialismo comunista, e da cittadino di un Paese dilaniato da dittature, colpi di stato militari e lotte civili, Kostas Vàrnalis offre qui la lettura di Socrate più dissacrante del Novecento: e se ne serve, socraticamente, per provare a illuminare gli uomini di oggi sul loro presente e sul loro futuro. Fa più o meno lo stesso nel Monologo di Momo, un dialogo in cui i due presunti “liberatori dell’umanità”, Prometeo e Cristo, entrambi sulla croce, vengono smascherati dal dio della critica, Momo, come latori insinceri di messaggi sbagliati: l’uno interessato a sostituire il proprio potere a quello di Zeus, l’altro votato a distogliere gli uomini dalla realtà delle loro condizioni materiali dirigendo il loro sguardo e le loro speranze verso un incerto aldilà. Chiunque giunga al potere teme il cambiamento: mentre chi è in disgrazia lo desidera e lo prepara in ogni modo. Il popolino sta nel mezzo e paga i danni: è infelice sia con i governi legittimi che con quelli illegittimi, sia con la tirannide che con la libertà. Affinché non capisca e non si opponga, gli raccontate bugie e lo minacciate. Ci sono popoli che vivono nei boschi, non hanno leggi, mangiano i loro pidocchi, e tuttavia amano la libertà. Popoli barbari! Noi viviamo nella città più bella del mondo, abbiamo le leggi più sagge, non mangiamo i pidocchi e amiamo i mascalzoni che ci mangiano.
16,00

Poesie inedite. Testo inglese a fronte

Poesie inedite. Testo inglese a fronte

Dylan Thomas

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2024

pagine: 256

Dylan Thomas (Swansea, Galles 1914 - New York 1953) è generalmente considerato l’iniziatore del “Nuovo romanticismo” (New Apocalyptics), il movimento poetico contrapposto al “classicismo” coevo e incline al rifiuto della poesia politicamente impegnata e al ritorno al mito. Le prime opere di Thomas – Eighteen Poems (1934), Twenty-Five Poems (1936), The Map of Love (1939) – catturarono l’attenzione dei critici per l’unicità delle visioni e per lo stile personalissimo, basato su strutture anti-tradizionali e metafore arditissime composte in un linguaggio oscuro, ma sempre carico di una comunicatività prorompente. Nel 1943 lavorò per il cinema e per la BBC, componendo radiodrammi come Under Milk Wood. Dopo la guerra Thomas viaggiò spesso negli Stati Uniti per conferenze e letture di poesia; dotato di una rara capacità di retore, commuoveva le platee al punto che si formò un vero mito intorno alla sua persona: basti pensare a Bob Dylan, nome d’arte in onore del gallese. Nel 1946 pubblicò Deaths and Entrances e nell’anno della morte Collected Poems. Morì alcolizzato il 9 novembre 1953 presso il Saint Vincent Hospital di New York, in seguito a delirium tremens. L’anno seguente Igor Stravinskij gli dedicò un pezzo per voce, archi e fiati (In memoriam Dylan Thomas), in cui il tenore intona la villanella thomasiana Do not go gentle into that good night, elegia scritta per la morte del padre.
18,00

Bei cipressetti, cipressetti miei. Poesie per bambini vecchi e nuovi

Bei cipressetti, cipressetti miei. Poesie per bambini vecchi e nuovi

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2023

pagine: 184

O meglio: poesie per nonni e genitori e bambini. Comincerei dai nonni, i più smemorati forse in “prosa”, ma chi può batterli in fatto di memoria poetica? Le loro infanzie sono state costellate di poesie da studiare a memoria: “me la provi me la provi?”. Le case risuonavano di queste richieste rivolte dallo scolaro a chiunque capitasse a tiro, madri, fratelli sorelle, che finivano per impararle a memoria anche loro. Echi di versi che questa raccolta cerca di risvegliare, così che il sassolino numero uno lanciato nello stagno diventi due diventi tre quattro, stupisca l’acqua e l’aria intorno con i suoi prodigi. Il coro che la scuola ha colpevolmente interrotto (perché? ci dicano almeno perché) magari potesse di nuovo risuonare nelle aule e nelle case, nel silenzio delle case, dei salotti zitti, dei divani-delle-testechine, esseri muti lì seduti, ciascuno stregato dal suo smartphone. Allora ci stregava l’apparizione di nonna Lucia, “alta, solenne, vestita di nero”, e quelle sette paia di scarpe, quelle sette verghe di ferro, quelle sette fiasche di lacrime ci confondevano e incantavano ben diversamente teste e orecchie.
16,00

Dimmi un verso anima mia. Antologia della poesia universale

Dimmi un verso anima mia. Antologia della poesia universale

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2023

pagine: 1260

Non era mai stata tentata finora, con queste dimensioni, una antologia della poesia universale, dai Veda ai poeti odierni, dagli antichi inni egizi a Eugenio Montale, Seamus Heaney, Paul Celan, dai salmi biblici e da Saffo fino a Ezra Pound, Yves Bonnefoy e Mario Luzi. L’intento non è critico, tanto meno compilativo: si tratta di un salto nella meraviglia lirica di ogni paese e di ogni tempo, di un viaggio nella sorpresa e nello smarrimento. Libro per la vita, da tenere sempre sul comodino, a divinare i giorni, l’antologia mira a essere un lavoro imperituro, una sorta di “Mille e una notte” della lirica mondiale. Non è dunque lettura per gli “esperti”, ma per gli ispirati; per quelli che tra le maglie di un sonetto del Seicento o tra gli oscuri canti di un bardo islandese, tra le giaculatorie di uno sciamano dei deserti e negli snodi poetici di un trovatore di Provenza, trovano un conforto di curiosità, hanno il coraggio di sondare la propria anima. La poesia, si sa, è un rischio e un antidoto: leggerla, oggi, un gesto di sorridente sovversione.
50,00

Odissea

Odissea

Nikos Kazantzakis

Libro

editore: Crocetti

anno edizione: 2023

pagine: 840

Iraklio, Creta, 1925. Nikos Kazantzakis si ritira in solitudine in una casetta in riva al mare, presso l’antica Cnosso. Riflette inquieto sulle nubi nere che si profilano all’orizzonte (l’ascesa dei totalitarismi) e sulla scrittura come dovere dell’intellettuale. Cerca la luce di una risposta, per offrire la redenzione a un mondo che si va dissolvendo. L’impresa è ardua, una lotta con le parole, “puledre selvagge”, perché l’anima possa “spiegare liberamente le ali”. All’improvviso, l’illuminazione: davanti ai suoi occhi si staglia la figura fiera del suo eroe, Ulisse astuto e insaziabile, assetato di conoscenza, desideroso di rimettersi in viaggio. Il mondo, le onde del mare si trasformano in tumultuosi decaeptasillabi, e il cerchio soleggiato del suo cervello li accoglie e ride come una spiaggia cretese. Nasce così l’Odissea, prosecuzione fantastica dell’epos omerico e sintesi di tremila anni di storia del pensiero. Sarà completata sull’isola di Ègina, di fronte al mare, dopo 13 anni e mezzo di lavoro e sette stesure autografe. Nella versione definitiva si compone di 33.333 versi suddivisi in 24 canti, lo stesso numero delle lettere nell’alfabeto greco e dei canti dei poemi omerici. Kazantzakis vi riversa tutte le sue esperienze intellettuali e spirituali, sviluppando una dottrina ascetica sincretistica, basata sui principi di diverse religioni e di grandi, utopistici ideali politici. Il vagabondaggio di Ulisse è soprattutto un viaggio alla ricerca della salvezza: la liberazione dalla speranza e dalla paura e, impresa suprema, dalla stessa libertà. Perché “il valore dell’uomo è soltanto uno: vivere e morire valorosamente senza accettare alcun compenso”. "L’Odissea di Nikos Kazantzakis è un inno alla grandezza dell’uomo. Alla fragile grandezza dell’uomo" (Alain Decaux, Accademico di Francia).
25,00

Vetro, ironia e Dio

Vetro, ironia e Dio

Anne Carson

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2023

pagine: 300

"Vetro, Ironia e Dio" (Glass, Irony & God) inizia con uno dei testi più amati della poetessa e studiosa canadese Anne Carson, la narrazione in versi che s’intitola "Il saggio di vetro" (The Glass Essay), spesso indicato come uno dei modelli di un genere sempre più praticato e discusso, il saggio lirico (lyric essay). Il saggio di vetro riflette sul dolore per la fine di una storia d’amore attraverso il resoconto di una visita ai genitori vecchi e malati, in un paesaggio che attiva il confronto con la brughiera delle sorelle Brontë e le loro opere. A mano a mano che l’amante si mette a nudo dinanzi al lettore, il suo dolore si materializza in visioni che prendono vita come ecfrasi della propria anima squadrata e descritta per immagini visionarie, “i Nudi”: “Non era il mio corpo, non era il corpo di una donna, era il corpo di tutti noi”. Il volume contiene anche un’originale serie di poesie su Dio; una magistrale riscrittura del poeta dell’Antico Testamento, Isaia; una serie di bozzetti poetici che ritraggono Ettore, Saffo, Antonin Artaud e Socrate; un saggio sul suono nel mondo antico in una prospettiva di genere; e, infine, un reportage di viaggio che racconta il soggiorno di Anna Xenia a Roma, con tanto di visita a Orvieto e agli affreschi di Luca Signorelli.
18,00

Le parole non dormono

Le parole non dormono

Durs Grünbein

Libro: Libro in brossura

editore: Crocetti

anno edizione: 2023

pagine: 336

Omaggio a una delle voci liriche più illustri della scena contemporanea, questa antologia propone un itinerario attraverso la produzione di Durs Grünbein lungo l’arco di oltre un trentennio. Sin dagli esordi, il suo immaginario si nutre dell’interesse per la “fabbrica” del cervello – e si tratta di una scelta con valore di programma: serve, da un lato, a dire un’idea di poesia radicata nella empirica immanenza del corpo; dall’altro a erodere i falsi miti su cui poggia il primato dell’homo sapiens. Nell’un caso come nell’altro è il sarcasmo, nel senso etimologico dello scarnificare, a imporsi come nota distintiva del suo stile: “Sotto la scrittura è all’opera il nervo”. Lucido erede dei traumi e delle fallite utopie del Novecento, Grünbein coltiva un dialogo serrato con la Storia, derivandone le premesse per una diagnosi del presente attenta a cogliere le mutazioni antropologiche in atto su scala globale.
20,00

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