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Astrolabio Ubaldini: Psiche e coscienza

La percezione. Dalla sensazione all'oggetto
16,00

Il terapeuta e la sua vittima. L'uso dell'ordalia per cambiare il comportamento

Il terapeuta e la sua vittima. L'uso dell'ordalia per cambiare il comportamento

Jay Haley

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1985

pagine: 192

L'ordalia non l'ha inventata Haley, e nemmeno Erickson; forme più o meno esplicite di ordalia si possono infatti rintracciare in molte tecniche terapeutiche. Haley è stato però il primo a definire l'ordalia terapeutica, a individuarne il funzionamento. L'ordalia terapeutica si basa in sostanza su un patto al quale il cliente si impegna in un comportamento per lui gravoso e insostenibile da portare avanti solo finché non verrà eliminato il sintomo. Il principale requisito dell'ordalia dovrà dunque essere di provocare un fastidio uguale se non maggiore di quello causato dal sintomo, proprio come una punizione deve essere commisurata al reato (per esempio può consistere nel doversi alzare nel cuore della notte per dar la cera ai pavimenti); deve essere però anche qualcosa che la persona può fare e a cui non può legittimamente opporsi; infine, non deve essere nociva per nessuno.I tipi di ordalie che Haley presenta sono numerosissimi e diversi tra loro: possono essere semplici ingiunzioni, ordalie doppie; paradossali, come quando a una persona che lamenta due sintomi viene detto di mettere in atto uno di essi ogni volta che l'altro si presenta, ecc. Oltre a descrivere l'impiego di svariati tipi di ordalia, Haley delinea le fasi di questo tipo di intervento ed espone dettagliatamente alcune specifiche tecniche da lui impiegate con clienti diversi.
16,00

L'esperienza dell'ipnosi. Approcci terapeutici agli stati alterati

L'esperienza dell'ipnosi. Approcci terapeutici agli stati alterati

Milton H. Erickson, Ernest L. Rossi

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1985

pagine: 336

Continua con questo terzo volume l’approccio aperto con le due precedenti opere, “Tecniche di suggestione ipnotica e Ipnoterapia”, nelle quali assistiamo all’addestramento di Ernest Rossi all’ipnosi clinica sotto la guida di Milton Erickson. Nel primo capitolo è presentata una fondamentale conferenza nella quale Erickson riassume il passaggio dal vecchio approccio autoritario in ipnosi ai nuovi approcci permissivi, di cui è stato il pioniere. Il secondo e il terzo capitolo sono dedicati ai fenomeni della catalessi e dei segnali ideomotori, due degli approcci fondamentali di Erickson all’induzione di trance e all’ipnoterapia. Il tema principale è sapere come indurre una trance terapeutica e come evocare la gamma di esperienze vissute e di reazioni involontarie del paziente utilizzate in ipnoterapia. Il quarto capitolo, dedicato all’apprendimento esperienziale in ipnosi, presenta un resoconto di una delle attività preferite da Erickson negli ultimi anni: l’addestramento di medici all’impiego dell’ipnosi clinica tramite la possibilità di vivere essi stessi questa esperienza. Il saggio di Ernest Rossi riportato nell’appendice, infine, analizza il rapporto fra gli stati di coscienza alterati, la comune trance di ogni giorno e i ritmi psicofisiologici ultradiani.
20,00

Teoria e tecnica dell'analisi del transfert

Teoria e tecnica dell'analisi del transfert

Merton M. Gill

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1985

pagine: 176

"La mia opinione è che, così come è praticata generalmente, la psicoanalisi non sia di un buon livello tecnico. In particolare, voglio dire che l'analisi del transfert, cioè il cuore stesso della tecnica psicoanalitica, non è coerentemente praticata nella professione". Secondo Gill, ciò è dovuto principalmente al fatto che non c'è una concettualizzazione adeguata dell'analisi del transfert. A questo scopo, Gill sviluppa sistematicamente uno dei due modelli del processo analitico proposti da Freud, cioè quello che mette in primo piano lo sviluppo del transfert, per bilanciare l'influsso esagerato del modello centrato principalmente sul recupero del passato. Ciò non vuol dire che Gill non riconosca l'importanza del secondo modello. Egli sostiene solo che all'inizio si dovrebbe fare soprattutto attenzione a come le relazioni attuali, reali, tra analista e paziente rendano plausibile ('giustifichino') il transfert del paziente, e solo dopo si dovrebbe spostare il fuoco dell'attenzione e mettere in luce che l'esperienza del rapporto vissuta dal paziente non è del tutto determinata dalla risoluzione del transfert. La sottigliezza dell'analisi di Gill, la sua sensibilità all'ascolto del transfert fanno di questo libro un prezioso strumento per ogni terapeuta, di qualsivoglia orientamento, che non voglia chiudere gli occhi su questa dimensione del rapporto interpersonale.
13,00

La terapia provocativa

La terapia provocativa

Frank Farrelly, Jeff Brandsma

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 192

Paradossalmente, la Terapia Provocativa può essere definita un venire incontro ai bisogni inconfessati del paziente, assecondandone il masochismo o meglio spingendolo fino alle sue estreme conseguenze. Il terapeuta ridefinisce, accentuando ed esasperando in modo selettivo, ciò che il cliente esprime con le parole, le reazioni o il comportamento, e lo incalza, ributtandogli addosso i suoi stessi timori. Tutto ciò avviene ovviamente nel modo più diretto, immediato, spesso addirittura cinico e brutale. Il terapeuta, con il suo comportamento, mette in evidenza che il cliente ha molti modi diversi di concettualizzare (e quindi sentire e agire) i suoi problemi; e questo dà ben presto al cliente molti modi nuovi di vedere il problema stesso. L’obiettivo non è tanto di far avere un insight al cliente, quanto piuttosto di farlo desistere dall’inutile ricerca dell’irraggiungibile, concentrandosi invece sulle possibilità reali. Il terapeuta cerca di provocare il cliente ad affermare il proprio valore di fronte a se stesso e agli altri, e a imporsi col proprio comportamento sul lavoro e nei rapporti sociali; infine, provocando il cliente, cerca di controcondizionare le sue idee autodistruttive. Con la riduzione all’assurdo dei suoi schemi non adattivi, autodistruttivi, il cliente viene provocato a situare le sue affermazioni in una prospettiva sociale e psicologica più adeguata.
15,00

I modelli della tecnica ipnotica di Milton H. Erickson

I modelli della tecnica ipnotica di Milton H. Erickson

Richard Bandler, John Grinder

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 236

Come dice lo stesso Erickson nella sua prefazione, "questo libro non costituisce certo una descrizione completa delle mie metodologie, tuttavia spiega il mio modo di lavorare molto meglio di quanto io stesso non riuscirei a fare". In questo volume Bandler e Grinder intendono presentare al lettore, in maniera facilmente accessibile e graduale, alcuni degli schemi tipici del comportamento tenuto da Erickson quando opera con l'ipnosi, un modello esplicito che gli dia modo di servirsi di queste capacità nel suo stesso lavoro. L'opera comprende tre fasi o livelli di modellamento. La Parte I contiene alcuni articoli di Erickson, esempi stimolanti del suo lavoro personale, con un commento parallelo in cui si individuano gli schemi del suo comportamento. Nella Parte II questi schemi vengono ripartiti nei loro raggruppamenti naturali, allo scopo di dare al lettore un criterio generale sia per comprendere l'opera di Erickson, sia per organizzare la sua esperienza personale dell'ipnosi. La Parte III è un'esposizione esplicita, effettuata per gradi, degli schemi individuati nella I e nella II Parte, e si propone di fare acquisire al lettore la capacità di costruire ciascuno schema attraverso la comprensione delle sue caratteristiche formali, nella convinzione che egli potrà avvantaggiarsi, a beneficio del proprio lavoro personale, degli schemi di comportamento di Erickson.
18,00

Scritti psicoanalitici. Un approccio kleiniano alla pratica clinica

Scritti psicoanalitici. Un approccio kleiniano alla pratica clinica

Hanna Segal

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 304

22,00

Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi

Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi

Aaron T. Beck

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 264

La concezione cognitivista si presenta, a colpo d’occhio, come un ritorno al senso comune e alle verità che la stragrande maggioranza delle persone condivide normalmente. Un ritorno non vuol dire, però, una riduzione pura e semplice; vuol dire, invece, ritrovare una coerenza tra senso comune e teoria clinica, un legame di continuità tra di essi che non cancelli valutazioni comuni, dell’‘uomo della strada’. Ma soprattutto non si deve trascurare che, nel senso comune, la cosa da fare è spiegare gli errori, dimostrare che un ragionamento non regge, far sperimentare che la realtà è diversa. L’aspetto più sorprendente di questo libro è proprio come Beck riesca a elaborare una teoria e una pratica clinica estremamente agili, precise ed efficaci, trasferendo quelle verità e quell’atteggiamento ‘terapeutico’ dell’uomo comune in una semplice assunzione: che i disturbi psicopatologici sono primariamente disturbi della sfera cognitiva, cioè delle funzioni del ragionamento, della valutazione e dell’apprendimento. Ciò non vuol dire, è chiaro, che per fare psicoterapia basta un po’ di senso comune. La terapia cognitiva nasce quando, come fa Beck, si traggano tutte le conseguenze, spesso complesse, da quella assunzione, elaborando modi nuovi e tecniche fantasiose, o adottando in una nuova prospettiva metodologie provenienti da altri approcci.
19,00

La personalità. Misura e teoria

La personalità. Misura e teoria

Paul Kline

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 176

Scritto nella tradizione della British School of Psychology di Stearman, Burt, Eysenck e Cattell, questo libro di un ben noto autore si presenta come un eccezionale tentativo di accostare la quantificazione e la teoria psicologica ai fini dello studio della personalità. In un'utilissima rassegna vengono esposti i problemi connessi con la costruzione di test psicologici, i vari metodi di misurazione della personalità e i test di personalità; sono poi descritti e discussi i test proiettivi e obiettivi e le misure della dinamica della personalità. Al lettore viene in sostanza offerta dapprima una discussione dei differenti metodi di misurazione della personalità e delle varie scoperte che sono state compiute nel campo. I risultati sono poi esaminati alla luce delle teorie psicologiche della personalità, e qui l'autore sottolinea la necessità di una teoria che tenga conto delle variabili più importanti. L'obiettivo primario è però evidenziare, oltre alle varie tecniche di misurazione vere e proprie, le conclusioni generali che derivano dalle misurazioni. Ed è questo che conferisce al libro un particolare valore per la teoria psicologica della personalità e che lo pone decisamente al di sopra dei comuni testi di psicometria.
12,00

Opere. Volume Vol. 4

Opere. Volume Vol. 4

Milton H. Erickson

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 624

Milton H. Erickson non è stato soltanto un grandissimo ipnotista e ipnoterapeuta, è stato anche e soprattutto colui che ha dato all’ipnosi uno status ufficiale di vera e propria scienza. Le sue intuizioni, i suoi esperimenti, le sue applicazioni terapeutiche, oltre a essere stati determinanti per lo sviluppo dell’ipnosi come metodo scientifico, hanno avuto ripercussioni profondissime in molteplici campi; le sue idee e la sua pratica, infatti, costituiscono la fonte più o meno diretta di gran parte delle tecniche terapeutiche praticate nella terapia relazionale; e questo non è un caso, giacché all’epoca della teorizzazione di Bateson, Jackson, Haley e Weakland, Erickson era già maestro nell’induzione di doppi legami e nell’uso dei paradossi della comunicazione (Haley e Weakland sono stati suoi allievi diretti). Questa raccolta degli scritti di Erickson è di particolare interesse in quanto contiene tutti i suoi contributi originali in un arco di più di cinquant’anni di esplorazioni sperimentali e terapeutiche. È una miniera di dati inestimabili che i ricercatori e i clinici potranno utilizzare con profitto sia nella ricerca sperimentale sia nella psicoterapia.
36,00

Principi di terapia della famiglia

Principi di terapia della famiglia

Lynn Hoffman

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 336

Di tutte le modalità terapeutiche oggi in uso, nessuna è tanto prodiga di promesse di grandi cambiamenti personali quanto la terapia della famiglia; in nessun'altra disciplina, tuttavia, era altrettanto sentito il bisogno di uno schema teorico omogeneo che chiarisse e unificasse i concetti e le teorie alla base della terapia. Questo libro di Lynn Hoffman viene a colmare tale lacuna. In esso l'autrice presenta infatti una sintesi puntuale e utile a tutti i livelli, che collega i diversi temi e concetti attorno ai quali si è sviluppata la teoria e la terapia della famiglia.
22,00

La psicoterapia ericksoniana. Phoenix

La psicoterapia ericksoniana. Phoenix

David Gordon, Maribeth Meyers Anderson

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1984

pagine: 169

Mentre sul lavoro di Erickson come ipnotista sono stati pubblicati numerosi libri e articoli descrittivi e valutativi, relativamente poca attenzione è stata prestata a quell’enorme parte della sua opera di terapeuta in cui egli faceva poco o nessun uso di tecniche specificamente ipnotiche. In questo volume gli autori si soffermano su quegli esempi del lavoro clinico di Erickson che non si affidano all’utilizzazione degli stati formali di trance. Studiando le trascrizioni letterali delle descrizioni che Erickson stesso ha fatto del proprio lavoro, le linee così caratteristiche del suo approccio vengono non solo individuate a uso del lettore, ma anche descritte come sequenze di comportamenti interni ed esterni riproducibili da chiunque. In questo modo gli autori giungono a individuare i lineamenti di una vera e propria psicoterapia ericksoniana, a ricostruirne le procedure e le tecniche di conduzione della cura, e quindi a renderle disponibili anche a chi non ha avuto la fortuna di poter apprendere direttamente da Erickson la sua magica e multiforme arte terapeutica.
13,00

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