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Aragno: Biblioteca Aragno

Il taccuino segreto

Il taccuino segreto

Cesare Pavese

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2020

pagine: 236

A settant'anni dalla scomparsa di Cesare Pavese, lontani ormai i clamori suscitati dalla prima segnalazione sulle pagine culturali del quotidiano «La Stampa » nel 1990, viene infine presentata in volume l'edizione del Taccuino segreto dello scrittore torinese. Curata da Francesca Belviso, corredata di una introduzione dello storico della cultura Angelo d'Orsi, arricchita della testimonianza inedita dello scopritore, Lorenzo Mondo, nonché di un saggio della curatrice, l'edizione permette infine di inserire a pieno titolo questo scritto nella biografia intellettuale pavesiana. La ricostruzione della genesi scrittoria del Taccuino, redatto in uno dei periodi più tormentati del percorso esistenziale di Pavese, induce a contestualizzare questa scrittura diaristica e offre una chiave di lettura per la comprensione di alcuni dei frammenti più problematici dal punto di vista ideologico. Una opportuna antologia degli articoli usciti all'indomani della pubblicazione sulla « Stampa » fornisce un campione delle reazioni più vive espresse da coloro che ebbero Pavese come sodale e definisce il contesto storico del dibattito. Nell'appendice documentale, la pubblicazione delle immagini del block notes di 29 fogli permette infine di allontanare ogni dubbio sull'autenticità del documento. La prima edizione del Taccuino segreto di Pavese sembra dunque imporsi come un'operazione doverosa e necessaria, a trent'anni esatti dalla scoperta dell'inedito, poiché fornisce un tassello fondamentale al ritratto di un autore che ancora oggi sembra oscillare tra la figura dell'idolo inviolato e quella del mito infranto.
25,00 €

Nelle ombre del domani

Nelle ombre del domani

Johan Huizinga

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 234

«Viviamo in un mondo ossessionato. E ne siamo coscienti. Nessuno proverebbe stupore se un bel giorno questa nostra insania desse luogo a una crisi di virulenta follia che, una volta estinta, lascerebbe l'Europa nel torpore e nello smarrimento; i motori continuerebbero a girare e le bandiere a sventolare, ma lo spirito sarebbe soffocato». Sono le parole con cui si apre "Nelle ombre del domani", di Johan Huizinga. È il 1935 L'Europa registra il successo dei dei totalitarismi e l'entusiasmo per le dittature. Quel libro più che lo sguardo preoccupato di uno storico registra il termometro di un disagio diffuso. Un disagio che significativamente Luigi Einaudi coglie in tutta la sua profondità, tanto da insistere perché il titolo nella versione italiana, anziché assumere la dimensione della prospettiva per un domani incerto, testimoni della condizioni di incertezza del presente. "La crisi della civiltà", questo sarà il titolo che Einaudi propone nel 1937 e che consegna al dibattito pubblico il testo di Huizinga, parla direttamente al presente e intende sottolineare la profondità di una condizione che chiede di rispondere in termini di contenuti e di progetto, senza pensare che la risposta possibile possa arrivare in un futuro tanto indefinito, quanto incerto.
20,00 €

Giampaolo Alciati della Motta e gli eretici piemontesi nell'Europa del '500

Giampaolo Alciati della Motta e gli eretici piemontesi nell'Europa del '500

Luca Addante

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2014

Il Cinquecento piemontese fu percorso da numerosi casi di dissenso religioso, non solo i meglio noti valdesi. Piemontesi furono, infatti, alcuni dei leader delle correnti più radicali, come il grande giurista Matteo Gribaldi, il famoso umanista Celio Secondo Curione, il medico (e abilissimo politico) Giorgio Biandrata, tutti esponenti di un'aristocrazia in decadenza, come pure Giampaolo Alciati della Motta, cui è dedicata questa nuova indagine di Luca Addante. Negli anni del trionfo dell'Inquisizione, Alciati abbandonò la natia Savigliano per dirigersi, al pari di tanti altri esuli, nella Ginevra di Calvino. Qui, tuttavia, il rogo del radicale spagnolo Miguel Servet (1553) rivelò nei calvinisti un atteggiamento di fronte al dissenso non meno rigido di quello cattolico. Alciati e i suoi compagni furono allora i protagonisti di uno scontro durissimo contro Calvino, in nome delle libertà di coscienza, di critica e d'espressione. Ciò costrinse la gran parte di loro a una vita in esilio perenne, e Alciati passò dalla Lituania alla Moravia, dalla Transilvania alla Polonia. Le idee del movimento tuttavia si diffusero in tutta Europa, e il movimento radicale con le sue pratiche, i suoi scritti, le sue proteste, la sua propaganda europea ebbe un ruolo decisivo nel rivoluzionare le concezioni delle libertà, portandole dal Medioevo al mondo moderno, e contribuendo a trasformare le libertà da privilegi concessi a pochissimi in diritti che spettano a tutti gli esseri umani.
15,00 €

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