Sellerio Editore Palermo: La nuova diagonale
Gli occhiali sul naso
Giovanni Maccari
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2011
pagine: 141
"A proposito del silenzio, sono un gran maestro in questo genere letterario". Isaak Babel' amava circondarsi di leggenda, ricordando di sé episodi e aneddoti di non mai accertata verità. Dopo i capolavori dell' Armata a cavallo e dei Racconti di Odessa, che ne hanno fatto tra i massimi prosatori russi e forse il più grande tra gli scrittori russi ebrei, visse nell'epoca di Stalin non senza alcuni privilegi, prima di tutto quello di poter viaggiare in Europa. Era amico e protetto di Gorki e quando questi morì nel 1936, pare scrivesse "ora verranno a cercarmi". Fu arrestato processato e fucilato nel 1940 dietro accuse ancora incerte e la sua morte fu conosciuta dalla seconda moglie (la prima viveva in Francia) solo nel 1953, un anno prima della riabilitazione completa "data l'inesistenza dei reati". Non scrisse molto e la sua scarsa alacrità, criticata entro l'associazionismo degli scrittori sovietici, era forse dovuta più all'impossibilità di restare "impuro e innocente" come nei suoi capolavori, che al dissenso attivo verso il Realismo socialista. Era tutto sommato "avvolto in un mantello di enigmatiche ambiguità", come disse la figlia Natalia. E sono queste enigmatiche ambiguità le profondità che questo libro intende scandagliare, afferrando la storia di Babel' da quei momenti e da quegli sprazzi simultaneamente veri nella sostanza e inaffidabili. Quindi non una biografia sistematica ma una rapsodia di voci e scene.
Cuore di cactus
Antonio Calabrò
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2010
pagine: 143
"Ma allora, si emigra davvero per sempre? Probabilmente, non si emigra mai. Se non altro, non si emigra da se stessi. O forse è proprio sbagliato il termine, emigrare". Non è del tutto esatto che il giornalista affermato che ha scritto questo libro, era soltanto emigrato da Palermo; la sua emigrazione era stata anche la ricerca imperiosa di un altrove, di una diversa misura di mestiere e di vita. Non più giovanissimo, dopo un quindicennio di impegno di punta nel glorioso giornale "L'Ora" negli anni del più intenso lavoro antimafia, l'addio di Antonio Calabrò era maturato nell'agosto del 1985 il giorno dell'uccisione dell'amico commissario Ninni Cassarà, per non dover essere testimone, ancora una volta, dei vuoti rituali in cui la città espugnata inghiottiva il messaggio dei suoi migliori servitori del pubblico interesse. Perciò il ritorno, in queste pagine, con la mente e con il ricordo, non è la nostalgica memoria dei momenti magici nella città com'era, ma è l'analisi documentata, severa, appassionata, delle ragioni che lo avevano spinto alla emigrazione-esilio; ragioni private in cui si riverbera, riflessa nelle tappe di una biografia civile, la grande disgregazione di una metropoli meridionale, il suo destino storico.
La valle del vecchio
Giovanni Iudica
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2009
pagine: 176
Tra caso e necessità si dipana questa storia della famiglia dell'autore lungo due secoli, scritta come un romanzo ma fondata sull'archivio dei documenti, delle testimonianze e dei ricordi. Il caso è l'origine. Il capostipite, Sebastiano, nasce dall'amore di un potente signore territoriale, un Duca, e di una pastorella bellissima. E questa nascita ne fa una persona determinata e fiera, decisa ad affermarsi con la tenacia e con il lavoro. Prima il lavoro dei campi, poi l'apertura di uno spaccio per i contadini, poi ancora l'allargamento dell'esercizio, fino a quando può cominciare ad acquistare terre anche lui; e intanto il desiderio romantico di sapere qualcosa dei suoi genitori, la scoperta della verità e l'incontro con la sorella separata. Da quel capostipite discende una stirpe di uomini e donne, che hanno radici profonde nel loro paese dominato dal Vulcano Etna, ma che saranno incessantemente sospinti verso i luoghi del mondo dove si forma la modernità. L'America, per alcuni, tra fortune economiche pazientemente accumulate, matrimoni, fughe e tragedie; il Nord Italia, Milano, per altri, motivati, con la tenacia intraprendente che è il segno della famiglia, allo studio e alle professioni. E qui l'innesto, nel tronco originario siciliano, di un'altra stirpe di contadini arricchiti della Val Padana. Mentre, sullo sfondo delle peripezie delle generazioni, scorre il fiume della storia vera: risorgimento, guerre, fascismo, l'epopea dei migranti, arretratezze e miracoli economici.
Ricordi. Da Budapest a Parigi
François Fejtö
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2009
pagine: 434
Nato in Ungheria sotto l'impero di Francesco Giuseppe, François Fejto, storico e intellettuale scomparso nel 2008, è stato un testimone d'eccezione che ha preso parte a tutti gli eventi che hanno scosso l'Europa nel corso del Novecento. In queste memorie ci riporta al mondo scomparso dell'impero austro-ungarico della sua giovinezza, racconta, in qualità di testimone e insieme di vittima, la nascita del nazismo e le persecuzioni antisemite, le ore tragiche delle purghe staliniane e della rivoluzione ungherese, ma giunge a considerare personaggi, avvenimenti, movimenti fino agli anni Ottanta. Diventato cittadino francese alla fine degli anni Trenta Fejto ha conservato la sua identità ungherese (solo dopo il 1989 è ritornato a visitare la sua amata Ungheria) ma anche una visione complessiva degli avvenimenti che hanno insanguinato il secolo. Considerato, a ragione, il più grande conoscitore dei paesi dell'Est, in questo libro offre una riflessione storica, ma insieme racconta la storia di un uomo al servizio della libertà. E il ricordo autobiografico si mescola con la passione civile, l'analisi impietosa, l'incessante interrogativo sul bene e il male della nostra società.
L'erranza. Memorie in forma di lettere
Carlo Muscetta
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2009
pagine: 306
Maestro "eretico" della critica letteraria, saggista, polemista. Carlo Muscetta è stato uno dei maggiori protagonisti dell'editoria italiana. Già ottantenne scrisse questa autobiografia in forma di corrispondenza: quaranta lettere rivolte a familiari e amici, ma anche a personaggi, del mondo letterario, politico e accademico (Natalia Ginzburg, Luigi Pintor, Franco Fortini, Dario Fo, Nicola Caracciolo, Giulio Einaudi, Vito Laterza). Le lettere rivelano una personalità affettuosa, a volte impietosa, che nulla risparmia, nemmeno a se stesso, per darci la verità di una esistenza ricca di avventatezze e di audacie. Ma "L'erranza" è anche un esemplare affresco del nostro Paese: cinquant'anni di vita culturale e politica italiana attraverso la penna di uno dei più lucidi e appassionati critici dell'Italia repubblicana. Impegnato all'indomani della guerra con il Partito Comunista, Muscetta si ribellò alle sopraffazioni dell'ideologia e fece della critica una "letteratura militante". Non apprezzò mai l'accademia rimproverandole le angustie e le miserie, l'assenza d'ingegno e la monotonia della scrittura "se non si è scolasticamente noiosi sembra che non si faccia scienza", disse.
I papillons di Brahms
Piero Violante
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2009
pagine: 247
"Sono pezzi dettati dall'occasione, che, come Sparafucile, ho colto a volo. I pezzi una volta composti in suite esibiscono una insospettata coerenza" scrive Piero Violante, presentando questa raccolta che risuona di oggetti d'affezione da Mozart a Schoenberg, da Brahms a Kurt Weill, ad Adorno, ai musicisti siciliani: Ziino, Sollima, Mannino, Pennisi, Incardona. Emergono nella suite del libro "le predilezioni del critico, rafforzate da un tema fondamentale per la lettura del Novecento: la centralità di Vienna vista sì in continuità tra la Klassik e la Wiener Schule, così come insegnava Schoenberg, ma non più in opposizione né con la Parigi europeista di Cocteau e dei Sei né con la Berlino socialista di Brecht e Weill. Ho imparato frequentando per venti anni la redazione de "L'Ora" che anche un pezzo di cronaca musicale è un pezzo di critica sociale. Oggi, lo so, questa idea appare sempre più minoritaria e marginale. Il libro insiste sulla centralità dei nessi forma-società, sulla lettura sociologica delle interrelazioni e non sovrapposizioni tra le autonomie delle forme artistiche e di quelle sociali, sulla convinzione della centralità della musica nella formazione dell'identità civile e negli affetti. "I papillons di Brahms" leggono la musica come "sintomo" sociale. Ogni singolo pezzo si propone il difficile compito di raccontare la musica, di inserirla nel canone culturale, in un mix di narrazione, d'invenzione, di memoria dell'occasione musicale: un protocollo del vissuto individuale e sociale".
I Florio
Simone Candela
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2008
pagine: 513
Questo studio di Candela è da considerare come la prima storia completa dell'ascesa, fortuna e decadenza dei Florio. La presente edizione giunge al lettore con novità e aggiunte nella parte finale, risultanti da nuovi materiali d'archivio: "La rapidità dei ricambi, delle alternanze, delle successioni è una 'costante' della storia siciliana. All'interno di ogni categoria sociale - aristocrazia, 'borghesia', imprenditorialità, mafia - non c'è mai stato l'assestamento di una 'discendenza', di una continuità nell'ordine delle generazioni. Sarebbe da dire che ogni principio contiene la fine, ogni ascesa la decadenza: e nel rapido succedere, per dirla con l'immagine del 'Mastro don Gesualdo', alle mani di coloro che 'hanno fatto la pappa', le mani di coloro che imprevidentemente e prodigalmente la disperdono. Da ciò, appunto in Verga, quella specie di 'superstitio' che alla volontà di mutar stato, e al mutarlo, assegna catastrofe e pena. A tale 'costante' non sono sfuggiti i Florio. Nella loro ascesa e nel loro declino, però, ci sono anche, e sopratutto, delle ragioni precise, delle ragioni 'scientifiche': nel senso che la scienza dell'economia può sceverarle e analizzarle. Quello che viene assunto come mito, è un fatto: ha cause, effetti che hanno a che fare con eventi storici, leggi dello Stato, mercati, concorrenze, errori. Ed è quel che in questo libro Candela studia e mette in luce, attraverso un lavoro d'archivio finora trascurato".
Un'autobiografia
Anthony Trollope
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2008
pagine: 393
In un'epoca in cui le autobiografie erano un genere molto popolare, questa autobiografia di uno dei più prolifici autori vittoriani, e forse dell'intera storia delle lettere, ebbe un grande successo. Ragion per cui può considerarsi un modello esemplare del suo genere e del suo tempo. "Scrivendo queste pagine, che, in assenza di un titolo migliore, sarò costretto a chiamare l'autobiografia di una persona così insignificante come me, la mia intenzione non sarà tanto di parlare dei piccoli dettagli della vita privata, quanto di raccontare quello che io e forse altri intorno a me abbiamo fatto nel campo letterario, di narrare i miei fallimenti e i miei successi così come sono avvenuti, con le loro cause, e le opportunità che la carriera letteraria offre": nulla di personale, insomma, sembra dire il grande Trollope. E infatti racconta la sua vita come se parlasse di un terzo, senza soggettività: la vicenda di un bambino povero e sfortunato, figlio di una famiglia colta e non oscura di origini, ma bislacca e fallimentare, e l'avventura del suo farsi avanti nella vita fino al successo la gloria e il denaro, grazie alla metodica applicazione del proprio talento e ad una inflessibile volontà. Quasi fosse un romanzo vittoriano: come un intreccio controllato e razionale evolve ordinatamente verso il suo esito edficante e moralmente giustificato.
La volpe e il leone. Etica e politica nell'Italia che cambia
Marco Follini
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2008
pagine: 83
Una riflessione sui rapporti tra politica e morale, sorretta dal rimando a filosofi e pensatori, con lo sguardo rivolto all'indietro, alla storia dell'Italia repubblicana, ma anche in avanti, al futuro che sapremo costruirci. Nell'Italia democratica che nasceva dalle macerie della guerra la moralità della politica risiedeva nella solidarietà. La classe dirigente, la classe politica, aveva come obiettivo il potere non la ricchezza ed era un potere povero (come dimenticare il cappotto rivoltato con cui De Gasperi si recò negli Stati Uniti?). Poi il miracolo economico, il protagonismo dei giovani, delle donne, i cupi anni Settanta e i rampanti anni Ottanta, la nascita della questione morale. Fino a oggi. "Quello che manca alla politica è un verso; il senso della sua missione, il traguardo alto e lontano a cui cercare di tendere. E quando manca un traguardo, tutto si riduce allo scambio". L'essere "sfibrati" moralmente alla fine, però, consente straordinari recuperi. Come quando l'Italia del pallone, travolta dal colossale scandalo di Calciopoli, finì col vincere i mondiali in Germania. Perché non provare ad assecondare il futuro di un'Italia nuova, capace di una misurata, gentile e riflessiva virtù?
Il terzo strike. La prigione in America
Elisabetta Grande
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2007
pagine: 168
Elisabetta Grande mostra come l'America abbia abbandonato il principio della proporzionalità della pena al reato, della risocializzazione del condannato, in nome di una "certezza" sempre più vicina alla tentazione di estromettere definitivamente il detenuto dalla vita sociale, quando non a farne lo strumento di una speculazione d'affari. In Italia ci fu una appassionata discussione fra giuristi, gli uni persuasi che la pena dovesse essere resa duttile in corso d'esecuzione, e rivalutata rispetto all'evoluzione personale del condannato, gli altri spaventati dall'arbitrio potenziale di quella flessibilità, e inclini a una riforma del codice penale che correggesse la misura eccessiva delle pene previste. Prevalse in teoria la prima, con la riforma del 1975 e le successive misure, di cui il nome di Mario Gozzini diventò il simbolo, ma progressivamente svuotate da provvedimenti ispirati alla galera come toccasana e regalo circense alla pubblica opinione. L'indulto - una scelta retrospettivamente preterintenzionale, così da spaventare i suoi stessi autori - ha riportato un sollievo umano e un po' di legalità nella condizione delle carceri. Sono necessarie però riforme sostanziali: la cancellazione di leggi punitive e contrarie alla vera sicurezza, la riforma del codice penale che depenalizzi gli attuali reati di scarsa o nulla pericolosità. La proporzione di gente in prigione non è un indice della criminalità e dell'insicurezza di un paese, ma solo della sua politica penale.
A margine
Beppe Benvenuto
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2007
pagine: 202
Curioso di sentieri culturali insoliti, all'incrocio tra la critica e la cronaca del lavoro letterario, con una predilezione per quell'invenzione italiana che fu la Terza pagina, Benvenuto raccoglie in questo volume esami ravvicinati di casi storico-letterari e storico-politici del Novecento. Carriere di grandi firme giornalistiche tra fascismo e antifascismo, protagonisti a cavallo di politica e cultura, parabole ideologiche e fortune attraverso le tempeste e le baruffe del secolo, eccentriche figure della breve epoca in cui la borghesia italiana mostrò amore per i frutti dello spirito. Il taglio è volutamente al margine, in un doppio senso. Da un lato, l'autore preferisce, piuttosto che entrare dentro l'opera, avvicinarsene dagli addentellati e dalle circostanze periferiche, in modo da tracciarne una sorta di spirale critica che si approssima al centro. Dall'altro, si tratta di protagonisti di vicende e questioni effettivamente marginali ed estranee allo star system dell'intellighenzia del secolo. Però, come accade, è dai margini che ci si dovrebbero aspettare le sorprese; per cui, ognuna di queste puntuali monografie riserva originale interesse e scoperte.
Parlando di donne. Lettere a un quotidiano inglese del '700
Joseph Addison, Richard Steele
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2006
pagine: 248
Le eroine rappresentate in questa corrispondenza giornalistica, con relative risposte dei redattori, sembrano uscite direttamente dalle pagine della Fiera delle vanità di Tackeray o del Circolo Picwick di Dickens, al punto che si stenta a credere che queste lettere siano ritenute in gran parte autentiche. Lo "Spectator" nel 1711-12 inventò il moderno quotidiano. Addison e Steele, i fondatori, ne studiarono la formula allo scopo di "educare divertendo", cioè di migliorare i costumi di una classe non aristocratica, ma già ricca e dirigente, un ceto medio influente e pronto a rivendicare il suo status sociale. E all'interno di questo, della componente femminile, lontana dalla parità ma degna di migliorarsi attraverso il discorso pedagogico.

