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Palermo di chitarra e coltello

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Palermo di chitarra e coltello
Titolo Palermo di chitarra e coltello
Autore
Argomenti Società, scienze sociali e politica Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Società, scienze sociali e politica Servizi sociali, assistenza sociale e criminologia
Biografie e storie vere Biografie generali
Economia e management Industria e studi industriali
Collana Einaudi. Stile libero
Editore Einaudi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 176
Pubblicazione 2026
ISBN 9788806271572
 
15,50

 
0 copie disponibili
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
0 copie disponibili
presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Ordinabile
«Dimenticate la Sicilia che avete letto nei romanzi o che avete visto nei film: quella dei fichidindia e dei delitti d'onore, dei nobili e dei briganti, dei gattopardi e dei perdenti. E fate largo, se potete, alla Sicilia delle storie fragili, sminuzzate dal tempo e dalla lontananza». L'educazione sentimentale di un ragazzo degli anni Cinquanta, musicante di paese con gli occhi pieni di sogni. Un'epopea della miseria che dalla provincia siciliana più profonda arriva nella Palermo delle guerre di mafia, teatro in cui si spegne l'incanto della giovinezza. Crescere nel dopoguerra a Gangi - un paese arroccato su una montagna tra i Nebrodi e le Madonie - significa essere destinato a zappare la terra. Pochi fortunati hanno la possibilità di studiare entrando in seminario e il protagonista di questa storia è uno di loro. Nei quattro anni trascorsi in un istituto dei salesiani scopre l'arte, la letteratura, la musica, ma quando la sua vocazione vacilla il ritorno a casa è inevitabile. A Gangi lo attendono una promessa d'amore e un'orchestrina volante che si muove leggera tra serenate e funerali. A questa Sicilia di preziosa favola, in cui «quattro picciottelli con gli strumenti in mano avvampano di sogni e ambizioni», si contrappone la Palermo della mafia e dei tradimenti, dei delinquenti e dei morti ammazzati. Quella che Giuseppe Sottile ha imparato presto a conoscere come cronista di nera e che ha continuato a osservare e raccontare per cinquant'anni. Il ritratto che ci consegna è appassionato e vibrante, intessuto di rimandi letterari e ricco di chiaroscuri, disilluso eppure rivolto verso un futuro in cui la città che ha visto succedersi molte dominazioni possa ritrovare il suo «genio».
 

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